Il Tappo schiaccia-Chiodi
Berlusconi deciderà la nuova giunta abruzzese.
Divertente quanto preoccupante il sistema di gestione del PDL, aspirante partito unico del maestro unico, di lingua unica (l'Inglese di Berlusconi
ricorda quello di Totò o l'italiano di Biscardi), unico a decidere, almeno in Abruzzo, fino all'ultimo assessore.
La democrazia secondo Silvio Berlusconi: gli altri votano ed io decido!. Così dopo aver nominato tutti i parlamentari PDL da eleggere a camera e
senato ed aver scelto lui Gianni Chiodi come candidato presidente della regione Abruzzo, sceglie anche gli assessori, tra una rosa presentata dai
partiti. Come faccia a scegliere gli uomini migliori è fatto ormai noto. Sceglie quelli che dicono sempre si, che non lo intralciano e portano con se voti ed è così
che si va avanti per quello che si appresta ad essere, in Abruzzo, il governo fantoccio per eccellenza. Una sorta di bambola gonfiabile, di amante succube, per
dar sfogo a tutte le più sfrenate perversioni autarchiche di Berlusconi.
Nel frattempo, la lista Rialzati Abruzzo (se ci riesci!) fa marcia indietro sul gruppo unico PDL. Si tirano in ballo mille motivazioni, ma con ogni probabilità
tutto si ridurrà ad uno scambio. Se una determinata corrente PDL riconducibile a quella lista si troverà insoddisfatta dalle scelte dello scalatore di piazza
Salotto, farà gruppo a se prendendosi tutta quella mole di portaborse e personale politico ad esso connesso, così da poter quantomeno soddisfare clientele ed
amici, ovviamente a danno dei contribuenti.
Dall'altro lato, anche nella coalizione di centro sinistra, da questo punto di vista non sono andati per il sottile con diversi gruppi, come quello di Rifondazione, con un
unico consigliere, almeno stando a ciò che dice il Centro. In questo secondo caso però c'è da sottolineare che la divisione è dovuta all'esistenza di vari partiti con
diverse identità politiche, cosa che nel centro-destra, se andrà a buon fine il progetto di fusione del PDL a marzo, non esiste.
Proseguendo poi, sempre leggendo Il Centro di oggi, si trova un trafiletto dedicato al presidente Chiodi che lo pone in una sorta di conflitto d'interessi, che
assieme all'essere indagato era il requisito base per ricoprire il ruolo di governatore d'Abruzzo per il PDL. In pratica, un anno e mezzo fa, il suo
comune aveva votato l'ampliamento di una discarica nel teramano, quella di La Torre sul cui crollo è stata aperta l'indagine dalla procura teramana in cui Chiodi è stato rinviato a giudizio, e la Regione aveva posto il veto
sulla valutazione di impatto ambientale per rischio idrogeologico.
Il ricorso presentato da Chiodi quando era alla guida del comune di Teramo è ancora in atto ma con ogni probabilità non arriverà mai a sentenza dato che, dichiara
l'ex vice sindaco Bernardo Rabbuffo (ora consigliere regionale): <<Ora siamo in grado di trovare una soluzione politica, modificando il PAI (Piano di assetto
idrogeologico) della Regione>>. Ovviamente che magari ci siano motivazioni serie per il rifiuto da parte della regione di dare il nullaosta sull'impatto ambientale per
una discarica già crollata non li sfiora neanche.
Per tornare alla questione degli assessori. Lo statuto del nuovo PDL prevederà una clausola che renderà questa pratica di far nominare tutti da Berlusconi una regola
formale. Presto verrà presentato anche un ddl in parlamento che imporrà di consegnare al premier anche la lista di tutti i candidati ai ruoli di responsabilità tipo: capitano
della squadra locale di calcio, presidente dell'esecutivo del circolo delle bocce ed ovviamente, amministratore di condominio.

































anonimo
Oddì che schifo, pover a nnu...!
Angelo P.
Se ti riferisci alla foto ti do pienamente ragione...in effetti fa senso anche a me che l'ho fatta! ;)
Anonimo
Non amico mio, la foto va alla grande (anzi, complimenti per lo spirito!). Mi fanno schifo queste "intromissioni" politiche, chiamiamole così...