Ospedale di Guardiagrele: La lettera di Micucci
Il nostro ultimo appello al buon senso!
Gent.le Sindaco
Nel complesso il contenuto della sua missiva potrebbe essere anche condivisibile, in quanto tutte le considerazioni da lei evidenziate solo ora sono le stesse per cui da quasi due anni io e alcuni colleghi, con il sostegno della popolazione, abbiamo ritenuto di contrastare - a ragione visto gli epiloghi - i piani e gli atti della Direzione Sanitaria.
Ma il documento è assolutamente irricevibile se perviene dalla S.V., che ha avallato e sostenuto finora tutte le scelte scellerate del Manager, senza la minima presa d’atto, come richiesto dal sottoscritto nella riunione del 18/01/2009, del fallimento delle politiche sanitarie che hanno riguardato il nosocomio di Guardiagrele.(Rocco Micucci - 22 gennaio 2009)
La sintesi del pensiero di Rocco Micucci è tutto nelle prime righe della lettera di risposta a Palmerio che ieri, 22 gennaio, è stata pubblicata dal suo giornale on line. Soprassiedo sulla prassi di qualcosaincomune.it, in cui i "giornalisti" scrivono (forse loro, forse chssà...) prefazioni per poi riportare i comunicati di Micucci come se giungessero loro da chissà dove e fossero di chissà chi. E' una cosa che mi fa sorridere di tristezza vedere la definizione "giornalismo" piegata a questa prassi priva di alcun apporto concreto, di alcuna critica costruttiva, di alcun anche solo velato cenno di disaccordo, opinione ed approfondimento su ciò che il capo scrive e dice.
Andiamo però al dunque, perché non sarà una cosa breve, seppur merita d'esser analizzata e letta per intero.
Bastano poche righe, le prime, in cui Micucci garbatamente esprime una sorta di "ricatto politico" tipico di chi crede di essere in una posizione di forza ma che, allo stesso tempo, a mio avviso mostra in maniera lampante limiti e fini della sua azione ormai pluriennale riguardo l'ospedale di Guardiagrele.
In questo caso poi non c'è neanche bisogno di leggere tra le righe per trovare le contraddizioni enormi e le conclusioni abbastanza discutibili del "paladino" per eccellenza. Definisce il documento condivisibile (quindi valido) ma non lo accetta perché il foglio inviatogli non contempla l'ammissione di responsabilità, errori, menzogne ed omissioni che, a suo modo di vedere, Palmerio, Caramanico e l'amministrazione guardiese dovrebbero inserire in quel documento.
Il tutto si traduce in un: o dite a tutti che io avevo ragione e voi torto, o me ne frego di un'azione compatta contro questo pericolo!
In relazione a ciò invito Micucci a riflettere su diversi aspetti che lui finge di non comprendere. Dico finge perché avendolo conosciuto di persona, per quel poco che ho capito, tutto gli si può dire tranne che sia privo d'intelligenza o un ingenuo e dunque sostengo che siano cose che sappia benissimo anche da se.
In questo momento l'interesse dei cittadini non è sapere chi aveva torto e chi ragione. In questo momento l'interesse dei cittadini è salvare un'ospedale. Torti e ragioni possono essere temi di dibattito da qui all'eternità, così come lo sono stati sino ad ora e comunque, quest'ultima batosta, su molti punti (anche se non su tutti) parla da se.
Ma adesso giunge il momento, unico ed irripetibile, in cui si vede di che pasta è fatto un politico e quali sono le sue priorità. Questo è il momento in cui da un lato c'è un manager che presenta una sentenza di morte e dall'altro c'è un territorio ad un passo dalla condanna definitiva. Questo è il momento in cui, chi non pensa solo a se stesso, mette in un cassetto, che potrà esser sempre riaperto al momento giusto, le sue critiche ed invece di rivendicare una leadership di paladino, un personale successo politico, si siede al tavolo con il rivale che chiede di combattere il piano di Maresca, ovvero un nemico comune capace di schiacciare entrambi se si rimane divisi.
Ma Micucci, non sta dimostrando di essere questa persona purtroppo. E dunque ancora una volta, tutto ciò che conta è l'immagine. L'immagine di un uomo (lui) e di una coalizione (sindaci PDL) che vince; L'immagine di un uomo (Caramanico) e di un'intera coalizione (Palmerio ed il centro-sinistra) che perde. In quella lettera, di una cittadinanza che vince il rispetto del proprio diritto all'assistenza sanitaria minima o che perde il proprio diritto ad un presente e ad un futuro, non c'è traccia se non nella demagogia di cui è impregnata.
Che poi al solito, il Sindaco di Rapino, continua a proporre sempre l'ologramma di una protesta che può essere la massima espressione della lotta di una popolazione civile, ma che ancor oggi è priva di una vera proposta alternativa che è la minima espressione di una risposta politica e democratica.
Il manipolo di Sindaci PDL non ha di fatto, ancora oggi, uno straccio di piano concreto per offrire una speranza all'ospedale.
La proposta delle fiabe del 12 ottobre, oltre all'esser scomparsa dalla circolazione, era un bluff soprattutto nel suo contenuto che, ancor più dell'Harry-Potteriano
piano sanitario regionale di centro-sinistra, si vendeva al cittadino facendo finta che il piano di rientro non esistesse.
Si chiede Micucci il perché, dopo tante chiacchiere in campagna elettorale, Gianni Chiodi stia elemosinando dal governo un ammorbidimento del piano di rientro? Io credo di si e che conosca anche la risposta. Ma in tre anni ho sentito infiniti sproloqui che fanno bene alla piazza ed al consenso quanto male al cittadino, sui cattivi del centro-sinistra; non l'ho mai sentito dire che la prima mossa doveva essere: andare dal governo tutti insieme formando una delegazione bipartizan per ottenere una tabella di marcia più umana nel piano per riparare ai danni di Pace, Domenici, Conga e Masciarelli.
A me dispiace notare che fino in fondo un uomo, che pur bene ha fatto il suo mestiere di amministratore (almeno così appare, così il SUO giornale dice), sia incapace di metter da parte se stesso, l'interesse del suo partito e muoversi nell'esclusivo interesse di quella popolazione di cui millanta, perché altro termine ora non è utilizzabile, di voler tutelare diritti e futuro.
E' il momento della politica con la P maiuscola e della possibilità di rompere con quel vecchio modo di farla che solo male ha portato a questo territorio. Micucci, a mio avviso, lo sta mancando clamorosamente.
Forse è convinto veramente che così facendo fa del bene ai suoi cittadini e che il massimo del loro interesse sia leggere nero su bianco, con tanto di firma in calce di Caramanico e Palmerio, le parole: "abbiamo sbagliato". Ma non penso perché lo reputo troppo intelligente per non capire una cosa così elementare come il fatto che il semplice documento di Maresca ha già storicamente scritto sulla fronte dei suoi avversari politici quella verità e che la gente questo, anche grazie al contributo di chi ha onestà per raccontare le cose, non lo dimenticherà mai.
Le parole "abbiamo sbagliato" sono solo la cosa più importante per la futura carriera politica di Micucci, ormai in scadenza di secondo mandato come sindaco e papabile candidato alle prossime provinciali proprio nella nostra zona. Questo emerge chiaro e limpido ed è con questa immagine riflessa che si dovrà misurare, in pubblico come in privato, d'ora in poi se non ritorna sui suoi passi.
Invece di chiedere a Palmerio di scrivere sul documento la richiesta di rimozione del manager, Micucci si chiede come mai, ad un mese dalle elezioni, con la Giunta Chiodi insediata, Maresca sia ancora al suo posto, agisca indisturbato e nessuno dall'alto muova un dito per fermarlo?
Redigolo, commissario del governo Berlusconi, ha espresso parole di elogio per i manager ivi compreso Maresca, sottolineando addirittura che dovevano recuperare terreno sul fronte dei costi per il personale. Maresca, come ho detto più volte, non è un idiota o un folle. Al più può essere considerato un cinico e freddo essere disumano quando si tratta di guardare i numeri che si dovrebbero leggere come vite umane.
Se Maresca non fosse stato "garantito" da qualcuno, non avrebbe fatto quello che ha fatto in questo momento, senza attendere che la giunta fosse operativa. Evidentemente qualcuno gli avrà garantito un futuro, qui o più probabilmente altrove, e lui si è mosso. E quel qualcuno non sta a centro-sinistra.
Micucci rifletta su tutto ciò nell'interesse della popolazione tutta. E' il momento in cui deve mettere da parte presunte ragioni e personalismi. Se lo farà, in maniera realmente propositiva e positiva, saremo i primi a dargliene atto e a riconoscegliene il merito. Se non lo farà, passata la crisi (per salvataggio o decesso del "paziente"), saremo i primi a sbattergli in faccia questo madornale errore, a sommarlo a due anni e mezzo di discorsi tanto avvincenti quanto inconcludenti ed a far si che la gente veda l'immagine che oggi, nello specchio di quella lettera, è riflessa. Un'immagine che non solo non è quella di un degno politico, ma neanche quella di un buon cittadino.

































alessio
Grande Micucci !!!!! Ricordategli però che anche nella sua rapino il 53% degli elettori non si è presentata alle urne.. i giochi politici hanno stancato .Pensate alle comunità che amministrate .. e non alla contrapposizione di interessi politici..
Anonimo
Il 53% non ha votato anche perché c'è voglia di cambiare aria: è come la camicia, dopo due giorni la devi togliere sennò puzza.
Complimenti ad Angelo per la sagace ironia sul "giornale" (il sign. Micucci non sa che per fare DAVVERO i giornalisti ci vuole almeno la laurea che, nella sua "redazione " ha una persona soltanto e che come dice anche Lorenzo in un altro post , egli stesso non ha. Poi, come mai non permette di commentare?Può venir fuori che non è tutt'oro quel che brilla?E no, sennò poi per il "consenso" come si fa?)
Angelo P.
Per fare il giornalista, per quanto ufficialmente è vero, ci vorrebbe un percorso di studi adeguato, non credo sia necessaria la laurea. Per fare il giornalista (giornalista vero) ci vogliono soprattutto coraggio ed onestà intellettuale. Ci vuole un desiderio irrinunciabile di giungere alla verità, ovunque essa sia e qualunque colore di casacca indossi. Ci vuole la responsabilità di comprendere che quando si scrive, non ci si limita a raccontare qualcosa, ma si condizionano le persone nei loro ragionamenti e nelle loro considerazioni. In questo forse pecco anch'io, sebbene dal lato opposto, ovvero con un eccesso di determinazione e delle prese di posizione talvolta forse sin troppo decise. Io non maschero subdolamente come fa Il Centro o il Messaggero d'Abruzzo, un'idea di parte. Io l'idea, l'opinione, come la penso le mostro esplicite avvertendo il lettore che, fatti oggettivi a parte è di questo che si tratta. Mi spingo oltre, ma lo faccio per desiderio e necessità di verità. Sono cosciente di sbagliare alle volte e più volte, quando è accaduto, ho ammesso i miei errori rendendo le "rettifiche" ben più visibili dei post che li avevano preceduti. Qualcosaincomune mi spiace ma non ha, almeno che io ricordi, nella sua redazione, personalità indipendenti, soggetti capaci di cercare anche le verità più scomode al capo anche perché, quando accade che vengano proposte, "coincidenza", accadono ritardi di pubblicazione con dissenso esplicitato del "capo" il quale, al primo tentativo di indipendenza risponde così, (ovvero "ritardo" e critica nel merito)...successivamente non saprei perché a me bastano queste poche cose per comprendere che un ambiente non è il mio ambiente dato che l'indipendenza e la vera libertà d'opinione (e di informazione che ne consegue) sono la base di qualunque mia iniziativa. Per dirne un'altra: ieri ho rivisto Francesco Blasi che mi ha annunciato che "il giornale di Punto Giovani è stato finanziato ed era questo quello che stavano aspettando per muoversi". Il sarcasmo Blasi, dalle colonne de Il Centro se lo può anche permettere. Ma resta il fatto che per mesi ho lavorato ad un progetto al quale non mancava altro che la volontà di esser mandato in stampa, in parte, credo per via forse proprio dei fondi; ma soprattutto, immagino, perchè se avessi cominciato a scrivere su un giornale qualsiasi, quello che scrivo qui, molti, sulle poltrone su cui siedono, avrebbero iniziato a sentir spuntare dei chiodi sotto al sedere. Non che io possa ottenere chissà quali risultati, ma certe "minacce" è meglio fermarle all'origine...chissà che poi qualcuno dall'alto non si lamenti con il "direttore" creando problemi alla sua carriera principale che sino ad oggi è ed è stata quella di ufficio stampa dell'amministrazione guardiese e del consigliere regionale Caramanico. Basti vedere l'enorme differenza con la quale io e Blasi abbiamo trattato lo stesso argomento: il tutto esaurito al SS Immacolata di qualche settimana fa. Io dicevo che nulla era cambiato, che i problemi rimanevano e con essi anche i pericoli (anche se me li immaginavo dopo le provinciali); lui, acritico cronista, ha solo riportato le dichiarazioni del sindaco senza sottolineare (o omettendo di sottolineare) che forse, i motivi di quel pienone non avevano nulla a che fare con l'azione di Caramanico prima delle elezini, ma erano semplici e fisiologiche situazioni dovute al periodo.
Io rompo le palle, a volte sbaglio, altre ci prendo in maniera clamorosa. Quando sbaglio lo ammetto senza problemi. Ma quello che voglio è giungere alla verità con ogni mezzo a mia disposizione.
Non è solo qualcosaincomune. E' tutta l'informazione che da noi, ancor più che nel resto d'Italia, a vivere un momento di totale subordinazione ad interessi che muovono in direzione contraria dell'unica ragione d'esistere dell'informazione stessa: la verità.
Anonimo
Appunto, dove la vedi la libertà d'opinione in un "giornale" fatto a proprio uso e consumo (che non può neanche essere definito tale), che dice solo il 10 % di verità e che non permette di fare commenti?Ad esempio parecchia gente vorrebbe dire la sua, su uno spreco inaudito che mai si era visto prima, ed è solo un esempio.
Angelo P.
Se la gente vuol dire la sua, i mezzi ci sono e sono certo che non è necessario "Qualcosaincomune". Certo, essendo pagato con i soldi dei contribuenti magari l'opportunità di commentare credo sarebbe il minimo, ma noi siamo la dimostrazione che quando si ha il coraggio di metterci faccia, nome, cognome idee e fatti, si può andare ben oltre una vetrinetta simile. Però consentimi ora una critica nei tuoi confronti. Scrivi di uno spreco inaudito firmandoti anonimo. Se vuoi denunciare qualcosa e cambiare la realtà che ti circonda devi esser preciso e soprattutto iniziare dal coraggio di un nome a fianco della tua idea. Calcola che l'anonimato non ti protegge comunque perché se il Sindaco di Rapino trovasse scorretto ciò che dici e ti volesse far causa, il giudice tramite l'indirizzo IP che rimane registrato e tramite l'e-mail, anche fasulla, potrebbe raggiungerti comunque. Quindi non ha senso lasciar le cose a metà. Se vuoi fare delle denunce ed esprimere opinioni in merito alle politiche adottate da Micucci, circostanzia la tua argomentazione e firmati senza timori. Per adesso, in linea di massima, la verità non può essere ancora punita...non a questi livelli almeno.
Anonimo
No, Angelo, tu confondi delle opinioni personali con accuse che non ci sono affatto. Attenzione, qui si parla di opinioni personali e magari si riporta qualche opinione ascoltata in giro, da normalissimo paesano abitante del paese (tipo quella sullo spreco, ad esempio: l'altro giorno in un negozio ho sentito io un paio di persone e infatti pensavo a loro quando ti facevo l'esempio nel messaggio sopra, visto che io non capisco di sprechi non mi importa. Oppure, puoi forse negare che ci viene negato il diritto di parlare sul giornale che stiamo dicendo?Molti di noi vorrebbero intervenire ma non lo possono fare, tu che dici, perché? Devi sapere che io giro spesso in paese ed ascolto tutto quel che si dice (di cui qualche cosa ti ho riportato qua), quando capiti, se hai amici a Rapino vai, fai due chiacchiere se ti va poi commentiamo insieme.
Anonimo
E poi, amico mio, non è mio costume fare "approfondimenti", "denunce " o non so che,non fare confusione e non incaricarmi di cose che spetterebbero e competerebbero , eventulamente, a chi sta in un'opposizione legittimamente eletta. Considerami un semplice "opinionista", come lo sei anche tu del resto. Buon lavoro.
Angelo P.
Anonimo (che preferirei poter chiamare anche solo col nome di battesimo, senza cognomi) così le cose non funzionano bene. Non ti accuso di niente, ma cerca di seguire il ragionamento.
Se io critico un'amministrazione o un'opposizione lo faccio perchè da cittadino mi interesso, provo ad informarmi, provo a capire come stanno realmente le cose. Ognuno di noi deve fare la sua parte perché l'idea che debba esserci un'opposizione che ti para il culo anche quando tu non partecipi, non ti informi, non interagisci, non ti impegni è sbagliata. E' un'utopia, una favoletta che ci hanno raccontato proprio perché a nessuno venga in mente di rompere le scatole a chi in politica si fa gli affari suoi.
Non è neanche un'idea democratica. Le nostre opinioni contano ma dobbiamo fare in modo di dar loro forza mettendoci la faccia e basandole su ciò che viene fuori da una nostra indagine di ciò che accade. A volte le sbagliamo, altre le azzecchiamo. Ma l'importante è farsene una. Se tu ascolti cose, può darsi che non ti viene il desiderio di appurare se sono fondate? E se lo sono, può essere che non provi il desiderio di sbatterlo in faccia a chi sbaglia ed a chi resta a guardare anche quando dovrebbe fare opposizione?
Ci hanno cresciuto con la convinzione che la democrazia è votare qualcuno. La democrazia non è questo. Questo si chiama al limite scegliersi il sovrano. La democrazia è far sentire sempre il peso delle nostre idee. Idee fondate su ciò che sappiamo, appuriamo e soprattutto su un'onesta ricerca della verità.
Se non facciamo questo non solo legittimiamo chi ha potere e lo usa in maniera che per noi è discutibile. Facendo così lasciamo da soli anche quei pochi che a quel qualcuno vovrebbero opporsi. Chi rimane isolato in politica è morto. Se l'opposizione rimane ferma è perchè forse una parte è "connivente" con la maggioranza, ma anche perché, chi vorrebbe opporsi, rimane isolato, privo di quella difesa importantissima che è la cittadinanza attiva.
La democrazia non è un qualcosa di assodato, anzi, oggi più che mai è lontana come concetto dalla mente dei politici (tranne quando devono speculare su qualcosa in veste di oppositori) e purtroppo anche dalla mente della gente che non comprende come sia la popolazione il vero ago della bilancia.
Senza consenso un politico non è nessuno. Vuoi cambiare le cose? Esprimi le tue opinioni in maniera limpida e chiara, basandole sui fatti in modo che possano essere motivo di riflessione per altri. Sveglia la tua coscienza e quella altrui. Nessuno di noi è un politico, ma in fondo, in democrazia lo sono tutti altrimenti la stessa parola democrazia (governo del popolo) non avrebbe alcun senso...e ti assicuro che mai come oggi siamo vicini al punto in cui non ha veramente più senso.
Non sono accuse le mie ne critiche "cattive". Sono stimoli, spinte. Quello che scrivo, quello che dico, perde ogni senso se poi, nella realtà tutto ciò che sappiamo fare è rimanere immobili come spettatori scontenti che rimangono a vedere un film o uno spettacolo solo perché ormai hanno pagato il biglietto. O cambiamo mentalità o tutto questo, anche solo parlarne, diventa inutile e presto anche impossibile.
Riflettici un po' su con calma.
Anonimo
Angelo, apprezzo quello che dici, il tuo discorso non fa una piega, però posso dirti questo e credimi sulla parola: non sempre è possibile dire liberamente quello che si pensa,non è sempre possibile farlo perché non sempre ti imbatti in persone "democratiche" e aperte al confronto, anzi...io personalmente, per esempio, e questo è un parere personale che penso di poter dire liberamente, a volte io ho sulla mia pelle come la sensazione di vivere in una mezza specie di "coprifuoco", pedonatemi l'espressione..Poco male, tutto passa e tutto finisce. Ah, ti voglio segnalare una notizia dell'ANCI (io non sono assolutamente di destra ma stavolta dò atto al governo:
http://www.piccolicomuni.anci.it/notizie.cfm?doc=17258). Buona domenica e complimenti anche per "AELION HOPE", (mi viene il dubbio: non si saranno ispirato a voi per inventarsi anche loro la loro "TV"...?)
Angelo P.
Ne sono più che convinto. Partiranno anche per tempo ma a loro manca una cosa che qui invece abbiamo in abbondanza: idee, libertà e qualità. ;)
lorenzo
il sindaco Micucci e i suoi consiglieri sono tornati oggi a Rapino dopo il meeting fuori porta a Sarnano (in provincia di Macerata) spero che questo ritiro oserei dire spirituale abbia contribuito a comprendere le conseguenze dei suoi gesti che puntano ad oltraggiare le persone che soffrono come quella frase presente sul sito internet QUALCOSA IN COMUNE dove sua eccellenza Micucci in suo articolo sul ospedale di Guardiagrele esordisce con una frase grottesca per monopolizzare a suo favore le sofferenze altrui (Io sono un essere umano e la mia vita ha un valore! Sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!”) Sono le parole del protagonista del celebre film “Quinto potere”, scelte da Micucci,
Angelo P.
Casualità delle casualità, il video di questo pezzo di quinto potere è stato pubblicato giorni fa da
www.byoblu.com
, che è uno dei blog più seguiti d'Abruzzo di controinformazione ed opinione politica. Vi consiglio a tutti che passate di visitarlo. Io l'ho scoperto grazie al sito di Costantini, che lo ha pubblicizzato (così come il 29 dicembre scorso pubblicato noi). Micucci è un furbone e con l'immagine ci sa fare. Peccato che forse ha trovato chi alle apparenti coincidenze non crede e lo dice...e guarda caso proprio adesso se ne esce con la citazione di quinto potere?
Anonimo
Eh eh, grande Angelo, eh no, la Guardia non la freghi facilmente.
anonimo
Lorenzo, toglimi una curiosità: a spese di chi questo "meeting"?Poi ti chiedo un parere: secondo te per discutere delle cose di cui dovevano discutere ma davvero era tanto necessario andare fuori regione?