Moniti dal Colle
Napolitano preoccupato...
Essere il primo Presidente Della Repubblica al quale Silvio Berlusconi non rifiuta la propria partecipazione al rinfresco di Montecitorio per me (fossi Napolitano) sarebbe motivo di
riflessione.
Il fatto che questo avvenga a seguito di un discorso che esterna la preoccupazione del Capo Dello Stato riguardo il clima che si respira oggi in Italia mostra a mio avviso come la tra
il colle e l'Italia si sia instaurato un velo di nebbia perpetuo che non offre una visibilità al di la del naso della più alta carica dello Stato.
Infatti il monito sul clima di discriminazione e ribellione del paese, privo di un invito ad una politica meno intrisa di pregiudizi raziali, etnici ed ideologici, nonché capace di risolvere le problematiche del paese senza l'uso di esercito e manganello, da la misura della debolezza del Quirinale in questo momento.
Il ruolo sopra le parti che deve ricoprire la figura del Presidente della Repubblica, non può essere un alibi al perpetuo ignorare (durante i diversi messaggi alla nazione di questi anni) la degenerazione della politica Italiana e soprattutto l'ormai non più lento lavoro di distruzione della stessa cultura, dei valori e dalla coscienza del popolo italiano.
Infatti va da se che ormai oggi, i sentimenti popolari vivono sull'onda della percezione delle cose non più tanto affidata alla realtà del quotidiano (precariato, sanità, sicurezza sul lavoro ed affini), ma all'enfasi ed al suono dei titoli di giornali e telegiornali.
La televisione sostituisce gli occhi dei cittadini e la televisione da due anni non dice altro che: "sicurezza! sicurezza! sicurezza!". Con tutta una serie di capri espiatori esposti come al banco carne di una qualunque macelleria, con a rotazione una coscia d'immigrato, piuttosto che un'ala di comunista, o un macinato misto di terrorita e Cogne, al cittadino è servita una dieta a base di paura. Come sulla carne al banco non c'è l'etichetta di provenienza. Ci si fida del macellaio (consumatori furbi che siamo!). Nessuno indaga sull'origine del prodotto "paura" denominato sempre più spesso "emergenza"; lo prende si per buono e lo si consuma.
Chi non ha paura non è coraggioso, ma stupido e questo è un dato di fatto. Ma la paura, come ogni istinto di cui si alimenta l'anima, se consumato in dosi massicce porta le masse alla
degenerazione e gli individui all'isolamento.
Se sommiamo la paura dell'immigrato, alla paura del comunista, alla paura del terrorista, alla paura del vicino che da un momento all'altro può entrare in casa tua e farti saltare le
cervella, alla paura del Rom che ti ruba il bambino, alla paura di non arrivare a fine mese anche per colpa delle bollette che solo il nucleare può risolvere, alla paura dei rifiuti
che è meglio respirare o sotterrare piuttosto che ricilare, otteniamo una specie di Supradin dell'Insicurezza che, dosi massicce somministrate dai media ogni giorno, rende gli
individui paranoici.
La paranoia porta come logica conseguenza il pregiudizio e la discriminazione, ma non solo: la paranoia va curata ed il cittadino non ha ancora capito che la cura della grande casa farmaceutica del potere è solo un anestetico. Un anestetico che costa caro, perché ad ogni paranoia anestetizzata, corrisponde una cura che si paga in diritti. Qualche esempio?
Paura immigrazione? Prezzo della cura: negazione dei diritti umani. Paura terrorismo? prezzo della cura: restrizioni delle libertà individuali ed allargamento dei "Segreti di Stato". Paura per i rifiuti? prezzo della cura: eliminazione dei diritti costituzionali, attravrso l'uso della forza, a manifestare il dissenzo a difesa del proprio diritto alla salute (inceneritori e discariche hanno un qualcosa in comune: cancri e malformazioni genetiche), ed alla tutela del proprio patrimonio ambientale.
Per non parlare poi della più inverosimile delle paranoie, la privacy violata dalle intercettazini, che la cui cura costa il divieto di pubblicazione di intercettazioni, atti riguardanti indagini in corso (non coperti da segreto), che hanno rilevanza pubblica. In poche parole il prezzo è diritto all'informazione, che rappresenta l'unica arma di difesa del cittadino dagli abusi dei poteri politico e giudiziario.
Napolitano si preoccupa sempre, ma ciò che ci si aspetta dal Presidente della Repubblica, è che svolga la sua funzione principale: garantire i diritti costituzionali e combattere tutto ciò che mira a minarli, fosse un nemico straniero, una rinascita nazi-fascista o comunque dittatoriale, o l'uso sfacciatamente strumentale dei mezzi di comunicazione. Napolitano non è stato eletto per preoccuparsi, ma per agire in ogni modo, entro i criteri costituzionali.
Si riprendano in mano i libri di storia. Hitler iniziò la sua folle guerra creando il mito della razza ariana e la paranoia (fobia) della razza ebraica, millantando una grande Germania e trasformando lo spirito patriottistico e di amore della patria in nazionalismo deviato e Xenofobo. La grande paranoia di Hitler, gli ebrei, divenne la paranoia di un popolo, così come la sua megalomania. Quando i tedeschi si resero conto del punto a cui Hitler li aveva condotti, era troppo tardi. Molto di questo discorso si può poi traportare sul Fascismo.
Per dirla alla Guccini: "parole diverse, le stesse prigioni". E' vero, l'Italia ha problemi che vanno risolti ed in fretta. Ma i problemi dell'Italia sono irrisolvibili se non è un popolo coeso e coraggioso a sorreggere e vigilare l'azione politica, in un'ottica di tutela dei diritti di tutti, con una partecipazione attiva e consapevole.
































