Anno Zero: Sgarbi vs Travaglio
quando la saccenza non è cultura.
Ieri sera ad Anno Zero si è assistito ad uno spettacolo abbastanza tragi-comico. Io non so cosa abbia convinto Santoro ad invitare come ospite in
studio Vittorio Sgarbi, ma la rissa verbale che ne è venuta fuori in più parti ha fatto temere il peggio.
Le immagini prese dal V-Day2 del 25 aprile hanno fatto scatenare Sgarbi che ha iniziato ad insultare tutti, prendendosela in modo particolare con Grillo e
Travaglio. Quest'ultimo, nei suoi interventi è stato costretto più volte ad interrompere e ripetere le frasi tra le urla e gli insulti di Sgarbi.
Sgarbi a mio modo di vedere, oltre che a dimostrare di avere seri problemi psicologici su cui la televisione e la politica stranamente continuano a chiudere entrambi
gli occhi, ha dato una dimostrazione concreta di quella che è la differenza tra la saccenza e la cultura. La saccenza è la vanità dell'intellettuale che sa le cose
per vantarsene ed usare ciò che sa a fine personale; la cultura è sapere e soprattutto riuscire a trasmettere quel che si sa, condividere, metter il
sapere alla portata di tutti. Sgarbi è un saccente presuntuoso che in qualsiasi altro paese, al secondo sbraito, sarebbe stato invitato ad accomodarsi fuori.
Il tema della puntata era sulla libera informazione. Presente in studio anche il Presidende del sindacato dei giornalisti, e rappresentate dell'ordine (che Grillo
vuole abolire) il quale ha ammesso pubblicamente i forti problemi dell'informazione ed ha esposto la necessità di una riforma radicale dell'ordine.
Alle sue denunce si sono affiancate quelle di una giornalista de "Il Manifesto" che ha denunciato come, da subito dopo il voto del 14 aprile i giornali
"moderati" e di destra abbiano tirato la volata ad Alemanno per la poltrona del Campidoglio facendo esempi abbastanza concreti di strumentalizzazione dei fatti di cronaca
riguardanti il discorso "sicurezza".
Passato il V-Day2, le cui firme già da prima si sapeva non potevano esser valide, visto che la legge dice chiaramente che le firme per i referendum non
possono essere raccolte nei sei mesi prima e nei tre mesi dopo le elezioni anche se si tratta di elezioni anticipate, finalmente si assiste ad una discussione seria (Sgarbi
permettendo) sullo stato dell'informazione in Italia.
Tra le varie chicche ci sono la sparata di Sgarbi secondo cui Il Giornale di proprietà di "Paolo Berlusconi" non prenderebbe finanziamenti e la smentita in diretta da
parte della redazione che da la cifra precisa del finanziamento che invece prende una somma che ammonta a circa 1.4 milioni di euro, e la difesa, da parte di
Sgarbi della tesi che Biagi non è stato cacciato dalla Rai, ma che avrebbe "scelto" di rifiutare uno spostamento di orario, con
Travaglio che ad ogni interruzione riprendeva con la frase "se questo non fosse il paese in cui Biagi è stato cacciato..."
Guardate i video e ridete di Sgarbi...a parte i milanesi che lo hanno come assessore alla cultura se non sbaglio.

































Danilo
Non sbagli, nel 2006 si candida a sindaco di Milano, ma successivamente stipula un accordo con la candidata della Casa (che io chiamavo invece CASSA) delle Libertà Letizia Moratti, che prevede il ritiro della propria candidatura. Dopo la vittoria dell'ex ministro dell'istruzione ottiene l'incarico di assessore alla cultura di Milano. Non poteva avere un cognome più azzeccato, infatti è uno "sgarbo" alla natura umana. Purtroppo a me questa persona non fa ...ridere. Mi provoca solo una repulsione ed un senso di disprezzo pari quasi a g. ferrara. Grande Travaglio a rimanere così calmo e superiore a questo rissoso personaggio, io l'avrei preso a testate, specialmente perché quando offende dice spesso "testa di cazzo" invece lui essendo una "testa di culo" ci si guadagna solo fare a testate........
Danilo
Comunque ....tranquilli, a breve non vedremo più queste sconcezie nella TV pubblica. Infatti come riportato sul sito di Corriere.it il Presidente della Rai Petruccioli attacca la puntata di Anno Zero «Uso indecente della Tv pubblica. Inaccettabili gli attacchi a Napolitano e Veronesi». Santoro ha provato a rispondere:«No a censure». Ma la vedo male, molto male. La cosa che mi fa rabbia, come al solito, è che viene messo in risalto solo il fatto che Grillo abbia "offeso" Veronesi. Con tutto il rispetto ed ammirazione per il Professore, ma come può ammettere che da un inceneritore esca "zero" di materiale nocivo alla nostra salute. La cosa più intelligente da fare sarebbe una trasmissione di confronto dove tutti potranno dire la sua, Veronesi replicare alle accuse di Grillo, quest'ultimo magari riproporle etc. etc. Invece sappiamo tutti come andrà a finire, siccome chi ci "guida e muove i fili" è molto più intelligente di quello che pensiamo, si farà una bella trasmissione, magari presentata da Costanzo, con ospiti: Veronesi, Petruccioli, Sgarbi, perché no Ferrara, tutti contro i cattivi "Santoro, Grillo e Travaglio" e il pericolo comunista che incombe sull'Italia, magari ci sarà anche una telefonata di Benedetto XVI, intermezzo musicale di Apicella e gran finale con i ragazzi del GF. E tutti vivremo felici e contenti.... e con il sorriso da coglioni ben stampato in faccia!
Angelo P.
Io penso che Santoro fosse ben cosciente di tutto ciò che sarebbe accaduto rendendo pubblico quel pezzo e penso anche che l'abbia fatto perchè sa che, seppur non parlasse di queste cose, nel palinsesto Rai, non ci sarebbe comunque stato più spazio per Anno Zero, una trasmissione che giovedì ha fatto più di 3 milioni di spettatori. D'altronde il nuovo editto di Berlusconi era già stato emesso in campagna elettorale e sono diverse puntate che in trasmissione, più o meno velatamente, ci ironizzano su. D'altronde si capisce bene che ciò che ha reso indecente l'uso della televisione non sono le accuse a Veronesi, ma il fatto che si sia parlato di conflitto di interessi, della Gasparri, della sentenza che ci costa 330.000 euro al giorno perchè rete4 non è ancora andata sul satellite e per la denuncia sull'uso veramente criminoso dell'informazione dei titoli di giornale e nei servizi dei telegiornali per creare un allarme sicurezza che non esiste. Non permettere il diritto di cronaca (far vedere Grillo che parla di Veronesi rientra nel diritto di cronaca) significa censura. Non ci sono altri termini.
Ma è tornato il cavaliere e l'unico consiglio che so dare a chi ha a cuore il futuro non solo dell'Italia, ma anche del proprio cervello, è di iniziare a frequentare le librerie che, come successo tra il 2001 ed il 2006 è l'unico luogo in cui reperire informazione reale e certificata. La rete infatti offre la possibilità a chiunque di parlare, e nel chiunque sono compresi i maligni, coloro che strumentalizzano i fatti, i falsi ecc. ecc. ecc.
Ciò che rimane da vedere, date le ammissioni del rappresentante dell'ordine dei giornalisti è se questa volta, l'ordine ed il sindacato dei giornalisti resteranno a guardare come in passato.