E' il governo che decide sul centro olii!
Con una legge esautora le regioni per garantire l'Eni e le compagnie petrolifere.
E’ in arrivo la legge obiettivo del centrodestra per scavalcare le regioni sulla concertazione di nuovi siti per il rilevamento e l’estrazione di idrocarburi. Con questo disegno di legge il Governo cancella il ruolo della Regione, e gli unici soggetti titolati ad occuparsi delle risorse del sottosuolo saranno lo Stato e le compagnie petrolifere.
Approderà al Senato dopo aver avuto approvazione alla Camera con 232 voti favorevoli e 164 contrari il disegno di legge “1441-ter A” con cui Ortona e altre “future Ortona” vedranno nascere impianti con alte ciminiere che per alimentarsi bruceranno quintali di acqua rubati all’agricoltura e ai cittadini.
Questo disegno di legge in sostanza espropria in materia ambientale qualsiasi prerogativa decisionale a Regioni e Comuni rilanciando un “federalismo alla Berlusconi”.
Tutti i deputati dell'Italia dei Valori hanno votato contro a questo disegno di legge, cosi come faranno i nostri senatori, che daranno battaglia a questo progetto voluto dal centrodestra e dagli amici dell’ENI per il “bene collettivo”, come sostengono. Mi domando di quale bene collettivo parlino.
Questo è il comunicato apparso oggi sul sito di Carlo Costantini, candidato dell'IdV e del centro-sinistra in generale alle prossime elezioni Regionali.
Dunque il Governo Berlusconi ha già deciso che chiunque dovesse vincere, il Centro Olii si farà a prescindere, così come qualsiasi altro impianto
petrolifero e di trasformazione, sia qui in Abruzzo che nel resto del Paese.
Un'oscenità da metter in conto a Chiodi ed a tutti i politici che sotto lo stemma di quel quarto di tappo invecchiato 72 anni nella botte di Arcore vanno in giro a
parlare di futuro.
Tagliar fuori la regione da queste decisioni, oltre che essere decisamente un controsenso rispetto al "federalismo" tanto millantato, è l'ennesima dimostrazione di come in Italia
Berlusconi si comporti come un sovrano dedito solo ai suoi interessi ed a quelli della lobby piduista o simil-piduista che lo sostiene.
E' dittatura questa, a tutti gli effetti, ma la cosa più allucinante è che anche noi che ce ne accorgiamo e che non ci curiamo di non dirlo per timore, come fan altri, di apparire
ridicoli o allarmisti, o catastrofisti, ci troviamo ormai disarmati davanti ad una mole infinita di provvedimenti dagli esiti pressoché irreversibili.
Una "rivoluzione" democratica richiede tempo, richiede un lavoro disperato per cercare di riavviare la coscienza del singolo e della collettività. La rapidità con la
quale, sfruttando i diversivi della crisi e di altre anomalie di questo periodo, si susseguono i provvedimenti a danno dei diritti, della dignità, degli interessi e della
salute dei cittadini, rende impossibile qualunque reazione, fa sentire realmente impotenti.
La televisione anestetizza. Seppur le notizie dalla rete riescono a creare una breccia ed arrivare all'utente, la tv imposta il messaggio in maniera tale che esso non serva a
convincerti, semplicemente a farti avere il dubbio delle tue convinzioni. Quel dubbio è sufficiente per farti rimanere immobile.
Comunque ho per voi qualche dato riguardo il Centro Olii e più in generale la legislazione italiana.
Il Centro olii, dai suoi 14 camini, sprigionerà 1 tonnellata e mezza di sostanze tossiche al giorno. Tra di esse è presente l'Idrogeno Solforato, una
sostanza che ad elevato dosaggio provoca la morte istantanea e che a dosaggi minimi costanti ha conseguenze sulla salute sul sistema cardiocircolatorio nervoso
e polmonare, provocando edemi polmonari, squilibri e deficit neurologici tra i più giovani, tumori al colon ed aborti spontanei.
Oltre alla pericolosità intrinseca della sostanza, c'è la pericolosità dovuta ai tetti prefissati dalle norme italiane in materia.
L'OMS (organizzazione mondiale della sanità) prevede un tetto limite di queste emissioni di 0,005 parti per milione (di emissioni totali);
Gli USA hanno fissato il tetto a 0,001 parti per milione; le leggi italiane fissano il tetto a 20 parti per milione!! Una
quantità decine di migliaia di volte superiore a quella stabilita da OMS e dagli USA.
Oltre all'Idrogeno Solforato e ad altre sostanze tossiche, l'impianto produrrà anche diossina.
Anche per la diossina, la legge italiana prevede dei limiti che sono ridicoli. Infatti in Italia il tetto è fissato a 100 ng x metro cubo; negli USA
è di 0,1 ng per metro cubo.
Impianti come il Centro Petrolii dell'Eni, in qualsiasi altro Stato Occidentale sarebbero assolutamente fuorilegge se localizzati a ridosso di zone abitate e/o
agricole come in questo caso.
Ma il centro Olii non è l'unica minaccia relativa a questo provvedimento.
In Abruzzo e nel mare principalmente sono in corso diversi sondaggi che hanno dimostrato come vi sia petrolio estraibile.
Per l'estrazione del petrolio, al fine di aiutare la trivellazione, vengono immerse nel mare grandi quantità di sostanze tossiche. Negli Usa e nella maggior parte
degli altri stati, proprio per questo motivo, sono proibite le trivellazioni su piattaforma a meno di 160 km dalla costa. La legge italiana
non ha nessun limite.
Con questi parametri di legge e con un Governo che toglie al territorio la possibilità di scegliere la sua vocazione, l'Abruzzo diverrà presto una regione di estrazione
petrolifera di cui solo l'Eni avrà i vantaggi. Quando ad un'interrogazione di Legnini sulle attività di estrazione e trasformazione degli idrocarburi sulla costa abruzzese,
il portavoce del governo rispose "il Governo è interessato..." è proprio a questo che si riferiva probabilmente. Altro che: "il governo non ha dato risposta!" come ha
dichiarato Legnini che pur essendo in parlamento da un pezzo evidentemente non ha capito con chi ha a che fare o, se l'ha capito, evita di mettergli
il bastone tra le ruote e si limita a far la mossa così da potersi mettere al riparo da future critiche.
Il pericolo è dunque enorme. Il problema è come riuscire a farlo percepire alla maggior parte delle persone e soprattutto come riuscire a creare validi strumenti per
reagire.
Di fatto, come è avvenuto in Campania con l'emergenza rifiuti, e forse anche peggio, Berlusconi per salvaguardare l'interesse della multinazionale Energetica potrebbe inviare
l'esercito. Allora qualcuno disse che erano solo "le prove generali" per successivi interventi più importanti. Credo che se questo provvedimento passerà al Senato,
saremo i primi a saggiare realmente il peso reale del potere assoluto del Premier.
In più sfruttando una porcata fatta dal governo Prodi, ovvero una legge che consente di dichiarare segreto di Stato insediamenti strategici sul fronte energetico, in
futuro non solo il governo potrebbe decidere per ulteriori impianti e trivellazioni su tutto il nostro territorio, ma addirittura farlo senza che i cittadini possano saperlo
se non all'avvio dei lavori.
Io spero che gli elettori abruzzesi del PDL, che magari leggendo questo post passando per sbaglio di qui lo prenderanno per il solito post di parte, un giorno, quando vedranno cosa il
loro voto miope e incoscente ha provocato, accetteranno l'onere di prendersi la responsabilità d'aver legittimato soggetti senza scrupoli a distruggere il
presente ed il futuro della loro terra.
Per quanto riguarda noi, quel che potremo fare lo faremo...a costo di finir con la testa spaccata in una caserma dove ci seviziano dopo averci massacrato in
precedenza.

































Danilo
L'altro giorno mi è arrivata per e-mail questa comunicazione la quale mi si dice di far girare. La riporto integralmente così come l'ho ricevuta.
Vi prego anzi vi scongiuro di far circolare questa mail e di inviare la lettera Facciamo qualcosa per la nostra terra ... prima che sia troppo tardi! Questa è la lettera che Maria Rita D'Orsogna ha scritto a Gianni Chiodi ...non si tratta di destra o di sinistra: c'è la nostra vita di mezzo! Naturalmente invito tutti quelli che leggono questo blog a scivergli. Si puo' anche fare copia e incolla di quello ho scritto qui e semplicemente cambiare l'intestazione iniziale.
"Gentile Dr. Chiodi, mi chiamo Maria Rita D'Orsogna, ho 35 anni e sono un professore universitario in fisica qui a Los Angeles. Sono di origini abruzzesi e fra le altre cose, sono la nipote di Anna Maria Lanci, che e' candidata nelle liste del Popolo delle Liberta' per la regione, nella sede di Pescara. Anna Maria Lanci e' la sorella di mia madre. Probabilmente lei ha sentito parlare di me in relazione al centro oli di Ortona e all'impegno che mi sono presa, solo per amore della mia terra d'origine, di aiutare a sensibilizzare gli Abruzzesi sul fatto che le estrazioni e le lavorazioni petrolifere porteranno a delle fortissime conseguenze negative alla salute dell'uomo e della natura. Di professione faccio lo scienziato, mi ritengo una persona libera, e davvero, la prego di credermi se le dico che le conseguenze sulla salute umana saranno devastanti se il centro oli verra' costruito e se i progetti di trivellamento dell'Abruzzo andranno avanti. Il Mario Negri sud - istituto di ricerca di Santa Maria Imbaro - ha stimato che il centro oli di Ortona portera' all'emissione nell'atmosfera di una tonnellata e mezza AL GIORNO di sostanze tossiche, fra cui nitrati, diossido di zolfo, polveri sottili, composti organici volatili, ed idrogeno solforato che si spanderanno su un raggio di circa 40 km, e dove vivono oltre centomila persone. Al momento la scienza non e' in grado di assicurare un totale e corretto smaltimento delle sostanze tossiche che verranno, come e' prassi, bruciate e immesse nell'atmosfera. A pieno regime ad Ortona ci saranno 14 canne fumarie di altezza fra i 20 e i 30 metri che emetteranno sostanze tossiche 24 ore su 24, 7 giorni la settimana. Alcune di queste sostanze sono fortemente cancerogene - come per esempio il benzene, il toluene e lo xylene. Un altra sostanza molto tossica e' l'idrogeno solforato, che alle alte dosi causa la morte immediata (ha una tossicita' paragonabile al cianuro) e che a dosi basse, ma continuate nel tempo porta a tutta una serie di malattie respiratorie, circolatorie e neurologiche fra cui asmi, edemi, emicranie e bronchiti croniche. L'idrogeno solforato, che e' accompagnato da una orribile puzza di uova marce, e' anche responsabile di aborti spontanei nelle donne, di sviluppo intellettivo rallentato nei bambini, e di tumori, in primo luogo al colon. Ho letto in dettagli tutti i progetti ENI al riguardo, sono una persona di scienza e veramente, sono scientificamente giunta alla conclusione che il centro oli ed i progetti scellerati di trivellare il 35% del nostro territorio, compresa la Majella, non porteranno nulla di buono. Il petrolio Abruzzese e' di qualita' scadente,� poco in quantita'. Gli stessi rappresentanti dell'ENI, con cui ho dibattuto due volte a Pescara, hanno ammesso che al massimo ci saranno 25 posti di lavoro. Esistono varie *migliaia* di articoli di scienza dove vengono messe in evidenza legami molto forti fra attivta' petrolifere e cattiva salute delle popolazioni. Le invio qui un documento divulgativo in cui assieme ad un mio collega del dipartimento di Medicina di Los Angeles, fra le migliori del mondo, cerchiamo di spiegare i pericoli dell'idrogeno solforato. Qui a Los Angeles vive il maggior esperto mondiale di questa sostanza, il prof. Kaye Kilburn con lui ho parlato in varie occasioni e che ha sposato la nostra causa. Il mio messaggio e' molto semplice: il petrolio si estrae nei deserti, non dove vive la gente. Le due cose non sono compatibili. Le leggi italiane in materia non sono *assolutamente* adeguate a tutelare le popolazioni. Negli USA il limite dell'idorgeno solforato e' di 0.0006 ppm. In Italia lo steso limite e' di circa 30ppm, centomila volte di piu'!! Il motivo per cui i limiti sono cosi bassi in America e' che l'idorgeno solforato fa male, ed e' risaputo. Per di piu' in America e' dal 1976 che non si costruiscono piu' raffinerie di petrolio perche' ritenute anacronistiche. I pericoli non sono solo nell'aria, ma anche nelle possibili infiltrazioni nelle falde idriche, nell'inquinamento della fauna marina e della vegetazione locale. Non meno pericoloso e' l'inquinamento del mare dovuto alle estrazioni petrolifere nel mare. E' provato che gli scarichi petroliferi nel mare inquinano i fondali marini, i pesci e, in fin dei conti noi. In particolar modo i pesci non espellono le sostanze tossiche e cosi fungono da concentrati di sostanze chimiche. In America il limite attuale delle trivelle nel mare e' di 160km dalla costa. A Vasto hanno messo le trivelle a 3 km da una riserva naturale. Non va bene. Abbiamo la responsabilita' tutti quanti, cittadini e politici di non lasciare ai nostri figli un ambiente malsano e di morte. Probabilmente lei avra' avuto modo di sentire parlare di Viggiano, un paese della Basilicata dove esiste esattemnte lo stesso tipo di impianto che si vuole installare ad Ortona e dove la qualita' della vita a causa delle estrazioni petrolifere e' notevolmente peggiorata - i tumori scoppiano, la gente emigra, l'agricoltura e' scomparsa. Ed e' cosi in tutte le realta' italiane dove si lavora petrolio. Busalla, Taranto, Gela, Porto Marghera, Falconara, Manfredonia, Sarroch, Priolo, Augusta, Cremona, Mantova. Sono tutte citta' dove l'industria petrolifera ha solo peggiorato la qualita' della vita. A Gela un bambino su sei nasce deforme, a Taranto alle mamme viene consigliato di non allattare i propri figli perche' hanno troppe sostanza tossiche nel latte materno. Queste zone sono considerate "siti inquinati di interesse nazionale" e in piu per molte di esse il "ripristino ambientale e' impossibile". Delle dieci province piu' inquinate d'Italia, sette sono citta' petrolizzate. Tutto questo e' scritto in vari documenti ufficiali del governo italiano. In un certo senso in Abruzzo siamo fortunati perche' possiamo evitare tutto questo ed invece scegliere un tipo di progresso diverso: sarebbe di gran lunga piu intelligente, lungimirante e rispettoso verso le generazioni future investire sulle energie alternative, prime fra tutte il solare fotovoltaico ed il vento. Le tecnologie esistono ed in California lo stiamo gia facendo da molto tempo - fra l'altro questo ha creato circa un milione di nuovi posti di lavoro, come stimano alcuni economisti dell'Universita' di Berkeley, intervistati dal New York Times. Occorre essere coraggiosi e prendere posizioni forti. L'ENI sara' anche un colosso, ma noi abbiamo il dovere di difendere la nostra terra con vigore e non da persone remissive. Non possiamo accettare compromessi: l'ENI ha circa venti cause aperte sul solo suolo italiano per inquinamento, per danni ambientali e per tentata alluvione. Io spero davvero che se eletto, prima di ogni altra cosa lei abbia a cuore il benessere vero della regione, e che senta come prima responsabilita' quella di volere il bene della gente e non dei petrolieri. La societa' civile e' contro le trivelle in Abruzzo, e cosi' pure medici, scienziati e la chiesa cattolica, che, caso raro in Italia, e' scesa in campo a difendere il creato. Spero che anche lei voglia scegliere la via del progresso vero e non quello degli anni '60 fatta di fumi e veleni. Dal mio punto di vista, chi appoggia il centro oli e' o in malafede oppure non sufficientemente informato. Se desidera maggiori informazioni saro' ben lieta di darle tutto il materiale che ho. Ho anche un blog sul tema petrolio che e' qui: www.dorsogna.blogspot.com con link a materiale di vario tipo. E' un blog abbastanza seguito, con circa 200 contatti al giorno. Pubblichero' i suoi commenti sul mio sito in modo che i lettori del blog possano avere delle idee chiare sulle sue posizioni in merito. Da ultimo ci tengo a precisare che non ho alcun interesse personale in questa faccenda, ne politico, ne economico. Semplicemente voglio lavorare con amore per il bene della mia terra, usando la mia professionalita' e tutta l'onesta' morale ed intellettuale di cui sono capace. Voglio che le generazioni nuove trovino un Abruzzo migliore di quello che e' stato dato a me. Grazie, MR"
Angelo P.
I dati che ho n parte riportato sono proprio presi dai suoi studi...per ovvi motivi di spazio non sono andato troppo nel dettaglio. Ciò che non sapevo e che avrei certamente evidenziato nel mio post è la parentela con un esponente PDL della D'Orsogna. Un qualcosa che quantomeno fuga dubbi in merito alla controvoce di speculazione a fini politici.
Il problema però ora, dato questo disegno di legge GIA' APPROVATO ALLA CAMERA, è Berlusconi. Berlusconi deciderà ed io ho i miei forti dubbi che il nostro Al Tappone si farà venire scrupoli per dati simili (che lui ben conosce!).