Guardiagrele: Ospedale Addio (?)
Venturoni: <<Chiudere sei ospedali nei piccoli centri abruzzesi>>
<<Chiudere sei ospedali nei piccoli centri abruzzesi>>
(Lanfranco Venturoni - L'Aquila 11 Marzo 2009).
Poche parole e non serve altro. Una frase che suona come una condanna a morte per l'ospedale di Guardiagrele perché diciamocelo, anche se i nomi non sono stati fatti, ci sono tutti i presupposti affinché il SS Immacolata sia tra questi centri che verranno riconvertiti.
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Requiem
Deficit a 4 miliardi
Abruzzo a 4 miliardi di deficit. Questa quelli dell'ex giunta regionale ce la dovrebbero proprio spiegare. Tre anni di tagli, reparti che saltavano, sacrifici e tasse ed ora Chiodi parla di un debito che non solo non si è ridotto, ma che addirittura, stando a queste stime, rispetto a quanto ereditato dal centro-destra è aumentato del 30% in tre anni di gestione Del Turco.
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Sanità: I privati vincono. Guardiagrele sempre più a rischio.
ai 3 milioni mancanti si aggiungeranno quelli dei rimborsi alle cliniche private. La Asl di Chieti rischia il collasso totale.
<<I direttori generali sono stati invitati a lavorare a piani industriali coerenti con i fondi che hanno a disposizione>>.
Poche parole estrapolate dall'intervista al commissario governativo Redigolo che devono incuterci vero terrore. Perché è esattamente quello che ha fatto Maresca, presentando il piano aziendale della Asl di Chieti 2009-2010. Insomma, come avevo ben intuito, il Manager marchigiano non ha agito di propria ed esclusiva iniziativa, ma ha elaborato un piano basato, ne più ne meno, su ciò che Redigolo (ovvero il governo Berlusconi) gli ha chiesto.
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Per Maresca le Asl provinciali e le risorse a prestazione non bastano.
Intanto al S.S. Immacolata tornano gli spettri di "vacanza a vita" per la Day Surgery
Lo staff di Maresca non si risparmia e bolla subito come insufficienti le misure della fusione in Asl provinciali e dei rimborsi a prestazione. Una prima risposta "tecnica" dunque alle domande che ci siamo fatti nel post precedente.
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4 Asl Provinciali - un passo nella giusta direzione.
ma Sacconi sembra sordo sul piano di rientro.
Il momento è critico ed ogni parola letta sui giornali può generare speranze o rassegnazioni. La politica abruzzese si è riavviata con il suo primo consiglio regionale e da
Chiodi sembrano venire parole che ci fanno sperare nello specifico della nostra situazione ospedaliera.
Infatti, nel parlare di Asl, durante la sua relazione programmatica, Chiodi sembra andare (cosa che tra l'altro era anche nei piani di Costantini) verso una semplificazione ed una
riduzione delle Aziende sanitarie locali. 4 aziende provinciali invece delle 6 attualmente presenti. Questo cosa cambia nella nostra situazione?
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Consiglio comunale sull'ospedale: Franco Caramanico.
Amara soddisfazione.
La gente è stanca di sentire sempre le stesse cose e su questo Franco Caramanico ha ragione. Ma c'è da dire che forse, alcuni punti ribaditi più volte in questi anni come l'invito alla tranquillità, le rassicurazioni riguardo il salvataggio dell'ospedale, il suo potenziamento e quant'altro, oggi non sono più ripetibili.
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Consiglio Comunale sull'ospedale: Pietro Alfonso Ranieri
"strumentalizzazioni ed incomunicabilità"
"Corna facendo" (con tanto di gesto) è una perla che riesce a suscitare un sorriso anche in un contesto simile. Ma a parte questo, l'intervento del consigliere Pietro Alfonso Ranieri, ex assessore con delega al turismo ed alle manifestazioni culturali, è un intervento molto incisivo che tende ad identificare due problemi che anche noi abbiamo più volte sottolineato in queste pagine: poca comunicazione e speculazione partitica.
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Consiglio comunale sull'ospedale: Donato Colasante
non solo rientro e ripartizione dei fondi Asl. Occhio anche al federalismo fiscale!
Innanzitutto una notizia cattiva. Per motivi che noi stessi non riusciamo a spiegarci, la nostra videocamera ha perso gran parte del consiglio comunale, probabilmente cancellatosi nel momento in cui si è spenta a causa della batteria. E' questo un qualcosa che francamente mi dispiace in quanto è andata persa tutta la parte riguardante gli interventi del Sindaco Mario Palmerio, dei consiglieri comunali di opposizione PDL e dei consiglieri di maggioranza.
Cercheremo di riparare a questo problema nei prossimi giorni o procurandoci il verbale della seduta (se i tempi non sono troppo lunghi) oppure chiedendo ai vari consiglieri di registrare un filmato contenente l'opinione espressa nel corso del consiglio. Ci scusiamo veramente con tutti. Un simile problema tecnico non ci era mai capitato. In futuro prenderemo precauzioni affinché non riaccada.
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Ospedale di Guardiagrele: il consiglio comunale di oggi.
Commenti a caldo. Da domani pubblicheremo i filmati.
E' stato un consiglio comunale lungo e partecipato quello di oggi sull'ospedale di Guardiagrele. Molta gente ha probabilmente abbandonato o rinunciato per la mancanza di spazio e posto. Per tutti loro e per coloro che non sono potuti accorrere, nei prossimi giorni, a puntate pubblicheremo i vari interventi con la premessa, e di questo me ne dispiaccio, che purtroppo la batteria della videocamera ha ceduto al momento che precedeva la votazione dell'ordine del giorno approvato, con modifica lieve modifica del testo, all'unanimità.
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Ospedale di Guardiagrele: la lettera di Antonio Tavani
Non vogliamo essere "vittime civili" di nessuno!
Rimango incredulo dinanzia alla lettera di Antonio Tavani in risposta al documento inviato dal sindaco di Guardiagrele. A questo punto, seppur a lui rivolgo lo stesso un ultimo appello al buonsenso, inizio veramente ad esser stanco di chi fa politica sulla pelle della gente, preoccupato solamente di un tornaconto d'immagine personale e/o di parte.
E' giusto che tutti leggano il perché i Sindaci di centro-destra rispondano con un due di picche in un momento tanto drammatico. E' giusto che tutti sappiano e riconoscano i motivi che li stanno portando, purtroppo, ad anteporre se stessi e la necessità di uscir vincitori assoluti da questa battaglia, all'interesse comune che è e resta quello di far sopravvivere l'ospedale di Guardiagrele.
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Ospedale di Guardiagrele: La lettera di Micucci
Il nostro ultimo appello al buon senso!
Gent.le Sindaco
Nel complesso il contenuto della sua missiva potrebbe essere anche condivisibile, in quanto tutte le considerazioni da lei evidenziate solo ora sono le stesse per cui da quasi due anni io e alcuni colleghi, con il sostegno della popolazione, abbiamo ritenuto di contrastare - a ragione visto gli epiloghi - i piani e gli atti della Direzione Sanitaria.
Ma il documento è assolutamente irricevibile se perviene dalla S.V., che ha avallato e sostenuto finora tutte le scelte scellerate del Manager, senza la minima presa d’atto, come richiesto dal sottoscritto nella riunione del 18/01/2009, del fallimento delle politiche sanitarie che hanno riguardato il nosocomio di Guardiagrele.(Rocco Micucci - 22 gennaio 2009)
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Domani il Consiglio Comunale sull'Ospedale.
Riprenderemo il tutto e ne discuteremo nei prossimi giorni.
Domani venerdì 23 gennaio ci sarà alle ore 18 il Consiglio Comunale con come unico punto all'ordine del giorno: Situazione dell'ospedale. Noi saremo presenti e riprenderemo tutto il consiglio comunale per poi metterlo in rete così che ad ogni cittadino guardiese e del comprensorio, che domani per motivi di lavoro o altro non potrà essere presente, sia concesso di "assistere" a questo momento fondamentale per il futuro del nostro comune.
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Maresca si difende: a Guardiagrele "reparti inutili!"
...ma se il SS Immacolata chiudesse, Chieti collasserebbe.
<<Io devo pensare alle barelle che ci sono in corsia nei reparti del Santissima Annunziata, al personale che è insufficiente e non a tenere aperti reparti che non servono a niente!>>
Mario Maresca.
Io non comprendo come i nostri politici di riferimento abbiano fatto a trattare, per tre anni con un soggetto simile. Non lo capisco ne dal lato del come siano riusciti a fare ragionamenti con una persona che ha questo modo di pensare ed agire; ne come abbiano fatto a non capire che una persona così, mostruosamente disumana, della salute dei cittadini non se ne frega proprio.
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Ospedale di Guardiagrele: speculazioni d'opposizione
Da Di Prinzio nessuna proposta, solo sarcasmo strumentale.
Sulla chiusura dell'ospedale di Guardiagrele il centro-destra locale poteva reagire in due modi. Il primo, come più volte invocato da alcuni, di metter da parte le speculazioni e le opportunità di partito nell'evidenziare reciproche responsabilità per proporre una reazione compatta; la seconda è quella di surfare fino all'ultimo l'onda della disperazione popolare per distruggere l'avversario politico.
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Ospedale di Guardiagrele: le "motivazioni" di Maresca.
Non ci sono risorse per il personale.
Sulla chiusura dell'ospedale di guardiagrele dobbiamo partire da un'integrazione. Ieri abbiamo dato per spacciati i reparti di psichiatria, geriatria, day surgery e pronto soccorso. Ci eravamo dimenticati, o meglio, non era sottolineato nell'articolo di Prima da Noi, che verrà chiuso anche il reparto di medicina.
In attesa che qualche politico locale decida di fare qualche intervento concreto e pragmatico, tutto ciò che noi tutti possiamo fare è commentare. Ho pensato che un punto di partenza potrebbero essere le dichiarazioni apparse nei due articoli de Il Centro di oggi (appena sarà disponibile il link nella versione on line del quotidiano lo collegheremo per correttezza), che magari, visto che sono andate a ruba le copie, non tutti possono aver letto.
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Ospedale di Guardiagrele: Il finale scontato.
Chiudono geriatria, psichiatria e pronto soccorso.
Noi l'avevamo già annunciato settimane fa. Psichiatria, Geriatria, Day Surgery e persino il pronto soccorso: verrà chiuso tutto. Dell'ospedale resterà un triste ricovero dove gli anziani andranno a morire e la soluzione di Caramanico con Maresca, prima del voto, era solo una trovata elettorale. Che sia stato preso per il sedere lui dal manager, o che lui abbia preso per il sedere noi poco importa. Ormai sono stanco di commentare gli sfaceli e le chiacchiere di questa giunta comunale e di questo consigliere regionale, emblemi, a questo punto, del masochismo politico locale.
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Ospedale di Guardiagrele risorto?
Il miracolo di nessuno.
<<L'utilizzo massiccio della struttura non è per me una sorpresa, ma l'ennesima conferma che abbiamo operato nel senso giusto quando abbiamo spinto per la trasformazione in un ospedale in linea con la tendenza all'invecchiamento delle nostre popolazioni oltreché presidio al servizio di un vasto territorio pedemontano>>.
Mario Palmerio, Il Centro 11 gennaio 2008
Giorni fa su "Il Centro" leggevo l'ennesimo comunicato stampa, spacciato per articolo, del Sindaco di Guardiagrele Mario Palmerio. L'oggetto era la notizia del "tutto esaurito" fatto registrare dai reparti di Medicina e Geriatria dell'ospedale di Guardiagrele. Un articolo dai toni che sanno di rivincita per un'amministrazione ormai si può dire da anni sotto il bersaglio di pesanti critiche riguardo la gestione della crisi del S.S. Immacolata.
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Via i piccoli ospedali e basta con i ricoveri facili.
Il commissario del governo Berlusconi illustra la linea che Chiodi dovrà adottare.
Manager che stanno lavorando (sembra di capire bene) sulla base dei parametri del piano di rientro ed urgenza di nuovi tagli al personale, alle
specializzazioni (troppe e troppo diffuse) con la chiusura dei piccoli ospedali che sarebbero addirittura "dannosi" per il cittadino.
Queste sono diagnosi e cure esposte dal Commissario di Governo, (ovvero nominato dal PDL e da Berlusconi) Gino Redigolo, sulla sanità Abruzzese. Questi i temi
che proporrà al neo Presidente Chiodi il quale, seppur con molta prudenza, aveva già lasciato intendere questa linea in campagna elettorale.
Insomma: dove sia la differenza della diagnosi e degli interventi tra l'ex Giunta e ed il commissario governativo nominato dalla stessa maggioranza politica che presto inizierà a
lavorare in Abruzzo, non si nota. Le critiche violente su cui hanno basato le campagne elettorali gli esponenti locali del PDL sembrano non aver fondamento per il
commissario che addirittura denuncia rallentamenti al piano di rientro e fa comprendere che i Manager, Maresca compreso, starebbero lavorando
bene.
I rallentamenti è facile individuarli nelle opportunità politiche da campagna elettorale. Ad esempio a Guardiagrele, già quest'estate sarebbero saltati
Geriatria e Day Surgery a causa dei parametri di spesa sul personale (tra quelli indicati dal Commissario come "in ritardo). Non è accaduto perché la caduta della giunta Del
Turco ha di fatto aperto una campagna elettorale permanente di 6 mesi (12 in provincia di Chieti) in cui i vari "ricandidabili", con ogni probabilità, hanno chiesto ai Manager
di evitare determinate azioni che avrebbero compromesso l'esito del voto.
Non a caso, a noi, l'ennesimo salvataggio in zona cesarini ci è stato spiegato con motivazioni che oserei definire volatili e prive di concretezza. Caramanico avrebbe spiegato a
Maresca che il taglio dei reparti non avrebbe dato vantaggi consistenti e Maresca si sarebbe ravveduto, avrebbe detto "Franco hai ragione!" ed avrebbe sospeso
l'iniziativa. Appare deboluccia come ricostruzione, non pensate anche voi?
La realtà, che si evince da un'opposizione ai piani sulla sanità che abbiamo visto da parte del PDL per due anni tanto eclatante in piazza quanto simbolica nel
palazzo è che di fatto, posto in essere il piano di rientro, alternative ai tagli non ce ne sono. La regione spende troppo, ha troppi debiti e deve tagliare
la spesa.
A questo punto, torno a farmi la domanda di sempre. Dato che i tagli erano imprescindibili per entrambi gli schieramenti, perché Chiodi e Costantini, prima delle elezioni non hanno
firmato un documento congiunto da presentare al governo con il quale quest'ultimo si impegnava a rivedere, allungandoli, i termini del rientro
stesso?
Questo me lo chiedo perché anche il commissario parla di tagli, anzi, parla della necessità di recuperare i rallentamenti che ci sono stati soprattutto nel settore
delle spese per il personale, cosa che per l'attuale stato dell'ospedale di Guardiagrele significherebbe morte certa o definiva riconversione in
Ospizio clinicizzato. Ma al di la dell'Ospedale in sè il problema più grave è che questa velocità di tagli rende inefficace qualunque politica di "compensazione",
lasciando i cittadini delle zone interne al totale abbandono e privi di un servizio sanitario anche solo essenziale.
Di fatto si parla anche qui di riduzione dei ricoveri con l'introduzione di servizi domiciliari ed ambulatoriali (come da piano sanitario regionale),
ma la frequenza e soprattutto la tempistica e l'importanza dei tagli rende impossibile predisporre efficacemente questa rete.
Per capirci meglio: per tagliare un reparto ci vuole un giorno; per predisporre una rete di ambulatori ed assistenza domiciliare che quantomeno tamponi il disagio
arrecato da questo taglio, ci vogliono mesi se si lavora con efficenza.
Quello di cui sono convinto è che a breve, direi non prima di provinciali ed europee, si inizierà a predisporre i tagli lasciando il tutto in stand by. Al massimo si limiteranno a
quelli che già erano previsti nei piani dei manager (così da avere anche un capro espiatorio per la campagna elettorale in provincia di Chieti). Da febbraio marzo si
rallenterà nuovamente per servire il conto ad inizio estate. La chiusura per le ferie estive, dopo le provinciali e le europee, sarà l'occasione per recuperare il
terreno perduto in un anno di campagna elettorale permanente. Il sistema tanto lo conosciamo: i reparti vanno in ferie...e ci rimangono per sempre.
"Padre, Figlio e Spirito Santo"
Da Aelion un esempio di disinformazione bipartizan
Aelion, nel suo ultimo numero riguardo la situazione dell'ospedale di guardiagrele fa tutto ciò che un giornale non dovrebbe mai fare: dar carta bianca ai politici offrendosi come una
sorta di bacheca post elettorale acritica, sebbene decisamente di parte (2-1 per il centro-sinistra le pagine dedicate alla questione).
Franco Caramanico ringrazia, come ringrazia la Micucci-Tavani, (o la Tavani-Micucci dipende da che elezioni sono alle porte). Ognuno ha avuto il suo spazio per accusare e
deleggittimare l'altro. Nel frattempo: (voci di paese?) day surgery chiude, geriatria anche e persino psichiatria attende una firma per formalizzare l'abbandono del S.S.
Immacolata.
Aelion magari, godendo della possibilità di proteggere le sue fonti, cosa che questo blog non ha, avrebbe potuto semplicemente fare un salto giù all'ospedale e chiedere, nei dettagli
a medici ed operatori come stanno le cose, riservando loro l'anonimato. Ma tenere questo paese nell'ignoranza è un qualcosa che fa comodo a destra quanto a sinistra.
L'amministrazione parla, su Aelion, al solito con firma in calce del feudatario Caramanico e del fido Sancho Palmerio. Si indigna per il colpo basso del PDL (c'è ancora qualcuno che
si stupisce dei colpi bassi di Micucci-Tavani & Co.?) nel giorno prima delle elezioni quando, fedeli alla loro condotta politica, si sono ricordati dell'ospedale di Guardiagrele
all'ultimo secondo con una lettera utile solo a prendere più voti possibili. D'altronde quella di tenersi le informazioni per se fino al momento di massimizzare i profitti di consenso
lucrando voti sulla disperazione popolare è un classico.
Il problema però è che l'amministrazione parla, ma lo fa, ad esclusione di se stessa e dei firmatari delle pagine (copiate pari pari dal blog di Caramanico) non si sa bene a nome di
chi.
Non certo a nome di quella Guardiagrele che delle balle sul salvataggio ed addirittura sul potenziamento dell'ospedale ne ha le scatole piene e neanche a nome di chi ai "paladini",
che ora dovranno spiegare a Chiodi la loro "legge di iniziativa popolare", non ha mai creduto, data la loro incapacità di prendere le distanze dal comitato d'affari che il
centro-destra, prima del centro-sinistra, ha ampiamente foraggiato producendo il debito della sanità.
L'Amministrazione parla a nome di certe clientele forse, o a nome di chi, nonostante "l'allegria" di Caramanico in fatto di tutela ambientale da assessore regionale (centro-oli,
piattaforme, progetti petroliferi, inquinameto dei fiumi e dei territori adiacenti, commissariamento dell'Aterno Pescara, centri commerciali proliferati ovunque in barba a norme
varie, ecc.ecc.ecc., roba che per non esser considerato complice si sarebbe dimesso forse anche qualche serial Killer) continua a diffondere il suo credo.
Non parla certo a nome della politica del PD locale, il quale ha ampiamente preso le distanze dalla stessa amministrazione all'indomani dell'incontro con Ayala; non parla a nome della
politica delle altre forze politiche ne di sinistra radicale, ne di destra estrema.
L'amministrazione parla e basta, facendosi danni ed autogoal a ripetizione e spianando la strada ad un PDL guardiese che è manovrato, quantomeno così appare data la direzione dei
lavori d'opposizione affidata a Tavani e Micucci, dai sindaci che son pronto a scommetterci, saranno protagonisti della prossima tornata elettorale provinciale e che verranno poi, se
eletti, a sostenere candidati sinora invisibili, del centro-destra guardiese in occasione delle comunali. In pratica offre come prospettiva in vista delle comunali un menù già visto:
un'amministrazione prona e succube di voleri più in alto.
Per quanto è scritto sui tre articoli di Aelion, abbiamo più volte sconfessato sia l'una che l'altra parte. I paladini nel loro citare Pace e Domenici, fanno quasi finta che essi non
abbiano praticamente sulle loro teste, le stesse accuse che pendono su quelle di Del Turco. Difendono la sanità privata, mostrando a chi ha occhi per vedere, dove andranno a parare e
negano, cosa incredibile, che il precedente piano elaborato dalla giunta di Centro-destra regionale aveva stabilito la chiusura di Guardiagrele. Dimenticano i rimborsi ai privati
basati su autocertificazione. Dimenticano tanta altra roba che non ripeto solo perché potete trovarne in abbondanza sfogliando la categoria sanità di questo blog.
Dall'altro lato, Caramanico, Palmerio e l'Amministrazione (padre-figlio e spirito santo) non accennano neanche al fatto che, come ammesso dallo stesso Caramanico, il piano di rientro
non prevedeva fondi e risorse per effettuare il "rilancio" di Guardiagrele. Non dicono che se Caramanico è stato rieletto con solo 598 voti guardiesi, probabilmente, a godere della
sua "condotta" son stati ben altri. Non dicono che Caramanico ha raccontato una fiaba e che loro sono rimasti li a guardare mentre mezza Guardiagrele ci credeva e si addormentava,
mentre l'altra metà invece di svegliarsi decideva di addormentarsi con una fiaba differente.
Snocciola numeri e cifre. Leggete l'articolo, passate dall'ospiziale di Guardiagrele, poi fatevi la domanda "ci hanno presi per il culo?" datevi una risposta e magari...postatela come
commento.
Ospedale di Guardiagrele: i tagli di Geriatria e Day Surgery erano inutili
In una risposta di Franco Caramanico il dubbio di trovarsi veramente dinanzi ad un Manager senza controllo.
il trasferimento della Day surgery e della clinica geriatrica non avrebbe portato ad una riduzione di costi sigificativa per la asl di Chieti.
(Franco Caramanico)
Questa la risposta di Franco Caramanico al mio interrogativo riguardo il salvataggio dei due reparti che ha richiesto un Consiglio Comunale straordinario, un documento congiunto tra maggioranza ed opposizione, e l'incontro all'Auditorium in settembre in cui venivano dipinti i tagli come un risultato dei tetti di spesa per il personale imposti dal piano di rientro ed aggravati dalle politiche di Conga. Insomma, il manager costretto a tagliare a malincuore per necessità? Tutto falso!
Una risposta che mi lascia di sasso. Il Day Surgery e la Clinica Geriatrica, che sono punti fondamentali del riassetto ospedaliero guardiese secondo il Piano Sanitario
Regionale, stavano per esser tagliati per una riduzione di costi non significativa, che in altre parole, si traduce in inutile ai fini dei problemi del bilancio della
Asl di Chieti.
Ma se ciò è vero, e deve esserlo dato che la fonte non è il centro-destra che sino ad ora ha inzuppato pesantemente il suo biscotto da 1 miliardo e 760 milioni di debito nella tazza
della speculazione sulle sorti del SS Immacolata, COME DIAVOLO E' VENUTO IN MENTE A MARESCA DI PROVARE A TAGLIARE QUEI DUE REPARTI?!?
Perde sempre più corpo a mio avviso la tesi del "parrucchiere pazzo", che sforbicia a casaccio nella speranza e/o nell'illusione di far uscire qualche buon taglio. Inizia a prendere
piede invece quella del "parrucchiere eccentrico", che vuol far credere d'esser pazzo, ma che sa bene il risultato di determinati tagli e di cosa causano.
Ho chiesto spiegazioni in un ulteriore commento ed invito anche chi passa di qui a far lo stesso. Penso che sia necessario
chiarire una volta per tutte se esistono dei criteri secondo cui Maresca agisce, o se gli è stata data una tabella di numeri e gli è stato detto: "fa un po' quel c..zo che ti
pare!".
In tutta onestà...non mi aspettavo tanta onestà! I tagli non erano necessari, non è stato preso alcun provvedimento alternativo. Il perché siano stati messi nero su
bianco dal Manager Asl ce lo spiegherà (si spera) Caramanico sul blog...questo o sul suo non fa differenza. E se con due domande giungiamo a questo, mi pento di non avergli proposto
un'intervista intera.
Manifestazione 12 ottobre: "Vota Antonio! Vota Antonio!"
Ultimo atto in salsa satirica.
"Vota Antonio! Vota Antonio!" dunque è la mia reazione riverente ed ammirata dinanzi al triplo carpiato con doppio avvitamento, coefficente 3.1, degno di una finale olimpionica con il
quale il pizzetto in fascia tricolore riesce a prender spunto da un termine (straniero, ndm.) utilizzato da Palmerio, per delegittimare lo stesso Sindaco di Guardiagrele e da li
lanciarsi all'attacco di Maresca e Caramanico. L'avrei visto bene a Pechino, in un costumino nero aderente con una medaglia al collo, orgoglio di tutti gli Italiani che hanno
festeggiato i campioni premiati con oro, argento e bronzo (forgiati da schiavi), come riconoscimento per il loro spirito olimpico.
"Vota Antonio! Vota Antonio!" quando nel parlare di Sanità riesce persino a mostrare la sua puntuale attenzione sulla moda, criticando il sarto Maresca, che non sa tagliar bene e non
confeziona forse abiti, nero funebri, come quelli che tutti uguali (tranne il libero), hanno affollato il palchetto della piazza. L'augurio, non se ne abbia a male questo cultore del
bello, è che se per fare i tagli basta un buon sarto, alle dimissioni di Maresca non sussegua la nomina del suo, in quanto, ma questo è mio gusto, il taglio degli abiti era macabro e
funebre ed un look simile cucito sulla sanità non è un buon auspicio.
"Vota Antonio! Vota Antonio!" che di coerenza fa bandiera, con se ed il partito, nell'aggiungere un ironico "bla bla bla" subito dopo aver usato termini come "presunzione d'innocenza
sino al terzo grado di giudizio". D'altronde lui non teme che gli si palesi l'imbarazzante contraddizione nel toglier legittimità ad una forza politica regionale a causa del leader
indagato ed arrestato e contemporaneamente garantirla per l'altra, a spada tratta, nel porsi al servizio sotto lo stendardo azzurro di indagati, imputati, condannati e pluriprescritti
che in un Presidente del Consiglio racchiudono l'essenza pura di questa specie. Ma egli sa e per questo lo fa, che così ci strapperà sorrisi ed ilarità e dunque lo fa, lo fa per noi,
loro e per chiunque preferisca rider per non piangere.
Dunque "Vota Antonio! Vota Antonio!" come diceva Totò, e non ti curare che non c'è morale, perché l'ironia del soggetto oggi giorno non è casuale; perché qualcuno disse: "con una
risata si può guarire". E dunque ridendo perché d'ironia si può guarire, magari si salva persino l'ospedale.
C'è posta per te: è Franco Caramanico!
commento alla lettera firmata da Caramanico e Palmerio,
Penso di aver ampiamente descritto su questo blog (terminerò più tardi) quelle che sono le cose che mi fanno definire strumentale la politica dei sindaci di
centro-detra. Ma oggi mi arriva una lettera a firma Franco Caramanico e Mario Palmerio, che merita una risposta, a mio modo di vedere, anche se non a fronte dei dati, che
sono pressapoco (conteggio dei posti letto a parte) quelli che ho fornito anch'io, ne della storia, che in qualche modo ripercorre tappe che nel parlare della manifestazione ho
sottolineato.
Ciò che merita una risposta, a mio modo di vedere, è il taglio di una lettera, rappresentante uno sforzo di comunicare con il cittadino che si fa, come ho già
evidenziato in alcuni commenti, SOLO quando ci sono attacchi mirati Carmanico o a Palmerio da parte delle forze politche opposte. Uno sforzo che dovrebbe essere un
qualcosa di scontato, che l'amministrazione quantomeno avrebbe dovuto fare a prescindere per tener aggiornato il territorio. Un territorio che però è lasciato senza niente,
senza dati, senza informazioni, senza punti di riferimento in una situazione di precaria incertezza. Se qualcuno non mette in discussione la posizione dei sopracitati
personaggi, ciò che si ottiene è il silenzio ed allora, ben vengano anche le manifestazioni strumentali se è l'unico modo di farli smuovere.
Un altro elemento che merita una risposta è la solita caratteristica delle lettere in cui si scrive solo ciò che è utile al politico. Espone il problema del taglio
del personale, realizzato da Conga, che non può essere reintegrato a causa del Piano di Rientro, ma non fa alcun riferimento concreto al come si voglia risolvere il
problema. Se sono necessari altri accorpamenti, il manager dovrà farli, altrimenti qualcuno non dovrebbe solo dirci che è stata trovata una soluzione ma spiegarci
soprattutto quale.
Questa Giunta Regionale uscente, mi spiace ricordarlo, va celebre per le sue soluzioni provvisorie. Non ultima quella con la quale si prevedeva un taglio
"discrezionale" alle cliniche private, che è stata annullata dal TAR proprio a causa della precarietà del provvedimento stesso (in quanto i principi di autorità a
decidere sulla spesa sanitaria e sui criteri della stessa sono stati ribaditi dalla sentenza stessa). Per non parlare poi della tempestiva redazione del documento sospensivo
(anch'esso annullato dal TAR) riguardo la costruzione del Centro Olii di Ortona fatto di fretta in vista delle elezioni Politiche ad aprile e per
questo scritto con i piedi.
Ora non è per una mia volontà di mancare di fiducia, ma non mi fido affatto se Caramanico non mi spiega nel dettaglio il come questa soluzione dia una garanzia effettiva ai
reparti che Maresca voleva accorpare a Chieti ed Ortona. Perché il momento è dubbio e l'idea di una provvisorietà del provvedimento, per far scadere i termini elettorali, non
può essere assolutamente esclusa dai cittadini.
L'intervista a Del Turco di ieri ha, grosso modo, fornito le stesse proiezioni che oggi mi sono trovato nella cassetta della posta, dipingendo una regione senza regole a cui è
stato reintrodotto un sistema di controllo. E' un successo questo e nessuno lo mette in dubbio, così come, se i dati diffusi da Caramanico riguardo i conti dalla nostra A.S.L
sono esatti, il taglio della spesa è stato netto.
Ma a quale prezzo? Questa non è mica una domanda che fa solo il centro-destra in piazza per raggranellare voti. La denuncia dei disservizi, della precarietà percepita dalla
gente ogni volta che si trova nelle condizini di aver bisogno del Sistema Sanitario abruzzese, non è un'invenzione di Micucci, Tavani e co., per quanto loro la stiano
utilizzando per i loro fini.
Per una volta, caro Franco, non ci dica quali balle ci ha raccontato il centro-destra, perché molti guardiesi lo sanno (se ha notato c'era molta meno gente all'ultima
manifestazione rispetto ad un anno fa). Sottolinei ogni tanto anche le verità che hanno detto da centro-destra ed il come si intende risolvere quei problemi.
Il Piano Sanitario Regionale non è a mio modo di vedere realizzabile se sottoposto a questo Piano di Rientro. Se tutte le forze politiche non provvedono PRIMA delle
elezioni ad un accordo con il governo Berlusconi al fine di spalmarlo su un periodo più lungo, così da poter in qualche modo metabolizzare nel tempo i tagli, il sistema
collasserà a breve.
Mi pare che qui si continui a difendere il proprio orticello, il proprio interesse di parte e magari anche il proprio lavoro se lo si ritiene buono. Ma si sta ignorando la
gente. I problemi che continuano a mettere in pericolo il nostro ospedale sono ancora presenti, non fingiamo che non ci siano, come oltretutto non
definiamo "potenziata" una struttura che avrà anche 124 posti letto, ma che ne occupa 1/3 quando va bene, che ha perso diversi reparti senza ottenere
la reale eccellenza che si offriva in cambio.
Parliamo di realtà. Parliamo di cose concrete perché le dirò, caro Caramanico, se si ammette un errore di valutazione della capacità di ripresa del sistema dopo ogni
taglio e/o accorpamento e si pone come priorità il trovare una soluzione a quei problemi così da risolvere la gran parte dei disagi oggi presenti nelle grandi
strutture o dei pericoli che si sono crati nel vivere lontani da esse, c'è ben poco, proprio per i motivi scritti sulla lettera che ha mandato, da saltarle
alla gola.
Ma se rimane trincerato dietro ad un bilancio, ignorando le ripercussioni gravi che questa pur "buona" politica economica ha causato su strutture, operatori e soprattutto
cittadini, non avrà di certo il sostegno di chi come me è stanco di far il ping pong da destra a sinistra, passare i pomeriggi e le notti a confrontarne dati e storie, per
isolare verità da un lato, verità dall'altro al fine di trovare una realtà precaria a cui nessuno presta attenzione.
Sia gentile e ci dica: COME si sono salvati i reparti di Geriatria e Day Surgery (ovvero dove son stati fatti i tagli che dovevano esser fatti li) altrimenti per me
sarà un semplice rimandare la cosa; Ci dica COME si intende creare quella rete efficiente per rispondere alle emergenze nelle nostre zone CHE NON
ESISTE al momento, e COME si intende dare dei VERI punti di riferimento al cittadino. Ovviamente spieghi anche le RISORSE a disposizione per
fare questo.
Il Piano Sanitario Regionale, come ho avuto modo di dire anche in post precedenti è "Bello da leggere" e quando lei lo cita, "Bello da ascoltare". Ma per quanto io
sia un cultore del "Bello" oggi non posso che individuarlo solo come un sogno, quasi un'utopia.
Questo genere di chiarimenti vorrei da una sua lettera, non quello che lei si preoccupa di ribadire per non rischiare di perdere consensi. I risultati sono il
passato, non vanno dimenticati, ma non possono essere assolutamente la spina dorsale di una proposta politica in questo momento in cui si constata un presente ambiguo
e ci si preoccupa per un futuro oscuro.
In più, non per fare il solito rompiscatole, ma non posso continuare a separare la posizione dell'amministrazione, in termini di responsabilità, se su una lettera del genere appare la
firma anche di Mario Palmerio. Se Palmerio è partecipe di questa storia in termini concreti, allora smetta di nascondersi come ha fatto sino ad ora ed affronti i suoi
detrattori pubblicamente spiegando la sua reale funzione in tutta questa vicenda. Altrimenti, caro Franco, firmi lei e basta perché Palmerio, così facendo viene visto
semplicemente come il pappagallo sulla spalla, che parla quando parla lei, per ripetere le cose che dice lei. E' un'immagine che al burbero sindaco non si
addice perché umiliante e degradante rispetto alla funzione che egli stesso svolge.
Io sono convinto che il Sindaco Mario Palmerio in questa storia abbia l'unica responsabilità di non aver tenuti informati COSTANTEMENTE i suoi cittadini, offrendo
tempo, spazio e pretesto alle opposizioni per creare questa campagna strumentale. Credo che l'intera giunta avrebbe potuto (e penso senza di lei Caramanico l'avrebbe
fatto) effettuare maggiori pressioni sul Manager Maresca al fine di strappare condizioni migliori, perché senza il silenzio di Guardiagrele, magari anche solo
palesando i disagi e chiedendo costantemente e pubblicamente causa e soluzioni degli stessi al Manager, qualcosina in più l'avremmo ottenuto. Credo che l'avallo alla SUA
politica sia venuto prima non dell'interesse dei cittadini, (perché comprendo le ragioni del riassetto seppur ne contesto alcune parti e comprendo che sia una priorità)
ma del dovere morale, politico ed istituzionale di combattere per strappare qualcosa in più, cosa che un primo cittadino ed una giunta eletta devono avere come primo
obiettivo.
Franco, lei è ad un bivio in questo momento. Può impostare la sua campagna elettorale sul passato o può confrontarsi con i cittadini per comprendere il presente e programmare
soluzioni in un futuro immediato a garanzia di questo territorio. Scelga bene la sua strategia perché sono certo, molti voti, si baseranno su questo. Anche perché, con un Pdl
che attacca Del Turco in piazza e lo difende in televisione, inizia, come da post precedente, ad esser plausibile qualsiasi genere di teoria fanta-politica.
Si dica a questa gente come si intende dar loro sicurezza. Ora questo interessa: i risultati di bilancio, al momento, anche grazie a tutta una serie di cittadini che
si battono come me per tener vivo il ricordo, li conosciamo a memoria.
Ovviamente tutti coloro chiamati in causa in questo Post, oltre che i lettori, possono disporre del diritto di replica con commenti o se preferiscono possono inviare una
lettera aperta che verrà pubblicata sul blog.
L'indirizzo per inviare lettere, segnalazini, materiale è il seguente: signorsperanza@gmail.com
Porta a Porta: Tre mele ed una biblioteca per spiegare Sanitopoli?
E se fosse tutto un piano diabolico?
Stasera a Porta a Porta ci hanno fatto due...mele così! Anzi, tre! Per fortuna, o per sfortuna, Di Pietro sta sulle scatole a tanti ma quando si
mette a fare il Di Pietro a volte, involontariamente forse, fa saltar fuori delle cose che sono indicative e danno il la a ragionamenti veramente inquietanti.
Noi abbiamo sentito la storia delle mele, come dicevo prima, e della biblioteca dove Angelini dice di aver sempre lasciato i soldi. L'hanno sviscerata in ogni maniera
possibile ed immaginabile per dire che era una accusa assurda. Ora, dopo averci fatto diventare tutti fruttivendoli e bibliotecari, Vespa si lascia sfuggire di aver letto gli
atti del processo, o quantomeno dice d'esserne in possesso lasciando intendere (come imporrebbe la professione per cui è pagato) di averli letti.
E' una cosa molto importante a mio modo di vedere. Perché se Vespa ha letto tutti gli atti ed ha scelto questi aneddoti per rappresentare quello che viene dipinto come un teorema
accusatorio basato sul nulla, ci sono solo due possibilità:
O la magistratura ha veramente compiuto un atto criminale, ha costituito una associazione a delinquere ed ha decapitato (senza il sostegno d'alcuna prova) la giunta regionale
abruzzese, cosa tra l'altro che Vespa sottolinea più volte come sua maggiore preoccupazione quasi a volerla evidenziare; o Vespa ha raggiunto l'apoteosi del suo
"servilismo", ed nel prossimo Piano Sanitario Regionale percepirà anch'egli dei rimborsi per "Porta a Porta" come clinica riabilitativa.
Perché, a mio modo di vedere è quantomeno allucinante che uno che si sia letto decine e decine di pagine di indagini, riesca a trovare solamente, per fare domande, 3 mele, i
libri, e scemenze simili. Se poi gli atti sono limitati a questo, trovo altresì assurdo, per quanto possa essere messo male il nostro giornalismo regionale, che nessun
cronista giudiziario li abbia letti ed abbia detto: "qui ci sono solo 3 mele e la biblioteca e le chiacchiere di Angelini: di concreto non c'è assolutamente nulla!"
Trovo inaccettabile, secondo logica, tutto questo. Trovo inaccettabile che di intercettazioni, rilievi, riscontri, testimonianze ecc. non si sia parlato. Perché,
seppur volessimo avvalorare la tesi di un complotto, i magistrati stessi non sono mica tanto idioti da poggiarlo su tre mele, una biblioteca ed i racconti di un
corruttore.
Si è parlato e stra-parlato del caso Tortora creando un'associazione nel telespettatore (tecnica elementare di comunicazione e marketing), come se questa situazione
fosse analoga a quella. A farlo è stato un parlamentare del Pdl il quale non ha letto mezza riga degli atti (almeno a suo dire). Un Onorevole che sfruttava la sua
posizione di parlamentare per andare a trovare l'imputato in carcere, facendo di una concessione che serve ai parlamentari per valutare le condizioni delle carceri e dei
detenuti in modo da poter legiferare a riguardo (come giustamente sottolinea Di Pietro), un privilegio personale.
Nulla giustificava quella visita a Del Turco e direi che, dato che il parlamentare del Pdl non si è nemmeno degnato di inventare una scusa, siamo dinanzi ad un abuso,
a mio modo di vedere, della sua posizione di parlamentare per scopi privati. Un qualcosa che in qualsiasi altro paese democratico, sarebbe costata uno scandalo incredibile per il
politico in questione, perché a nessuno di noi, per nessun motivo, è concesso di visitare un amico in isolamento. Ma che la legge sia più uguale per alcuni, piuttosto
che per altri in Italia lo sappiamo bene ed il Lodo Schifani prima ed il Lodo Alfano adesso servono solamente per convincere di ciò solo gli ultimi romantici ancora aggrappati a
quella che è una scritta che nei tribunali ormai ha valore puramente ornamentale.
A questo punto, rovesciando l'ipotesi dei magistrati uniti in una organizzazione a delinquere volta al decapitare una Giunta Regionale ed in qualche modo a favorire (perché Angelini
certamente avrà dei benefici giudiziari per la sua collaborazione) un reo-ammesso corruttore, ci troveremmo dinanzi ad un giornalista veramente fazioso, che abdica al
suo compito di informare ( che novità!) per servire un interesse più alto. Ma quale sarebbe?
Mi sento in qualche modo come l'ispettore Finch in "V per Vendetta" quando nel momento cruciale del film dice la frase: "ho cominciato a notare uno strano concatenamento di eventi che
partono da...fino ad arrivare a...".
L'ipotesi, che sottolineo è frutto della mia fantasia, è la seguente:
Il centro-destra, o meglio Berlusconi, ha necessità di inserire un uomo di fiducia in seno alla Corte Costituzionale in vista del suo pronunciamento sul Lodo Alfano. Il suo candidato,
Pecorella, trova il veto del PD, un veto di costrizione, imposto da un'Italia dei Valori che di certo, per il suo spirito di opposizione garante della legalità, nega
ad oltranza. A questo punto, per convincere il PD sul secondo candidato, che comunque è legato a doppio filo con l'avvocato Cesare Previti e dunque con Berlusconi, si propone
una riabilitazione di Del Turco (già in atto da tempo per altri scopi) in Abruzzo che ha un duplice scopo: il primo (vantaggioso per il Partito Democratico) di riabilitare il
lavoro di Del Turco, facendo insinuare il dubbio della sua totale innocienza e di un buon lavoro come governatore della regione così da riportare una parte di
voti al PD (mentre dall'interno, come abbiamo visto anche noi in piazza, il Pdl è ben lontano dalle linee "garantiste" dei suoi vertici, almeno in questa fase e comunque basa
il consenso nel contrapporre ai conti, un bilancio dei servizi disastroso); il secondo, vantaggioso per il Centro-destra, di trovare qualcuno che funga da esempio
"insospettabile" per confermare la necessità di una riforma della giustizia definitiva, che distrugga ogni residuo strumento di indagine sul potere da parte dei
magistrati.
Un'ipotesi che poi, proprio nella visita abbastanza inusuale di un vecchio amico in forza al Pdl che con Del Turco non si vedeva da anni, potrebbe trovare il momento d'incontro
attraverso il quale si convince l'ex governatore a collaborare al progetto, che ovviamente era pregresso e limitato solo al secondo punto, ovvero quello di riabilitare un
accusato della fazione opposta, abbandonato dal PD e trasformare non tanto Angelini, che è criminale per sua stessa ammissione, ma i magistrati in un pericolo per il paese,
l'esempio di un cancro da estirpare. "Noi ti riabilitiamo e ti garantiamo un futuro visto che i tuoi amici ti hanno mollato e tu ci aiuti a dimostrare, o quantomeno a far credere alla
gente, che i magistrati che ti accusano vanno fermati con una riforma."
Per di più, a somma e sostegno di tutta questa teoria fanta-politica, c'è la dichiarazione di Del Turco di voler continuare la sua carriera politica in una forza riformista e
le parole di Craxi (quello vivo) che lo invitano a tornare all'ovile ovvero nel nuovo PSI. Un ovile decisamente vicino al Pdl che fa
di tutto per riabilitare l'ex leader Bettino Craxi socialita condannato e morto da latitante ad Hamamet e grande amico e benefattore di Berlusconi tra la metà degli anni '80 e Mani
pulite.
Il Pdl quindi offre riparo e sostegno per una ripresa della carriera politica a Del Turco ed in cambio ottiene un ex-presidente della Regione Abruzzo, che in
televisione snocciola dati di bilancio positivi ottenuti dalla giunta e che in "assenza di prove" concrete è stato massacrato da magistrati criminali. In più offre
all'ombra d'opposizione targata "Veltroni" la possibilità di difendersi dalla strabordante emorragia di voti che in Abruzzo non sembra arrestarsi, perché se le cose vengono percepite
in questo modo, il PD riacquista credibilità sulla sua azione di governo quantomeno dal punto di vista dell'azione di riforma della sanità. Voti
recuperati che andavano ad arricchire per lo più, l'Idv che nei sondaggi è data in enorme crescita e che se il PD accettasse la candidatura proposta dal partito di Di Pietro
come leader vedrebbe, in Abruzzo, un cambio di leadership sul fronte dell'opposizione sino ad un anno fa impensabile, con il rischio addirittura di
un appoggio a quel punto anche di parte della sinistra Radicale; un'alleanza questa che sarebbe forse in grado di ribaltare persino un risultato elettorale che oggi appare quasi
scontato.
Ma per un partito come il PD che sogna insieme al Pdl un ideale sistema bipartidico, nel quale si porrebbe (facendo una forzatissima analogia con le democrazie
anglosassoni) come partito laburista in contrapposizione ad un'unica entità conservatrice ovvero il PDL, sarebbe probabilmente la fine. Per non parlare del Pdl, che
si troverebbe al timone di una regione che ora come ora sembra impossibile perdere, a governare la sua Kriptonite politica ovvero l'IdV di Di Pietro.
Non a caso, sempre per straordinario tempismo, è di ieri (l'altro quando leggerete questo post) la dichiarazione di rottura tra PD ed IdV sul fronte dell'alleanza
all'opposizione.
Quindi cosa accadrebbe secondo questo disegno?
Berlusconi finalmente rompe il veto del PD, con qualche lusinga convince un certamente non ostile UDC e riesce finalmente a piazzare il suo uomo all'interno
della Corte Costituzionale. Vince le elezioni in Abruzzo, grazie alla campagna elettorale di piazza esattamente opposta a quella mediatica, senza parlare di
debito, attaccando il PD solo ed esclusivamente sui servizi, allontanando così lo spettro consistente nell'ascesa inaspettata di Di Pietro nei sondaggi.
Il PD vede in parte restituita una credibilità in Abruzzo, recupera parte dei consensi finiti nel bacino di voti di Di Pietro, si conferma come prima
forza di opposizione anche in Abruzzo e magari strappa anche la presidenza della commissione di vigilanza RAI
Del Turco vede riabilitato il suo nome e se nessuno va a spulciare nelle carte del processo trovando qualcosa di più di tre mele, una biblioteca ed il racconto di un
reo-ammesso corruttore, riesce persino a farsi eleggere nelle file del nuovo PSI come parlamentare europeo (dato che lui è un garantista che vuole fare politica
finché non arriva al terzo grado di giudizio ed ha anche il coraggio di definire Vespa come "poco garantista") ripulendosi in attesa di entrare in parlamento nella
prossima legislatura, magari nel Team ufficiale, ovvero il PDL.
E vissero tutti felici e contenti...tutti naturalmente tranne gli abruzzesi.
Rifletteteci.
Sanità: cerchiamo insieme una soluzione.
Un documento congiunto di modifica del Piano di Rientro è necessario.
Premessa.
Questo pezzo è decisamente più lungo ed impegnativo rispetto media, quindi vi consiglio di affrontarlo in un momento in cui avete realmente del tempo da dedicargli. Non è un pezzo
presuntuoso in termini di soluzioni, ma solo una mia analisi personale ed un'idea di “azione politca”, che vuole sviluppare un confronto aperto su questioni “concrete”, per trovare
una risoluzione della crisi sanitaria. La mia conoscenza decisamente superficiale della complessa materia trattata, che temo rasenti l’ignoranza, porterà probabilmente qualche sorriso
sul volto di coloro che sono più esperti ed istruiti su di essa. Ad ogni modo, quanto seguirà, è scritto sulla base di ragionamenti frutto di ciò che le forze politiche e qualche
articolo mi hanno dato modo di comprendere riguardo questo problema e si presenta sulla base di un semplice punto: se ciò che sta gettando nel panico l’assistenza sanitaria pubblica è
il dover ridurre drasticamente la spesa sanitaria in un determinato lasso di tempo, non potendo evitare di tagliare la spesa per via del deficit, l’unica soluzione percorribile per
rendere meno gravi i disagi, o addirittura ammortizzarli del tutto, consentendo l’attuazione di un Piano Sanitario che altrimenti mi appare francamente utopico, è allungare quel lasso
di tempo. Provo con voi questa riflessione per creare un punto di partenza, un luogo d’incontro, la possibilità di un arricchimento del mio e del nostro bagaglio di conoscenze su
quello che è oggi il problema Nr.1 di ogni cittadino abruzzese.
Contando sulla votra partecipazione e sui vostri preziosi contributi in termini di commenti, esperienze, dati e nozioni, vi auguro buona lettura.
Riflessione.
Mentre tutti i partiti politici a livello regionale si preoccupano di attaccare l’avversario sulle responsabilità riguardanti la crisi, o di proporre soluzioni avveniristiche quanto
utopiche del problema sanitario, penso sia fondamentale, ora più che mai, che noi cittadini iniziamo a ragionare anche in termini pratici riguardo alle possibili vie d’uscita da
questo pantano in cui stiamo affogando, se non altro per isolare le cosiddette “consuete balle elettorali” dagli “impegni concreti”.
Che Berlusconi, a priori, non permetterebbe mai che un eventuale (anche se sempre più improbabile) nuovo governo regionale di Centro-sinistra recuperi questa situazione è da mettere
in conto. Penso questo perché un simile accadimento mostrerebbe la capacità da parte del Centro-sinistra di risolvere problematiche che oggi non sono estranee alla politica Nazionale
e potrebbe causare un pericoloso precedente. Un precedente che, se adeguatamente sfruttato, potrebbe spostare dei consensi a favore dell’opposizione (ammesso e non concesso che ne
esista una) in Italia. Può sembrare un ragionamento fazioso, ma è bene che si inizi a valutare come probabile anche ciò che eticamente ci appare scorretto, perché la politica, almeno
da ciò che ho capito io, è un mondo in cui gli equilibri ed i rapporti di potere hanno spesso la priorità su qualsiasi altra cosa. Insomma, ragioniamo come un politico, o meglio come
uno dei simboli della politica italiana del dopoguerra, ci ha insegnato: <<A pensar male si commette peccato ma spesso ci s’azzecca!>>. Dunque se oggi siamo faziosi, il
centro-destra non se la prenda con noi, se la prenda con il “buon” Giulio Andreotti.
Da come si sta muovendo l’ormai ex maggioranza regionale, per ora è facile prevedere una (a mio modo di vedere immeritata per via del debito che ha lasciato) vittoria a mani
basse del Centro-destra. Su questa previsione si può altrettanto facilmente pensare, in questo caso, ad un aiuto “propagandistico” da parte del Premier ad elezioni vinte.
D’altronde per Berlusconi, un nuovo “miracolo”, dopo quello dell’immondizia campana (finita in una Lombardia sempre contraria fin quando era stato il governo Prodi a chiedere appoggio
alle altre regioni per risolvere il problema) farebbe certamente comodo. Ora come ora sarebbe utile sfruttare proprio questa vena megalomane e propagandistica del Premier, per
ottenere ciò che sino a qualche mese fa (quando Del Turco era ancora al suo posto) alla Regione è stato negato: una revisione strutturale del Piano di Rientro, con un rinvio (di anni)
della data per il giungere a pareggio di bilancio. Un qualcosa che sia chiaro, probabilmente nei piani del Centro-destra è già stabilita, così che il partito ne ottenga il massimo
vantaggio in termini di immagine e consensi.
Ma perché preoccuparsi del Piano di Rientro e non puntare l’attenzione alla battaglia politica basata sul fallimento o non fallimento del Piano Sanitario Regionale, come
strumentalmente si sta facendo in questo inizio di campagna elettorale?
Perché ciò che sta rendendo impossibile il rispettare il Piano Sanitario Regionale, da quel che ho capito, oltre alle clientele, sono proprio i parametri del Piano di Rientro.
Il Piano di Rientro prevede un progressivo taglio della spesa sanitaria sotto diversi aspetti. Gli accorpamenti che stanno penalizzando con chiusure di reparti le strutture
periferiche e riducendo nel caos gli ospedali maggiori a causa della scarsità di “spazio” e “personale” sono dovuti, per lo più, a dei tetti di spesa pianificati che si sono rivelati
troppo bassi.
Per “promettere” il pareggio del bilancio sanitario entro (se non sbaglio) il 2010, il Centro-sinistra ha approvato un documento concordato con il governo precedente (Il piano di
Rientro appunto) che prevede tagli troppo bruschi e cospicui per poter esser metabolizzati dal sistema sanitario regionale. Per spiegarci meglio: i disservizi che preoccupano i
cittadini, stando al Piano Sanitario, non dovrebbero esserci. Per assurdo il Piano Sanitario, nel suo complesso, è “bello da leggere” e si propone obiettivi a mio modo di vedere
ampiamente condivisibili, quasi ideali, ma che se sottoposti alla tabella di marcia del Piano di Rientro, divengono assolutamente irrealizzabili.
L’errore, a mio avviso, sta dunque nel fatto che si è (colpevolmente) sopravvalutata la capacità del sistema di reggere agli interventi di taglio radicali e ripetuti che, in un così
ristretto lasso di tempo, il Piano di Rientro ha imposto. Se i tagli fossero stati più “morbidi”, probabilmente il sistema sarebbe stato in grado di assorbire gran parte dei traumi
conseguenti ad essi. Questa idea mi è venuta pensando al Piano di Rientro esattamente come a degli interventi chirurgici ed al sistema sanitario pubblico abruzzese come ad un paziente
da salvare. In ambito medico, se è possibile, si evita sempre di effettuare diversi interventi consecutivi su un paziente, perché ogni intervento provoca un “trauma” e maggiori sono i
traumi, maggiore è il rischio che il paziente muoia, perché il fisico risulta indebolito ed incapace di reagire.
Parafrasando questo esempio, perché sarebbe essenziale rivedere il Piano Sanitario ed allungare i termini di tempo per giungere a pareggio? Perché ci sarebbe maggior tempo, tra un
taglio e l’altro, per la riorganizzazione dei reparti e dei servizi, per il potenziamento effettivo e reale delle strutture pubbliche di riferimento, per l’ottimizzazione delle
risorse rimanenti. Con la “fretta”, imposta da un Piano di Rientro che evidentemente è stato redatto senza una reale coscienza degli effetti che avrebbe prodotto, i cittadini e gli
stessi operatori sanitari hanno perso ogni punto di riferimento e di conseguenza ogni sicurezza. Il risultato è dunque che abbiamo un bilancio globale della sanità in passivo, in
quanto i benefici economici dei tagli non sono proporzionati al caos creato non tanto dalle scelte sul “cosa salvare” (seppur qualcosina a mio avviso va detto anche in questo) quanto
dal tempo troppo ristretto in cui si è voluto agire. I traumi ripetuti in un breve arco di tempo stanno portando al collasso il paziente “Sanità” e se si prosegue su questa strada, il
rischio di un decesso diventa, più che probabile, quasi certo. Invece di salvarlo insomma, così si rischia di ucciderlo.
Con un Piano di Rientro più lungo, le strutture avrebbero la possibilità di riassorbire, a mio modo di vedere, gran parte dei disservizi tra un intervento e l'altro, mentre le
politiche integrative del Piano Sanitario (prima tra tutte quella della creazione di una rete di soccorso ed emergenza capillare efficiente, specie nelle zone più problematiche e
periferiche) avrebbero il tempo di esser realizzate.
E’ ovvio che vorremmo riavere i nostri reparti, cambiare il Piano Sanitario in modo da tutelare “la nostra parrocchia”. E’ altresì ovvio che in questa situazione noi delle zone
periferiche e montane siamo stati penalizzati. Ma qui, se non si ragiona in ottica globale, si rischia di perdere tutto e di perdere tutti. Scontato appare pure che, se una
dilatazione dei tempi per il rientro dal deficit lo consentirebbe, incentivare i territori oggi penalizzati mediante politiche specifiche in modo da garantire alcune prestazioni
essenziali (dialisi ad esempio) dovrebbe essere quantomeno auspicabile, per non dire una priorità.
Dunque, a mio avviso questo punto è ciò di cui dovrebbero discutere ora i candidati alla presidenza, per giungere a firmare, prima delle elezioni, un nuovo documento condiviso volto
ad ottenere dal Governo Berlusconi, un impegno ad una revisione sostanziale del Piano di Rientro. Questo perché, se il centro-destra ha ampie possibilità di veder realizzata questa
richiesta (in virtù delle motivazioni espresse all’inizio) non credo che sarebbe ugualmente semplice per il centro-sinistra ottenere il medesimo risultato. Un eventuale, seppur oggi
decisamente improbabile, vittoria del PD, (o ,“peggio” ancora dell’IdV, visto l’odio che c’è tra Di Pietro e Berlusconi) rischierebbe, senza un appoggio concreto di tutti ed un
impegno pre-elettorale con il Governo centrale in cui tutti i partiti sottolineano di non veder soluzioni senza una revisione del Piano di Rientro, di ottenere un rifiuto dinanzi ogni
richiesta di revisione degli accordi (cosa che il governo Berlusconi ha già fatto con Del Turco).
Per dirla in maniera più esplicita, non ritengo infondata la preoccupazione riguardo un abbandono (da parte di Berlusconi n.d.r.) della regione al caos per il solo vantaggio di
dimostrare l’inefficienza del Centro-sinistra sempre per i motivi che ho espresso all’inizio.
Qualunque sia la soluzione dei vari partiti per la sanità, senza rivedere i tempi, i tetti ed i criteri di spesa, difficilmente si potrà far qualcosa per offrire un ritorno ad un
servizio pubblico quantomeno decente sul fronte dell’assistenza sanitaria, salvo che qualcuno non speri in una miracolosa ripresa autonoma del sistema nonostante i “traumi
ripetuti”(cosa che sembra dalle prime dichiarazioni elettorali dei membri del PD). Pensare solo di continuare a scaricarsi in campagna elettorale colpe e responsabilità o a cercare di
arrogarsi meriti che francamente il cittadino non può considerare tali, a mio avviso si presenta come una speculazione totale della politica che, preoccupata dai sondaggi, si occupa
solamente dei propri risultati e privilegi.
Poi ovviamente, risolto questo che è (a mio parere) IL PROBLEMA, chiunque vincesse potrebbe (entro i limiti del nuovo Piano di Rientro) modificare le parti del Piano Sanitario che
ritiene inappropriate, contando oltretutto su una maggiore flessibilità della spesa (vanno assolutamente aboliti tra una A.S.L. e l’altra gli impedimenti che non consentono di
riequilibrare la spesa per il personale in base alle prestazioni effettuate, creando nuovi criteri basati non sul numero degli abitanti del territorio “servito”, ma sulla cosìdetta
“sanità attiva” annuale delle A.S.L. stesse, dove più prestazioni implicano più risorse), ed una capacità reale per il sistema sanitario di metabolizzare i tagli.
Ovviamente, l’esperienza passata dovrà insegnare cosa significa non controllare e non limitare le esternalizzazioni, le convenzioni, le tariffe ed i pagamenti riguardanti le cliniche
private. In quest’ottica, l’Agenzia Sanitaria di controllo è una componente molto importante per il presente ed il futuro dell’Abruzzo.
Se si vuole garantire la sanità pubblica, in questa fase, il ruolo dei privati deve essere necessariamente marginale e subordinato alle esigenze irrinunciabili del sistema Pubblico.
In altre parole, vanno tagliati tutti quei servizi privati non strettamente essenziali, senza favoritismi clientelari di alcun genere.
Ci troviamo infatti, dopo quasi un decennio in cui si è abusato di servizi privati, ad un punto in cui è necessaria una scelta netta ed evidente, da parte della politica, riguardo
quale sistema favorire realmente. In caso, come in questo periodo tutti sembrano professare, la scelta sarà sul Pubblico (che comunque è irrinunciabile per via delle garanzie
costituzionali di diritto alla salute per TUTTI i cittadini), il settore privato subirà tagli ed esuberi anche consistenti. Ma a questo punto, dinanzi ad una scelta tra salute per
tutti e lavoro per alcuni, purtroppo per i secondi (e non lo dico per dire), l’interesse dei primi è la priorità, se non altro, per il fatto che anche i nuovi disoccupati avranno
bisogno in futuro di un sistema sanitario pubblico efficiente. Magari, se poi si riesce a gestire la situazione in maniera corretta, una volta rientrato il debito la stessa Sanità
pubblica potrà riassorbire parte di quel personale, ovviamente però, con un criterio che non ci riconduca all’odierna situazione.
Più ne capiamo e migliori possibilità avremo non solo di scegliere “bene” il prossimo governo regionale, ma soprattutto di controllarne, una volta insediatosi, le azioni. Per uscire
da questa crisi e soprattutto per non rientrarci, il controllo e la partecipazione popolari, sono fondamentali.
Scusate per la lunghezza del pezzo. Ora dite la vostra.
Manifestazione 12 ottobre: "Amicizie sbagliate"
Intervento del Presidente del Comitato Pro-Ospedale di Tagliacozzo.
Chissà se il versamento al Comune di Guardiagrele è già stato effettuato come promesso da Micucci in questo video. Se qualcuno dell'amministrazione o qualche funzionario può darci
notizia eventualmente sarebbe una cosa simpatica. Come sarebbe altrettanto interessante conoscere la motivazione precisa della multa direttamente dal comando dei
vigili urbani guardiesi, per comprenderne bene anche il senso. Certo è, che per quello che riguarda il comitato, così come per chiunque, è necessaria un'autorizzazione per girare e
fare annunci. Autorizzazione che da quel che sappiamo noi non era in possesso di Paolo Damiano. Riguardo invece alle amministrazioni di altri comuni, quale sia la
procedura è al momento cosa per noi ignota.
Comunque, tornando al filmato ed a cose più importanti. Il Presidente del comitato pro-ospedale di Tagliacozzo da un dato nuovo, di cui non eravamo a conoscenza
(almeno io non lo sapevo o non lo ricordavo) e che credo vada sottolineato in maniera incisiva. La Giunta Regionale ha tagliato la chirurgia per i piccoli ospedali e non per
le cliniche private.
Come dice oltretutto il Presidente del comitato, questo taglio, secondo i suoi dati, ha procurato un risparmio di "soli" 5 milioni di euro, rispetto ai 2 miliardi (e non milioni come
viene confuso nel video) del debito globale della sanità. Una falla da non sottovalutare nella campagna di ridimensionamento del privato che il centro-sinistra
professa d'aver portato avanti, anche se obbiettivamente, anche nel settore privato i tagli sono stati comunque consistenti.
Non so se questi dati siano esatti. Nell'attesa di verificarli, se qualcuno ne possiede di differenti (solo dati riferiti al taglio della chirurgia) lo invito a
postarli come commento. Ad ogni modo, prendendo per buono tutto, queste cifre danno la misura di quanto sia necessario tagliare per rientrare dal debito, se le cinque
chirurgie soppresse, messe insieme, rappresentano un taglio di spesa di soli 5 milioni. Soprattutto fanno riflettere su quanto, il Piano Sanitario Regionale, sia fuori dalla
realtà al momento, quantomeno nei suoi obiettivi, che non sono conciliabili con i tagli previsti dal Piano di Rientro.
Invalidare l'intero Piano Sanitario però, "per manifesta faziosità e illegalità", credo sia un qualcosa di altrettanto improponibile, perché, a parte la motivazione che per me non può
esser quella, ho i miei forti dubbi che una volta al potere gli interessi delle zone montane e pedemontane possano essere salvaguardati nella redazione di un nuovo
documento. Anche perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, fosse stato per il centro-destra, l'Abruzzo oggi (oltre ad esser forse già commissariato) non avrebbe già da anni
gli ospedali minori e spenderebbe ancora cifre folli a favore delle cliniche private (altro che il "contentino" dei reparti di chirurgia). Quindi immaginare una conversione sulla via
di Damasco da parte del Pdl, che porti la sua classe dirigente a redigere un Piano Sanitario pensato in un'ottica di sviluppo delle zone interne, che rappresentano una minoranza nel
bacino elettorale abruzzese, credo sia poco realistico.
La politica, targata centro-destra, è quella di una progressiva privatizzazione ed esternalizzazione dei servizi. In altre parole: il progressivo abbandono, smantellamento,
vendita del pubblico non per "necessità di bilancio", ma per giungere ad un sistema simil-americano, dove solo chi può permetterselo, può aver salva la vita, garantirsi
un'istruzione adeguata, ed accedere a determinati determinati diritti, che così facendo, divengono privilegi.
I comitati a difesa degli ospedali minori, avendo come "avversari" amministratori regionali di centro-sinistra, nel cercare un appoggio politico necessario ad ottenere, in Italia, una
qualche visibilità e/o un qualche peso nell'ambito delle decisioni, hanno fatto a mio modo di verdere l'errore di affidarsi al centro-destra, non perché esso sia
composto da persone indegne, (non mi permetterei mai di far di tutta l'erba un fascio) ma perché, come accennavo prima, la linea politica del centro-destra in ambito di tutele sul
servizio pubblico è in netto contrasto con ciò che gli stessi comitati vorrebbero veder realizzato.
Manifestazione 12 ottobre: Troppo semplice?
Intervento di Rocco Micucci, Sindaco di Rapino.
Non starò qui a ripetere le stesse cose dei post precedenti. Non ha senso, anche perché lo dovrò fare anche sull'intervento successivo di Antonio Tavani.
In merito alla proposta mi sono espresso già nel primo post sulla manifestazione (se cliccate sulla categoria Sanità dovreste trovarli tutti). Li scrissi di una nuova Azienda
Sanitaria Locale, o indipendente. Il termine di Micucci, quello corretto, è "Autonoma". Nella sostanza credo cambi poco: un qualcosa che costerebbe attivare e mantenere (manager ed
amministrazione), la cui specializzazione attiva si annullerebbe con quella passiva, ovvero con il costo da sostenere nell'appoggiarsi alle strutture delle altre Asl, che siano esse
private o pubbliche. Per non parlare poi degli investimenti in macchinari e personale, quando la causa di accorpamenti e chiusure sono il taglio della spesa e quindi i tetti della
stessa proprio per queste specifiche.
Tutto questo, nelle intenzioni, non differisce dal piano sanitario regionale. Se lo si legge, quel libro dei sogni, parla di una rete efficiente di emergenza capillare, di
miglioramento del servizio, di punti di riferimento per i cittadini e cose similari.
Il problema è che sono tutte favole. Sono favole perché il piano di rientro di quel debito che fagocita l'80% delle risorse regionali, prodotto per l'80% dal centro-destra, costringe
a tagli e gli investimenti posson esser fatti solo sulle strutture ed infrastrutture alle quali si vuole garantire un futuro. Ovviamente non abbiamo risorse per garantirle tutte e
magari sulle scelte nel merito di quali garantire, si può discutere, anche se io penso che alla fine il centro-sinistra abbia fatto un tentativo estemporaneo con il discorso
dell'unico ospedale con tre poli, perché alla fine, l'entità dei tagli previsti dal piano di rientro, non potevano che portare a questa situazione: garantire l'ospedale di
Chieti.
Un'altra cosa che rende questo discorso campato in aria, è che tutte le province si trovano grossomodo in questa situazione. Se tutte facessero questo discorso della Azienda sanitaria
Autonoma, la spesa sanitaria lieviterebbe ulteriormente. La regione, che sia essa di centro-sinistra o di centro-destra, non approverà mai un simile provvedimento, perché creerebbe un
precedente.
In più consiglio vivamente sia a Micucci che a tutti quelli che passano di qui, di andarsi a vedere sul sito, se non l'hanno già vista in tv, l'ultima puntata di Anno Zero. La sanità Lombarda è tutt'altro che un modello come vorrebbe farlo apparire il Sindaco di
Rapino citando quell'articolo del corriere.
Penso ci sia ben poco da aggiungere, per il resto basta rifarsi ai pezzi precedenti. In tre quarti d'ora circa complessivi di filmato, solo in questa parte troverete gli unici cinque
minuti in cui si parla della proposta...il che si commenta da se.
Manifestazione 12 ottobre: Popolare o Populista?
filmato e commento all'intervento del Vice Sindaco di Orsogna Fabrizio Montepara.
<<Siamo tornati sulla scena del delitto come fanno gli assassini che tornano sempre una seconda volta sulla scena del delitto>>.
Questa battuta ovviamente era, nelle intenzioni di Micucci, riferita al delitto di aver portato in piazza la protesta, la prima volta l'anno scorso.
Ma detta così, per chi conosce la storia, può avere una diversa interpretazione, ovvero che gli assassini siano tornati per la seconda volta sulla scena del delitto dopo averlo
commesso.
In questa seconda interpretazione, il delitto sarebbe l'aver causato (naturalmente mi riferisco al PDL di cui fanno parte i sindaci o del quale sono "satelliti")
un danno di 1.760.000.000 di euro che ha letteralmente ucciso la sanità abruzzese.
Ma tralasciamo per un attimo Micucci, che sarà protagonista di puntate successive che avranno come oggetto il suo intervento, e dedichiamoci al discorso del Vice-Sindaco di
Orsogna, Fabrizio Montepara, il cui intervento non offre alcun tipo di spunto per una riflessione nel merito della "proposta" dei sindaci, ma non pochi spunti per
l'analisi politica delle intenzioni, definiamole "occulte", che si celano a mio modo di vedere dietro questa iniziativa.
Montepara esordisce in maniera, data la sua collocazione politica, infelice. Infatti esordisce citando la Costituzione, dicendo che si deve garantire la salute in maniera eguale a
tutti i cittadini.
Evidentemente, il Pdl, la Costituzione l'ha letta (e solo in piccole parti) solo di recente, durante la giunta Del Turco. Perché nel 2004 il governo Pace, senza
prevedere alcun taglio di posti letto ai privati (cosa fatta dal cento-sinistra), aveva predisposto la chiusura di tutti gli ospedali con meno di 120 posti letto. A
quei tempi, nessuno di questi sindaci, che "quotidianamente sono vicini alla gente", scese in piazza come fa oggi.
Ma andiamo avanti. Montepara, nel giro di 5 minuti dice queste frasi: <<Noi non ci ricordiamo di voi solo quando ci sta qualche elezione o quealche momento
particolare>>; <<E' una manifestazione Politica, ma non politica perché si vota perché siamo stati qui oltre un anno fa (era meno
di un'anno fa, 24 novembre 2007 ndr) e da tempo combattiamo e facciamo queste azioni contro la chiusura degli ospedali>>.
La prima soprattutto viene detta subito dopo la citazione della Costituzione che il centro-destra non conosceva forse sino all'insediamento di Del Turco. Gli assassini, (ringrazio
Micucci per la metafora) quando vengono sorpresi a tornare sulla scena del delitto ed interrogati, cosa cercano prima di tutto per scagionarsi? Un alibi.
Alibi che però in questo caso non reggono, anzi, offrono maggior rilevanza a chi sostiene che questa iniziativa, quantomeno nella tempistica, non sia casuale. La
Costituzione per i motivi detti pocanzi. Le presenze in piazza perché, contrariamente a quello che afferma Montepara, queste iniziative di Sindaci in Piazza (o a teatro) erano in
vista dei seguenti avvenimenti:
- Manifestazione di Novembre 2007. il Pdl era stato mobilitato su tutto il territorio nazionale in vista della spallata (che poi non ci fu e sulla quale la
magistratura indaga per tentata corruzione di senatori sulla base delle intercettazioni Berlusconi-Saccà) che si pensava avrebbe fatto cadere il governo Prodi.
Coincidenza? Probabile.
- Confronto Cinema Teatro Garden, Febbraio 2008; La campagna elettorale per le elezioni Poliche era già in essere a livello mediatico. Coincidenza? Possibile.
- Manifestazione 12 Ottobre: siamo ufficialmente in prossimità della campagna elettorale per le Regionali. Coincidenza? Francamente, poco credibile.
Come si suol dire: 3 indizi fanno una prova e gli alibi non sono validi.
Ma torniamo al suo discorso. <<Una manifestazione popolare e politica. Popolare perché voluta dal popolo, da voi che non vi rassegnate alle furberie ed agli
sprechi che sono stati perpretati nella sanità. Popolare perché gli attori principali nn sono i soliti politici ma questa assemblea di bambini, donne uomini che hanno
un cuore, una testa ed un'intelligenza.
E' una manifestazione politica, ma non politica perché fra pochi giorni si vota, perché siamo stati qui oltre un'anno fa (meno...era novembre!) ed è da tempo che
combattiamo e facciamo queste azioni contro la chiusura degli ospedali di montagna, quindi non è che ci ricordiamo solo adesso di questo. Politica perché noi vogliamo
riappropiarci, noi amministratori locali e voi popolo, della questione sanitaria. Non possiamo dare spazio ai soliti furbi che hanno portato a questa
drammatica situazione della sanità abruzzese.>>
a) La manifestazione popolare è una manifestazione sul cui palco si salgono esponenti della società civile che parlano, magari sostenuti, con presenza o interventi,
da amministratori locali e politici. Una manifestazione popolare si riconosce per il suo non avere come ideatori ed organizzatori esponenti politici anche di un certo
rilievo per giunta (Antonio Tavani, oltre ad essere Sindaco di F.S.Martino è anche Consigliere Provinciale).
Se invece sul palco salgono solo politici (con una breve sortita del rappresentate di un movimento "Pro-ospedale") la manifestazione non è popolare. Con questi contenuti e soprattutto
con il tentativo di farla passare per popolare, assume un'altro aggettivo: populista.
b) E' politica perché si prefigge un risultato politico che non è quello di riprendersi la sanità e darla in mano ai cittadini, ma di alimentare un
malcontento che l'affidi, attraverso il voto regionale, alla parte politica di cui i sindaci sono esponenti o alla quale sono comunque legati. E questo lo dico perché se
fosse realmente per riprendersi la gestione della Sanità per ridarla in mano a cittadini ed amministratori locali, la proposta di legge, per la definizione che porta ovvero "di
iniziativa popolare", sarebbe stata prima discussa con i cittadini, resa pubblica. Alla manifestazione si sarebbe distribuito il testo e le modalità con le quali si
intendeva concretizzarne il contenuto.
Siccome mi sono dilungato parecchio, non cito testualmente il resto, anche perché potrà essere ascoltato sul filmato, ma appare indicativo che quando si facciano riferimenti a chi ha
provocato il disastro sanitario, Montepara non faccia nomi di proposito lasciando all'umore della piazza, o ai colleghi che l'avrebbero seguito, il compito di
individuare l'identità di quelli che definisce "furbetti" o "responsabili delle furberie" che negli anni ci hanno condotto a questa situazione.
Montepara poi parla di centralizzazione della sanità provinciale nell'ospedale di Chieti come fosse un'idea nuova del centro-sinistra; era l'idea del governo Pace in
realtà. Per di più Guardiagrele, secondo quel disegno, non sarebbe più esistito proprio.
Montepara parla dell'università che non può essere concentrata solo a Chieti, senza rendersi conto di quello che significherebbe a livello universitario ed economico,
dislocare ogni specializzazione universitara in un diverso ospedale tra i tanti che si intende salvare.
Per essere una manifestazione "popolare e politica" Montepara ha elaborato un discorso che purtroppo si è rivelato populista e strumentale. A naso,
mi sento di dire che c'era del disagio in questo, che non c'era convinzione.
Spero che quel disagio e quella mancanza di convinzione che ho percepito siano reali e che aiutino il Vice Sindaco di Orsogna a riflettere quando sale su un palco indossando la fascia
che lo qualifica. Perché è proprio nei confronti di quei cittadini, dei quali dice di voler difendere gli interessi, che quando si fanno simili discorsi e/o
manifestazioni, le cose vanno raccontate con chiarezza, completezza e senza pensare a ciò che è o non è nocivo all'interesse del proprio partito o della forza politica lo
appoggia. E' stato il più in difficoltà su quel palco e dunque, almeno dal mio punto di vista e per l'opinione che emerge da ciò che ho sentito, mi auguro che
sia il preludio di una presa di coscienza e di un cambio di rotta del quale potrà giovare la sua immagine e probabilmente, se ci ho visto giusto, anche il suo italiano.
Ed ora...dite la vostra.
Manifestazione 12 ottobre: sorridiamo al fanatismo?
Palmerio e Del Turco sono nemici; il Pdl "sia benedetto!"
Una voce tra la folla si alza:<<Sindaco, dimettiti! Hai chiuso l'ospedale!>>. <<Del Turco ricacciate i soldi!>> e poi: <<Che Dio ve benediche!>>
rivolto ai sindaci sul palco. Di nuovo verso la folla <<Acoltate cittadini: ribellatevi!>>. <<Il sindaco si devi dimettere!>>.
Non inizio questo pezzo con queste frasi per sottolineare la grammatica ovviamente, ma per dare la misura di ciò che la disinformazione voluta dal centro-sinistra e le campagne
politico-elettorali cucite su di essa dal centro-destra nell'ultimo anno hanno creato.
Una rabbia urlante che non vuol sentir ragioni, che è stanca e che si aggrappa all'ultima speranza che vede senza esser più in grado di qualsiasi valutazione nel merito e nella
sostanza di ciò che sostiene.
E' semplice parlare di strumentalizzazione e come più spesso ho espresso in questo blog, a mio avviso, è anche giusto. Ma se bisogna prender atto di questo, si deve altresì puntar il
dito su coloro che dall'altro lato, per due anni e più, hanno continuato a predicare un'ottimismo senza basi concrete, snocciolando numeri, ignorando i disagi e soprattutto ignorando,
talvolta apostrofando il fenomeno come semplice "ignoranza", la preoccupazione, il malcontento, che certamente alimentati dalla destra, si sono tramutati in paura e rabbia.
Tempo fa consigliai, quasi implorai Simone Dal Pozzo di discutere apertamente su guardiagrelesociale.it di ciò che stava avvenendo. Eravamo in tempi "non sospetti", dopo le elezioni,
prima degli arresti di Del Turco, di gran parte della Giunta regionale e dell'ex assessore alla Sanità del Pdl, Dominici.
Eravamo nel periodo in cui la cordata di sindaci pensava ad altro, taceva, non informava come si era impegnata a fare per tutto il periodo che va dalla mancata spallata al governo
Prodi, sino all'inizio della campagna elettorale per le politiche.
Un Guardiagrelesociale.it, che tra i tanti temi del forum d'autunno, dal bullismo a Sidney, al libro verde, a tutte le iniziative possibili ed immaginabili, si è guardato bene dal
provare a trattare il tema (magari attraverso proprio i volontari che contribuiscono all'assistenza sul nostro territorio) dell'ospedale. Dissi che sarebbe stato un errore, dissi che
così si sarebbe prestato il fianco a facili strumentalizzazioni che avrebbero diviso la comunità in un momento in cui bisognava invece unirsi, ma forse nessuno prese in seria
considerazione quella preoccupazione. Il risultato è riassumibile in ciò che si sente (nn sempre benissimo) in questo filmato ed in ciò che ieri è capitato a Danilo e che lui ha
raccontato nel commento al post precedente.
Oggi si è dunque realizzata quella mia preoccupazione e se vogliamo, dal punto di vista strettamente politico, questo fenomeno che di certo porta ripercussioni elettorali, il
centro-sinistra cittadino se l'è meritato. Si fosse confrontato con la gente, non attendendo sempre che la situazione venisse percepita come insostenibile dalla massa, magari oggi
potrebbe rammaricarsi per un solo errore: avallare senza negoziati ogni direttiva del Manager Maresca (cosa che già di per se è grave!).
Ma sempre dal punto di vista politico i sorrisi compiaciuti e/o divertiti che si intravedono sul palco sono un chiaro segno di soddisfazione per un obiettivo evidentemente perseguito
e raggiunto: tramutare la paura e l'insicurezza in odio, in un qualcosa che elimina la ragionevolezza dalla mente della gente e garantisce voti e visibilità a prescindere. Perché se
si possedesse un senso di responsabilità vero, ci sarebbe ben poco da sorridere in questi casi. Il senso di responsabilità imporrebbe un invito alla calma nonostante la situazione.
Sono scene al limite del fanatismo che dovrebbero preoccupare, sempre richiamandoci al senso di responsabilità, anche chi ne trae vantaggio. Tutte preoccupazioni che penso siano ben
lontane dalla mente degli odierni "paladini".
Un altro sintomo del clima che si è voluto assolutamente a mio avviso creare, l'ho riscontrato parlando con dei ragazzi di Rapino, ascoltando gli umori di alcuni giovani ed anziani
guardiesi (quelli che più di tutti non hanno i mezzi o le conoscenze per comprendere nell'insieme quello che accade) che sino a pochi mesi fa erano scettici su questo movimento. Ho
sentito più o meno sempre le stesse parole: "alla fine mi sono convinto dato quello che ha fatto Del Turco!". Insomma tutti convinti che la causa del nostro baratro siano le mazzette
di Del Turco.
Poi, per tornare al filmato. Ho visto anche molta gente comune sorridere dinanzi a quel signore con la bandiera. Io invece ho provato un brivido, un'inquietudine profonda.
Il centro-sinistra cittadino ha abdicato sulla questione ospedale a Guardiagrele. L'amministrazione si è mossa debolmente solo sull'ultimo provvedimento di Maresca. Il problema, per
quanto mi riguarda, non è che a pagarne le spese siano le forze politiche di centro-sinistra. Il problema per me è che a farne le spese è il cittadino che non solo è praticamente
privato del diritto alla salute, ma anche del diritto al conoscere la verità. Senza verità complete, responsabilità oggettive, si esaspera ciò che è già esasperato. A nessuno importa
che il cittadino comprenda; importa, almeno stando a questa prima analisi, solo dove andrà a finire il voto. Perché dinazi al fanatismo, se si sorride, altra interpretazione non so
darla.
E' da qui che parte la nostra analisi. Ora sta a voi dire la vostra.
Una nuova A.S.L. ed ospedali "di frontiera" specializzati.
Riflessioni ed obiezioni a caldo dopo la manifestazione dei Sindaci Pdl.
L'Istituzione di una A.S.L. per il territorio interno ed la specializzazione effettiva dei piccoli ospedali.
Una legge di iniziativa popolare, sulla cui definizione avrei qualcosina da obiettare(questioni di forma più che altro), che però a livello di concetto ideale (ovvero di ciò che tutti
sognamo) rappresenta una delle idee più condivisibili che si possano avere.
Sognare una rete di piccoli ospedali, con l'essenziale dal punto di vista delle emergenze e della diagnostica, indipendente dalle A.S.L. metropolitane che si
autogestisca con i ricavi delle specializzazioni stesse, credo sia comune a tutti i cittadini. Comune specie dopo l'esperienza di un piano sanitario disatteso a causa di un
riassetto finanziario basato su scelte puramente numeriche ed altamente discutibili.
Ai tempi della mia collaborazione con il Sindaco Micucci su Qualcosaincomune.it era esattamente la mia linea di pensiero ideale, testimoniata da diversi articoli che
spero saranno presto dinuovo disponibili, (come il sito del giornale stesso che però continuo a dire, dovrebbe divenire indipendente dall'amministrazione, che da un po' di tempo non
funziona).
In una delle mie prime analisi su quel giornale, facevo riferimento al come l'invivibilità delle grandi città stava portando ad una tendenza per i cittadini al trasferimento in
piccoli centri. Questo a causa proprio dei servizi base e della sicurezza che le grandi strutture metropolitane non riuscivano più a garantire. Altresì affermai che chiudere
gli ospedali minori nelle zone decentrate e montane, come in pratica il piano di rientro sta pian piano facendo con gli accorpamenti, sarebbe stato un danno tremendo
per centri come il nostro che, vista questa tendenza generale, avevano le potenzialità per crescere ed invece venivano così condannati.
Lo stesso termine "Ospiziale", utilizzato su un manifestino precedente dello stesso "movimento", lo coniai io proprio quando collaboravo a quel giornale per definire una struttura che
dava un messaggio preciso: "se vuoi nascere e vivere, fallo altrove; qui si può solo morire comodi!".
Con tutto questo non voglio assolutamente dire che quel che è stato detto in piazza oggi è su mia ispirazione. ma che penso sia "semplice" per chiunque (o quasi) elaborare una
"visione" del genere e sia altresì scontato per chiunque, che abbia un minimo di "onestà intellettuale", riconoscere o individuare lo stato attuale della sanità e del
nostro ospedale nello specifico. E' sotto gli occhi di tutti
A voler ripetere un tormentone di Micucci, "non è stato detto nulla di nuovo".
Perché come era vero per lo schieramento opposto, anche qui il problema nn è ciò che viene detto (in quanto condivisibile) ma ciò che NON viene detto e che io mi stò
concentrando a sottolineare proprio per quella "onestà intellettuale" che oggi mi è stata nuovamente riconosciuta seppur, a mio avviso, pochi giorni fa non
rispettata.
Tutto ciò che è stato detto oggi nel descrivere la proposta di legge c'è in linea di principio ideale. Ma a me sembra che sia quantomeno gettar fumo negli occhi presentare
questa proposta senza spiegare:
A) Dove si prenderanno i soldi per creare una nuova A.S.L., pagarne dirigenza ed amministrazione, incentivi per i medici e quant'altro è stato snocciolato. Perché se
i singoli ospedali magari se la caverebbero con la specializzazione, la gestione di una nuova A.S.L, con i conseguenti costi amministrativi, no. Poi la
specializzazione nn si inventa dall'oggi al domani, va finanziata, altrimenti fa la fine dei poli specialistici del centro-sinistra.
B) Per rientrare dal debito di 2 milardi, cosa che il centro-sinistra non ha assolutamente fatto ma con la quale anche il centro-destra dovrà fare i conti se non l'ha
dimenticato, ed evitare il commisariamento della regione, si devono fare tagli. Anche nell'ipotesi in cui si riuscisse a creare una A.S.L. indipendente, essa
non potrà esimersi dai tagli, dire" io non riduco i costi" e non sarà assolutamente sufficiente la specializzazione (che richiede tempo oltretutto) ad evitare anche a
quest'ultima accorpamenti e smembramenti di reparti.
C) Oltre a far i conti con il governo regionale ed i suoi debiti, bisogna far i conti con i tagli di 9 miliardi in tre anni per la sanità previsti dalla finanziaria
del governo Berlusconi, e con la crisi mondiale che probabilmente condurrà al salvataggio delle banche ricorrendo al debito pubblico e quindi porterà lo Stato
a tagliare ancor di più le spese anche per la sanità. Quindi non solo il debito, ma presumibilmente sempre meno risorse adoperabili da aggiungere a questo già ENORME
problema. Sono cose prevedibili e non costituirebbero alibi validi.
D) in uno scenario in cui si parla di ridurre gli enti ed i costi della pubblica amministrazione, è quantomeno anacronistico a livello politico creare una nuova A.S.L. per di
più sulla base di un criterio di Comunità Montane che presto non esisteranno più, dato che tra le varie idee di taglio degli enti "inutili", c'è proprio quella di
eliminare le Comunità Montane. Ovviamente senza Comunità Montane, i criteri della legge del '94 esposti da Micucci andranno a farsi benedire.
E) ultima, perché forse un po' faziosa, è la sensazione che una nuova A.S.L. sia un posto in cui sistemare o parcheggiare eventuali "trombati", o parenti, o
clientele...insomma un prezzo pagabile dai vertici dei partiti per evitare che alcuni esponenti, che miravano ad un salto di qualità, si trovino tagliati fuori senza nulla in
mano e possano far troppo "rumore".
Tutte obiezioni che, al di la di un vago riferimento alla sanità attiva delle specializzazioni, non trovano una risposta concreta almeno per ora. Tutte obiezioni che non sono
frutto di "una diversa visione ideale", ma di una cosa con la quale, un idealista come me si trova a far i conti purtroppo ogni giorno : la nostra REALTA'.
Sarebbe dunque il caso di spiegare i famosi "tecnicismi", che in sostanza sarebbero "il come" si intende procedere concretamente per
realizzare quella che così si presenta facilmente come un'utopia. Un qualcosa che si liquida sempre con il "non interessano alla gente", ma che penso ora la gente inizi a voler
conoscere.
E dato che prevenire è meglio che curare aggiungo il quesito: come si intende evitare che questa nuova A.S.L., qualora piombasse per miracolo nella realtà, possa divenire ciò
che ipotizzo al punto E?
Per di più, ragionare in ottica locale su un problema di gestione regionale è un errore a mio modo di vedere. Questo progetto non può essere trattato
senza riflettere sugli effetti sia economici che strutturali che porterebbe all'insieme del sistema sanitario abruzzese. Proporre una cosa del genere senza tener conto di
questo è quantomeno imprudente. Farlo senza spiegare alla gente anche questo particolare diviene speculare.
Il ruolo dei politici non è quello di dirci quali sono i nostri problemi ed i nostri sogni quando li abbiamo già come in questo caso.La parte più importante del loro lavoro è
spiegare come intendono risolvere (anche e soprattutto nelle specifiche tecniche) i nostri problemi e come, se abbracciano i nostri sogni, intendono (nella pratica)
realizzarli.
Ognuno di noi oggi sarebbe potuto salire su quel palco e sarebbe stato in grado di dire più o meno le stesse cose. Ma nessuno di noi, penso, è tornato a casa con una
consapevolezza, un'idea chiara ed esauriente del "come" i sindaci quelle cose si "auspicano" di realizzarle.
Questo ovviamente è solo un commento a caldo. Nei prossimi giorni, con i filmati cercheremo (con la partecipazione di tutti quelli che vorranno contribuire alla discussione) di
analizzare nello specifico ogni singolo intervento ed ogni singolo punto. Anche perché c'è anche tutto un discorso di coerenza tra le linee politiche dei partiti
d'appartenenza e ciò che è stato detto, che secondo me merita una particolare attenzione, specie sul fronte "giustizia".
Tutto questo è nostro dovere farlo perché in fondo, come scrissi proprio sul giornale di Micucci, o come amaramente ricordava anche Danilo che dal 2001 con
Rifondazione ha cercato di parlare (quando si era ancora in tempo per evitare la catastrofe) di questo tema, se è vero che la politica ha distrutto la sanità, noi, non
confrontandoci a suo tempo e non analizzando la situazione, glielo abbiamo permesso.
In più invito il sindaco Micucci a pubblicare on-line sul suo giornale (una volta risolti i problemi tecnici), sul sito del suo comune, su altri siti (o se lo
desidera anche qui senza problemi) il testo integrale della proposta di legge di iniziativa popolare, perché per essere effettivamente tale, dev'essere
discussa dal popolo...tutto il popolo e non solo (o quasi) dal Popolo delle Libertà.
In più qualora lo si volesse, questo blog concede diritto di replica, sia nei commenti (che servono anche a questo) sia nella disponibilità a pubblicare una risposta
integrale e firmata.
Apocalisse Abruzzo
Sanità, Lavoro, Acqua, Ambiente, Pensioni...l'emergenza è totale!
E' una situazione veramente critica. Le elezioni a cui ci accingiamo avvengono in uno scenario veramente tragico. L'Abruzzo nei prossimi anni potrebbe definitivamente
collassare e la guida politica del prossimo quinquiennio sarà decisiva per le sorti di questa regione.
In attesa che la crisi dei mercati e delle banche si rifletta sull'economia reale con previsioni che i più ottimisti definiscono drammatiche, l'Italia parla di Federalismo
fiscale.
In questa congiuntura "astrale" si inserisce un Abruzzo con le gambe già falciate da circa 2 miliardi di debito sanitario.
Un debito che frena tutta l'economia regionale, impedisce incentivi, di finanziare le imprese e dunque il lavoro.
La sanità e dunque la sicurezza dei cittadini ad essa legata è precaria a causa di un riassetto gestito in maniera certamente oscena, quantomeno nella provincia di
Chieti. Gli alibi, per quanto giusti di un debito sanitario e di un'urgenza di rientro per evitare il commissariamento, non riescono a giustificare un qualcosa che è stato
definito "piano" ma che è apparso, per tutto il periodo di governo della giunta Del Turco, un'improvvisazione.
Il centro-sinistra ha cercato di elaborare una soluzione in corsa, affidando ai manager il compito di risolvere un problema che oggi rappresenta
l'handicap maggiore per noi. Ma è stato fatto tutto di fretta, in alcuni casi forse in buona fede, ma certamente in altri seguendo la logica dei clientelismi e delle
convenienze personali e politiche.
Il centro-destra, che oggi sa di poter vincere quasi a mani basse, specula sulle defezioni conseguenti ad azioni che mai si sarebbero potute
verificare, se non vi fosse stato proprio il danno del governo Pace. Senza 1.760.000.000 di debito, non ci sarebbe stato alcun riassetto o quantomeno, non sarebbe
stato certamente fatto con le logiche come quelle che possiamo intuire; logiche discutibili in alcuni casi o inesistenti in altri.
Quel debito iniziale è e rimane la causa di tutti i nostri problemi, oltre che essere, nella maniera in cui è stato maturato, un emblema di irresponsabilità e malsana gestione
del rapporto pubblico-privato.
Ma la sanità ed il debito sanitario, pur rappresentando il problema principale per il quale nessuno sino ad ora ha ancora trovato delle soluzioni concrete, se non tagliando, non è
l'unico problema di questa martoriata Regione.
Abbiamo un'emergenza demografica, con un invecchiamento della popolazione maggiore di quasi tutte le altre regioni; abbiamo una disoccupazione
crescente con disoccupati di lunga data che si attestano al 49% negli ultimi 10 anni, sintomo che è sempre più difficile trovare lavoro; nell'ultimo anno
un aumento del 17% dei disoccupati più giovani e il tasso di disoccupazione totale è incrementato di quasi un punto percentuale. Abbiamo una precarizzazione
massiccia del lavoro che elimina ogni stabilità e limita il potere di acquisto di salari medi che sono già tra i più bassi d'Italia, 850 euro circa.
Il 20% delle famiglie vive sotto o a ridosso della soglia di povertà; la media delle pensioni è di 540 euro, anch'esse tra le più basse d'Italia.
E' un Abruzzo il cui PIL negli ultimi dieci anni ha perso il 19%.
Ma non si conclude con l'economia. Inquinamento diffuso, avvelenamento di interi corsi d'acqua e tubazioni fatiscenti sono alla base di una carenza idrica sempre più
preoccupante della quale si parla poco e male. Il processo di privatizzazione, con l'appalto a società private per la distribuzione dell'acqua ha una regolamentazione che per
i più è un enigma, resa confusa forse per rendere più complicato stabilire le responsabilità.
Inquinamento e scarsità dell'acqua sono problemi enormi per una regione che, almeno sulla carta, vuole investire sul turismo ambientale, oltre che per un settore agricolo abbandonato
nel dimenticatoio.
Per non parlare dell'ambiente in se. I rifiuti, la differenziata a singhiozzo, le discariche stracolme, il pericolo di una nuova emergenza che darebbe il via libera,
ad un governo nazionale, per piazzare inceneritori ovunque, malgrado due terzi degli studi dimostrino che essi, oltre ad essere energeticamente sconvenienti,
provocano danni ingenti alla salute della popolazione.
Il centro Petroli, o centro Olii che minaccia la costa ortonese, l'ambiente, l'agricoltura e l'economia ad esse legate è l'emblema di una regione in mano ai gruppi di
potere.
L'Abruzzo è in una fase drammatica e la crisi non è ancora arrivata. Se il governo, come sembra intenzionato a fare in accordo con un po' tutti gli altri, deciderà
seriamente di ricorre ad aiuti di Stato, aumentando ulteriormente il debito pubblico e di conseguenza diminuendo le risorse disponibili, la nostra regione rischia il
fallimento, la bancarotta.
Mi auguro che questo quadro generale sia utile ai cittadini in vista delle prossime elezioni. Chi non si presenta con un programma pronto a fronteggiare tutto questo, partendo
dal deficit sanitario in poi, è conveniente che lo si lasci a raccontar balle in piazza. Perché con i conti regionali in queste condizioni (mi riferisco al bilancio 2007) e
con questa situazione strutturale emerge uno scenario apocalittico. Se quel che vi diranno non prevederà una politica per fronteggiare questa crisi in ogni suo aspetto, non potrà
trattarsi d'altro che di balle.
La fonte dei miei dati, che spero di aver riportato correttamente è una ricerca dell'IRES-CGIL, (riportati in questo
articolo) per la parte riguardante PIL, pensioni, stipendi e disoccupazione. Il resto è storia e spero oggettivamente parlando, realismo. Ed a chiunque dovesse dire che non è il
caso di creare allarmismi con un simile scenario, ditegli pure di andare a...zappar la terra se trova lavoro.
Con questa spada vi uccido quando voglio!
retroscena di una riunione di "paladini".
"Questa è una riunione per organizzare la manifestazione quindi se vuoi dare una mano ok, altrimenti ti invito ad andartene [...] ma dato quello che scrivi, che mi hanno riferito
e che io non ho letto, non fai pensare che tu sia dalla nostra parte [...] Per i giornalisti ci sarà una conferenza stampa...". (Rocco Micucci - Guardiagrele 9 ottobre
2008)
Queste le motivazioni ufficiali con le quali ieri sono stato invitato "garbatamente" ad andarmene da una riunione alla quale ero finito in qualche modo per errore. Un
malinteso tra Alex e chi l'aveva invitato che aveva parlato di una riunione "aperta" per l'ospedale.
Ma il Sindaco di Rapino, il D'Artagnan della Maielletta, il Don Chisciotte delle cause tutt'altro che folli (quantomeno nel ritorno d'immagine) ci teneva evidentemente a
mostrare "in pubblico" la sua determinazione contro chi osa criticare, senza averne a suo modo di vedere il titolo, lui o i "magnifici 7 (8,9, o quanti ne sono!)".
Infatti si è guardato bene dal fare questo chiarimento quando mi ha incontrato all'esterno dell'Hotel Granada (sede della riunione), riservandosi in quel caso solo il sarcasmo
di una frase quale "oggi abbiamo anche i giornalisti", seguita da un "come stai?" e stretta di mano. Se avesse detto altre parole, ovvero quelle che poi ha usato dinanzi a
tutti ovvero quelle con le quali ho aperto questo blog, se non mi avesse stretto la mano, magari avrei evitato di turbare l'ambiente interno con la mia
presenza.
Micucci è stato ultimamente criticato da questo blog per il suo utilizzo strumentale del giornale on-line dell'amministrazione di Rapino (di cui lui è a livello
pratico, direttore, editore, caporedattore e grafico, per quanto a livello ufficiale non ricopra nessuno di questi incarichi), che della vicenda ospedale ha parlato solo ed
esclusivamente in tempo di elezioni o a novembre scorso, quando si pensava che il governo Prodi sarebbe caduto (come da profezia del Cavaliere). Ho palesato che quantomeno
esiste un conflitto d'interesse, conclamato da un articolo del giornale stesso in cui vengono riportate le dichiarazioni di Micucci riguardo a "novità" che verranno diffuse durante la
manifestazione del 12 ottobre. I "giornalisti" in questione avrebbero semplicemente dovuto fingere di intervistare (come fanno sempre) in un articolo il loro Capo, in modo da
illustrare quelle "novità" e già a fine settembre avremmo saputo ciò che lui sa, ma non diffonde. Vorrei ricordare in tutto questo che quel giornale è pagato dal Comune di
Rapino, ovvero dai cittadini. I soldi dei cittadini vengono adoperati dunque, almeno a mio parere, per fare una bacheca di onorificenze ed un mezzo di propaganda politica di parte. E'
alla luce di ciò evidente ai miei occhi che Micucci Sindaco/Direttore tra la necessità di informare il cittadino (con i soldi del cittadino) e la tentazione di tener da parte
informazioni da divulgare al momento politicamente più opportuno (ad esempio in una manifestazione organizzata) , ha scelto la
seconda.
Sempre da questo blog è stato definito ridicolo il contenuto del documento redatto dal suo ultimo consiglio comunale di Rapino sulla materia riguardante l'ospedale.
Termine non scelto a caso, perché in una emergenza come la nostra, in cui si accorpano i reparti per mancanza di fondi per il personale, un documento in cui si chiede ad un
commissario di ripristinare i reparti com'erano prima, avere la specializzazione come in teoria dovrebbe essere adesso, aumentare il personale medico, integrare attrezzature nuove,
senza offrire neanche uno spunto sul "come" reperire le risorse, non può esser preso sul serio; al limite ci si può sorridere e da qui il termine
ridicolo.
Essendo stata la mia una critica pubblica, lui ha evidentemente sentito l'esigenza di attaccarmi pubblicamente (anche se l'ambiente era ristretto a pochi intimi), senza incorrere
nello stesso errore del suo collega sindaco Tavani, che nel rispondermi sul blog solo dopo aver minacciato querele, non credo abbia fatto una gran figura, così come altri a lui legati
che da qui son passati. Anche perché se il pubblico fosse più vasto avrebbe fatto un altro "errore": quello di darmi importanza rischiando di abbassarsi al confronto con "uno
qualunque" dalla penna però affilata. Che dire, era logico e strategicamente impeccabile. Ero impreparato in effetti ad un attacco diretto con toni simili e la mia
emotività (che lui credo conosca perché è persona che sa studiar bene l'avversario) mi ha consigliato, data la mancanza di lucidità che sentivo salire per un giochino meschino
come quello di lasciarmi entrare per "attaccarmi" davanti ai compagni di merenda, di tacere e successivamente andar via.
La lucidità di abbozzare la cosa sono riuscita a tenerla anche quando, dopo aver detto "buonasera" ai presenti, girato le spalle ed essermi avviato all'uscita, Micucci ha fatto
l'ironico dicendo: "forse non gli è piaciuto quello che è scritto sul volantino!"
Per quanto riguarda il volantino, dato che l'ultima cosa che ho sentito era quella frase che ho citato poco fa, ci tengo a rispondere: No il volantino non mi è piaciuto ed in senso
bipartizan. Non mi sono piaciute le frasi di Maresca che ho letto, perché le trovo antidemocratiche e sufficienti, in un paese con una cultura democratica
vera, a costringere chi le scrive o le pronuncia alle dimissioni. Ma siamo nel paese che elegge il conflitto d'interessi di Berlusconi, che non si accorge neanche che nel
discorso programmatico del premier (imputato per corruzione), per la prima volta nella storia della Repubblica, la fiducia non è stata formalmente chiesta. Quindi,
non mi stupisco di ciò. Me ne rammarico solamente.
Ma non mi è piaciuto neanche leggere un volantino in cui si chiedono ancora dimissioni, veder altra carta sprecata in critica, altre speranze sfumate in opportunismo.
Un volantino valido, anche politicamente, avrebbe scritto in sintesi i punti delle proposte con le quali questo "movimento" intende salvare l'ospedale e rendere efficiente la sanità.
La gente questo dovrebbe riportare a casa: prospettive, soluzioni alternative dopo una manifestazione, non la propaganda del centro-destra.
Quindi è vero: il volantino non mi è piaciuto affatto, ma in tutta onestà, per quanto mi sforzi di continuare a dare possibilità ad uno schieramento che continua a riconoscere dei
Leader con la moralità, l'onestà e la cultura democratica di quelli che si ritrova, capaci di alimentare odio razziale nel paese cavalcando una campagna mediatica di paura pur di
ottenere consensi, e basando tutto sulla critica dell'avversario politico o su leggi spot, non mi aspettavo di meglio.
Prima di concludere, qualche chiarimento per chi legge e certamente riferirà.
Micucci mi ha accusato di aver definito deficiente il consiglio comunale di Rapino regolarmente e legittimamente eletto. Dato che immagino che questa
idiozia per averla detta a me, l'avrà prima detta ad altri, ribadisco che ho solo definito ridicolo il contenuto di quel documento per i motivi che ho espresso
prima. A seguito del mio chiarimento di aggettivo, mi ha detto che il definire anche solo ridicolo quel documento va oltre l'opinione. Una linea di pensiero ben diversa da
quella che aveva tra dicembre e marzo quando attaccavo il piano di riassetto sanitario dalle pagine del "SUO" giornale, utilizzando termini non meno coloriti per definire
personaggi del centro-sinistra. Su questo punto lascio a voi il giudizio se considerare ipocrita questo comportamento o meno.
Io scrivo su questo blog per manifestare il mio pensiero, come da diritto tutelato dalla nostra costituzione. Non faccio "informazione", al più mi limito a
raccogliere informazioni per fare "memoria", perché sempre a mio parere, la memoria dei fatti manca e senza sapere da dove veniamo e dove siamo, non
riusciremo mai a scegliere correttamente dove andare, finendo puntualmente negli stessi errori. Se non vi piace ciò che scrivo, non leggetelo o quantomeno smentitelo, così
che tutti capiscano quanto voi siete giusti e quanto io sia in errore.
Io scrivo dell'ospedale nella speranza che i politici attirati qui dalle critiche come le api dal miele, siano dotati del buon senso di
smetterla di speculare sulla crisi e cercare una soluzione nell'interesse dei cittadini che sia CONCRETA. Una soluzione che non si può esaurire certamente in critiche sterili
nei confronti degli oppositori politici, o dei manager, o in proposte quantomeno utopiche, ma in alternative d'azione reali. Seppur le critiche sono legittime, va ricercata ed
incentrata la "protesta" sul "come" uscire dalla palude del deficit sanitario e delle gravi defezioni dei servizi. Solo così è possibile salvare anche il nostro
ospedale.
Scrivo dell'ospedale nella speranza che qualche operatore dello stesso, passando di qui, possa esprimere il suo parere, la sua realtà, dando ai cittadini un quadro reale senza
intermediari politici che ne utilizzino a proprio vantaggio le dichiarazioni (sforbiciando qua e la dove serve).
Scrivo dell'ospedale perché all'ospedale ci tengo e seppure come molti sono giunto in ritardo su questa questione, ho come pallino la ricerca delle verità a prescindere dalle
bandiere, dagli stemmi o dai vessilli sotto cui si possono nascondere. Ovviamente, essendo la verità sotterrata sotto km di menzogne e strumentalizzazioni da ambo le parti,
scavando, la prima cosa che si riporta alla luce sono proprio queste due cose.
Scrivo dell'ospedale perché sono stanco di veder ogni paura dei cittadini utilizzata per raggranellare voti.
Scrivo dell'ospedale perché tanta brava gente in buona fede, in questo caos si affiderebbe a chiunque pur di avere una speranza, spesso senza neanche conoscere ciò che accade o che è
accaduto nel recente passato. Sfruttare questa mancanza di conoscenza, frutto della politica di entrambi gli schieramenti principali, lo trovo meschino ed
ingiusto.
Scrivo perché non so star zitto, perché forse la vita con me è troppo giusta e quindi sento la necessità di battermi per le ingiustizie subite dagli altri.
Non saranno attacchi e minacce di querela come quelle di qualche mese fa, a firma Antonio Tavani, a piegare questo blog;
Non saranno atteggiamenti come quello di ieri a firma Rocco Micucci a zittire un pensiero come il mio, che libero è e libero rimane e che per quella libertà (diversa da quella del
Popolo delle Libertà (condizionate) di cui ieri e non solo ieri ho avuto esempio), non si preoccupa di dover pagare un prezzo.
Chiudo signori miei come si fa in genere quando si conosce qualcuno che ha già espresso quel che senti ma in modo migliore e più poetico di come lo diresti tu; con una citazione di
Francesco Guccini che da ora in avanti sarà affissa a questo blog come monito per alcuni ed invito per altri:
"...VI INFILERO' LA PENNA BEN DENTRO AL VOSTRO ORGOGLIO
PERCHE' CON QUESTA SPADA, VI UCCIDO QUANDO VOGLIO!"
Ospedale di Guardiagrele: Documento ridicolo.
Da Rapino una serie di richieste ma nessun "COME".
«Deve essere restituito al nostro presidio ospedaliero», si legge nel documento, «la sua funzione di Ospedale del Territorio con i reparti di eccellenza che ha sempre
avuto, tenendo conto, come stabilito dalle leggi, della natura montana del territorio».
Il consiglio chiede che venga mantenuto l'impianto dei servizi sanitari esistenti «e ci sia il loro adeguato potenziamento con personale e attrezzature, nonché l'implementazione delle
unità mediche nei reparti esistenti, che risultano oberati da eccessivo carico di lavoro e di turni di pronta disponibilità».
Inoltre si chiede ancora che venga «garantita la fornitura presso i reparti e ambulatori di moderne attrezzature medicali, necessarie allo svolgimento della più proficua attività
sanitaria, dando la possibilità ai nostri cittadini di godere degli stessi diritti di sopravvivenza degli altri delle zone metropolitane».
Ultima richiesta: le dimissioni dell'attuale manager della Asl di Chieti Maresca «per aver fallito gli obiettivi di risanamento nonostante i sacrifici fatti patire a cittadini e
operatori sanitari, per aver disatteso il Piano sanitario pianificando la chiusura dei reparti di Geriatria e Day Surgery, oggi temporaneamente sospesa, e soprattutto perché
sfiduciato direttamente dai nostri cittadini».
Dall'articolo pubblicato su "PrimaDaNoi.it"
"Papà, dato che non abbiamo i soldi per mangiare il secondo a pranzo, voglio il primo il secondo, il contorno, la frutta ed anche il caffè!"
Io nn so se il documento redatto dal Consiglio Comunale di Rapino si sia limitato a fare richieste di questo genere, ma se così fosse non mi preoccupo affatto di definirlo ridicolo.
Perché se in quello di Guaridagrele alla fine una novità c'era, ovvero un'opposizione ad un provvedimento di Maresca, qui non solo non ci sono novità, ma ce anche un netto
peggioramento del modo in cui si intende gestire (o forse sfruttare) la crisi prima e dopo la campagna elettorale.
Micucci sa bene che non esistono risorse anche solo per completare il personale, e chiede il ripristino dell'ospedale com'era prima più la vocazione specialistica e macchinari
nuovi?
Al commissario viene chiesto questo e vengono chieste le dimissioni di Maresca (quest'ultima una richiesta legittima dati i disservizi), ma nessuna richiesta di agire sul vincolo che
consente alla Asl di Lanciano-Vasto, un tetto di spesa superiore del 30% nel rapporto tra prestazioni e personale rispetto a quello della Asl di Chieti.
Sarebbe un inizio, ma Micucci sa bene che così andrebbe a pestare i piedi al Sindaco di Casoli ed a quello di Fara S.Martino (suoi alleati in questa battaglia politica), perché per
garantire Guardiagrele poi si dovrebbero effettuare tagli ed accorpamenti proprio in quella zona e quindi questa possibilità non la prende in considerazione. Pur di non farsi nemici
nello schieramento, non ventila nemmeno questa possibile azione nel documento.
Restano richieste prive di una qualsiasi ipotesi sul "come" possono essere esaudite.
Per ora ho letto tanti spot e tante critiche, ma si attende ancora, a due anni dall'inizio di una contestazione che dal punto di vista del cittadino è più che legittima, un po' meno
dal punto di vista della politica di centro-destra, quale sarebbe l'alternativa e soprattutto, lo ripeto, il COME realizzarla.
Qualcosaincomune...con l'attuale "vecchia politica".
Sull'ospedale sappiamo, ma non ci conviene dire...per ora.
Mesi fa, in un mio commento notai come la questione dell'ospedale guardiese fosse oggetto, a mio parere di strumentalizzazioni politiche. Il mio trarre queste conclusioni fu dovuto
non ad una mia incapacità di esser al di sopra delle parti, cosa che per altro, in alcuni casi non penso sia un pregio quanto una mancanza di "attributi" e di coraggio nel sostenere
le proprie opinioni, ma all'apparente disinteresse sulla questione che i "difensori" dell'ospedale avevano mostrato in quel periodo, non informando, non tenendo viva la
questione.
Se si esclude "La Destra", che con i suoi manifesti ormai martella incessantemente dall'inizio della crisi l'amministrazione su questo tema, dimostrandosi al contempo molto
"interessata", ma anche povera di altri argomenti politici, sino alla decapitazione della giunta regionale i sindaci della cordata in difesa dell'ospedale hanno sostanzialmente
taciuto.
"Qualcosaincomune", il giornale on-line dell'amministrazione di Rapino che dal novembre 2007 (all'epoca si parlava della spallata al governo Prodi in materia di finanziaria) a marzo
aveva trattato l'argomento in ogni maniera, fornendo dati "differenti" alla popolazione rispetto a quelli dichiarati dalla maggioranza regionale rappresentata da Franco Caramanico sul
nostro territorio, si è chiuso in un silenzio tombale.
Un primo ritardo di pubblicazione, inspiegabile dal momento che tutte le altre rubriche venivano puntualmente aggiornate, del mio ultimo intervento sul tema ospedaliero, in cui
espressi la critica in termini bipartizan, mi convinse, complice anche il periodo elettorale, a prendermi una pausa di riflessione. Durante questa pausa, che poi si è prolungata
sempre di più, ho potuto notare come "Qualcosaincomune" abbia cessato ogni tipo di informazione riguardo le sorti dell'ospedale, ciò che accadeva e le conseguenze per i cittadini
delle nostre zone del caos creato dagli accorpamenti dei reparti e dalla chiusura degli ospedali minori.
Nel dubbio tutto mio, in quanto salvo quel ritardo spiegato con "problemi relativi all'attività di sindaco" di Micucci, e salvo la coincidenza di tempistica tra la scomparsa della mia
rubrica ed il mio screzio con il sindaco di Fara S.Martino Antonio Tavani, su di me non è mai stata applicata alcuna censura, ho deciso di tirarmene fuori, perché io sono uso
esprimere le mie opinioni liberamente, ma non per avvantaggiare qualcuno.
Da allora "Qualcosaincomune" non ha fatto più alcun resoconto sull'ospedale. Ci son state riunioni con i vertici della struttura, consigli comunali sul tema, e la disposizione con cui
Maresca ha reso nota la volontà di chiudere il Day Surgery e la Geriatria, accorpandoli rispettivamente ai reparti di chirurgia di Ortona e di Geriatria di Chieti, è datata 7
luglio.
E' quantomeno singolare che un giornale che da novembre a marzo ha fatto dell'emergenza ospedale il suo ariete, abbia taciuto tutto questo, privilegiando pezzi che sono
fondamentalmente una bacheca di riconoscimenti all'amministrazione (che comunque lavora bene) e di costume.
Si poteva pensare ad una scelta editoriale precisa, date le accuse mosse da alcuni, o insinuate da altri di utilizzare quello strumento a fini propagandistici. Invece, all'ingresso di
un nuovo periodo elettorale, su "Qualcosaincomune" si torna a parlare di ospedale.
Nell'articolo "incontro inconcludente sul tema ospedale" si racconta, grossomodo, ciò che abbiamo raccontato qui. Ma io trovo molto singolare che i due "giornalisti" Rita Rosano e
Rocco Salvatore siano riusciti ad omettere alcune cose che io invece ho sottolineato perché le ritengo di primaria importanza.
Nello scrivere questo articolo infatti non si fa alcun accenno ne alla disposizione di Maresca che ha causato la presa di posizione guardiese, ne ai motivi di quella disposizione. Chi
legge "Qualcosaincomune" non saprà mai che il Manager della Asl vuole accorpare i reparti a causa dei tetti di spesa per il personale blindati tra una Asl e l'altra. Non è stato
spiegato come, alla sorgente di questo ennesimo pastrocchio, vi sia un errore enorme nella redazione del piano di rientro del debito, che non permette lo spostamento di risorse
economiche da una Asl all'altra, causando enormi differenze nel rapporto tra spesa per il personale e prestazioni effettuate tra le varie aziende sanitarie locali del territorio
abruzzese.
In più, forse perché richiamati da più parti all'ordine e perché negarlo sarebbe impossibile, viene diffuso nuovamente il dato riguardo il debito lasciato dal centro-destra di
1.760.000.000 di euro, ma non viene fatto alcun accenno ad esempio a quelle che sono state le "scoperte" che iniziano a spiegare il perché di quel debito. Un esempio su tutti, quello
che ho riportato anch'io, ovvero il rapporto del 300% tra ricoveri e posti letto nella clinica Villa Pini che avveniva sotto il governo di centro-destra, l'aumento delle tariffazioni
per i rimborsi ai privati e via dicendo.
Infine la ciliegina sulla torta: annunciare di essere in possesso di dati nuovi riguardo l'ospedale ma di non volerli diffondere. Infatti, si parla dell'intervento di Micucci e del
suo annuncio della manifestazione prevista ad Ottobre nella quale verranno forniti dati nuovi, e non "le stesse cose di un anno e mezzo fa" come ha fatto Caramanico. Un paradosso se
pensiamo al fatto che quello è un giornale, che quei dati, se il fine è informare il cittadino, potrebbero essere diffusi attraverso di esso e che i due giornalisti, per ottenerli,
non dovrebbero che chiedere al loro "capo" di fornirglieli.
Ma evidentemente e non mi scuso se sembro fazioso in questa circostanza, l'informazione ai cittadini è un qualcosa di subordinato all'effetto shock del diffondere dati durante una
manifestazione. In una mail privata ho consigliato al Sindaco Micucci di uscire dalla redazione e pur mantenendo come supporto economico il comune, renderla indipendente, perché
evidentemente il suo ruolo politico va inevitabilmente a creare un conflitto d'interessi con il giornale. Un conflitto d'interessi che si evince chiaramente nella citata situazione in
cui lui è in possesso di dati che per motivi di opportunità politica, il giornale da lui diretto non divulga.
Quello di utilizzare l'informazione come mezzo di propaganda elettorale non tanto nel dare un certo tipo di notizia, quanto nel non darla o darla quando è politicamente più
vantaggioso è la prassi della attuale "vecchia politica". Un uomo che come Micucci sostiene di voler rompere con essa, criticando confidenzialmente la mancanza di rinnovamento nei
nomi che girano nei corridoi del centro-destra in previsione delle candidature di novembre, non dovrebbe cadere, seppur in buona fede, in una così evidente contraddizione.
L'ardua scelta del "meno peggio"
riflessione sul problema sanitario alla vigilia della "partita" elettorale
La vicenda sanitaria regionale andrebbe sviscerata sulla base di almeno dieci anni di dati, leggi, delibere, clientele, lottizzazioni ecc.. Una cosa che spero, almeno in parte, di
avere l'occasione di fare da qui a breve. Attualmente, sebbene ci siano alcuni piccoli traguardi raggiunti sul fronte della riduzione di spesa, i disservizi causati da questo piano di
rientro sono sotto gli occhi di tutti.
Il debito di partenza 1.760.000.000 di euro iniziali può solo in parte giustificare un'azione confusa, quasi una sorta di "improvvisazione sanitaria", iniziata prima dell'approvazione
del Piano regionale e tutt'ora in essere. Infatti, con disposizioni di accorpamenti come quello che, salvo diversa soluzione della problematica riguardante il tetto di spesa per il
personale, colpirà i reparti di Day Surgery e Geriatria del S.S. Immacolata, è facile intuire che non si può affatto garantire l'effettiva attuazione del Piano Sanitario
stesso.
I disservizi ed il caos in cui versano le strutture pubbliche attualmente mettono in pericolo la salute dei cittadini e li costringono a liste d'attesa infinite, spostamenti da un
ospedale all'altro, file di ore persino per trattamenti come la chemioterapia o trasferte di centiania di chilometri. Chi ne ha la possibilità (e chi non ne ha cerca sempre più spesso
di crearsela) va a pagamento dal privato senza neanche passare più dal pubblico. Lo stesso sistema delle emergenze e nella confusione più totale, incapace di rispondere prontamente
alle necessità dei casi più urgenti se non smistandoli altrove, perché con gli ospedali "specializzati", spesso mancano gli strumenti persino per una corretta diagnosi.
Di conseguenza seppur oggi la Regione Abruzzo, almeno dal punto di vista legislativo, ha fatto passi avanti, è ora che il centro-sinistra si arrenda all'evidenza dei fatti.
E' comprensibile che l'ex assessore regionale Franco Caramanico difenda la bontà delle intenzioni, quantomeno delle sue, che in buona fede va concessa. Ma oggettivamente, paragonando
danni e benefici, almeno sul piano della qualità dell'assistenza sanitaria che viene messa come priorità, nero su bianco, proprio nel Piano Sanitario regionale, il bilancio è
disastroso.
Di contro il centro-destra può mostrare la faccia solo grazie al più grande difetto che hanno gli Italiani e quindi anche gli Abruzzesi: la memoria corta.
Oltre al fatto che, nel contesto globale irrisorio ma per noi importantissimo alla luce delle polemiche che da un anno si fanno sul ruolo di "difensore" dell'ospedale, il governo Pace
avrebbe chiuso i piccoli ospedali e quindi Guardiagrele, la giunta regionale di centro-destra ha regalato alle cliniche private una quantità di denaro incredibile.
Basti pensare che Villa Pini prendeva rimborsi che nel rapporto tra ricoveri e posti letto era del 300%. Traducendo questa percentuale, su ogni letto disponibile della clinica erano
contemporaneamente ricoverati tre pazienti. Per non parlare poi delle tariffazioni sui rimborsi, sempre al rialzo, nonostante il progressivo ed esponenziale aggravamento del
debito.
Lo stesso Angelini esprime il concetto, davanti ai giudici, che mentre con il precedente governo era costretto a pagare ma ne otteneva benefici, con questo pagava senza ottenere nulla
in cambio.
Se andiamo dunque a cercare le responsabilità riguardo questi fatti, dichiarazioni di Angelini a parte, i fatti dicono che il centro-destra ha favorito i privati, ignorando
l'aumentare del debito e non ha compiuto alcuna azione per sanare le falle del sistema pubblico, sia in termini di efficienza che in termini di spesa. Infatti, non volendo
toccare i privati si è accorto che chiudere come s'era pensato i piccoli ospedali avrebbe generato una sommossa popolare che avrebbe cancellato definitivamente il centro-destra dalla
scena politica abruzzese. Per non perdere voti e favori, non ha fatto nulla, lasciando al governo seguente la patata bollente.
Il centro-sinistra ha dimostrato, a fronte di una problematica complessa, una incapacità sostanziale di tradurre in fatti le intenzioni che proclama e che in buona fede si potrebbero
anche concedere; ma i conti sono pressoché invariati a fronte di un disastroso peggioramento dei servizi che mette a repentaglio la sicurezza e la salute dei cittadini.
In più le accuse di Angelini al vaglio della magistratura disegnano lo scenario di un sistema malato di rapporto tra pubblico e privato datato e che coinvolge entrambi. Seppure il
processo dovesse assolvere Del Turco e gli altri indagati proclamandone l'innocienza, difficilmente tutto può essere archiviato come l'esternazione di un pazzo deciso a distruggere se
stesso ed un'intera regione per un capriccio.
Con l'ombra della disonestà su entrambi gli schieramenti, per non usare il termine criminalità che in Italia è legittimo solo dopo il terzo grado di giudizio, i cittadini abruzzesi ed
i guardiesi nel nostro caso, si troveranno a novembre un'ardua scelta da compiere.
Scegliere un centro-destra asservito almeno nei numeri del suo ultimo governo regionale agli interessi privati, per favorire i quali non ha esitato a portare la regione sull'orlo di
un baratro profondo 1.760.000.000 di euro O scegliere un centro-sinistra evidentemente incapace di venire a capo della crisi, aggravatasi, in termini di servizi e sicurezza della
salute per i cittadini dal 2005 ad oggi.
La solita scelta "del meno peggio" è veramente difficile questa volta. Quello che è certo è che il prossimo governo avrà il vantaggio di un doppio alibi, per la parcondicio uno di
matrice centro-destra ed uno di matrice centro-sinistra, ma l'onere di trovare una soluzione senza la quale il destino dell'intera regione è segnato.
La notizia è che non ci sono notizie.
resoconto sull'incontro sull'ospedale di Guardiagrele del 12 settembre
Chi si aspettava novità concrete dall'incontro organizzato dal gruppo consiliare regionale "L'Unione" presso l'Auditorium di Guardiagrele è stato nuovamente tradito.
Di fatto, in più di due ore di discorsi, con dibattito finale, reali novità riguardo il dispositivo con il quale il Manager Maresca prevede la chiusura dei reparti di Day Surgery e di
Geriatria presso il S.S. Immacolata, non sono state presentate.
Infatti le problematiche alla base del provvedimento datato 7 lugio restano tutt'ora in essere. Il Manager della Asl, nel dover rispettare obbligatoriamente dei parametri di spesa per
il personale previsti nel piano di rientro, si trova nelle condizioni di non poter effettuare le necessarie assunzioni per garantire il corretto funzionamento dei reparti e l'unica
soluzione è quella di accorpare i reparti. L'unica cosa nuova che si sa è dunque la motivazione che in qualche modo dipinge un Maresca con "le mani legate". Pare infatti che nel
realizzare il piano di rientro del debito sanitario, a nessuno è venuto in mente di apporre una clausola con la quale, a fronte di un tetto di spesa globale immutato, si potessero
spostare risorse da una Asl all'altra. Un particolare non di poco conto, se pensiamo che c'è un forte dislivello di risorse rapportate alle prestazioni, tra le diverse Asl
abruzzesi.
La presa di posizione da parte dell'amministrazione Guardiese, per la prima volta contraria ad una disposizione di Maresca, è dovuta al venir meno, se tale disposizione divenisse
esecutiva, della vocazione specialistica del S.S. Immacolata prevista dal Piano Sanitario. L'ospedale Guardiese, nel piano pensato come un polo di medicina con particolare attenzione
alla fascia anziana del territorio, perderebbe una fetta importante di questa sua attitudine, sinora d'altronde ancora potenziale e non effettiva.
Per il S.S. Immacolata in sintesi la notizia è che non ci sono nuove notizie.
Ad esclusione di questi passaggi infatti, Franco Caramanico ha incentrato, seppur con qualche altro riferimento al presidio guardiese, il resto del suo discorso sui risultati
dell'azione di governo regionale di centro-sinistra. Ha difeso con i denti l'operato della sua giunta, soprattutto riguardo le azioni che hanno portato ad un consistente taglio della
spesa sanitaria per le cliniche private.
Un punto questo sottolineato anche in relazione alle recenti vicende giudiziarie. <<Secondo Angelini noi siamo dei criminali politici, ma perché a queste regole lui non ce la
faceva più!>>. Dunque, seppur in maniera indiretta, Caramanico ha cercato di portare alla luce il paradosso costituito dall'identificare come favoreggiatrice di un privato, una
giunta che di fatto l'ha costretto a denunciare tutto proprio perché non veniva più favorito. <<Se ci sono singoli colpevoli, si faranno tutta la galera che vogliamo. Ma questa
giunta non ha favorito i privati e questo lo dirò in tutte le piazze in cui andrò durante la campagna elettorale>>.
Le critiche nei vari interventi in chiusura che hanno dipinto con semplici esempi la situazione odierna del S.S. Immacolata sono state molteplici. Partendo da esempi assurdi per le
prestazioni più basilari, sino a malfunzionamenti riguardo la gestione del primario di Medicina ed alle assenze del quasi pensionato primario di Geriatria.
Per Rocco Micucci, intervenuto su invito del consiglio comunale guardiese e principale oppositore politico del piano di riordino che ha colpito il S.S. Immacolata, l'incontro è stato
deludente in quanto non è venuta fuori alcuna novità ne nei dati, ne nell'azione dell'amministrazione guardiese. In chiusura del suo intervento Micucci ha annunciato una
manifestazione prevista per ottobre in cui, assieme ai sindaci che lo hanno sostenuto e probabilmente alle forze politiche di cui fanno parte, verranno presentate non solo critiche ma
anche le proposte per cambiare la sorte del presidio ospedaliero guardiese, a suo parere sempre più vicina all'essere segnata.
Appena sarà possibile proporremo su questo blog le immagini relative all'incontro di cui vi ho parlato.
Arresti di Prima Classe.
da "un'ora d'aria" di Marco Travaglio.
Poniamo che arrestino un tizio, uno sconosciuto che non è Vip e non ha amici Vip, con l’accusa di aver rubato 6 milioni di euro alla collettività rapinando una banca o rubando nelle
ville. E che poi lo scarcerino dopo 28 giorni. Giornali e tg sarebbero pieni di commenti indignati di politici e opinionisti contro l’ennesima “scarcerazione facile”. “Rubò 6 milioni,
già a casa”. “La polizia li mette dentro, i giudici li mettono fuori”. “Alfano, ispettori contro le toghe buoniste”. “Pdl e Pd uniti: tolleranza zero contro ladri e rapinatori”.
Difficilmente a qualcuno verrebbe in mente che il tizio è solo un sospetto rapinatore e che in Italia vige la presunzione di non colpevolezza.
Poniamo invece che il tizio accusato di aver sottratto 6 milioni al prossimo sia un politico sospettato di mazzette sulla sanità. Più precisamente un governatore, magari dell’Abruzzo.
Ieri ha ottenuto i domiciliari dopo 28 giorni di carcere per cessato pericolo di inquinamento probatorio (ma non di reiterazione del reato). A nessuno è venuto in mente di gridare
alla scarcerazione facile, di protestare perché è uscito dopo “appena 28 giorni”. Anzi, qui “facili” erano le manette. Quei 28 giorni sono parsi eccessivi a chiunque si sia espresso
sul caso. Parve eccessivo anche il primo giorno di custodia, tant’è che un minuto dopo lo scattare delle manette era già tutto un coro: “Era proprio necessario arrestarlo?”. Eppure,
per la Costituzione e la legge, tra il tizio e Del Turco non c’è alcuna differenza: entrambi sono sospettati di aver derubato la cittadinanza della stessa somma, entrambi devono
restare in cella per un po’ onde evitare che concordino versioni di comodo con testimoni e coindagati. Possibile, allora, che politici e media li trattino in modi così diversi, anzi
opposti? L’unica spiegazione è il razzismo sociale che è venuto montando in Italia, creando una Costituzione materiale che ritiene intoccabili “a prescindere” i membri della Casta, in
barba al principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.
Se il tizio accusato di aver rubato 6 milioni avesse ricevuto in carcere decine di visite di parlamentari e membri (o ex) del governo, di destra e di sinistra, alcuni dei quali latori
di pizzini inviati da altri politici, compreso il premier, tutti graniticamente convinti della sua innocenza (e della colpevolezza dei giudici), la notizia avrebbe destato enorme
scalpore. Tutti si sarebbero domandati a che titolo tanti politici (ammesso e non concesso che li avessero fatti entrare) solidarizzassero in cella con un signore sospettato di reati
tanto gravi e cos’avessero da spartire con uno così. Invece il pellegrinaggio di amici e colleghi nella cella di Del Turco (ufficialmente “in isolamento”!) è passata come una normale,
quasi doverosa testimonianza di solidarietà all’illustre recluso. Anzi, è bastato che Veltroni manifestasse la sua fiducia nella magistratura, evitando di emettere sentenze che non
gli competono, per esser bollato di “ipocrisia” e “antisocialismo”.
Ieri, sul Corriere, Pigi Battista ha fornito un catalogo completo del razzismo sociale applicato alla giustizia, in un memorabile commento dal titolo “E se Del Turco fosse
innocente?”. Il prode Pigi lacrima perché Del Turco fu “prelevato dalla sua casa all’alba, come il peggiore dei malfattori”. Frase rivelatrice quant’altre mai del doppiopesismo
classista di cui sopra: se non ne ricorrono i presupposti di legge, non si arresta né all’alba né al tramonto, né prima né dopo i pasti; ma, se i presupposti ci sono, allora l’orario
e le modalità dell’arresto sono del tutto secondari rispetto ai fatti che l’hanno originato. Invece, per tutti i Battista d’Italia, i “signori” - se proprio si vuole arrestarli -
meritano le manette di prima classe, quelle di velluto, possibilmente precedute da una telefonata di cortesia. Infatti Pigi chiede addirittura un risarcimento per Del Turco,
scarcerato - a suo dire - “con 48 ore di ritardo causa introvabilità del gip”, rientrato ieri dalle ferie per esaminare l’ok dato sabato dalla Procura ai domiciliari. In realtà non
c’è stato alcun ritardo, visto che il gip aveva 5 giorni di tempo per rispondere ai pm e ne ha impiegati solo 2.
Seguono le solite giaculatorie sulla “presunzione di innocenza”, che non c’entra nulla: la custodia cautelare riguarda sempre i “presunti non colpevoli”, altrimenti non sarebbe
cautelare, ma definitiva. In carcere ci sono 30 mila persone nelle condizioni di Del Turco, ma naturalmente Battista si muove solo per Del Turco. E lo paragona addirittura a Enzo
Tortora sol perché non s’è ancora scoperto “dove sono andati a finire i proventi” delle presunte mazzette. Ci sarebbe pure la possibilità, sostenuta dai pm, che i soldi siano finiti
in alcuni immobili e/o in qualche conto cifrato nei paradisi fiscali. Ma lo Sherlock Holmes di Via Solferino non sente ragioni: se uno - puta caso - nasconde bene la refurtiva, vuol
dire che è innocente. Attendiamo con ansia un editoriale dal titolo rovesciato: “E se Del Turco fosse colpevole?”. Cioè se fosse come Craxi, come Contrada, come Mambro e Fioravanti,
per citare solo alcuni dei condannati definitivi che Battista e il Corriere continuano a trattare da innocenti. Come pure i 18 pregiudicati, da Dell’Utri in giù, che popolano il
Parlamento. Ecco: se Del Turco fosse colpevole, sarebbe innocente lo stesso.
Ospedale di Guardiagrele
"si, ma chi produce gli sprechi?", Orlando tacque
Danilo mi ha inviato una mail con una serie di articoli su "il Centro" che ritengo sia opportuno pubblicare (li potete scaricare cliccando sul file a fondo pagina), perché penso sia importante che ognuno legga e abbia mezzi per giungere alle sue conclusioni sull'operato di rifondazione e di Orlando durante questo riassetto sanitario.
Io ho letto i pezzi e le dichiarazioni. E' vero, Orlando è stato spesso critico verso questo piano, ma la sensazione è che rifondazione abbia preferito salvaguardare l'alleanza piuttosto che dar vera forza a queste tesi. Tant'è che nel confronto ormai "elettorale" del Garden sulla questione del piano sanitario, Orlando, di tutto ciò che ha dichiarato in passato non ha fatto menzione, ne ha accennato ad una critica vera e propria del piano stesso.
Quello che ho potuto notare io di positivo, cosa che ho anche sottolineato in uno dei primi pezzi di questo blog ralativo alle indagini che all'epoca vedevano indagato, tra gli altri anche Franco Caramanico, è che almeno su un punto rifondazione non ha mai mollato la presa. Un punto cruciale che poi è al centro delle accuse che hanno decapitato la giunta Del Turco, ovvero i rapporti tra sanità pubblica e privata ed i costi mostruosi, in termini di rimborsi e ricoveri inutili che le cliniche private convenzionate comportavano per il bilancio sanitario regionale.
Vero anche però, sempre facendo riferimento a quella serata del Garden, che quando un cittadino Guardiese, candidamente si alzò in piedi e chiese: "si, ma chi produce gli sprechi?", Orlando tacque.
Orlando non rispose che secondo lui, molti sprechi erano dovuti ad una sospetta gestione dei rimborsi ai privati e che per salvaguardare quelli con delibere e disposizioni, da anni si faceva danno al pubblico. Ed in più rifondazione ha taciuto il fatto più grave di tutti: il piano sanitario è stato approvato solo a marzo di quest'anno (se nn erro il mese), ma i tagli e gli accorpamenti sono avvenuti prima della sua approvazione. Un qualcosa che va contro ogni logica (in genere prima si pianifica e poi si agisce e non al contrario) ed è a mio avviso anche poco regolare, dal momento che i provvedimenti del piano non potevano esser messi in essere prima di esso. Si è agito in maniera, se non illegale, di certo affatto democratica e poco regolare, eliminando non solo il confronto politico vero, ma non offrendo reali possibilità all'utenza e/o a chi a quei provvedimenti si opponeva, di avere una possibilità di elaborare ed offrire magari un'alternativa. Questo rifondazione, almeno da quello che leggo o che ho sentito in prima persona, non l'ha denunciato.
Ad ogni modo, vorrei, più che star qui a parlare di chi ha taciuto, cercando di trovare responsabilità, che non sono certo identificabili in una o più forze politiche isolate, che la
gente debba esser informata su ciò che avviene. Credo si aspetti che qualcuno inizi a studiare un'alternativa a questo disastro. Anzi, penso che la gente voglia esser chiamata in
causa per tutte le decisioni future in questo ambito.
Il fatto che il centrodestra ora taccia su Guardiagrele è indicativo, a mio modo di vedere, che la difesa dell'ospedale fosse solo strumentale. Probabilmente sarà una giunta Pdl a
guidare la regione per i prossimi 5 anni, con un rimpasto (o con marionette posizionate qua e la) che riproporrà ad occhio e croce lo stesso "esecutivo" che creò il buco da
1.760.000.000 di euro.
Anch'io, come tanti altri siamo ansiosi di vedere come farà questa nuova giunta a tutelare ospedali per cui, durante il suo precedente governo, aveva già emesso una sentenza di morte e di cui, in questi due anni, si è innalzata a paladina.
Ospedale terminale
i "medici" si dicono ottimisti, ma il quadro clinico è tutt'altro che positivo!
Ospedale moribondo il nostro, con reparti e servizi sempre più esigui, personale all'osso. A breve si riapriranno i dibattiti, ma se nemmeno il "prode Damiano" decide di turbare le masse durante le vacanze (vacanze sacre quanto il santo, Donato per la precisione, usato da testimonial per propagandare La Destra) evidentemente non si comprende la gravità di ciò che accade.
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Il (Del) Turco cagionevole.
il teatrino delle "condizioni di salute" va in scena puntuale
Incredibile come siano cagionevoli di salute politici, industriali e grandi imprenditori non appena si trovano con le manette ai polsi. In genere non si fa a tempo a metterli dentro che subito si manifestano problemi di salute, si parla di aggravamento delle condizioni fisiche e psichiche. Nel caso di Ottaviano Del Turco poi si dice esplicitamente che sarebbero le ripercussioni psicologiche della detenzione a mettere a rischio la sua salute.
Si finisce dunque nel ridicolo. Di fatto il carcere non è un albergo a cinque stelle in cui andare a passare una villeggiatura. Il carcere è un luogo di detenzione, che dovrebbe si riabilitare il cittadino, ma di certo non offrendogli una vita agiata. Scrivere boiate simili sui giornali, tese ad impietosire l'opinione pubblica ed a giustificare eventualmente un'istanza di scarcerazione, a mio avviso non può che far male all'immagine già compromessa di un uomo che seppure non dovesse risultare colpevole per ogni capo di accusa, è evidentemente invischiato in un qualcosa che ha portato alla devastazione della sanità pubblica abruzzese.
I giornali dovrebbero dar spazio zero a queste "dichiarazioni" perché sono l'ennesima dimostrazione di come non solo la giustizia, ma anche la comunicazione non è uguale per tutti. Oppure dovrebbero sentire medici e legali di qualsiasi detenuto delle nostre carceri. Scoprirebbero che tutti, all'interno di un carcere, si trovano in condizioni di disagio fisico e psichico, probabilmente anche peggiori di quelle dell'ex Presidente. Perché si può chieder pietà per Del Turco e non per tutti gli altri?
Del Turco affronti da uomo ciò che gli sta accadendo, si difenda con i denti e se la possiede, mantenga un po' di dignità. Per la dottoressa che l'ha in cura e che ha fatto le dichiarazioni riguardo lo stato di salute dell'ex presidente, ho un consiglio: Se in carcere non fanno entrare libri con copertine rigide e l'arte aiuterebbe il suo paziente, invece che aprire la pista ad un'istanza di scarcerazione per motivi di salute, si informi su una tecnologia a basso costo e facilmente reperibile che potrebbe risolvere il problema: Le fotocopie.
QUIT: questionari utili (per imbottire di farmaci) tutti!
l'allarme Ritalin giunge in Italia
Cosa sono i Quit? I QUIT sono questionari che servirebbero, in linea teorica per la diagnosi precoce dell'Adhd (Sindrome da deficit di attenzione ed iperattività), ovvero una controversa patolgia mentale che ritarderebbe lo sviluppo e l'apprendimento dei bambini.
Questi test servono, ufficialmente, per indagare il temperamento dei bambini in età prescolare e scolare (nidi e primarie).
Di fatto sono invece una porta per l'introduzione all'uso di trattamenti a base di psicofarmaci sui bambini troppo vivaci o distratti.
Vi invito a leggere questo pezzo, che nel dettaglio spiega meglio la vicenda ma nel complesso l'allarme è che questi test sono semplicemente dei sistemi per "scovera malati nei soggetti sani".
Questo a quale pro? Al solito, nel sistema di mercato bisogna sempre cercare chi ci guadagna. Chi ci guadagna sono le industrie farmaceutiche che producono gli psicofarmaci che servono alla "cura" di questi disturbi. Un fenomeno che fu trattato all'interno di un'inchiesta di Paolo Bernard mostrata da Report che trattava di informatori scientifici (quelli che illustrano i farmaci ai dottori) che per ottenere prescrizioni fanno (quasi tutti secondo l'inchiesta) omaggi e regali ai medici, del peso della politica delle multinazionali del farmaco sulle epidemie dilaganti del terzo mondo ed in ultimo sull'uso di psicofarmaci (a quei tempi illegali) per curare i bambini.
Il business, non guarda in faccia a nessuno. Ciò che poi fa venire la pelle d'oca è che per bimbi a cui vengono diagnosticati tali disturbi la cura è uno psicofarmaco che in Italia, sino a qualche anno fa era illegale ed inserito nella tabella A delle sostanze stupefacenti insieme ad Eroina, Cocaina ed altre: il Ritalin.
Il Ritalin è una sorta di Anfetamina sintetizzata che renderebbe i bambini mansueti docili ed attenti. In pratica il sogno di ogni maestra professoressa o madre
esasperata di questo pianeta.
Il problema è che essendo una droga di classe A provoca danni gravi al bambino.
In America, associazioni di genitori, psicologi infantili, di medici di famiglia, giornalisti, combattono da anni contro questa terapia. Ma per ora la forza delle multinazionali farmaceutiche che possono contare su un bell'esercito di "Luminari" a libro paga hanno la meglio.
Drogare i nostri bambini non è una terapia. E' solamente il modo più semplice di creare nuovi tossici, mansueti e facilmente addestrabili. Il cittadino perfetto.
Io ho fatto un apposito questionario per stabilire il deficit...il risultato dice che: "è consigliabile consultare un esperto perché c'è alta probabilità che io ne sia affetto".
Vi lascio alle vostra amare considerazioni e soprattutto vi prego di fare molta attenzione qualora docenti o altri, vi suggeriscano di contattare psicologi. Se questi ultimi vi diranno che la soluzione è una terapia farmacologica per "aiutare" i vostri figli, ditegli che vostro figlio forse non sarà uno scienziato da grande, ma è vostro obbiettivo primario permettergli di rimanere un essere umano libero e sano.
I numeri dell'Abruzzo:
1.384, il numero di minori ai quali attualmente vengono già somministrati psicofarmaci (tutte le patologie) in ABRUZZO per tentare di risolvere i loro disagi
(fonte: Istituto Mario Negri)
3.517, il numero di minori che soffrirebbero di iperattività e deficit di attenzione in ABRUZZO, potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci
(fonte: Ministero per la Salute, Progetto "Prisma")
16.000, il numero di minori che soffrirebbero di disagi o turbe mentali (tutte le patologie) in ABRUZZO, potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci
(fonte: Ministero per la Salute, Progetto "Prisma")
4, il numero di Centri Regionali per la somministrazione di psicofarmaci stimolanti ai bambini che stanno venendo attivati in ABRUZZO
(fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero per la Salute)
http://www.giulemanidaibambini.org/
In ultimo ricordatevi che non esiste nessuna prova scientifica certa del fatto che gli psicofarmaci guariscano i disturbi che si presume debbano curare e che da quando sono stati introdotti, il numero di patologie mentali è costantemente (casualmente?) aumentato.
Ospedale di Guardiagrele e crisi sanitaria.
Il silenzio è il danno peggiore.
La Destra affige manifesti con richieste di dimissioni del Sindaco ormai da un anno buono. Denuncia una situazione al limite che preoccupa la popolazione e sta polverizzando la fiducia (già molto compromessa in quest'ultimo anno) nell'amministrazione comunale, regionale e nella politica in generale. Sui fini politici ognuno può dire la sua, ma di fatto almeno ha il merito di rompere il silenzio.
Ad oggi, nonostante gli allarmi sulla chiusura per ferie dei reparti "d'eccellenza" rimasti, sul ridimensionamento del laboratorio analisi accorpato al prontosoccorso, e su tutta una situazione che sta letteralmente collassando, l'amministrazione tace.
La preoccupazione poi in questi giorni aumenta a fronte degli esiti dell'incotro del governo regionale con quello nazionale per cercare di evitare un nuovo aumento delle imposte regionali sulle imprese (già al collasso) necessario, se non vi saranno interventi dall'alto, a tamponare la crescita del debito sanitario che continua ad aumentare nonostante che il piano di riassetto (approvato solo in marzo se non erro) sia in effetti già in azione da un'anno almeno.
L'opposizione di centro-destra non si comprende bene in questa situazione, come spesso è accaduto durante tutto l'arco di questa crisi. Il "presidente emerito" Pace, dice di aver parlato direttamente con il ministero ammettendo che il debito è suo, per aiutare l'Abruzzo nelle trattative. Ma pare lontano, il centro-destra, dal voler trovare un accordo con l'attuale maggioranza in Regione, rivendicando una volontà al dialogo tardiva da parte della giunta Del Turco.
Il silenzio va rotto e la questione va discussa al più presto, anche perché, a quasi un anno di distanza dalle promesse del 14 Luglio, il depliant che avrebbe illustrato nel dettaglio i provvedimenti del riassetto sanitario riguardanti il nostro presidio ospedaliero non si è mai visto.
Le sorti dell'ospedale hanno già diviso questa comunità. Le non "alternative" al piano, de La Destra e del Centro-Destra, oltre il silenzio di quest'ultimo dopo la campagna elettorale, oggi rendono il cittadino sfiduciato su entrambi i fronti. Nessuna forza politica parla alla cittadinanza in termini di fatti, prospettive concrete, errori e proposte, con senso di responsabilità ed autocritica.
Le critiche al piano di riassetto, al come è stato prima attuato e poi approvato (modalità al quanto discutibili sia sul piano formale e politico che su quello democratico), ai suoi criteri, alle informazioni incomplete, al fatto che trovata la situazione tragica si sarebbe dovuto lavorare in totale trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini invece che nell'ombra, sono legittime.
Di fatto alla luce di ciò che accade, la nostra salute è precarizzata, affidata alla speranza di non aver bisogno di un sistema sanitario attualmente allo sbando, nella confusione, dove a Chieti si lavora con 1/3 del personale necessario, e vi sono brande che stazionano nei corridoi, file assurde agli sportelli, e disagi enormi anche per i malati di patologie gravi quali il cancro, mentre la struttura Guardiese rimane come una cattedrale nel deserto, la cui vocazione specialistica appare più teorica che pratica.
I benefici sul bilancio del piano di rientro, stando a ciò che si evince dalle dichiarazioni della maggioranza, hanno tempi lunghi ed in parte sono ancora da verificare. Nel frattempo la corsa del debito non si è arrestata, sfondando ampiamente quota 2 mld di Euro ed i disservizi si moltiplicano insieme ai disagi.
In questo momento tragico dell'Abruzzo, è fondamentale compito di tutti i partiti rinunciare ad ogni strategia o interesse di bottega e compattarsi per trovare una soluzione assolutamente necessaria ai cittadini d'ogni colore e bandiera. E dato che questo sul fronte del Consiglio Regionale, stando a quando emerso dall'ultimo confronto sul tema al Garden, accadeva in tempi in cui c'era spazio per produrre invece un'alternativa, sarebbe il caso, vista la necessità (almeno momentaneamente), di tornare a quel clima soprattutto nella comunicazione ai cittadini, magari iniziando a parlar loro direttamente e non solo a mezzo stampa.
Le speculazioni sulle responsabilità del disastro avranno tempo per essere attuate nelle prossime campagne elettorali per entrambi gli schieramenti. Infatti se il
centro-sinistra ha "gestito male" la crisi, dando una mazzata impressionante ai territori interni e più svantaggiati, un piano di riassetto sanitario alternativo di
centro-destra non è mai stato presentato ne durante il suo governo ne durante questo periodo all'opposizione e che il centro-destra ha la responsabilità politica
dell'ammotare di 1,7 Mld del buco della santità abruzzese, come da stessa ammissione di Pace.
Quindi ce ne sarà per tutti.
Ciò che conta ora però è prendersi cura delle comunità, dei cittadini che non hanno più servizi o che faticano ad averne, dialogando con loro. Non si costringa il cittadino a prendere il forcone ed allestire la gogna. Il Senatore Legnini criticò questo atteggiamento dei guardiesi. Ai politici tutti vorrei ricordare che in genere, quando si allestisce la gogna è perché la gente rivendica proprio questo: vera democrazia.
La democrazia non vive di silenzi, accordi segreti (seppur in buona fede), ne di mezze verità. La democrazia vive di partecipazione e chi amministra ha il dovere morale, nonché politico, di confrontarsi con i cittadini prima che essi insorgano. Altrimenti sarebbe come in quei film, dove il cattivo, dopo averle prese, mentre si appresta a subire il colpo di grazia, dice: "Parliamone".
Il mio invito è a trattare l'argomento al più presto in una logica di confronto. Le forze di opposizione smettano di chiedere dimissioni, perché ora non servono dimissioni (specie al Sindaco che è l'ultima ruota del carro): al limite se ne parlerà a disastro scongiurato. Solo unita una comunità può affrontare questo dramma e magari avere mezza speranza di giungere ad una soluzione positiva.
La battaglia per l'ospedale di Guardiagrele, così come l'abbiamo avuto sino ad un anno fa, per i pochi che l'hanno combattuta, è persa . Ora si apre una battaglia più grande: la lotta della nostra comunità per limitare al massimo i danni e sopravvivere alla catastrofe.
Penso che ogni atteggiamento speculativo e propagandistico in questo senso è un danno all'interesse e della salute dei cittadini, nonchè un atto irresponsabile quanto il silenzo. Spero che questa riflessione tocchi anche chi, nell'arco di tutta questa vicenda, è stato anche a caccia di consensi, seppur (mi esprimo in buona fede) alimentato da vera passione politica e dalla stessa rabbia condivisa per ciò che ci troviamo a vivere.
Inceneritori che uccidono.
Allarme dalla Francia: Provato da 435 studi il legame tra inceneritori, cancri e malformazioni.
Fino ad ora nessun giornale aveva mai pubblicato studi scentifici che provassero il danno alla salute degli Inceneritori (ribattezzati solo in italia "termovalorizzatori" in quanto questo termine fa sparire la parola "cenere" quindi rifiuti che volano liberi nell'aria). Lo ha fatto il Venerdì di Repubblica, con un articoletto minuto che però da la sintesi giusta e crea una breccia (seppur la notizia è messa in un angoletto) nella campagna di disinformazione che c'è in Italia attraverso i media.
435 ricerce svolte in Francia hanno dimostrato un aumento di casi di cancro e malformazioni neonatali nei pressi degli inceneritori con percentuali che vanno dal 6 al 23%.
La notizia di una notizia pubblicata è stata diffusa dal Blog di Beppe Grillo, che seppure resta per me un blog i cui fini ultimi sono molto dubbi, rimane in Italia un catalizzatore di informazione indipendente e questa sua funzione rimane indiscutibile.
Oggi gli inceneritori sono "la soluzione" che tutti (o quasi) i politici, da centro-destra come da centro-sinistra vedono al problema rifiuti. Questo perchè l'alternativa sarebbe quella di metter mano alle filiere produttive ed alla grande distribuzione, nonchè alle abitudini del consumatore, riguardo l'abbandono delle confezioni e riguardo la raccolta differenziata "porta a porta" obbligatoria.
L'obiezione più frequente è che queste teorie, seppur si volessero adottare, comporterebbero tempistiche che ora non abbiamo più. Ma la realtà è che il cittadino, se informato sulle conseguenze di queste scelte, sarebbe per primo a premere e magari anche a fare sacrifici per accellerarne almeno la parte del riciclo e del riutilizzo dei contenitori.
Se si spaventa il cittadino dove serve, ovvero che queste soluzioni quali i temovalorizzatori, sono un pericolo sempre più certificato per la salute ed il futuro delle nuove generazioni, così come viene fatto con il "clandestino" che in due anni di bombardamento mediatico è divenuto il problema numero uno anche per chi non ne ha mai visto uno in vita sua, si creerebbero ronde ecologiche e non ronde di soggetti dal bastone facile.
Il problema nel nostro paese resta l'informazione e la formazione all'informazione libera. il conflitto d'interesse tra potere (assolutamente non solo di Berlusconi e del centro-destra, che seppure ne rappresenta l'emblema non si esaurisce in quella realtà) e mezzi di comunicazione è ciò che ci rende incapaci di esprimere una volontà popolare e democratica cosciente.
La costituzione dice chiaramente che il cittadino ha diritto all'informazione. Una notizia così dovrebbe essere in prima pagina affianco al discorso relativo al disastro della Campania, perchè il cittadino deve sapere che le soluzioni che sia Pdl che Pd danno al problema rifiuti sono soluzioni dannose per il cittadino, dando anche una giusta prospettiva sulle proteste. Il cittadino che sa, non cambia partito...cambia il partito su questo fronte. Questa dovrebbe essere la dinamica della democrazia rappresentativa, che noi oggi non abbiamo, sostituita da un'oligarchia politico-economica che dei diritti si interessa solo a fronte di interessi propri.
Wi-fi e scorie radioattive protette da segreto di Stato
I pericoli che l'Italia ignora
Partiamo dal wi-fi. Io mi sono sempre chiesto come mai si dica tanto che le onde elettromagnetiche dei cellulari fanno male, mentre invece non si dica nulla sugli apparecchi wireless e soprattutto sulle connessioni wi-fi.
Un motivo (per ora) sembra non esserci. Infatti seppure non vi è ancora una risposta certa riguardo al rapporto tra i danni alla salute (soprattutto dei bambini) e le antenne dei ripetitori e dei cellulari, sempre più scenziati avvalorano queste tesi.
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Riassetto Sanitario.
il film già visto sulle verità dell'ospedale di Guardiagrele
Finalmente dopo due settimane abbondanti, il mio articolo sul confronto tra maggioranza ed opposizione al Cinema Teatro Garden di Guardiagrele è stato pubblicato sul giornale On line di Rapino.
Iniziavo a temere che la mia opinione, critica su entrambi gli schieramenti avesse indotto la redazione a bloccarlo, dato il clima da campagna elettorale. Ma per fortuna, seppure il mio pezzo non trovava completamente d'accordo il Sindaco (il giornale di Rapino è gestito dall'amministrazione) quest'ultimo si è dimostrato persona di parola ed ha rispettato il suo impegno a lasciarmi massima libertà.
Questo è il Link dell'articolo: www.qualcosaincomune.it/rubrica_visualizza.asp
Il piano di riassetto sanitario è stato per le zone interne una vera e propria catastrofe. A breve scriverò altro, dato che le dichiarazioni su questo piano (messo in atto prima della sua approvazione in consiglio regionale avvenuta solo qualche giorno fa), lette sul messaggero di ieri mi lasciano a dir poco sconcertato.
Giunta indagata
...e meno male che non favorivano i privati.

E' di ieri la notizia dell'inchiesta aperta dalla procura di Pescara su una transazione irregolare di 14 milioni di euro alla clinica Villa Pini di Angelucci.
Documento sindaci-Palmerio.pdf (130.87 kb)
Articoli Angelo Orlando (73.5 kb)


















