Ospedale di Guardiagrele: Documento ridicolo.
Da Rapino una serie di richieste ma nessun "COME".
«Deve essere restituito al nostro presidio ospedaliero», si legge nel documento, «la sua funzione di Ospedale del Territorio con i reparti di eccellenza che ha sempre
avuto, tenendo conto, come stabilito dalle leggi, della natura montana del territorio».
Il consiglio chiede che venga mantenuto l'impianto dei servizi sanitari esistenti «e ci sia il loro adeguato potenziamento con personale e attrezzature, nonché l'implementazione delle
unità mediche nei reparti esistenti, che risultano oberati da eccessivo carico di lavoro e di turni di pronta disponibilità».
Inoltre si chiede ancora che venga «garantita la fornitura presso i reparti e ambulatori di moderne attrezzature medicali, necessarie allo svolgimento della più proficua attività
sanitaria, dando la possibilità ai nostri cittadini di godere degli stessi diritti di sopravvivenza degli altri delle zone metropolitane».
Ultima richiesta: le dimissioni dell'attuale manager della Asl di Chieti Maresca «per aver fallito gli obiettivi di risanamento nonostante i sacrifici fatti patire a cittadini e
operatori sanitari, per aver disatteso il Piano sanitario pianificando la chiusura dei reparti di Geriatria e Day Surgery, oggi temporaneamente sospesa, e soprattutto perché
sfiduciato direttamente dai nostri cittadini».
Dall'articolo pubblicato su "PrimaDaNoi.it"
"Papà, dato che non abbiamo i soldi per mangiare il secondo a pranzo, voglio il primo il secondo, il contorno, la frutta ed anche il caffè!"
Io nn so se il documento redatto dal Consiglio Comunale di Rapino si sia limitato a fare richieste di questo genere, ma se così fosse non mi preoccupo affatto di definirlo ridicolo.
Perché se in quello di Guaridagrele alla fine una novità c'era, ovvero un'opposizione ad un provvedimento di Maresca, qui non solo non ci sono novità, ma ce anche un netto
peggioramento del modo in cui si intende gestire (o forse sfruttare) la crisi prima e dopo la campagna elettorale.
Micucci sa bene che non esistono risorse anche solo per completare il personale, e chiede il ripristino dell'ospedale com'era prima più la vocazione specialistica e macchinari
nuovi?
Al commissario viene chiesto questo e vengono chieste le dimissioni di Maresca (quest'ultima una richiesta legittima dati i disservizi), ma nessuna richiesta di agire sul vincolo che
consente alla Asl di Lanciano-Vasto, un tetto di spesa superiore del 30% nel rapporto tra prestazioni e personale rispetto a quello della Asl di Chieti.
Sarebbe un inizio, ma Micucci sa bene che così andrebbe a pestare i piedi al Sindaco di Casoli ed a quello di Fara S.Martino (suoi alleati in questa battaglia politica), perché per
garantire Guardiagrele poi si dovrebbero effettuare tagli ed accorpamenti proprio in quella zona e quindi questa possibilità non la prende in considerazione. Pur di non farsi nemici
nello schieramento, non ventila nemmeno questa possibile azione nel documento.
Restano richieste prive di una qualsiasi ipotesi sul "come" possono essere esaudite.
Per ora ho letto tanti spot e tante critiche, ma si attende ancora, a due anni dall'inizio di una contestazione che dal punto di vista del cittadino è più che legittima, un po' meno
dal punto di vista della politica di centro-destra, quale sarebbe l'alternativa e soprattutto, lo ripeto, il COME realizzarla.

































laura
sper tanto che maresca venga silurato il prima possibile. è una persona testarda e sopratutto presuntuosa. è proprio vero il detto:
meglio un morto in casa che un marchigiano fuori dalla porta. tornatene a fare i danni nella tua regione.