San Brunetta e le Pensioni.
Da gennaio le pensioni dal tabaccaio...i rapinatori son già a far la fila!
Brunetta non si ferma mai. Preso da un delirio di onnipotenza che lo porta a paragonarsi a Padre Pio ("ho guarito il 50% dei dipendenti pubblici"),
ne spara una che veramente fa sorridere e non poco.
"Da gennaio sarà possibile ritirare la pensione dal tabaccaio ma già
adesso si può andare, per esempio, a versare i contributi per la colf e per altri servizi".
Innanzitutto si immaginino le file e le resse in una tabaccheria per risquotere la pensione. Forse è una trovata per scoraggiare i fumatori a comprare il pacchetto
ogni primo del mese, una trovata salutista.
Ma soprattutto si immagini la felicità dei tabaccai, già oggi tra le vittime principali di rapine a mano armata, nell'apprendere che un ministro ha deciso,
dopo che il Governo ha tagliato i fondi alle forze dell'ordine decimandone la presenza, che ogni primo del mese si ritroveranno anche ad avere i soldi delle
pensioni per la gioia dei rapinatori.
Già immagino la scena. Il mattino dei pagamenti, dinanzi alla saracinesca una lunga fila di persone. Ai primi posti dei giovani rapinatori. Il tabaccaio arriva e prima di aprire
chiede: "come mai anche voi qui di buon'ora: sigarette?" e loro: "no, veramente anche noi siamo qui per le pensioni...poi ripassiamo in serata a riscuotere le
bollette!"
Micucci è comunista?
o è solo una nuova "Sindrome di Follini"?
Micucci dev'esser comunista...solo che lui stesso non lo sa! O forse soffre di qualche sindrome che lo porta a confondere destra e sinistra, facendolo finire sempre nella coalizione
sbagliata (rispetto alle idee che propone).
E' una divertente impressione che m'è venuta in mente leggendo "Il Centro" di oggi. Mentre Di Stefano consegna a Chiodi una sorta di programma elaborato nel ventre
del PDL in cui si dice che vanno tagliate le ASL (altro che Azienda sanitaria indipendente in più!) e combattuti gli sprechi (altro che investimenti
per le specializzazioni), lui rilascia un'intervista in cui ribadisce che l'aziendalizzazione della sanità è un errore, così come l'aziendalizzazione delle
scuole, quest'ultima è cosa che oltretutto aveva "ampiamente previsto".
La cosa che mi fa sorridere è che nel programma del centrodestra proposto da Di Stefano, c'è anche l'aziendalizzazione della sanità (per la scuola ci sta pensando il
trio Berlusconi-Tremonti-Gelmini).
Ora mi chiedo: ma come fa a collocarsi a centro-destra un amministratore che va in piazza a sostenere la colonna vertebrale delle idee classiche di sinistra, ovvero
lotta alle privatizzazioni ed alle aziendalizzazioni? Le possibilità son due: o è nel pieno di una crisi d'identità politica denominata "Sindrome di Follini"
(Democristiano che nella seconda repubblica, da personaggio controverso della casa delle libertà è passato ad essere silenzioso esponente PD), oppure è un furbacchione che
appoggia tutte le iniziative "inconcludenti" di protesta contro queste politiche, ma poi si siede a tavola con chi ha ideato e realizzato (almeno per una parte) le idee che lui stesso
contesta.
Di fatto, Micucci lo si trova alle manifestazioni ma è raro trovarlo in dibattiti pubblici o addirittura che si faccia promotore di quella politica
informativa-costruttiva che ne scaturirebbe (tipo dibattito sulla riforma Gelmini a Guardiagrele). Il clamore delle manifestazioni forse gli si addice di più; nel
gioco di ruolo tra buoni e cattivi, lui è (sempre in ritardo) dalla parte dei "buoni" (l'ospedale era in pericolo già dal 2001 secondo rifondazione; il centro sinistra se ne è accorto
nel 2004 quando Dominici venne a dire che lo voleva chiudere; Micucci nel 2007 quando il centro-sinistra ha iniziato a ridimensionarlo).
Credo che però, visto che ha lottato tanto per l'ospedale, ora si troverà dinanzi alla prova del nove: continuare a farlo in seno alla sua coalizione, andare in piazza contro
il PDL di Chiodi e di Di Stefano. Perché programma proposto da Di Stefano (e condiviso da gran parte del PDL) è chiaro e non lascia scampo: "via spese inutili! Asl
Unica! Aziendalizzazioni!". Per me si rischia di vederlo sventolare la falce e martello uno di questi giorni!
Nel frattempo il Sindaco Palmerio torna a farsi sentire, come sempre, attraverso comunicati a mezzo stampa. Un articolo "illuminante" in cui
giustamente sottolinea la natura strumentale della manifestazione PDL (a proposito: attendo con ansia che i candidati PDL passino e chiedano il voto parlando dell'ospedale, dopo la
proposta di Di Stefano), ma rimane vago su tutto il resto. Errore grossolano non rispondere alle semplici domande che tutti si fanno: quale alternativa, ai
tagli di geriatria e day surgery è stata scelta? In che modo questo ennesimo salvataggio non va inteso come pericolante traghetto per attraversare il fiume elettorale? Quali garanzie
abbiamo che successivamente, qualora si vincessero le elezioni, non vi sarà una nuova "emergenza" e quindi il taglio verrà effettuato comunque?
Tutti a giocare a buoni e cattivi, guardie e ladri, partigiani e dittatori sulla pelle dei cittadini che ancora una volta hanno un'unica certezza: quella di doversi
preoccupare.
Manifestazione 12 ottobre: "Vota Antonio! Vota Antonio!"
Ultimo atto in salsa satirica.
"Vota Antonio! Vota Antonio!" dunque è la mia reazione riverente ed ammirata dinanzi al triplo carpiato con doppio avvitamento, coefficente 3.1, degno di una finale olimpionica con il
quale il pizzetto in fascia tricolore riesce a prender spunto da un termine (straniero, ndm.) utilizzato da Palmerio, per delegittimare lo stesso Sindaco di Guardiagrele e da li
lanciarsi all'attacco di Maresca e Caramanico. L'avrei visto bene a Pechino, in un costumino nero aderente con una medaglia al collo, orgoglio di tutti gli Italiani che hanno
festeggiato i campioni premiati con oro, argento e bronzo (forgiati da schiavi), come riconoscimento per il loro spirito olimpico.
"Vota Antonio! Vota Antonio!" quando nel parlare di Sanità riesce persino a mostrare la sua puntuale attenzione sulla moda, criticando il sarto Maresca, che non sa tagliar bene e non
confeziona forse abiti, nero funebri, come quelli che tutti uguali (tranne il libero), hanno affollato il palchetto della piazza. L'augurio, non se ne abbia a male questo cultore del
bello, è che se per fare i tagli basta un buon sarto, alle dimissioni di Maresca non sussegua la nomina del suo, in quanto, ma questo è mio gusto, il taglio degli abiti era macabro e
funebre ed un look simile cucito sulla sanità non è un buon auspicio.
"Vota Antonio! Vota Antonio!" che di coerenza fa bandiera, con se ed il partito, nell'aggiungere un ironico "bla bla bla" subito dopo aver usato termini come "presunzione d'innocenza
sino al terzo grado di giudizio". D'altronde lui non teme che gli si palesi l'imbarazzante contraddizione nel toglier legittimità ad una forza politica regionale a causa del leader
indagato ed arrestato e contemporaneamente garantirla per l'altra, a spada tratta, nel porsi al servizio sotto lo stendardo azzurro di indagati, imputati, condannati e pluriprescritti
che in un Presidente del Consiglio racchiudono l'essenza pura di questa specie. Ma egli sa e per questo lo fa, che così ci strapperà sorrisi ed ilarità e dunque lo fa, lo fa per noi,
loro e per chiunque preferisca rider per non piangere.
Dunque "Vota Antonio! Vota Antonio!" come diceva Totò, e non ti curare che non c'è morale, perché l'ironia del soggetto oggi giorno non è casuale; perché qualcuno disse: "con una
risata si può guarire". E dunque ridendo perché d'ironia si può guarire, magari si salva persino l'ospedale.
Il cavaliere Smascherato
Il Lodo è incostituzionale?
La fiction Politico-giudiziaria prodotta da Mediaset e dallo studio legale degli avvocati Ghedini Pecorella e Vaccarella (già attori potagonisti del sacro presepe di Arcore in cui
Dell'Utri faceva la parte di S.Giuseppe e Vittorio Mangano quella della Vergine Maria), con la collaborazione del Parlamento e del popolo italiano e che ha come protagonista esclusivo
Silvio Berlusconi, va avanti. Come ogni fiction che si protrae troppo nel tempo le trame divengono pian piano inconsistenti, ripetitive e se non ci si è appassionati sin dalle prime
puntate alla storia, difficilmente si resiste alla tentazione di cambiare canale.
Ma questa fiction, che all'apparenza è banale, rappresenta un prototipo di televisione-interattiva all'avanguardia, un'esclusiva italiana della quale, se non fosse per i profondi
dissesti provocati dagli effetti collaterali che genera al paese, l'Italia potrebbe quasi andar fiera. Infatti agli italiani è concesso, per ora, tramite televoto nell'urna e tramite
sondaggi d'opinione, di cancellare o meno questo programma dal palinsesto politico del paese. Inutile dire che ciò non avviene per la massiccia campagna di pubblicità e marketing che
c'è in tutto il paese da almeno quindici anni attraverso lo stesso mezzo televisivo. D'altronde, come dice in uno spot girato ultimamente in Inghilterra il protagonista Silvio
Berlusconi, "siamo un paese con un elevato grado di benessere. Infatti siamo i primi in Europa per l'acquisto di telefonini e televisori."
Trama della fiction:
Il personaggio Principale, Silvio Berlusconi, veste i panni di un imprenditore donatosi alla politica per salvare il paese. Nonostante appaia un po' distratto, in quanto riesce a
tenere per anni un mafioso come stalliere senza accorgersene ed è sempre vittima di manager ed avvocati che con i soldi suoi e del suo gruppo, corrompono giudici e testimoni a sua
insaputa, riesce per la terza volta a vincere le elezioni.
Riassunto dell'ultima puntata:
Per evitare che un commando denominato "toghe rosse" gli faccia fare la fine di Bobo Craxi, Silvio Berlusconi, nel pieno svolgersi di processi che lo vedono indagato per corruzione
con l'ex presidente di rai-fiction, Saccà (al quale chiedeva di parcheggiare una soubrette per poter comprare un senatore) ed imputato a Milano per corruzione del testimone, tale
avvocato Mills, si vede costretto a scrivere una legge per bloccare questi tentativi di sabotaggio a suo danno da parte dei giudici.
La legge, che inizialmente prevedeva il blocco di 10.000 processi per fermare il suo, viene modificata in quello che poi verrà chiamato Lodo Alfano, (dal nome del giovane ministro
prestanome che l'ha firmata senza sapere neanche cosa dicesse). La legge scritta in realtà dall'avvocato di Berlusconi, Ghedini, prevede la sospensione dei processi per le 4 alte
cariche dello Stato.
Una legge che i soliti "giustizialisti", (succedutisi ai comunisti) una minoranza parlamentare che rifiuta di far la Ola ad ogni nuova legge vergogna, definiscono
anticostituzionale.
Ed è proprio sull'ipotesi di incostituzionalità di questo lodo che il pm del processo Mills (che si dovrebbe chiamare Belusconi-Mills) decide di sospendere tutto il procedimento e far
valutare se il Lodo sia legittimo o meno.
Ghedini insorge. Dice che il lodo è costituzionale perché è stato firmato da Napolitano, che è supremo garante della Costituzione Repubblicana.
Secondo Ghedini, il modo giusto per proseguire era chiudere il processo. Infatti per effetto del Lodo Alfano il suo cliente, capo di partito e Premier, non poteva esser processato e
giudicato. Per proprietà transitiva, non doveva esser celebrato neanche il processo a Mills, in quanto, se fosse stato giudicato corrotto, il giudizio si sarebbe dato anche sul suo
cliente per un principio di coerenza, cosa non permessa dal Lodo Alfano.
"Il lodo Alfano verrà considerato illegittimo dalla corte costituzionale? Riuscirà Silvio Berlusconi a farla franca ancora una volta, o dovrà aggiungere qualche codicillo alla tragica
riforma della giustizia che si appresta a presentare?"
Le risposte nelle prossime puntate de "Il Cavaliere Smascherato!".
Armi di distrazione di massa
La nostra "inviata" alla festa del PD
Il sito dei menestrelli si arricchisce oggi. In attesa che Danilo porti un attento resoconto di ciò che verrà detto al consiglio comunale riguardo l'ospedale (mi spiace Danilo se così ti costringo a farlo) oggi vi propongo un pezzo di una guardiese che per un giorno funge da inviata speciale in esterna che è Chiara De Lucia.
ARMI DI DISTRAZIONI DI MASSA
Dal momento che ho ricordato di avere una laurea in “Consulenza e Comunicazione Politica”, ho deciso di passare la mia domenica pomeriggio alla Prima festa del Partito Democratico che si è aperta ieri a Firenze.
Il telegiornale regionale aveva segnalato un dibattito fra alcuni esponenti della politica italiana sia di Destra che di Sinistra presso la Fortezza da Basso.
"La fredda cronaca".Alle 18.00 il padiglione La Pira era pieno di persone; il Partito Democratico – che giocava in casa - ha schierato Bersani punta centrale mentre il Popolo delle Libertà ha optato per Bossi, Tremonti e Calderoli, un tridente all’attacco non di poco impatto.
L’atmosfera era davvero di festa e tutti applaudivano e Tremonti si è addirittura congratulato con i Democratici per aver scelto come luogo dell’incontro una fortezza e non un loft o un ambiente televisivo.
Argomento del dibattito: il FEDERALISMO
Dato che è la prima volta che accetta un invito a un festival di centro – sinistra (cosa che risulta quantomeno poco probabile), è Bossi il primo a prendere parola Il federalismo – ribadisce - è la risposta a tutti i problemi dell’Italia ed è necessaria una responsabilizzazione di tutti. La democrazia vera permette il controllo della corretta gestione di denaro pubblico e servizi!
E a chi gli chiede che ne pensa del taglio dell’ICI Bossi tentenna, dichiara di non volersi impiccare in quella sede ma cede a fronte del continuo incalzare delle domande.
L'autogol di Bossi arriva grazie all’assist del "mitico" ed insolitamente quieto Calderoni che ricorda il fatto che è stato Veltroni il primo a parlare di ICI durante la campagna elettorale.
Bossi a questo punto non sa resistere ed offre una perla delle sue. Con tono esasperato dice: “E a quel punto Berlusconi che cosa poteva pensare?” – e imitando un bambino in piena fase di capriccio e dispetto – “Lo faccio io, la tolgo io la tassa sulla Casa”!
Il pubblico comincia a scaldarsi sugli spalti e Tremonti ne risulta infastidito."Fasi convulse di gioco..."
Bersani osannato dai sostenitori ma ribadisce di non essere un demagogo.
Tremonti di tutta risposta, accusa il “Compagno Bersani” di aver costruito l’incontro in corso solo con l’obiettivo di attrarre applausi e consensi.
Tremonti cita Marx e Bersani lo invita a tacere perché la sinistra la deve fare la Sinistra e non lui né quelli come lui.
Bossi e Calderoli vanno via – hanno l’aereo alle 20,00 – e Tremonti li segue. Bersani inizia una riflessione sul neonato Partito.
Il 25 ottobre il Partito Democratico ci invita a scendere in piazza perché la storia non si ripete mai ma ama le rime.
Bersani afferma che esiste un clima di menefreghismo, conformismo e viltà che regala ideologie pret a porter. Il popolo deve essere liberato da chi lo costringe all’ intolleranza e da quelli che tendeno a ridurre sempre più lo spirito civico italiano.
Un immaginario triplice fischio e la serata si conclude con applausi, strette di mano e con la distribuzione di un libricino stampato a colori con tutte le facce e i nomi degli eletti alla Camera del Partito Democratico ( e menomale che c’è crisi economica per i partiti!) ed io mi incammino verso casa.
Tirando le somme...
Cosa ne penso? Che la parola che diventerà il nostro pane quotidiano per l’autunno sarà sicurezza. Che ad ascoltarli come cittadina mi sento stordita da tante chiacchiere e dati interessati..
Che non so come mai ma ho un certo presentimento di essere presa in giro.
Che come “interprete del linguaggio politico” non posso fare a meno di notare quanto il linguaggio della destra e della sinistra tendano sempre più ad assomigliarsi fino a volte a sovrapporsi e a rendersi interscambiabili. Infatti, fino alle scorse elezioni era impensabile che Tremonti pronunciasse la parola BUGIA o, peggio, BALLA perché erano i termini con cui continuamente veniva accusato Berlusconi. D’altro canto è forse ancor più singolare che un economista così serio e professionale come Bersani abbia perfino la dote di essere un grande oratore che ostenta un’ottima ed efficace dialettica veltroniana.
Il fatto che poi a microfoni chiusi QUESTI SIGNORI si chiedano a vicenda e con sincera preoccupazione “Che albergo ti hanno dato?” oppure più gettonata “Ti hanno dato la macchina per andare a Peretola (aeroporto di Firenze)” mi costringe ad un unico pensiero: Chi è il grande burattinaio?
La testa è così piena che resto basita quando mi accorgo di non aver capito se andranno a crearsi- qualora non esistessero già - Regioni di serie A e B, che non so quali e quanti servizi resteranno di competenza nazionale e che qualsiasi altro mio dubbio sul federalismo rimarrà senza risposta.
Inutile dire che non importa a nessuno che io sia uscita da un dibattito senza che ne sia esistito davvero uno vero…Ma lo spettacolo deve continuare e il Partito Democratico festeggiare!
Chiara De Lucia
Basta con i tossici alla guida!
Ennesimo provvedimento spot alle porte...ma la soluzione c'è e nessuno la vuole.
Alle emergenze si deve rispondere con provvedimenti consequenziali. E' apprezzabile quindi l'iniziativa del Sottosegretario Carlo Giovanardi di far effettuare controlli antidroga a
chi e' alla guida di veicoli". E' quanto afferma il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. "Lo Stato - aggiunge il Ministro - deve fare tutto quanto e'
possibile per prevenire ed evitare tragedie come quella della morte della giovane di Anzio. Mi auguro che da sperimentali i controlli antidroga possano diventare ordinari, al pari di
quelli effettuati per accertare l'assunzione di alcool. Non puo' esistere il diritto di drogarsi - conclude Matteoli - a maggior ragione non puo' essere consentito quello di guidare a
chi fa uso di stupefacenti". (AGI) - Roma, 22 agosto
Ma quando leggo certe dichiarazioni mi viene veramente da ridere."Non puo' esistere il diritto di drogarsi - conclude Matteoli - a maggior ragione non puo' essere consentito quello di
guidare a chi fa uso di stupefacenti"...
Se questo è vero, l'Italia aspetta ancora nome e cognome di quel terzo di parlamento che risultato positivo ad un test antidroga delle Iene, guida il paese da anni.
In merito alla proposta, per me è una cosa inutile continuare a fare controlli sulla strada, perché con le poche risorse che le forze dell'ordine hanno, alle volte per centinaia di chilometri non vedi una volate neanche se la vai a cercare in caserma. Io sono per l'obbligo a tutti i costruttori di inserire nella centralina dell'auto, un congegno collegato ad un etilometro che impedisca la messa in moto dell'auto, se colui che è al volante supera la soglia di legge e visto che ci troviamo, anche un rilevatore per le sostanze stupefacenti. Se sei positivo, non parti proprio! Nessuno finisce in galera e nessuno muore...nn è una duplice vittoria? Ovviamente i controlli dovrebbero continuare per evitare che si manomettano le centraline e perché il figo che pur di infrangere la legge, decide di bere o di farsi in macchina durante il tragitto dopo aver acceso la macchina, c'è sempre. Ma penso che le percentuali di incidenti dovute a questi problemi crollerebbero.
Ma quello delle centraline che potrebbero anche limitare le velocità tramite gprs (lo stesso sistema usato per i navigatori) in modo che l'auto non superi mai i limiti consentiti su quella strada, o che blocchino chi si mette al volante con un bicchiere, una sniffata, una pasticca una canna di troppo, credo siano mal viste da case costruttrici che sullo stile di vita a cui l'eccesso si associa sempre di più e sulle prestazioni del veicolo, puntano per fare soldi. Ergo, esistono le tecnologie ma non vengono utilizzate perché svantaggiose per chi fa soldi sulla pelle della gente. Andiamo avanti con le stragi, i politici continuino ad indignarsi ma non si offendano se dichiarazioni come questa non suscitano che ilarità.
"Lo Stato deve fare tutto quanto e' possibile per prevenire ed evitare tragedie come quella della morte della giovane di Anzio"???. Smetta di far l'ipocrita e spieghi ai parenti delle vittime il perché, tutto ciò che realmente è in suo potere, non lo fa.
Waterloo...ma nn era andata diversamente?
E questi dirigono Telecom...SIAMO MESSI BENE!!!
Roberto Corradi: Il doppiaggio che diventa satira.
quando si ride per non piangere.
Ai lettori del blog oggi offro pillole di satira forse inconsapevole, ma decisamente splendida.
Il sito di Roberto Corradi è uno dei luoghi in cui è più divertente sostare quando si è alla ricerca di un po' di buon
umore e soprattutto di un sorriso, anche quando si sfiorano tematiche sulle quali, ahimè c'è ben poco da ridere.
A voi ed a me dunque buona visione: ogni tanto è il caso di distendersi un po', altrimenti, a prenderle tropp sul serio queste cose, si finisce al manicomio!
Daniele Luttazzi: La satira contro il potere.
dal video tratto da Satyricon a Teatro, alla critica ai blog.
Daniele Fabbri, in arte Daniele Luttazzi è l'emblema della satira pura, che ne dicano i potenti. La censura sistematica a livello mediatico a cui è sottoposto da
decenni (ricordiamoci che già nell'87 fu cacciato dalla Rai per una battuta sul Psi, proprio come Grillo), è forse il suo biglietto da vista migliore: diverso quindi
scomodo.
Perché si censura Luttazzi? Perché è verbalmente volgare? Se fosse questo il motivo dovrebbero essere censurati almeno il 70% dei film USA, che invece vanno in onda.
Poi se si intende la volgarità anche sotto altri aspetti, allora la televisione italiana dovrebbe essere una specie di schermo nero perpetuo. La verità è che seppur proietta a
colori da anni, in effetti la televisione è un buco nero in cui sprofondano le coscienze degli italiani. La prova? Emilio Fede.
Ok, io non sono Luttazzi e quindi le battute è meglio lasciarle a lui che è certamente migliore di me. Però in un'appendice voglio inserire una critica sul rapporto tra satira
e blog e sui blog di successo e potere che fa Luttazzi.
Luttazzi dice in un'intervista alla radio risalente al 2005.
Ho chiuso il mio blog (inteso come quotidiano commento ai fatti che avvengono) perché mi sono accorto che il blog crea un leader a cui gli altri si accodano. Il blog dunque crea potere e la satira è contro il potere. Quindi ho deciso di chiuderlo.
Ora, se cercate in rete il blog di Luttazzi lo trovate ancora attivo, ma non è un blog come ad esempio quello di Grillo. In genere si limita a battute secche su questo o quel fatto, o commenti critici abbastanza pacati. Insomma rimane nell'ambito, che ispira il ragionamento, ma senza plagiare il lettore.
Un particolare sul quale c'è molto da riflettere anche per me, che ogni giorno cerco di diffondere idee e buonsenso, ma che a volte forse, come nel post precedente, proprio non riesco ad essere così distaccato da non dare l'impressione di voler imporre il mio pensiero, forse perché, nonostante la mia buona volontà, neanche per me è sempre così facile rinunciare a questo "potere".
Secondo Luttazzi la rete è un narcotico, forse più potente anche della televisione e bisognerebbe combatterla perchè la gente deve uscire per strada,
reimpossessarsi dei suoi spazi e di una coscienza propria.
Questa è una cosa abbastanza evidente, basta vedere quello che è riuscito a combinare Grillo con il suo blog. Ma è anche vero che viviamo sotto regime, privi di
informazioni e l'unica speranza di completare o scovare informazioni censurate è la rete, seppur anche qui dobbiamo fare mille distinguo tra informazioni ed
informazione.
Ad ogni modo, questo ragionamento, più che altro il ragionamento riguardante il rapporto tra blog e potere mi pare illuminante per una riflessione critica riguardo questo strumento e l'utilizzo che se ne fa. Una riflessione che dovrà portare anche il sottoscritto ad una profonda autocritica, perché in effetti, sapere che la gente sposa le tue idee inebria. Ma questa non è democrazia. La democrazia è quando la gente sposa le sue.
E pensare che questo signore, Daniele Luttazzi, quando si ha culo, lo si riesce a malapena a vedere a teatro. Dai ricercatori agli artisti, se hai intelligenza e talento, in Italia non c'è posto...ed a perderci sono sempre e solo gli italiani.
Pd: un'opposizione finta per finte "scazzottate"
e lo "Psiconano" finisce per sembrare Bud Spencer
Per chi, come me è un abitué del blog "voglioscendere" di Travaglio, Gomez e Corrias, la notizia è datata già di qualche giorno. Stasera son sicuro che Travaglio la riporterà ad Anno Zero, ma vale la pena parlarne anche qui. L'avocatura di Stato, ha presentato una memoria difensiva sulla legge Gasparri copiata per sommi capi dalla memoria difensiva di Mediaset.
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Diritto d'opinione.
Minacciar querele non aiuta i chiarimenti.
Rompo il silenzio sulla questione, nonostante che sia ormai circa una settimana che sono stato messo al corrente di sviluppi riguardanti un mio pezzo "La Politica è cultura di condivisione" pubblicato su questo blog. Il pezzo pare abbia toccato nell'intimo l'amministrazione di Fara S.Martino che nella mia percezione di quella realtà, non si è riconosciuta.
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Anno Zero: Sgarbi vs Travaglio
quando la saccenza non è cultura.
Ieri sera ad Anno Zero si è assistito ad uno spettacolo abbastanza tragi-comico. Io non so cosa abbia convinto Santoro ad invitare come ospite in studio Vittorio Sgarbi, ma la rissa verbale che ne è venuta fuori in più parti ha fatto temere il peggio.
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GIANNI DRUDI, “FIKY, FIKY”
chi non ricorda la mitica “fiky, fiky”
“HEY CI SATI FIKY FIKY CON ME?
FACCIAMO FIKY FIKY INSIEME… DAI! DAI!
HEY CI SATI FIKY FIKY CON ME?
FACCIAMO FIKY FIKY INSIEME…”
Chi non ha mai ascoltato “Fiky, Fiky” di Gianni Drudi? Tutti o quasi se la ricordano nella trasmissione della Gialappas' Band, “Mai Dire Tv”.
Uomo di “bell'aspetto”, barba, capelli lunghi e un discutibile modo di vestire, Gianni Drudi diventa famoso con la sua “FIKY, FIKY”, motivetto che ti si piantava in testa e non riuscivi a levartela, tuttora la sto cantando:”hey ci stai fiky fiky....”
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Appello ai Politici
di Fiorello e Baldini
Un messaggio ai politici arriva dai due conduttori del programma Viva Radio Due, Fiorello e Baldini:
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Lavoro solo io
sono stanco perché lavoro troppo?
Ho trovato la solita catena tra le mie email ma questa è molto simpatica, l'autore è sconosciuto ma lo ringrazio.
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La Poesia dell'uccelletto
Poesia in rima recitata da Bocelli ospite a Viva Radio 2
Racconta la storia di un povero uccelletto che ferito andò a riposarsi all'interno di una chiesa dove venne accolto nelle grazie di una fedele, ma il prete disturbato dal verso dell'animale cominciò a cercarlo invitando il proprietario a farlo uscire dalla chiesa.
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“Ridere & Sorridere”, rubrica per ridere
ogni tanto tra i tanti problemi è giusto sorridere
Oggi apriamo la rubrica “Ridere & Sorridere”, abbiamo pensato di mettere in piedi una rubrica dedicata alla risata: barzellette, satira, cantanti improbabili e tanto altro.



















