Ma dov'è finita la monnezza napoletana?
Il miracolo (?!) del Governo Berlusconi.
Mi intrometto tra un post ed un altro di Angelo Primavera riguardante la questione ospedale di Guardiagrele e dal come stanno strumentalizzando la questione i ...cari amici del centrodestra, per tornare a parlare di un problema cha ha attanagliato per mesi la Campania e che dopo l'avvento del nuovo govermo sembra si sia avverato il miracolo promesso.
Dopo i mesi di martellamento mediatico contro il governo Prodi sul problema della monnezza napoletana che sembrava irrisolvibile il governo del fare, dopo aver vinto le elezioni, Berlusconi disse che avrebbe risolto il problema in poco tempo. L'esercito a presidiare le nuove discariche a mo' di aree militarizzate al fine di evitare manifestazioni di protesta.
Il 58° giorno del governo del fare il nostro unto dal signore andò a visitare quei luoghi e gli organi di informazione suonarono le gran casse per dirci che il problema era stato risolto!
A prescindere dal fatto che sull'argomento era caduto un velo di silenzio da parte dei nostri organi di informazione, mi ero chiesto: le nuove discariche, anche se militarizzate, non erano ancora pronte e allora tutta quella monnezza che, quotidianamente, gli organi di informazione ci facevano vedere nelle strade, tutti gli incendi a quei cumuli con vigili del fuoco impegnati a spegnerli.... ma che fine avevano fatto?
Alcune battute che avevo letto qua e là dicevano che il governo aveva nascosto tutte quelle tonnellate di rifiuti sotto il tappeto; al che restavo molto perplesso. Pensavo che la
camorra l'avesse spostata da qualche altra parte; però era tanta!
Ho da poco scoperto la verità: 6 milioni di tonnellate di monnezza sono andati a finire a Milano.
No! non è una battuta umoristica; è quello che ha affermato la Moratti in un'intervista a Chiara Beria d'Argentine sulla Stampa.
Ecco quale è stato il miracolo del governo Berlusconi!!!!!!!!!!!!!
Qualcuno dirà: che c'è di strano! Che c'è di strano????????
Qualcuno si ricorderà, credo, che quando il Presidente Prodi per fronteggiare l'emergenza, chiese l'aiuto e la disponibilità delle Regioni ad accogliere i
rifiuti napoletani.
Quegli stessi si ricorderanno pure la levata di scudi degli xenofobi governatori del Nord e loro alleati e a tale invito risposero, in coro, che loro non erano
disposti a prendersi i rifiuti del sud che oltretutto non erano differenziati; la monnezza del Sud se la potevano tenere quegli sporchi terroni.
Quegli stessi si ricorderanno quello che successe in Sardegna quando arrivò un carico, via nave, di monnezza napoletana dato che, se non sbaglio,
l'unico che rispose all'appello di Prodi fu Soru; squadracce fasciste, sotto l'insegna di croci celtiche (le stesse di Alemanno), misero a ferro e fuoco la
banchina del porto di Cagliari.
Ma guarda un po'! La Moratti ha detto che tutta la monnezza di Napoli è stata portata su a Milano.
Brava signora Moratti!! Veramente un esempio eccellente di solidarietà civile!!!!!!!!! Ma come mai prima la monnezza non poteva essere ricevuta perchè non differenziata? E voi al nord siete così efficienti in questo campo!!!!!! Forse l'avete differenziata durante il tragitto nei camion che magari vi ha messo ha disposizione la camorra che in fatto di differenziata se ne intendono!!!!!
Ma lo sapevano i vostri amici ultra-xenofobi della Lega che la monnezza dei terroni è andata a bruciare e inquinare le vostre splendide coltivazioni biologiche (?!?) irrorate di pesticidi biologici?!?
Ma cosa importa tutto ciò; l'importante è mostrare al paese rincoglionito che il problema è risolto! Alla faccia dei tanti benpensanti nordici che da ignoranti, hanno votato questo governo!

































Angelo P.
Beh, in effetti, in tutta questa storia qualcosa puzzava. Molti che conoscono ormai bene la prestidirigirizzazione del nostro mago di Arcore sentivano puzza di spazzatura nell'annuncio della fine di una crisi che pareva inarrestabile. Quei tanti di quei molti erano probabilmente i milanesi. Che poi, come va aggiunto, la monnezza non ha affatto abbandonato le periferie campane. Si sono ripuliti i centri, ma nelle periferie il degrado è ancora alto. Per di più nelle discariche campane, stando ad alcuni oppositori di questa politica così altamente democratica da dover imporre l'esercito per risolverla, raccontano di rifiuti "sospetti" scaricati nelle discariche ancora aperta e di un'attività della camorra sul fronte rifiuti tutt'altro che cessata.
Ma ora l'emergenza non c'è più. Ora l'emergenza è un'altra, ovvero quella di nominare il giudice per la corte costituzionale. Un'emergenza centrale per il paese imporre il nome di Pecorella (avvocato di Berlusconi) alla svelta all'interno dello stesso collegio che dovrà esprimersi sulla costituzionalità del Lodo (che lodo non è!) Alfano.
Ci pisciano addosso e ci dicono che piove...alla fine la frase di Travaglio rende bene l'idea. Ma noi lo sapevamo...il resto d'Italia?
Danilo (dal sito peacelink.it)
NON SI DEVONO TACERE OGGI I PERICOLI PER LA SALUTE DELLE POPOLAZIONI
DEL SUD DERIVANTI DALL'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI COME SI TACQUERO
QUELLI DERIVANTI DALL'AMIANTO NEGLI ANNI '60.
È questo l'appello che Padre Alex Zanotelli ha lanciato dalla tribuna
del VI Congresso nazionale di Medicina Democratica in corso a Brindisi.
"Il destino del Sud non è affatto roseo. In mano come è alla
criminalità ed alla ndrangheta in particolare, Da vent'anni il Sud è
ricettacolo di tutte le nocività dell'industria del Nord. La fuga dei
giovani cervelli lo sta impoverendo sempre di più. Degli uomini del
Sud non si avrà più bisogno neppure come manovalanza: quella viene già
dal Nord d'Africa.
Il sistema medico è ammutolito di fronte al pericolo per la salute
costituito dagli inceneritori. L'esercito in Campania si sarebbe
dovuto mandare in altri tempi per bonificare le discariche, non per
reprimere il diritto alla libertà di espressione e di tutela del
diritto alla salute."
Padre Alex ha quindi ha espresso tutto il suo dissenso nei confronti
delle schedature, delle denunce e dei processi nei riguardi dei
manifestanti campani contro le discariche.
"Se i responsabili della salute non faranno sentire la loro voce
contro i rischi derivanti dall'incenerimento dei rifiuti, come hanno
fatto invece i medici francesi, assisteremo a quanto abbiamo già
vissuto negli anni '60 e '70 con l'amianto: tutti sapevano della sua
pericolosità ma nessuno ha fiatato"
Gan...
...Sondaggio...
La monnezza è finita o ancora oggi dov'e finita...?
Beh...non se ne parla più... ora altre notizie fanno audience ma vi assicuro che non tutte le zone sono ancora libere da cumuli e cumuli di immondizia...
Mia sorella e rientrata da Napoli (e dintorni) due giorni fa e mentre mi raccontava la sua permanenza mi ha anche illustrato la situazione in cui si trovano ancora oggi alcune zone...
La munnezza non è ancora finita e ce n'è ancora.... finirà prima o poi...?!?
Angelo P.
Il governo ha ottenuto il suo primo scopo: mediaticamente ha convinto tutti di aver risolto l'emergenza. Ora punta al secondo: siccome, l'emergenza rischia di ripetersi, via agli inceneritori a rotta di collo! Chiedi a tua sorella se i napoletani sentono parlare di differenziata, produzione di rifiuti zero, riciclo, riutilizzo. Non so perché ma sono convinto che i napoletani di tutta sta roba non ne hanno mai sentito parlare...se non in tv tanto tempo fa!
Gustavo Gesualdo
Monnezza Napoletana: risarcimento perdita immagine e danno al Made in Italy
Quanti sono i danni incontrovertibili quanto provati quotidianamente dell’eccidio compiuto dai napoletani nei confronti dell’immagine dello stato unitario, del suo grado di fiducia riscosso all’estero e dal durissimo danno inferto alla credibilità del marchio del Made in Italy dalla annosa questione delle emergenza dei rifiuti?
Questa è una domanda ovvia ed assai giusta che nessun interlocutore politico rischia di portare nelle doverose sedi politiche e giudiziarie, come nelle dovute sedi di contenzioso legale per il risarcimento del danno.
Qunatificazione del danno ed individuazione delle responsabilità amministrative, civili, politiche, individuali, collettive e penali.
Insomma, tutti noi sappiamo ampiamente quanto sia dannoso all’immagine dell’intero paese lo stile di vita napoletano, che balza agli onori della cronaca spesso e volentieri per le truffe e le manovre di aggiramento della legalità che hanno infine preso per antonomasia, il nome di “truffa alla napoletana”.
Con la questione infinta della “monnezza napoletana” poi, il rischio che l’immagine della imprenditoria italiana, della qualità offerta dai servizi italiani, come dai prodotti italiani, venga messa seriamente a rischio e danneggiata da una responsabilità che è unicamente ed univocamente napoletana:
l’emergenza dei rifiuti napoletani deriva esclusivamente dalla manifesta incapacità dei napoletani di governare il proprio ciclo dei rifiuti, producendo un serissimo danno che si ripercuote su tutta la comunità nazionale, proprio in un momento di crisi in cui, serviva tutt’altra immagine ai servizi ed ai prodotti italiani.
Resta ancora aperta la questione del risarcimento del danno cui dovrebbe corrispondere la cittadinanza napoletana con le sue istituzioni di prossimità, e resta ancora incerto chi possa realizzare questa richiesta di risarcimento, ai danni di chi e per quali motivi.
Potrebbe essere una associazione di una categoria produttiva, un sindacato dei produttori colpiti e danneggiati, una associazione di commercianti o di produttori, un sindacato dei lavoratori di un settore produttivo, un movimento o un partito politico particolarmente vicino alle questioni della difesa dell’ambiente, del territorio ovvero posto a difesa e tutela di interessi territoriali differenti da quelli napoletani, ad esempio, a difesa, tutela e garanzia degli interessi italiani.
Oppure basterebbe la denuncia di un solo singolo cittadino italiano?
Una class action ovvero una normale azione legale di risarcimento del danno?
E non sarebbe possibile escludere d’ora in poi dall’uso del marchio made in Italy a quelle popolazioni che si sono macchiate di averne diminuito l’immagine qualitativa con loro azioni ed omissioni?
Chi o cosa dovrebbe agire per questa diffida?
O non dovrebbe essere proprio il governo nazionale ovvero la figura del capo dello stato ad avviare azioni di tutela e di garanzia dell’immagine dello stato italiano, dei cittadini italiani, del popolo italiano, dei prodotti e dei servizi italiani, del mondo produttivo italiano, del marchio Made in Italy italiano, proprio perchè trattasi di un marchio unitario nazionale italiano?
Insomma, chi paga per l’enorme danno ricevuto dallo stato italiano, dalle sue imprese, dalle sue aziende, dai suoi cittadini, dai suoi prodotti e servizi?
Chi paga per le indegne parole che possa riceve un veneto in viaggio all’estero e che venga appellato come “monnezzaro napoletano”?
Quante persone hanno vissuto una simile infelice condizione?
E per colpa di chi?
E chi paga per l’eventuale omissione di azioni a tutela degli italiani, dei loro prodotti, dei loro servizi, della loro immagine degradata, del loro marchio Made in Italy rovinato, dei punti di PIL perduti?
A quale grado di giurisdizione europea o internazionale ci si dovrebbe rivolgere una azione di tutela, di diffida e di richiesta di risarcimento del danno?
E perchè quando vi è una colpa, nessuno paga in questo screanzato paese?
AAA
Cercasi studio legale intellettualmente libero in grado di formulare una corretta richiesta di risarcimento del danno per un caso come questo.
Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X
http://www.ilcittadinox.com/blog/