Consiglio comunale sull'ospedale: Franco Caramanico. | Musica e impegno sociale

Consiglio comunale sull'ospedale: Franco Caramanico.

Amara soddisfazione.

by Angelo Primavera

La gente è stanca di sentire sempre le stesse cose e su questo Franco Caramanico ha ragione. Ma c'è da dire che forse, alcuni punti ribaditi più volte in questi anni come l'invito alla tranquillità, le rassicurazioni riguardo il salvataggio dell'ospedale, il suo potenziamento e quant'altro, oggi non sono più ripetibili. 

Caramanico dice che si discuteva, nel consiglio di venerdì, sulla conferma di un documento che salvava la prima programmazione da lui fortemente voluta e che questo gli da soddisfazione. Ma il fatto che si salvasse quella programmazione, nei fatti, è un incidente. Il documento è vero che fa chiaro riferimento alle rinunce fatte dal nostro ospedale in passato, ed al riordino del 2007, ma è stato firmato con abbondanti riserve d'opinione proprio sul piano stesso.

In quell'aula si stava per il salvataggio di un ospedale e non di una programmazione senza copertura di spesa nel piano di rientro che resta comunque criticabile. Questo va detto, non per attaccare Caramanico, ma perché è giusto, almeno per quella che è la mia opinione sulla faccenda, ribadirlo come atto dovuto a quelle opposizioni che hanno preferito, a differenza di altri, dimostrare senso di responsabilità dinanzi a questa minaccia ed accogliere l'invito all'unità d'azione.

La spiegazione poi riguardo al discorso dell'aver evitato gli accorpamenti di Day Surgery e Geriatria prima delle elezioni per lasciare alla nuova giunta la possibilità di decidere in merito possiamo prenderla per buona. Ma non è che lasciare la patata bollente ad un governo che quasi certamente sarebbe stato guidato dall'allora opposizione del PDL rappresenti poi questo grande atto di responsabilità.
In primo luogo perché le posizioni circa gli ospedali minori di Chiodi, in campagna elettorale, non davano alcuna garanzia (come ribadito anche da Caramanico in questo intervento); in secondo luogo perché non è gentile lasciare problemi insoluti a chi ti segue, se hai anche una sola opportunità di risolverli realmente. Se poi non hai possibilità di risolverli è bene dirlo e lasciar perdere altre motivazioni che non hanno fondamento.

Io resto del parere, ed alla fine il puntare l'attenzione sul piano di rientro ed il sottolinearne gli errori, nonché il prendere le distanze in maniera unanime dal manager, credo lo confermino, che questa problematica ce la saremmo trovati di fronte comunque, anche senza elezioni. Prima della decapitazione della giunta nessuno aveva mai messo in discussione il piano di rientro, ne erano stati prospettati, a meno che io sappia, interventi per bilanciare le risorse per il personale tra una Asl e l'altra, nonostante che queste problematiche non siano affatto nuove. Si parlava solo di atto dovuto (in riferimento al piano di rientro) e di difficoltà: mai di soluzioni.

In questi giorni però rifletto molto anche su un altro aspetto.

Assolutamente non concordo con Caramanico quando dice che è stata fatta informazione, perché l'amministrazione si è mossa solo sotto attacco, per rispondere ad accuse, in larga parte strumentali, ma in parte anche concrete.
Sono fortemente critico anche riguardo il riassetto in se che secondo me, ha tenuto conto della "comodità" per la popolazione ma non delle esigenze reali di un territorio (i reparti di emergenza).
Quasi mi incazzo poi se ripenso a ciò che lo stesso Caramanico ammise su questo blog, ovvero che il piano sanitario era stato approvato senza che il piano di rientro prevedesse le risorse adeguate per attuarlo, giustificandosi con il non voler penalizzare anche in futuro la regione vincolandola a tale piano, ma assolutamente ingenuo nel non rendersi conto che senza soldi comunque il piano sanitario risultava vincolato a causa delle scelte da prendere nel presente per rispettare il piano di rientro.

Ma per una volta, una lancia la spezzo anche in suo favore. Nel 2006 l'idea di riassetto del manager non era diversa da quella che vediamo oggi. Caramanico ha storicamente commesso degli errori di gestione della parte comunicativa, invormativa e sul discorso della pianificazione politica. Ma di fatto, che fosse o no anche suo interesse personale e politico, sono state la sua azione e la sua presenza comunque ad impedire quel primo riassetto ed a scongiurarlo durante tutto il periodo del governo Del Turco. Di questo gliene va dato atto alla luce anche di quei consiglieri che hanno poi ammesso la necessità di unire le forze per fronteggiare interessi politicamente più forti dei nostri.

Le opposizioni più volte hanno criticato la difesa ad oltranza del manager Maresca fatta da Caramanico e Palmerio e probabilmente credo di averlo fatto anch'io da qualche parte. Ma io inizio a chiedermi se non fosse una difesa "imposta", se le riserve che hanno oggi nei confronti del manager della Asl di Chieti non ci siano sempre state, ma taciute perché alla fine, se fossero state palesate, a pagarne le spese sarebbe stata la struttura. Mi chiedo se il dire di non aver scelta, più volte ribadito da Caramanico, non fosse dovuto, più che ai conti, a volontà ed interessi più forti che attorno a lui gli imponevano un "prendere o lasciare".

Forse a Caramanico, più che un difetto di strategia va riconosciuto un deficit di lungimiranza, l'incapacità di accorgersi che le soluzioni presentate, a fronte dei problemi della Asl e degli interessi in gioco, erano solo soluzioni temporanee e che nel frattempo andava escogitato qualcos'altro per garantire veramente l'ospedale di Guardiagrele. Ma come lui onestamente ammette: questo è il miglior risultato che è riuscito a portare a casa. E di questo, politicamente in futuro, se ne dovrà tenere conto.

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alessio

2009-01-27 08:31:12

Penso che per l'ingegnere il 2008 è stato un anno orribilis se cosideriamo le ingenuità che ha commesso.
Il SS Immacolata nè è l'apice il suo errore è stato palese nel non ascoltare le persone che lavorano nella struttura di andare in udienza a presso il direttore generale o di fermarsi al solo ascolto del direttore sanitario e dei primari che vi lavorano. Di tutte le orgomentazioni che a fine cosiglio sono venute fuori erano palesi e molti in camera caritatis e anche pubblicamente lo avevano informato.
Un altro errore , per lui forse più lacerante , è stato la spaccatura dei DS alla nascita del PD si è Ingenuamente schierati con Sinistra democratica si è isolato , a dovuto pagare a
caro il prezzo il traghettamento fortemente voluto anche dal suo nume tutelare..
l'unica nota positivà è il ritorno tra i comuni mortali.. aricalat da lù cic...!!!!!!!

2

Paolo

2009-01-27 12:04:03

...e mo tutte le colpe sarebbero dell'Ingegnere, ma per favore, ci si è trovato in mezzo pure lui e sappiamo bene che non era il deus ex machina che poteva fare i miracoli. Gli abbiamo rinnovato la fiducia alla Regione perchè la merita: vada avanti Ingegnere, auguri a lei e a Guardiagrele, non abbia paura degli arroganti non legittimati a parlare che non c'entrano niente e nei quali purtroppo continuerà ad imbattersi.

3

Alex

2009-01-27 12:51:24

GUARDIESI SVEGLIATEVI!!! Il re è nudo!

4

alessio

2009-01-27 14:45:10

.. l'arroganza e di chi pensa che i cittadini elettori non possano a fare riflessioni perché, come lei afferma, non sono legittimati.. Certo non tutti facciamo parte delle del potere. Questo non toglie non possiamo pensare con la nostra testa , non dubito della onesta di Caramanico, ma non mi va giù certe ingeniutà caro Paolo.... ma Forse tu sei leggittimato più di me .. allora illuminaci...

5

Angelo P.

2009-01-27 14:53:52

Per me non è una questione di colpe ma di responsabilità. Caramanico ha responsabilità su quanto avvenuto alla struttura, sulla questione del piano di rientro (che la giunta regionale avrebbe dovuto respingere visionate le tempistiche inumane) e sulla programmazione. E' bene ricordarcelo questo. Ma la domanda è: quanti, immersi nel mare di pesci più grandi di noi, sarebbero riusciti realmente a portare a casa un risultato migliore?.Quello che per noi è un Re, altrove è solo un minuscolo vassallino. Ed in ultimo: il nostro Re è nudo, ma noi...siamo proprio sicuri di avere ancora addosso le mutande?

6

Paolo

2009-01-27 18:53:46

Io non sono "legittimato" di niente (è una frase che ho letto ultimamente da qualche parte, non mi ricordo dove) . Rifletti su quello che dice Primavera, un tantino più flessibile di te credo e non criticare Caramanico che c'è davvero di peggio, vai tranquillo.

7

alessio

2009-01-27 19:26:31

magari mi conosci?? come fai a dire che sono rigido?.. e poi spiegami dove è sbagliato il mio ragionamento . credo di essere realista e visto che io l'ingegnere nel 2005 l'ho votato .. ma carissimo le mie critiche le faccio a viso aperto.. non mi nascondo e di solito m'incavolo con le persone a cui tengo..

8

Angelo P.

2009-01-27 21:01:42

Facciamo bene a fare critiche ed io sono certamente il primo a farne a chiunque. Si chiama opinione, è il fondamento della democrazia e l'espressione massima della sovranità popolare, possibile però solo attraverso due elementi: cultura partecipativa del cittadino (non svegliarsi solo quando le cose vanno male) e libera circolazione delle informazioni. Quindi le critiche DEVONO esser fatte. Ma la critica, quando esprime dissenso, non deve diventare mai pregiudizio e non deve mai impedire due cose fondamentali: 1 riconoscere meriti anche quando pensiamo che i demeriti siano prevalenti, in modo da offrire un quadro completo a chi ci ascolta o legge, della nostra opinione; 2 l'onestà intellettuale, qualora si acquisiscano nuovi elementi, di dire "mi sbagliavo" e non rimanere, per tornaconto d'immagine, su una posizione di parte. Io, per quanto disapprovi in maniera evidente l'operato di Micucci e soci ad esempio e non mi preoccupi minimamente di dichiararlo, se questi riescono a dimostrarmi che mi sbaglio, non ho problemi a rimettere le mie valutazioni in discussione ed apertamente ammettere l'errore. Cosa già avvenuta, e chi segue il blog lo sa bene, sulla questione della CARTA INSIEME; cosa che non sta affatto avvenendo con la gestione sciagurata della crisi sanitaria, che porta avanti una campagna speculativa e che divide il fronte per ottenere un unico risultato: le dimissioni dell'oppositore politico.
Questo fa la differenza tra il nostro blog e qualunque altro mezzo, che io abbia visto, sia sulla stampa che sul web. Questo fa la differenza tra il cittadino che vuole e può cambiare il sistema ed il cittadino "ultras", di destra, centro, sinistra, sopra, sotto che anche armato dalle migliori intenzioni, se piantato su una posizione immutabile, diventa parte integrante del sistema che purtroppo oggi subiamo.
Perché è vero che Caramanico poteva fare meglio. Ma comunque chi pensa che fosse libero di muoversi, è un ingenuo. Nel senso che egli aveva due scelte: quella di uscire da giunta e magari anche consiglio, denunciando il sistema, ma allo stesso tempo lasciando indifeso il nostro territorio o quella di accettare un compromesso che ci penalizza fortemente ma che comunque permetteva di rimanere nella stanza dei bottoni e quantomeno sapere anzitempo cosa stava per accadere. Questo è il sistema politico. QUESTO DOBBIAMO CAMBIARE. Poi ci sono i suoi interessi di uomo politico e c'è senza alcun dubbio l'incapacità di stare al passo con i tempi e capire che i lupi, in tempo di magra, sono più affamati di prima, che ciò che aveva fatto era insufficiente, che ci voleva ben altro per dare alla sanità della nostra ASL un futuro ed ai cittadini una servizio sanitario efficente. Ma fatto sta che, pur restando in piedi tutte le critiche che ho espresso nel post, non riconoscergli un ruolo fondamentale nella sopravvivenza, sino ad oggi, dell'ospedale sarebbe disonestà intellettuale, a fronte di quello che specie nelle ultime settimane sta emergendo, ovvero dell'evidenza di una volontà politica regionale di centro-destra e di centro-sinistra, nonché di interessi privati in seno ad ASL, università e sanità privata, per cui l'ospedale di guardiagrele resta un qualcosa di superfluo.
Per me la democrazia è una cosa diversa dalla politica di cui Caramanico, a livello regionale, è solo l'ultima ruota del carro. Per me la politica è cittadinanza attiva, trasparenza assoluta, partecipazione a livello decisionale su tutti gli aspetti di grande interesse pubblico. Ecco perché la combatto. Io desidero un cambiamento che però, discorrendo in questi giorni con altri, ho compreso non poter chiedere a Caramanico. Un cambiamento che dobbiamo essere noi a creare. Fino a quando, uno di noi non sarà in grado di proporre in concreto un modello politico differente, le nostre critiche, talvolta diplomatiche, altre volte feroci possono essere un richiamo, ma nulla di più. Questo momento di "attenzione" di coesione, dovuto ad un pericolo più grande di noi, deve essere il momento in cui prendiamo coscienza di questo e l'inizio di un cambiamento che rivoluzioni la nostra concezione di politica.

9

Paolo

2009-01-28 11:57:58

Ma no, ti conosco solo di vista. Dico solo che il Prof. Caramanico non comandava mica tutto lui e comunque non poteva fare miracoli. E non ho dubbi sulla sua buona fede, mica si voleva divertire a far chiudere l'ospedale, non ne avrebbe avuto motivo, si è trovato dentro una cosa più grande di lui, questo bisogna capirlo.

10

Paolo

2009-01-28 12:07:40

(Avranno letto i paladini?)

7. LA SANITA'

Sul tema più difficile della regione Chiodi vuole puntare «non su grosse e costose strutture generaliste inserite in piccoli bacini di utenza, ma su centri di eccellenza; passare dalla ospedalizzazione di massa alla prevenzione, all'assistenza domiciliare, creare presidi sanitari per i disabili e gli anziani, sviluppare la RSA che costa la metà di un ricovero ospedaliero equivalente a 800 euro per singolo paziente al giorno».
Si tratta di scelte difficili e impopolari, lo sa bene Chiodi: «vuol dire andare a toccare non solo i privilegi dei potenti, ma anche i soliti campanilismi dell'ospedale sotto casa per tutti; significa rompere gli schemi di un sistema clientelare diffuso e ben impiantato che si è sviluppato negli anni fino ad assumere le forme mostruose di oggi. Oggi, però, in tempi di vacche magre, anzi magrissime, il problema è diventato serissimo e, se passa il federalismo, si rischia davvero il collasso, perché l'Abruzzo non ha e non avrà mai le risorse per tenere in piedi da solo un tale Titanic».
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=18848

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