Recensioni | Musica e impegno sociale

Grazie Faber!

Dieci anni dalla scoparsa del più grande di tutti i tempi.

scritto da Angelo Primavera

 Avevo rimosso la data di oggi. Avevo rimosso ciò che significasse, cosa simboleggiasse, cosa ricordasse. Avevo rimosso che nell'oggi di dieci anni fa, a Milano, Fabrizio De Andrè moriva. L'avevo rimosso forse perché in questi ultimi anni, attraverso le sue canzoni che già decenni fa raccontavano il mondo del nostro oggi, l'ho sentito più vivo che mai. 

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Mutter Dog live su Second Life

il 6 Novembre in diretta da Grosseto

scritto da Angelo Primavera

L'orario vedrò di appurarlo il prima possibile, ma il 6 novembre la band di Mux, Bod(in)o e Gabry esordisce in un live nel mondo virtuale. A tal propostito vi posto qui le istruzioni per ascoltarli in diretta:

CON MEDIAPLAYER :

Aprire Medialpayer
Cliccare in alto su FILE ( oppure tasto destro vicino al simbolo " riduci a icona " ) e selezionare " apri URL "
Nella finestra inserire : http://ibanez89.com:20044
Dare conferma ( OK )
Avviare il player ( tasto play ) nel caso non si avviasse da solo.

CON WINAMP :


scaricabile gratuitamente da: http://www.winamp.com/player
Aprire Winamp
Cliccare in alto a sinistra su FILE
Selezionare " Apri URL "
Nella finestra inserire : http://ibanez89.com:20044
Dare conferma ( OK )
Avviare il player ( tasto play ) nel caso non si avviasse da solo

 

 

Enter nude go out dressed

"Mutter Dog ragazzi!!!"

scritto da Angelo Primavera

I Mutter Dog sono la negazione "dell'alternativo conforme". Non indossano vestiti eccentrici e/o logori; non si atteggiano a duri, a cattivi, a ribelli. Non passano tutte le serate a scolarsi birre a rotta di collo e non li trovi imboscati nella penombra di piano e villa a farsi le canne. Hanno facce pulite, vivono come tutto fosse uno scherzo, sorridono, ti fanno sorridere...insomma fanno ciò che di più alternativo ci possa essere oggi per un diciassettenne: fare il diciassettenne!

Bodo Mux e Gabry (che per noi sono, Bodino, Mucchilla e Gabriella!!) però non sono soddisfatti di essere "solo" tra i ragazzi più alternativi che ci sono in circolazione. Indossata la chitarra, vestito il basso, ed impugnate le bacchette, si trasformano in una delle più belle speranze musicali che Guardiagrele abbia mai avuto: I Mutter Dog.

A giugno, sotto etichetta VideoRadio è uscito il loro primo cd ufficiale: "enter nude go out dressed". Un nome che calza al gruppo il quale, da quando ha firmato il contratto, con la complicità di qualche dritta che il produttore ha dato e soprattutto con tanto impegno, hanno avuto un'evoluzione musicale impressionante.

Bodo ha finalmente smesso di far a pugni con alcune melodie di voce, che adesso, nelle esecuzioni live, si intrecciano perfettamente con quelle di Mux. Daniele (Mux) sta diventando di una precisione sconcertante alla batteria e riesce a strapparmi, ad ogni live, un "hai sentito che ca..o ha fatto?!?", che in genere mi esce solo ascoltando gruppi di valore assoluto. Gabriele (Gabry), che noi tutti affettuosamente chiamiamo Lella, perché quando c'è da montare si comporta come una prinipessina (parla parla parla...ma nn lavora!), si incastra alla perfezione nel terzetto fornendo la solidità di una linea di basso sempre sicura.

Avevo promesso loro che avrei recensito il loro cd. Non perché me lo abbiano chiesto, anche perché una mia recensione conta poco. Era piuttosto un mio desiderio. Guardiagrele ha tante risorse e tanta creatività, ma nessuno, veramente nessuno che la incentivi degnamente.

Al tempo dei Kymera, noi trovammo Andrea Dal Pozzo ed il suo Grex, trovammo un Alfredo che per quanto sempre un po' ancorato ad una linea artistica non tanto da noi condivisa, ancora qualcosa investiva nella creatività (basti ricordare la prima Torre Longobarda).

Questi ragazzi hanno avuto solo la sala prove di punto giovani, un palco ogni tanto, ritagliato tra macchine parcheggiate per suonare (almeno all'inizio) Punk rock davanti a gente di mezz'età seduta a delle sedie a sbadigliare.

Ma pian piano hanno saputo crearsi un seguito di amici. Hanno provato a proporsi ai discografici, hanno fatto a meno di tutto ed ora, seppure non sono che all'inizio, raccolgono i frutti del loro impegno.

E ne raccolgono i frutti anche i loro genitori, che sono sempre in prima linea a sostenerli e che su di loro, oltre ad investire denaro e tempo, hanno investito ciò che sempre più genitori dimenticano essere forse una delle cose più importanti: attenzione.

Tornando all'album. Il genere è di difficile collocazione. Fanno un rock molto orecchiabile a tratti grintoso e spensierati, a tratti con sonorità più intime, semplice e mai vanitoso, con nette influenze (almeno nei pezzi più datati) Californiane. Sono diretti, con testi per ora ancora acerbi, ma capaci, con semplici frasi, di toccare le corde dell'emozione che vogliono stimolare e che li abita mentre suonano.

Dell'album, che ha 11 tracce, sono spiccano decisamente la prima e la terza, in lingua inglese, che dimostrano quanto, in questi generi, l'italiano sia un ostacolo all'ascolto. Infatti The Stranger, che apre l'album, in inglese suona fluida e senza spigoli. Non voglio consigliare loro di fare solo brani in inglese, anche se c'è onestamente più mercato, specie all'estero per questi generi. Ma l'italiano ha bisogno di tanto lavoro per potersi sposare al cento per cento con il rock alternativo.

Per quanto riguarda me, le mie preferite sono "ricordo" e "lontano dalla realtà" ovvero la quinta e l'undicesima traccia dell'album. Brani meno solari rispetto agli altri (specie l'undicesima traccia dedicata a Marco Masciarelli, loro compagno scomparso tragicamente un anno fa in un incidente con la moto), che svelano quanta "grandezza" emotiva si cela dietro l'apparenza scanzonata.

Seppure però l'album rivela tante delle potenzialità del gruppo, la dimensione dei Mutter è sicuramente quella live. Dal vivo si possono apprezzare meglio non solo le soluzioni degli arrangiamenti con un suono più d'impatto, ma lo spirito di amore puro per ciò che fanno. Stanno sul palco come se stessero passeggiando per il corso, con lo stesso atteggiamento, la stessa naturalezza.

Ciò che stupisce è che a Guardiagrele si ama santificare i bravi musicisti che ci riempiono le orecchie con cover (raramente rivisitate) come se si assistesse ad un qualcosa di straordinario. L'ignoranza, in questo senso è tanta, porta a trattare da fenomeni quelli che io chiamo, forse con eccessiva durezza, "ottimi riproduttori". Credo pochi sappiano che per fare cover in maniera quantomeno buona, basta qualche anno di studio e qualche mese di prove.

Il talento creativo invece e la capacità di scrivere e trasmettere emozioni in musica è raro non ce l'anno tutti, solo gli artisti, quelli veri. Non dico che chiunque metta una filastrocca su quattro accordi vada elogiato, ma quantomeno credo sia il caso di valorizzare chi mostra di saper giocare bene con musica e parole.

Ad ogni modo, i Mutter Dog, se evitano di fare ciò che hanno detto di voler fare con il prossimo cd in occasione de "La torre Longobarda", ovvero tentare di agganciare una major (fidatevi ragazzi...è troppo presto!), e se riescono a rimanere ciò che sono oggi, magari maturando un po', ma senza mai perdere quello spirito goliardico che gli permette di non prendersi troppo sul serio e rimanere tendenzialmente umili, hanno veramente un cammino luminoso davanti a loro.

L'album è reperibile su diversi portali di vendita on-line che ora non ricordo bene, ma tra i quali spiccano il portale di MTV e quello della Virgin francia. Ma penso che, almeno per i guardiesi, sia decisamente più sensato cercare di beccare Bodino Mux e Gabry e comprarlo direttamente da loro.

Cliccando qui potrete arrivare invece direttamente al loro MySpace.

Ai Mutter Dog, da parte mia e di tutti I Menestrelli di Graelion (con cui in quest'inverno si spera di bissare qualche serata live insieme) il più affezionato...In Bocca al Lupo...specie a Mux che deve venir con me a cercare serate! ;)

L'Emigrante

Una pagina di memoria per una riflessione di civiltà.

scritto da Angelo Primavera

In questo clima in cui si discute molto di emigrazione clandestina, che con il pacchetto sicurezza diviene reato, è bene credo ricordare il passato del nostro popolo italiano, che per decenni è stato popolo di emigranti.

In questo contesto sono orgoglioso di parlarvi di un'iniziativa promossa dall' ITC di Guardiagrele, con il patrocinio dei comuni di Guardiagrele ed Orsogna, e la partecipazione dei ragazzi e docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale "Algeri Marino"- sede staccata di Guardiagrele, della scuola secondaria di primo grado di Guardiagrele, della scuola primaria di Guardiagrele e dell'Istituto Comprensivo di Orsogna.

L'Iniziativa è un Recital di Musica e Teatro dal titolo "L'emigrante" scritto e diretto dalla professoressa Giovanna Ferrante, con la collaborazione di docenti appartenenti alle diverse scule partecipani e portato in scena dai ragazzi degli istituti sopracitati, con l'apporto tecnico (per la strumentazione e l'audio) dell'associazione Punto Giovani e del coro di S.Martino (luci). Dopo il debutto riservato al pubblico scuole primarie di Guardiagrele tenutosi questa mattina presso il Cinema-teatro Garden, domani sera, giovedì 22 maggio, vedrà la sua serata aperta al pubblico di tutta la cittadinanza.

Del clima dell'impegno, dell'emozione e di ciò che riguarda la parte del "dietro le quinte" parlerò in un post successivo, dopo l'ultima esibizione prevista al Teatro di Orsogna la settimana prossima.

Ciò su cui vorrei soffermarmi ora è l'importanza fondamentale del contenuto culturale e di memoria dello spettacolo che, attraverso poesia e musica, compie un viaggio nella realtà del nostro recente (e purtroppo dimenticato) passato, in cui nostri connazionali partivano, con pochi stracci, per cercare un futuro migliore in terre lontane.

La nostra realtà di quel periodo, intesa nei motivi che spingevano ondate di nostri connazionali a lasciar la propria terra, non era così distante dalla realtà di coloro che oggi in Italia sono considerati "criminali" a prescindere. Lo spettacolo lo dimostra bene.

Anche noi abbiamo esportato criminalità e non parliamo di rapinatori, borseggiatori e manovalanza per le organizzazioni preesistenti; parliamo di Cosa Nostra, parliamo di Camorra, Parliamo della Ndrangheta. Cosa sarebbe accaduto se a causa di questi malfattori, i nostri connazionali fossero stati accolti all'estero come dei criminali (tutti) e sbattuti in campi di prigionia (i campi d'accoglienza, trasformati in istituti detentivi provvisori previsti dal DDL presentato oggi a Napoli, questo saranno!)?

Questo spettacolo, di ben 2 ore e mezza, deve farci riflettere in questo senso, in un periodo in cui ormai tutti, anche coloro che non ne ha alcun motivo, hanno paura dell'uomo nero, dell'uomo islamico, dell'uomo dell'est.
Noi, pochi decenni fa eravamo i romeni; noi pochi decenni fa eravamo gli albanesi; noi pochi decenni fa eravamo i marocchini, i senegalesi, i curdi, i liberiani, i cinesi ecc..

Gli Stati che ci accolsero non combatterono noi. Combatterono i nostri criminali che si insidiavano nei loro territori ed in molti casi, sfruttavano i nostri stessi connazionali. Alcuni dei nostri connazionali aiutarono questi Stati a combatterli.

Per i soliti che vedono strumentalizzazioni ovunque, rendo noto che i preparativi di questo spettacolo sono partiti in tempi non sospetti, in quanto è da settembre che scuole ed alunni sono al lavoro sul progetto. "Non è cultura ad orologeria" come alcuni potrebbero insinuare. E' "La Cultura" che l'orologio del tempo, oltre che per scandire le ore dei ritmi giornalieri o delle convenienze "politiche" del momento, lo usa per tenere viva una memoria che non va persa.

L'appuntamento al Cinema-Teatro Garden di Guardiagrele è per giovedì 22 maggio, in replica presso il teatro comunale di Orsogna domenica 1 giugno. Entrambi gli spettacoli andranno in scena alle ore 21.00. Ingresso libero

Primo Maggio tutto l'anno...

depressione "emergente"

scritto da Angelo Primavera

Deprimenti. Non ho altri commenti da fare riguardo i gruppi selezionati come vincitori de "Il primo Maggio tutto l'anno". Se gli Jolaurlo alla fine, attraverso un sound molto particolare ed un messaggio affine alle tematiche del primo maggio, almeno possono giustificare la loro presenza su di un palco, per i primi due Chiazzetta Nc e Jang Senato l'unica cosa che posso esprimere è incredulità.

Esecuzioni live pessime e/o canzoni inconsistenti, prive di qualsiasi impatto emotivo, nonchè vuote di qualsiasi messaggio. E' questa la musica che "vogliono"? E' questa la musica che vogliamo?
Ai gruppi, al di la del fatto che non mi siano piaciuti, di certo non è che si possa imputare alcunché. Loro si sono proposti e sono stati scelti ed in questo non c'è nulla di male.
Io me la prendo con chi ha fatto le selezioni dimostrando che veramente, in Italia, di musica nessuno ne capisce più nulla.

L'anno prossimo manderò all'organizzazione una registrazione di rutti e scorregge abbondanti di riverberi, con qualche frase sciocca e superficiale ogni tanto. Capace che ci sarà più possibilità d'esser selezionati.

Non mi resta da far altro che esprimere la mia convinzione sul fatto che la musica, intesa nel mercato di massa, salvo rare ed ormai quasi inspiegabili eccezioni, è morta e sepolta. L'unica vera musica oggi la si può ascoltare in contesti locali in cui gli artisti sono ancora tali (e non degli eccentrici montati), dove si esibiscono ancora in cambio di un panino e di una birra.

Blastema

"Sono il più grande io!"

scritto da Angelo Primavera

 

È l’amorevole processo del sistema che accoglie a sé la cosa non voluta da nessuno:
l’aggiusta,
la preserva,
la fa bella,
la regala.
Blastema è semplice e complesso, strofa, ritornello, stacco, ritornello.
Chi ascolta, chi comprende, chi accetta e non arrende.
Un Candido ottimismo.
Chi non teme la fine prematura del suo seme.
Blastema è il motto popolare,
la frase proverbiale antica e nuova lasciata al senso di ciascuno.
La verità di ognuno,
la voce in mezzo al coro fuori fase,
chiunque a questa lista sappia aggiungere una frase.

Ad oggi il loro MySpace recita la scritta "Etichetta di registrazione: nessuna". Mi piacerebbe chieder loro sia dovuto ad una loro scelta di non accettare i vari compromessi che gli hanno proposto allegati alle bozze di contratto, o una loro volontà di non legarsi e di provare a rivoluzionare il mondo della musica usando le regitrazione ed i video solo a fini promozionali tramite myspace, per poi vivere da artisti veri, solo di Live o semplicemente pigrizia nel non aggironare le informazioni del gruppo. Vorrei chieder loro questo perchè NON POSSO CREDERE CHE L'INDUSTRIA DISCOGRAFICA ITALIANA SIA COSI' MIOPE!

I Blastema, a mio personale parere, sono la miglior Rock Band ascoltata in Italia da decenni e probabilmente, date le premesse, una di quelle band destinate ad entrare nell'Olimpo dei Grandissimi di sempre.

E' vero che è più difficile ripetersi che affermarsi, ma i Blastema hanno un qualcosa che nessuno e ripeto NESSUNO in Italia a mai avuto. Hanno la capacità di miscelare influenze d'ogni genere producendo un rock avvolgente ed intenso, con testi sempre incisivi ed a volte come nel caso di "La fine del mondo" o "Spero ci sia" introspettivi sino a straziare l'ultimo micogrammo d'anima.

La voce di Matteo Casadei è probabilmente la voce più bella che il Rock targato Italia abbia mai prodotto: potente come nella tradizione del miglior Rock anni '70, capace di sottili falsetti di cui non abusa mai e graffiante dove serve. Magari il paragone è ambizioso, ma direi che a tratti mi ricorda tanto Chris Cornel dei Soundgarden, con meno leziosità e maggiore intensità. La musica non so identificarla se non nei Blastema e basta. Ci son dentro così tante influenze perfettamente miscelate, così tante possibili fonti di ispirazione che fare dei paragoni diviene impossibile e questo a mio avviso è un'altro (se non il più grande) pregio dei Blastema.

Ma le parole servono a poco. Ciò che vi consiglio è di guardare i video che ho preso da Youtube,cliccare il loro MySpacee se siete nelle zone di Emilia Romagna e Lombardia (zone in cui suonano più di frequente) di sbirciare tra le prossime date perchè se le registrazioni danno già un valido metro per misurarne il valore, la dimensione Live è di certo (da ciò che ho potuto constatare sbirciando in rete) la loro massima espressione.

Spero di avere presto il loro album (se passate di qui ragazzi contattatemi e ditemi come averlo!!!) e magari di riuscire ad organizzare un evento da queste parti per farli esibire. D'altronde ho una vena masochistica e quando trovo qualcuno in grado di emozionarmi più di me stesso, amo soffrire nell'ascoltarlo ed ammirarlo da vicino.

 

Art in Hearts

The god in me

scritto da Angelo Primavera

 

"The god in me" degli Art in Hearts rappresenta una di quelle sorprese di cui si abbiamo bisogno in una realtà musicale attuale fatta di prodotti privi di qualsiasi fondamento. Come denuncia anche Morgan, ex Bluvertigo, "il mondo musicale dell'industria discografica si basa oggi solo su ciò che a parere dei produttori e dei promoter è vendibile. Il problema più grande è che spesso costoro di musica non capiscono assolutamente nulla."
In più la vendita dei cd, così come della musica on-line è decisamente bassa a causa di una pirateria in parte legittimata dai prezzi inaccessibili che le case discografiche impongono. Un circolo vizioso che ha distrutto la musica perchè più calano le vendite, minori sono i rischi che corrono le etichette nel proporre nuove sonorità.

Io son stato sempre molto diffidente riguardo la musica pop e l'elettronica. Ho sempre trovato questi due generi abbastanza freddi. Gli Art in Hearts sono riusciti dove quasi tutti hanno fallito, ovvero ad emozionarmi con dei sintetizzatori, con le campionature, con una miscela di sound che strizza decisamente l'occhio agli anni 80'. Le influenze dei Depeche Mode, di Bowie (di cui nell'album è presente una cover) dei Cure e di altri pilastri di questo calibro sono evidenti, ma "The god in me" è un lavoro originale che mostra un'attitudine creativa che è purtroppo oggi estranea a quasi tutti i gruppi in circolazione.

Il cd è molto eterogeneo e la loro musica la definerei "visiva". Infatti è difficile, chiudendo gli occhi non lasciarsi trasportare in scenari che ricordano tanto alcuni fumetti dark e film ad essi ispirati, o ad un passato forse troppo in fretta dimenticato. La voce di Leonardo Schiavo è camaleontica e sensuale, capace di accarezzare l'ascoltatore con strofe su tonalità basse ed avvolgenti, per poi aprirsi in incisi più accattivanti, pur mantenendo una linea melodica nostalgica e toccante.
I brani sono studiati sin nei più piccoli particolari. All'ascolto non sembra affatto di aver per le mani un'autoproduzione. Il suono si muove su più prospettive pronto ad offrire sorprese ascolto dopo ascolto. In questo Andrea Tirimacco è quasi maniacale e dimostra di avere idee ben chiare. Il suo è veramente un talento infinito nella selezione e nella miscela dei suoni.

"My Last Life" (che apre il cd), la più gotica "Merchant of illution", la struggente "Blind Man" e l'incantevole "Eternal dream", sono i miei brani preferiti in assoluto. Ma tutto l'album merita, anche nei brani più dance, che per chi mi conosce non sono mai stati di mio gusto. Mi dispiace solo non avere una traduzione dei testi, in quanto la mia ignoranza nella lingua inglese (lacuna da eliminare al più presto) mi impedisce di indagarne i significati. Spero più avanti, magari intervistando i due artisti, di approfondire con loro questo aspetto che per ora mi è ignoto.

In sintesi gli Art in Hearts sono una delle realtà più promettenti che mi sia mai capitato d'ascoltare. E non parliamo di una promessa fasulla come tante che ormai siamo abituati a vederci rifilare ad ogni cambio di moda. Parliamo di una promessa concreta per chiunque non sia chiuso in sterotipi "alternativi" e voglia ascoltare qualcosa che sia diverso da ciò che il mercato attualmente offre.

Spero che il mondo discografico italiano, sempre tanto prodigo nell'osteggiare gli artisti quanto nel calarsi le braghe per promuovere una miriade di marionette, non li scoraggi. Il mio consiglio, ammesso che serva loro, è di puntare sul mercato estero in modo da andare ad arricchire quella schiera di artisti che hanno prima avuto riscotri in Europa ed America e solo in seguito son stati giustamente considerati anche da noi. Purtroppo penso, che per questo genere di progetti, non vi siano molte altre alternative.

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