Armi di distrazione di massa
La nostra "inviata" alla festa del PD
Il sito dei menestrelli si arricchisce oggi. In attesa che Danilo porti un attento resoconto di ciò che verrà detto al consiglio comunale riguardo l'ospedale (mi spiace Danilo se così ti costringo a farlo) oggi vi propongo un pezzo di una guardiese che per un giorno funge da inviata speciale in esterna che è Chiara De Lucia.
ARMI DI DISTRAZIONI DI MASSA
Dal momento che ho ricordato di avere una laurea in “Consulenza e Comunicazione Politica”, ho deciso di passare la mia domenica pomeriggio alla Prima festa del Partito Democratico che si è aperta ieri a Firenze.
Il telegiornale regionale aveva segnalato un dibattito fra alcuni esponenti della politica italiana sia di Destra che di Sinistra presso la Fortezza da Basso.
"La fredda cronaca".Alle 18.00 il padiglione La Pira era pieno di persone; il Partito Democratico – che giocava in casa - ha schierato Bersani punta centrale mentre il Popolo delle Libertà ha optato per Bossi, Tremonti e Calderoli, un tridente all’attacco non di poco impatto.
L’atmosfera era davvero di festa e tutti applaudivano e Tremonti si è addirittura congratulato con i Democratici per aver scelto come luogo dell’incontro una fortezza e non un loft o un ambiente televisivo.
Argomento del dibattito: il FEDERALISMO
Dato che è la prima volta che accetta un invito a un festival di centro – sinistra (cosa che risulta quantomeno poco probabile), è Bossi il primo a prendere parola Il federalismo – ribadisce - è la risposta a tutti i problemi dell’Italia ed è necessaria una responsabilizzazione di tutti. La democrazia vera permette il controllo della corretta gestione di denaro pubblico e servizi!
E a chi gli chiede che ne pensa del taglio dell’ICI Bossi tentenna, dichiara di non volersi impiccare in quella sede ma cede a fronte del continuo incalzare delle domande.
L'autogol di Bossi arriva grazie all’assist del "mitico" ed insolitamente quieto Calderoni che ricorda il fatto che è stato Veltroni il primo a parlare di ICI durante la campagna elettorale.
Bossi a questo punto non sa resistere ed offre una perla delle sue. Con tono esasperato dice: “E a quel punto Berlusconi che cosa poteva pensare?” – e imitando un bambino in piena fase di capriccio e dispetto – “Lo faccio io, la tolgo io la tassa sulla Casa”!
Il pubblico comincia a scaldarsi sugli spalti e Tremonti ne risulta infastidito."Fasi convulse di gioco..."
Bersani osannato dai sostenitori ma ribadisce di non essere un demagogo.
Tremonti di tutta risposta, accusa il “Compagno Bersani” di aver costruito l’incontro in corso solo con l’obiettivo di attrarre applausi e consensi.
Tremonti cita Marx e Bersani lo invita a tacere perché la sinistra la deve fare la Sinistra e non lui né quelli come lui.
Bossi e Calderoli vanno via – hanno l’aereo alle 20,00 – e Tremonti li segue. Bersani inizia una riflessione sul neonato Partito.
Il 25 ottobre il Partito Democratico ci invita a scendere in piazza perché la storia non si ripete mai ma ama le rime.
Bersani afferma che esiste un clima di menefreghismo, conformismo e viltà che regala ideologie pret a porter. Il popolo deve essere liberato da chi lo costringe all’ intolleranza e da quelli che tendeno a ridurre sempre più lo spirito civico italiano.
Un immaginario triplice fischio e la serata si conclude con applausi, strette di mano e con la distribuzione di un libricino stampato a colori con tutte le facce e i nomi degli eletti alla Camera del Partito Democratico ( e menomale che c’è crisi economica per i partiti!) ed io mi incammino verso casa.
Tirando le somme...
Cosa ne penso? Che la parola che diventerà il nostro pane quotidiano per l’autunno sarà sicurezza. Che ad ascoltarli come cittadina mi sento stordita da tante chiacchiere e dati interessati..
Che non so come mai ma ho un certo presentimento di essere presa in giro.
Che come “interprete del linguaggio politico” non posso fare a meno di notare quanto il linguaggio della destra e della sinistra tendano sempre più ad assomigliarsi fino a volte a sovrapporsi e a rendersi interscambiabili. Infatti, fino alle scorse elezioni era impensabile che Tremonti pronunciasse la parola BUGIA o, peggio, BALLA perché erano i termini con cui continuamente veniva accusato Berlusconi. D’altro canto è forse ancor più singolare che un economista così serio e professionale come Bersani abbia perfino la dote di essere un grande oratore che ostenta un’ottima ed efficace dialettica veltroniana.
Il fatto che poi a microfoni chiusi QUESTI SIGNORI si chiedano a vicenda e con sincera preoccupazione “Che albergo ti hanno dato?” oppure più gettonata “Ti hanno dato la macchina per andare a Peretola (aeroporto di Firenze)” mi costringe ad un unico pensiero: Chi è il grande burattinaio?
La testa è così piena che resto basita quando mi accorgo di non aver capito se andranno a crearsi- qualora non esistessero già - Regioni di serie A e B, che non so quali e quanti servizi resteranno di competenza nazionale e che qualsiasi altro mio dubbio sul federalismo rimarrà senza risposta.
Inutile dire che non importa a nessuno che io sia uscita da un dibattito senza che ne sia esistito davvero uno vero…Ma lo spettacolo deve continuare e il Partito Democratico festeggiare!
Chiara De Lucia

































filippo matteucci
OTTIMO REPORTAGE!!!!!!!!!!!
L'UNICA VERA DEMOCRAZIA E' LA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA.
MASTER and servant
Piccola Allegoria della nuova tirannide
Democrazia elettiva
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e con i mezzi stabiliti dalle famiglie dei padroni.
Il padrone dice al servo: “ma ti faccio votare, non ti senti sovrano?”
I padroni di bassa qualità, per restare al potere, usano sgherri e lacchè per tartassare i servi, e utilizzano parte dei soldi estorti ai servi per pagare sgherri e lacchè, ovvero per comprarsi voti. Il resto lo intascano loro.
Questo permette loro di socializzare i costi del consenso, cioè di far pagare alla maggioranza di oppositori o di disinteressati il costo sia delle rendite distribuite ai clientes sia dei copiosi sussidi che le famiglie al potere ritagliano per se stesse, camuffandoli sotto le più varie forme e con le più varie modalità. Ovviamente, a tal fine, più disinteressati e distratti ci sono fra il popolo, meglio è.
(“… se metà dei servi si rivoltano, abbiamo abbastanza denaro per assoldare l’altra metà dei servi, e mandarla a sparare addosso ai rivoltosi…”
oggi non è più necessario sparare ai servi, c’è il lavaggio del cervello, basta mandarli in discoteca o far loro vedere i reality, non si rivolteranno più…)
Uguaglianza
Il padrone vuole tutti i servi uguali davanti a lui.
Non vuole capaci ed efficienti competitor, vuole servi balordi, cannati, da discoteca, da stadio, o, nella migliore delle ipotesi, da offerte dei centri commerciali.
Accoglienza
Il padrone sostituisce i servi italiani pretenziosi, organizzati, sindacalizzati, relativamente acculturati, con nuovi servi africani, asiatici, sudamericani, disperati disposti a tutto, a lavorare 18 ore al giorno in uno scantinato, a vivere in venti in una bicocca.
La nuova forza lavoro per la grande industria assistita succhiasoldipubblici, la nuova manovalanza per la criminalità organizzata, nuovi corpi a disposizione per chi va a p.ttane o a viados.
Solidarietà
Sussidi di stato per chi gestisce l’immigrazione dei nuovi servi. Soldi pubblici per chi ci mangia sopra. Elemosine gestite clientelarmente. Soldi di noi contribuenti coi quali i padroni comprano voti e consenso.
Garantismo
Il dominante di infima qualità, quello che si impone con la violenza, con la menzogna, col crimine, col furto, con l’inganno, col tradimento, mantiene i governati nelle peggiori condizioni possibili, perché sa che peggiore è la qualità di vita dei governati, tanto meglio è per lui. La sua greppia e il suo scranno sono più sicuri.
Colpisce i dominati onesti e lavoratori, e favorisce i delinquenti, i puzzoni, gli insolventi, i truffatori. Le organizzazioni criminali, braccio armato dei padroni nei traffici illeciti, non devono essere disturbate.
Favor rei e favor debitoris.
E’ garantista chi sulla delinquenza ci mangia sopra.
Mezzi di distrazione di massa , mezzi di asservimento di massa (balla servo, balla)
Il padrone guarda il buon servo, tatuato e con piercing, ballare nella discoteca che ha fatto costruire per lui e per gli altri suoi servi , e pensa:
“BALLA SERVO, BALLA.
Da quello scemo che sei.
Picchiati con qualche altro servo, da quel cafone bullo che sei, ma ovviamente a me non mi tocchi neanche con un dito, neppure sai chi sono.
Vieni nella mia discoteca a cercare sesso o affetto, l’anima gemella o una delle mie puttane pagandola.
E impasticcati, riempiti della droga e dell’alcool che ti vendo, sfasciati nell’automobilina elettronica che ho fabbricato per te.
Cos’altro ti meriti, fesso come sei.
E vivi e lavora per me , pagami tasse e contributi , lascia che ti inflaziono i tuoi risparmi , usa questa moneta di carta straccia da me imposta , pagami il 20% d’IVA su ogni cosa che compri , vieni a leccarmi il sedere se vuoi un posto di lavoro…
Ma… a tutto questo non devi pensare, né ora né mai, devi rimuoverlo dalla mente, da quella tua mente tanto stupida e indifesa che io controllo così bene. Non pensare, testa vuota, BALLA.
Ti do panem et circensem.
Droga, discoteca, calcio, musica, TV spazzatura, notti bianche, concerti in piazza, rave: ho creato tutto questo per te,
proprio per TE,
SERVO.
Figlio di fessi e fesso tu stesso, fesso e servo ti faccio rimanere.
A te e alla tua famiglia di servi fessi.
Servi per l’eternità”
Emancipazione
Il buon servo deve ballare, ascoltare musica, innamorarsi, fare sesso.
I padroni fanno i soldi, i servi fanno i figli.
La moglie, la figlia, la sorella del servo devono essere a disposizione del padrone.
La famiglia del servo deve essere disunita, disorganizzata, lacerata da liti interne, marito contro moglie, figli contro genitori, fratelli l’uno contro l’altro.
La famiglia del servo deve essere debole, non competitiva, non pericolosa, disarmata, imbelle.
Dividi et impera.
Trasgressione
Il servo che trasgredisce obbedisce al padrone. E’ funzionale al regime. E’ per lui lecito fare del male a se stesso e agli altri servi. Nessun giudice nominato dai padroni lo punirà.
Il padrone vuole che il servo balordo trasgredisca le regole del vivere civile tra servi. Così i servi vivono soffocati nella m.rda, e non pensano a rivoltarsi, a uccidere le famiglie dei padroni.
Pub, discoteche, piercing, tatuaggi, ultras, droga, alcool: facciamo scannare i servi tra di loro, noi padroni vivremo più tranquilli.
Dividi et impera, semper.
Filippo Matteucci
P.S. – spunto di riflessione per qualsiasi buon servo : sai quali famiglie padrone controllano il tuo comune, la tua provincia, la tua regione, la tua vuota esistenza, la tua vuota testa …?
Nessuna associazione politica, nessun movimento, nessun partito, nessuna cooperativa, nessun sindacato, è veramente democratico se non prevede la possibilità per qualsiasi associato di ricoprire cariche a semplice sua richiesta, magari tramite un cursus honorum (cioè partendo da incarichi minori e poi salendo a quelli di maggior potere), se non prevede che chi ha già ricoperto cariche non può ricoprirle nuovamente (magari per 10 o 20 anni), ma deve dare la possibilità anche agli altri di svolgere quelle funzioni.
Le elezioni sono solo una truffa ai danni di chi non ha potere, servono a far eleggere chi vuole il potente, il dominante, il padrone.
Le elezioni non sono mai libere, sono l’esatto contrario della libertà e della democrazia.
ps2: i libertarian anonimi sono inutili per il semplice motivo che in guerra sulle lapidi è necessario incidere nomi.