Guardiagrele città in cantiere...o in catene?
Leggendo Blasi con il metro di Saviano.
"IMPRESE E SVILUPPO, POLEMICA NEL PD
Caramanico critica l'assenza del sindaco e degli assessori".
Leggendo questo titolo e sottotitolo ed avendo vissuto in prima persona l'iniziativa "Guardiagrele Città in cantiere" la mia mente non ha potuto far a meno di
ritornare alla straordinaria lezione di comunicazione e giornalismo fatta da Saviano a "Che tempo che fa".
Per chi se la fosse persa, Saviano spiegava come certa stampa in Campania fosse di fatto portavoce della Camorra, della sua verità e sfruttasse titoli e sottotitoli per dar
voce ai Boss. Ovviamente, la lezione di Saviano è incentrata su un metodo ed un sistema che oggi, se in Campania serve a contribuire al mantenimento del potere da parte di
un'organizzazione criminale, ovunque in Italia è utilizzato per garantire e proteggere il potere politico. Nulla di nuovo dunque, se non nella emblematica somiglianza
dei mezzi adoperati da quelli che, nell'immaginario pubblico, vengono definiti come Stato ed Anti-Stato.
Ce ne siamo occupati decine, forse centinaia di volte parlando di Berlusconi, del PDL, ma sebbene questi siano i casi più emblematici del fondare il proprio potere sul
controllo della stampa e del "messaggio" mediatico, non bisogna incorrere nell'errore che questi mezzi riguardino solo il centro-destra e solo i livelli più influenti della
politica nazionale. In realtà, malgrado siano in pochi a denunciarlo data la circoscrizione dei territori di volta in volta interessati da questa “norma”, il potere politico
anche a livello locale, ovunque si fonda sul controllo o la connivenza degli organi di informazione.
Nella nostra realtà è ormai palese da tempo, ed ho avuto anche modo di sottolinearlo in passato, come la cronaca locale sul principale quotidiano regionale è ormai
sfacciatamente votata al favorire l'immagine di precisi protagonisti: Franco Caramanico, Mario Palmerio e quella parte di amministrazione che da quando è stata eletta
continua ad avere un'unica voce, ovvero quella del consigliere regionale, ex assessore all'ambiente con la giunta Del Turco ed anche attuale presidente del consiglio
comunale di Guardiagrele.
Franco Caramanico non ha mai smesso di fare il sindaco. Durante tutte le "crisi" dell'amministrazione, in modo particolare durante quella relativa alla situazione del
SS Immacolata, in consiglio comunale così come in piazza, a parlare e rispondere "al posto del Sindaco", assente o defilato ogni volta in
interventi marginali, era sempre lui.
Francesco Blasi, cronista de "Il Centro", in questi anni, quando ha dovuto parlare di qualcosa di politicamente rilevante, il più delle volte non ha fatto
altro che accendere il registratore davanti alla bocca di Caramanico e Palmerio e trascrivere le loro verità, lasciando sullo sfondo, da abile cronista che sa come
condizionare un'opinione senza esprimerne una in maniera esplicita, tutte le altre posizioni e quei dati, quelle verità, quelle riflessioni che avrebbero disturbato il
manovratore. Un linguaggio spersonalizzato, che l'ignoranza comune crede "oggettivo", ma che in realtà è un minuzioso lavoro di selezione di fatti e
particolari che nel lungo periodo produce un effetto sull'opinione pubblica che è rilevante oltre che rivelatore per i più attenti.
Il pezzo di cui ho citato il titolo in apertura, teoricamente avrebbe dovuto, in una condizione di normale democrazia, parlare di un'iniziativa politica e dei suoi contenuti. Di fatto
si è dato solo spazio ad una polemica funzionale al celare, alla massa, ciò che "il boss politico" di zona non voleva trapelasse.
Le armi, ed anche qui mi torna in mente Saviano, sono le mezze verità, il colpire in qualche modo la reputazione, l'omettere nomi, cognomi, partiti politici. Ciò che
deve passare è il messaggio di Caramanico che inizia con la critica per il mancato invito come relatori del sindaco e degli esponenti dell'amministrazione, ma soprattutto di esponenti
dei consigli provinciali e regionali che rappresentano i cittadini nelle stanze che contano. In soldoni parlava di se stesso. Ciò che deve rimanere è soprattutto la
conclusione del suo virgolettato che è il seguente:
"abbiamo assistito a interventi poco tecnici con sconfinamenti nella propaganda politica, come quello del presidente dell'Opeg Emidio Alimonti".
Questo è ciò che deve rimanere alla gente, questa è la cronaca secondo Blasi, ovvero, il pensiero di Caramanico.
Blasi dirà che per lui la notizia era la frattura all'interno del PD guardiese con la quale apre le quasi tre colonne di osservazioni a firma Franco Caramanico. Io dirò che se la
scelta della notizia fosse quella, oltre ad essere un pessimo cronista per quanto riguarda la polemica, dal momento che ha riportato solo una campana (e la solita
oltretutto!), è anche un pessimo giornalista perché di questi tempi, sebbene non sia stata impeccabile, un'iniziativa come questa a livello politico è inedita oltre che
straordinaria e lasciarla in secondo piano, per dar ampio spazio ai pruriti di Caramanico, significa esser miopi.
Questo ovviamente se gli archivi de "Il Centro" non fossero pieni zeppi di articoli a senso unico, con i fatti narrati dai Vangeli secondo Franco o dalle lettere di S. Mario
apostolo ai guardiesi e che quindi la reticenza tende a rendere abbastanza improbabile una svista tanto clamorosa.
Ma cosa impone a Caramanico di colpire un'iniziativa organizzata anche dal suo partito?
La risposta è semplice: non è stata decisa da lui. Ma non solo. Comprende tutto il centro-sinistra da Rifondazione Comunista al circolo del PD, dai
Comunisti Italiani al Partito Socialista passando per l'Italia dei Valori. Sono intervenuti, senza la minima lamentela sul non esser stati invitati a relazionare:
Nicola Tinari, consigliere provinciale di Rifondazione, Donato Colasante, consigliere comunale del Partito Socialista, Simone Dal Pozzo assessore comunale alle politiche sociali del
PD, ed altri esponenti del consiglio comunale, nonché Angelo Orlando ex consigliere regionale di Rifondazione. Tutti hanno detto la loro, portato il proprio contributo al dibattito,
offerto il loro apporto ai lavori del "cantiere".
Un fatto eccezionale perché non si parla questa volta delle alleanze a tre mesi dalla campagna elettorale che in genere la politica fa in funzione di interessi tutti
suoi. Si trattava del primo appuntamento di un progetto politico incentrato sulla città che accomuna basi ed esponenti interessati di tutti i partiti del
centro-sinistra guardiese, che punta a coinvolgere la popolazione nella vita politica, discutendone le problematiche, ascoltandone gli umori, coinvolgendola nello studiare
delle soluzioni, tentando di ricucire lo strappo tra cittadini e rappresentati, tra realtà e politica. Di invertire la rotta e puntare la bussola su un qualcosa che
torni a profumare di democrazia.
Un qualcosa che chi apre un blog solo perché lo standard della campagna elettorale lo impone per poi lasciarlo praticamente all'abbandono una volta seduto sulla
comoda poltrona di consigliere regionale capisce bene e sospetto possa temere.
Ovviamente il circolo PD non fa nulla per colpire Caramanico, malgrado l'egocentrismo di quest'ultimo l'abbia portato ad accusare il circolo di non averlo invitato del tutto
come prima cosa nel suo intervento nel dibattito.
Caramanico al pari di tutti gli altri è stato invitato tramite mail. Semplicemente, a mio parere il circolo, democraticamente, ha deciso di proporre una iniziativa politica
differente dai comizi in cui si spiegano le cose utili all'immagine ed al voto, in cui si fa credere alla gente di avere delle soluzioni, in cui si promettono svolte, ma che
poi non portano a nulla. Un'iniziativa dove per una volta a parlare non fosse il potere istituzionale.
Un qualcosa contro cui amicizie ed eventuali clientele forse non sono sufficienti a garantire il controllo sulla città o che, peggio, potrebbe diffondere il pericoloso virus di basi
dei partiti che decidono di fare le basi secondo democrazia, ovvero scegliendo democraticamente la linea da seguire e le politiche da adottare piuttosto che prendere
passivamente ordini dall'alto, mostrando rispetto per coloro che sono stati eletti a cariche importanti senza comportarsi però come sudditi o lecchini.
Per tornare all'articolo, dato che su questi punti avremo occasione di tornare nei prossimi giorni in cui pubblicherò puntualmente, uno per uno, tutti gli interventi che sono stati
ripresi in attesa che il sito di Guardiagrele Città in Cantiere sia attivato e le discussioni possano trasferirsi nella loro legittima dimora, Blasi per accontentare
Caramanico è costretto a fare anche un doppio carpiato nel tentativo di salvarsi dall'ira di Emidio Alimonti.
Infatti, tra le tante proposte, guardacaso, le uniche citate e solo nella parte a mio modo di vedere più "passabile", sono quelle del presidente dell'Opeg, attaccato
da Caramanico, che è anche il datore di lavoro di Blasi ne "La terrazza", mensile dell'associazione degli operatori economici guardiesi. Un autosalvataggio
che ruba un'altra colonna. Ciò che resta è un accenno all'intervento di Giuseppe Pugliese riguardo l'agricoltura e di Marco Di Rocco, della Fiom-Cgil riguardo la situazione
della Val di Sangro.
Non un accenno all'intervento di Giuseppe Amoroso della Confederazione Nazionale dell'Artigianato che è stato, malgrado forse la disabitudine a parlare in pubblico,
uno degli interventi più interessanti sul profilo dei dati e di Patrizio Lapenna, Direttore generale della Confesercenti.
Ovviamente, svaniti loro, non potevo aspettarmi affatto che venisse anche solo accennato il fatto che ho distribuito un documento sulla deriva petrolifera abruzzese o
che l'avessi spiegato in quel contesto in quanto, se il futuro dell'Abruzzo sarà il petrolio, sarà inutile parlare di un lavoro che non ci sarà neanche se si facessero
miracoli. Ma non importa, perché sulla questione cercherò di organizzare a breve un incontro specifico, data la vastità e la gravità della minaccia.
Chiudo questo lungo intervento invitando la gente che passa di qui a partecipare ai futuri incontri, alle discussioni che ci saranno sugli argomenti proposti dai vari cantieri sul
sito ed a leggere questo trattamento ricevuto da Caramanico come un bollino di qualità.
Chi in qualche modo sperava in un cambiamento nel centro-sinistra guardiese che non si riconoscesse in logiche arcaiche fatte di gerarchie e sudditanze, di silenzi, di
omissioni, autoreferenzialità e presuntuose autocelebrazioni, può sperare. Ma certo è che il cambiamento dipenderà soprattutto dalla società civile guardiese: sarà
lei e non un consigliere regionale che ha paura di vedersi sfilare l'osso sotto il naso a giudicare la qualità e la valenza di questa iniziativa.
In quanto a Blasi. Mi spiace se si sentirà colpito. Mi auguro che cambi "rotta". Me lo auguro per la gente che ha bisogno di un'informazione vera; me lo auguro per
lui perché portarsi un'etichetta simile a quella dei vari Fede o Vespa, per me che lo conosco, so essere ciò che di più offensivo per lui possa esserci. Me lo auguro ma sono
scettico.
Per quanto questo post non sia scritto per offenderlo, in questa come in tutte le altre questioni, la verità per me è la cosa più importante e quando la cerco non guardo in
faccia a nessuno. Purtroppo io all'idea che questa città, questa regione, questo Paese siano immutabili, non voglio arrendermi.

































Antonio A.
Caro Angelo, mi trovi in perfetta sintonia con il tuo intervento. L'articolo pubblicato dal Centro è un' autentica offesa alla democrazia, come lo sono, d'altra parte, le considerazioni di Caramanico. La democrazia non ammette la presenza di capetti di paese, ma di cittadini dalle teste pensanti che facciano sentire la loro voce. Il valore di una classe politica penso si valuti dall'ascolto delle esigenze del territorio e dalla capacità di metterle in sinergia.
Utilizzare la stampa a puro fine denigratorio e di sterile propaganda per il riconoscimento di presunti ruoli di un potere ormai orfano di consensi è indice di pressapochismo politico e di una considerazione nulla dei fondamenti basilari sui quali si erge la rappresentanza politica.
E' il momento di andare avanti, non di rassegnarsi. Mi piace sempre ripetermi in questi casi che "se il vecchio è duro a morire, il nuovo non può non nascere" ... e Guardiagrele ne ha sempre più bisogno. A lavoro!
Danilo Zulli
Riporto di seguito il testo del manifesto ideato da tutti i partiti presenti in "Guardiagrele Città in Cantiere" ed affisso alle relative bacheche. Facendo così anche un favore, a chi non vuole "affaticarsi" a scendere in piazza per leggerlo o copiarlo. Servizio già svolto in passato, tramite il sito di un locale partito politico.
GUARDIAGRELE CITTA' IN CANTIERE
Vogliamo ringraziare tutti i cittadini, nonché gli Amministratori – ce n'erano del centro-sinistra e del centro-destra – ed i rappresentanti di Enti ed Associazioni che Domenica scorsa hanno reso possibile, con la loro presenza, la piena riuscita del primo degli incontri previsti dai partiti del Centro-Sinistra guardiese su temi di fondamentale interesse civile, economico e culturale.
Infatti, nel corso della manifestazione che aveva al centro il tema urgente e drammatico del LAVORO, i relatori, coordinati con professionalità e competenza dal giornalista Rossano Orlando, hanno rappresentato ed analizzato, da più punti di vista, la situazione imprenditoriale ed occupazionale locale, provinciale e regionale. Molto interessanti e incisivi gli argomenti.
Nel portare avanti questo progetto, ribadiamo che è nostra intenzione invitare i cittadini di Guardiagrele a riappropriarsi dei temi e degli strumenti della POLITICA, intesa come il mezzo attraverso il quale ciascuno di noi riprende in mano il suo diritto ad informarsi e ad essere informato, a parlare, a non dare più deleghe in bianco, ad operare per il bene comune.
La critica per il mancato invito come relatori di Amministratori locali amplificata in maniera del tutto inopportuna da “Il Centro”, appare del tutto pretestuosa e gratuita, indice di una mancata comprensione dello stile e del fine dell'iniziativa fondata nei capisaldi della democrazia che sono ascolto e confronto con coloro ai quali, secondo il dettato costituzionale, appartiene la sovranità: i cittadini. La funzione della dirigenza politica, difatti, è quella di mettere ordine tra le varie richieste, affinché il bene di ciascuno trovi realizzazione in quello di tutti.
Danilo Zulli
Nell'immaginario collettivo, specialmente di chi non segue a fondo la politica, esiste il centro-destra ed il centro-sinistra. Quindi si immagina compattezza da un lato e compattezza dall'altro.
Appunto si immagina... la realtà però è molto diversa, ci sono lotte interne per una propria visibilità nello stesso partito, figurarsi in una coalizione.
Questo per dire che ha pienamente ragione Angelo quando afferma che incolpiamo Berlusconi e quindi il PDL, di fondare il proprio potere sul controllo della stampa e del potere mediatico in genere, ma che in realtà anche dalla parte, che secondo il nostro pensiero dovrebbe invece comportarsi diversamente e combattere questo tipo di politica, succede esattamente la stessa cosa, certo con le dovute proporzioni, ma è il modo che conta.
Hanno ragione allora i qualunquisti o quelli stufi della politica, ad affermare che “tanto sono tutti uguali”?
Io ho sempre creduto in una politica sana e partecipativa del cittadino, ecco perché ritengo che quanto si sta cercando di fare con “Guardiagrele città in cantiere” sia una cosa estremamente positiva. Credo fermamente in questo progetto, nel progetto di rafforzare il centro-sinistra, di unirne le forze affinché si riesca a fare politica in modo diverso dall'attuale, in modo che il cittadino torni a credere e soprattutto a fidarsi delle istituzioni e di conseguenza sentirsi parte attiva, ma soprattutto smettere di vedere e di cercare il "nemico" in casa, il "nemico" è dall'altra parte, se continuiamo in questo modo, faremo solo il suo gioco e resteremo sempre sconfitti ed io francamente comincio ad esserne stufo.
Approvo quindi pienamente, sia il finale del post di Angelo, perché neanch'io mi voglio rassegnare all'idea che questa città, questa regione e questo Paese siano immutabili, sia il finale del commento di Antonio Altorio che non bisogna rassegnarsi, di andare avanti e se vogliamo che Guardiagrele torni ai livelli che le competono, non possiamo più aspettare, non possiamo più delegare, ma impegnarci quotidianamente e lavorare in prima persona.
Angelo P.
Il nemico sono le forme autarchiche di gestione della cosa pubblica. Sono personaggi che decidono ignorando le istanze a loro sconvenienti o sgradite della base popolare. Il nemico è ben più vasto di un singolo settore come quello politico. Il nemico spesso e volentieri siamo anche noi stessi ogni volta che ci mostriamo incapaci di mettere in discussioni convinzioni che abbiamo sempre ritenuto fondate e giuste. Di nemici dunque, la democrazia ne ha tanti. Il desiderio di prevalere e di primeggiare è insito in tutti; la capacità di contenerlo ed impedirgli di tramutare la cosa pubblica in un fatto privato è capacità di pochi. La natura della parola "Eletti", al di la del suo significato "funzionale" all'interno di una sistema strutturalmente democratico, è credo proprio questa. Saper scegliere tra i candidati chi ha questo dono, saper comprendere chi è realmente in grado di rappresentare gli interessi di tutti non è cosa semplice. Io non mi illudo che tutti, nell'enormità degli esponenti coinvolti in questo progetto siano padroni di questa dote. Ciò che mi auguro è che questi incontri rivelino alla gente chi tra tutti coloro che comunque in buona fede e con impegno aderiscono a questa iniziativa, siano realmente in grado di servire il popolo, e chi non possiede l'umiltà per farlo.
Oltretutto, e questo me lo auguro, spero che sia capacità di questo progetto di non creare compartimenti stagni tra politica e gente. Non ci devono essere compiti esclusivi della politica o esclusivi della gente, ma compiti prevalenti ed entrambe le componenti devono poter interagire ed influire sull'altra e se dal punto di vista dell'influenza della politica nella vita e nelle decisioni della gente questo è fin troppo evidente, ho il sentore che anche nelle migliori espressioni dell'odierna politica, l'influenza dei cittadini sia vissuta come "interferenza".
Dunque la strada verso la democrazia è molto lunga e costellata di insidie e trappole. Di positivo c'è, e bisogna sottolinearlo mille volte, che almeno questo progetto ha deciso di intraprenderla.