Micucci è comunista?
o è solo una nuova "Sindrome di Follini"?
Micucci dev'esser comunista...solo che lui stesso non lo sa! O forse soffre di qualche sindrome che lo porta a confondere destra e sinistra, facendolo finire sempre nella coalizione
sbagliata (rispetto alle idee che propone).
E' una divertente impressione che m'è venuta in mente leggendo "Il Centro" di oggi. Mentre Di Stefano consegna a Chiodi una sorta di programma elaborato nel ventre
del PDL in cui si dice che vanno tagliate le ASL (altro che Azienda sanitaria indipendente in più!) e combattuti gli sprechi (altro che investimenti
per le specializzazioni), lui rilascia un'intervista in cui ribadisce che l'aziendalizzazione della sanità è un errore, così come l'aziendalizzazione delle
scuole, quest'ultima è cosa che oltretutto aveva "ampiamente previsto".
La cosa che mi fa sorridere è che nel programma del centrodestra proposto da Di Stefano, c'è anche l'aziendalizzazione della sanità (per la scuola ci sta pensando il
trio Berlusconi-Tremonti-Gelmini).
Ora mi chiedo: ma come fa a collocarsi a centro-destra un amministratore che va in piazza a sostenere la colonna vertebrale delle idee classiche di sinistra, ovvero
lotta alle privatizzazioni ed alle aziendalizzazioni? Le possibilità son due: o è nel pieno di una crisi d'identità politica denominata "Sindrome di Follini"
(Democristiano che nella seconda repubblica, da personaggio controverso della casa delle libertà è passato ad essere silenzioso esponente PD), oppure è un furbacchione che
appoggia tutte le iniziative "inconcludenti" di protesta contro queste politiche, ma poi si siede a tavola con chi ha ideato e realizzato (almeno per una parte) le idee che lui stesso
contesta.
Di fatto, Micucci lo si trova alle manifestazioni ma è raro trovarlo in dibattiti pubblici o addirittura che si faccia promotore di quella politica
informativa-costruttiva che ne scaturirebbe (tipo dibattito sulla riforma Gelmini a Guardiagrele). Il clamore delle manifestazioni forse gli si addice di più; nel
gioco di ruolo tra buoni e cattivi, lui è (sempre in ritardo) dalla parte dei "buoni" (l'ospedale era in pericolo già dal 2001 secondo rifondazione; il centro sinistra se ne è accorto
nel 2004 quando Dominici venne a dire che lo voleva chiudere; Micucci nel 2007 quando il centro-sinistra ha iniziato a ridimensionarlo).
Credo che però, visto che ha lottato tanto per l'ospedale, ora si troverà dinanzi alla prova del nove: continuare a farlo in seno alla sua coalizione, andare in piazza contro
il PDL di Chiodi e di Di Stefano. Perché programma proposto da Di Stefano (e condiviso da gran parte del PDL) è chiaro e non lascia scampo: "via spese inutili! Asl
Unica! Aziendalizzazioni!". Per me si rischia di vederlo sventolare la falce e martello uno di questi giorni!
Nel frattempo il Sindaco Palmerio torna a farsi sentire, come sempre, attraverso comunicati a mezzo stampa. Un articolo "illuminante" in cui
giustamente sottolinea la natura strumentale della manifestazione PDL (a proposito: attendo con ansia che i candidati PDL passino e chiedano il voto parlando dell'ospedale, dopo la
proposta di Di Stefano), ma rimane vago su tutto il resto. Errore grossolano non rispondere alle semplici domande che tutti si fanno: quale alternativa, ai
tagli di geriatria e day surgery è stata scelta? In che modo questo ennesimo salvataggio non va inteso come pericolante traghetto per attraversare il fiume elettorale? Quali garanzie
abbiamo che successivamente, qualora si vincessero le elezioni, non vi sarà una nuova "emergenza" e quindi il taglio verrà effettuato comunque?
Tutti a giocare a buoni e cattivi, guardie e ladri, partigiani e dittatori sulla pelle dei cittadini che ancora una volta hanno un'unica certezza: quella di doversi
preoccupare.

































laverità
Sei straordinario!!Eccellente!!Viva il sito e viva Guardiagrele!
anonimo
le poltrone amico mio, le poltrone...