Satiriconpermesso | Musica e impegno sociale

Filastrocca del cantiere

Qualunquista: che parola cara all'ambiente di sinistra!

scritto da Angelo Primavera

Qualunquista: che parola cara all'ambiente di sinistra!
cara perché divenuta un'arma assai efficace
a far tacere il nemico che, tra i tanti, meno piace.

"Chi sarà mai?" - direte voi - "il nemico che vien da destra?"
niente affatto! Quello non nuoce, anzi: si presta.
Al cotrario: "sei cattivo perciò ti stimo, quindi resta!"

"E chi è rimasto, se nulla esiste fuor dal bipolarismo?
Chi bisogna temere più del fascio che ritorna?"
E' presto detto: la gente che per difetto ragiona e parla.

Non si dica mai! è un così indegno ed ingrato oltraggio!
Sinistra è libertà d'espressione fin dal principio,
che tu sia un uomo umile o che tu risieda in municipio.

"E' una calunnia bella e buona!" mi direte allora in coro,
ma ascoltate un attimo prima di sentenziare
se alla morte del silenzio, qualcuno, si possa condannare.

Poiché i signori ieri così forniti d'illuminante innovazione
pare abbian abdicato stradafacendo quel proposito
d'inventarsi in democrazia che a decidere fosse il popolo

"dove finirebbe il partito e noi con esso" - si saran detti -
"se ci pieghiamo a far decidere chi risiede in basso?
Si rischia che chi di noi non è capace, finisca a spasso!"

O forse fu paura di chi, meglio di loro, ha da offrir dall'alto?
Fatto sta, che dopo mesi e mesi di lotte e dicerie,
a decider non è la gente, ma le solite cinque segreterie.

Che ne diciate voi di giudicar sarò sempre uomo degno,
su ciò che leggo, vedo e su ogni vostro disegno.
Infine ricordo a voi quel che da sempre qui è il mio motto:
"al fin della licenza, io non perdono e tocco!"

Olimpiadi invernali di Guardiagrele 2018

E' ormai pronta la "Streif dell'Appennino".

scritto da Angelo Primavera

Ho letto un manifesto sulla bacheca del PDL qualche giorno fa in piazza e mi è tornato alla mente un argomento che volevo trattare da settimane, da quando per lavoro, mi sono recato a Fara S.Martino e mi ci sono trovato a passare davanti. 

Credo che quando si dica che l'amministrazione guardiese non pensi al turismo, la venatura d'asfalto che ridisegna completamente il versante est del paesaggio guardiese e che collega il parcheggio dell'orientale all'imbocco di una curva cieca subito dopo il bivio di Casoli, sia la migliore risposta possibile per mettere a tacere queste dicerie infondate.
 
E' il momento di scigliere le riserve e rischiare rivelando un qualcosa di clamoroso. 
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Barzellette "Provinciali"

"Ci sono un leghista, un democristiano ed un fascista..."

scritto da Angelo Primavera

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In politica si vede di tutto oggi giorno e questo, se dal punto di vista democratico è inquietante, dal punto di vista delle opportunità di satira, umorismo, o semplice divertimento è un toccasana. Le tornate elettorali stanno diventando uno Zelig istituzionale che rispetto all'originale in onda sulle reti del padrone d'Italia, hanno un'unica differenza: nel programma condotto da Bisio ci si prende per culo; nel cabaret, nel carnevale della politica italiana, lo si prende nel medesimo posto, sebbene con elevate dosi di lubrificante mediatico.

Ma ecco a voi altri tre candidati che sembrano una barzelletta: un leghista, un democristiano ed un fascista.  

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Chiamatemi Di Giuseppeantonio oppure Dio...come preferite.

la lettera del candidato del centro-destra alla provincia di Chieti.

scritto da Angelo Primavera

 

 

In principio fu campagna elettorale. Egli prese carta e penna e...  

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"Famiglia Italia" - episodio 1: " Mister B."

Le avventure della famiglia italiana media!

scritto da Angelo Primavera

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"Pidduolo" vuole vivere per sempre!

Cosa si nasconde dietro l'attacco a Napolitano.

scritto da Angelo Primavera

In questo susseguirsi di sciacallaggi mediatico-politici che prendono clandestinamente il nome di "caso Englaro", nessuno si chiede per quale motivo Re Silvio abbia scatenato tutto il suo potenziale propagandistico per giungere a tramutare l'arresto di un accanimento terapeutico in un omicidio. 

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Il manifesto dei tre moschettieri

distrazioni in attesa di vere notizie.

scritto da Angelo Primavera

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Mancava un manifesto proveniente dalla Tavani-Micucci & Co. Non ne vedevo uno da quello messo poco dopo la manifestazione farsa del 12 Ottobre, dove partirono in sette per giungere oggi in 3 (almeno in conferenza stampa!). 

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Napolitano: il Papa Laico.

Il conclave politico insorge, scomunica ed ordina l'inquisizione per Don Chisciotte.

scritto da Angelo Primavera

Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio.

Antonio Di Pietro, 28 gennaio 2009. 

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Incoerenza d'interesse - Umberto Bossi.

"Tutta la verità" che il Senatur ha dimenticato.

scritto da Angelo Primavera

Tanto perché non è mia intenzione servire a Berlusconi assist di cui non necessita oggi men che mai in questo momento di vergogna per il PD, ho deciso di aprire una sorta di rubrica "ad personas" da intitolare "Incoerenza d'Interesse". Una rubrichetta simpatica che tratterà delle "personas" appunto che oggi sostengono Re Silvio, ma che in passato, usando un eufemismo, avevano sollevato qualche dubbio sulle capacità, le politiche e l'onestà del sovra(na)no di Arcore.

Il primo capitolo riguarda la coerenza di un soggetto carismatico passato alla storia per aver dichiarato l'utilizzo a fini d'igiene intima del tricolor. Un personaggio che si pensava unico nel suo genere fino a quando il sangue del suo sangue, non è riuscito in un'impresa memorabile: farsi bocciare tre volte di fila alla maturità. Un uomo che sino a quando un malore non ha gettato ombre sulla sua virilità si è vantato di avercelo duro e che poi, misteriosamente, nei comizi ha iniziato a parlare di fucili. I maligni dicono si tratti di compensazione, invitando alla comprensione verso un uomo che evidentemente, non potendo più fare l'amore, cerca di buttarsi sulla guerra.

Ma al di la di tutto questo divertente cappello di cappellate, è molto interessante ciò che codesto figuro ha prodotto in campo letterario. Vi introduco una parte di una sua opera, che in questo passaggio, parla del conflitto d'Interessi di Silvio Berlusconi. Un saggio il cui contenuto, purtroppo, oggi da molti è stato obliato...soprattutto dall'autore stesso.

"Diceva Abramo Lincoln: <<Si può ingannare molta gente per poco tempo, e poca gente per molto tempo;mai molta gente per molto tempo>>.Spero che la regola valga anche oggi;ma Lincoln viveva in un'epoca felice in cui non esistevano le televisioni e i giornali di Berlusconi. Non voglio fare la vittima:la Lega è nata e cresciuta mentre soffiava impetuoso il vento contrario dell'informazione asservita ai partiti centralisti.Non mi spaventano i giornalisti al soldo del potente di turno.Però bisogna ammettere che non si è mai visto, in Europa ,un concerto così ben orchestrato di trombttieri di regime. Solo in Sudamerica è capitato che tante anomalie fossero al servizio di un affarista senza scrupoli deciso a occupare lo Stato.
Se possibile,vorrei trattare l'argomento senza preconcetti,limitandomi all'analisi dei fatti. In Italia si è attuato da tempo un processo pericoloso di concentrazione delle testate d'informazione giornalistica.C'erano una volta i giornali degli editori puri,che in alcuni casi diventano veri e propri centri di contropotere,e in altri si accodavano alle posizioni dominanti,ma erano comunque una categoria articolata e sostanzialmente plurilsta. Oggi a pubblicare grandi giornali e a possedere televisioni nazionali sono quasi esclusivamente grandi gruppi industriali.Sul fronte della stampa,quasi tutti i quotidiano e i settimanali politici nazionali sono divisi tra Fininvest,Fiat e Editoriale la Repubblica.Come dire: Berlusconi Agnelli e De Benedetti.Il primo possiede "Il giornale" , "Epoca" e "Panorama" il secondo "Il Corriere della Sera" e La Stampa ,il terzo "Repubblica" e L'"Espresso".Esistono ovviamente altri editori ,ma confinati al settore dei quotidiani regionali,come Andrea Riffeser (La Nazione Il Resto del Carlino e Il Tempo) o relativamente marginali rispetto ai grandi gruppi come la la Piemmei che pubblica "La Voce".Insomma ,la grande maggioranza della stampa politica nazionale fa capo a tre gruppi ,uno dei quali è il capo di un partito ed è riuscito a occupare per mesi la Presidenza del Consiglio.Non si capisce,in questo quadro, come sia possibile che Berlusconi vada addirittura in televisione a fare la vittima,a denunciare l'attacco dei giornali che, <<remano quasi tutti contro il governo>>.Forse si dimentica di essere l'unico capo partito,in Italia e in Europa,che possieda qualcosa di più di un giornale di partito a tiratura limitata"

Umberto Bossi dal libro "Tutta la Verità" 1995

"Balle della sinistra"

Testi e musica: S. Berlusconi; canta: M.S. Gelmini

scritto da Angelo Primavera

A leggere l'intervista rilasciata dal Ministro per la distruzione M.S. Gelmini, si rischiano gli stessi effetti scritti come avvertenza su alcuni pacchetti della marca di sigarette che porta le stesse iniziali del suo nome di battesimo. Quando leggete una sua intervista, come quella su "Il Tempo", mi raccomando: "Non fate respirare ai vostri bambini il fumo di queste parole!"

Mentre Wasetto Veltroni decide che sulla giustizia bisogna proporre una bicamerale per dialogare quantomeno sul bavaglio alla stampa, il Tempo offre l'ennesimo gioiello artistico di questo governo.
Il brano originale "Balle della sinistra!" (sottotitolo: io non l'ho mai detto!) è di Silvio Berlusconi, ma dopo Tremonti ed altri, anche M.S. Gelmini decide di lanciarsi in un Karaoke e di reinterpretarlo cercando, ovviamente, di rimanere fedele all'originale il più possibile.

Si vocivera, nei corridoi di Palazzo Chigi, che al primo compleanno dell'esecutivo, verrà invitato Emilio fede con una parrucca da Fiorello. L'abusivo, munito di applausometro appositamente tarato in modo che non scenda mai sotto il 72% dei consensi, incoronerà il ministro che avrà interpretato in maniera più convincente la leggendaria Hit del "Bubu-settete!" a sproposito di Arcore.

Il vincitore avrà l'opportunità di andare in giro e bullarsi con tutti potendo esibire il risultato dell'applausometro come dato che lo legittima a fare quel cazzo che gli pare per un anno. Perché così dirà la Costituzione, dopo che lo Scalatore di Piazza Salotto avrà messo le sue mani sulla Carta dei nostri, agonizzanti, diritti.

 

BETTINO SANTO SUBITO!!!

Beatifichiamolo e facciamola finita!

scritto da Angelo Primavera

«Gli ex Pci del Pds sbagliarono negli anni novanta e si resero protagonisti di un violento attacco a Bettino Craxi. Gli eredi di quella tradizione farebbero bene a riconoscere gli errori commessi in quegli anni». Stefano Caldoro (Pdl) segretario del Nuovo Psi.

«La sinistra farebbe bene a chiedere scusa a Bettino Craxi. Il problema non è solo di principio, ma investe una opzione politica di fondo: o si sta con Craxi (e cioè con il garantismo, e insieme con una linea di sinistra innovatrice e modernizzatrice, blairiana ante litteram), o si sta con Di Pietro (cioè con il giustizialismo più truce, e insieme con una sinistra antiliberale e reazionaria)».
il portavoce di Forza Italia Cappezzone

Quando la politica è nei guai, chissà perchè, sui cruscotti delle auto blu targate PDL appare sempre il santino di Bettino Craxi. Gli esponenti del centro-destra ormai da anni urlano per una sua riabilitazione e per una volta accogliamo la loro supplica e ci uniamo al coro.

Il Vaticano ci faccia il piacere di avviare celermente il processo di beatificazione così che finalmente venga riconosciuta la sua santità, gli si affidi un giorno sul calendario e lo si possa dimenticare, in santa pace, per tutti i restanti 364 giorni dell'anno.

Per i miracoli comprovati necessari a sistemarlo di fianco o al di sotto di una signorina nuda o seminuda, si chieda al gruppo Mediaset, che potrà testimoniare il miracolo del salvataggio delle reti (televisive) ed al popolo italiano che potrà testimoniare la moltiplicazione del debito pubblico. Entrambi miracoli avvenuti durante la sua presidenza e carriera politica.

Il Vaticano può sorvolare sugli appalti e sulle tangenti: alla fine sono la trasposizione laica della vecchia pratica ecclesiastica di vendere le indulgenze.

Si dia dunque il via al processo di beatificazione, così che una volta dichiarato San Bettino da Hammamet, ci si possa dedicare a fare ciò che in genere fanno i cristiani cattolici italiani quando si parla di santi: non seguire il loro esempio.

L'arte di manipolare le menti.

Come il "cattivo" giornalismo cambia la società.

scritto da Angelo Primavera

Quando immagino i giornalisti de Il Giornale, a volte mi viene da immaginarli come chierichetti, prostrati, per non usare termini offensivi, alla volontà di Padre Silvio da Arcore e dediti a diffondere la sua dottrina.

Me li immagino così, talmente attenti a non incorrere in qualche peccato tipo sottolineare la falsa testimonianza dell'avvocato Mills nel processo ai danni dell'arrampicatore di Piazza Salotto (ottenuta, secondo l'accusa tramite pagamento di mazzetta, overo corruzione), ed impegnati ad onorare il "Padrino" (in senso cattolico ovviamente) e la Madre ogni qual volta il disonore di qualche decisione fa storcere il naso a coloro che ancora resistono a reality sedativi intervallati da morfinici moniti dal Colle.

Me li immagino ora, dopo aver dato la notizia di una cantante rock-metal che accoltella un musicista rock-metal, pronti per stampare un'enciclica sui pericoli derivanti dall'ascolto di musica di questo genere.

Me li vedo li che non stanno tanto a curarsi del fatto che la notizia, semmai sarebbe che un adolescente ne ha accoltellato un'altro, ma del fatto che è la musica il movente di tutto. Li vedo, perchè è quello che hanno fatto in un pezzo di cronaca nella versione on-line della vergogna stampata d'Italia in cui hanno titolato "Cantante Rock-Metal accoltella musicista della sua band", che per altro, dall'articolo stesso si apprende che i due ragazzi sono di band differenti.

Ma il Giornalaccio del Cavaliere smascherato e rimascherato più volte nell'eterno carnevale della politica italiana, non si ferma qui. Non pago fa risalire il movente dell'insano gesto ad una diatriba su di un brano per poi auto smentirsi e dire che il movente, secondo il sostituto procuratore sarebbero dissapori risalenti a diverso tempo prima e comunque, lo stesso, attende di interrogare la ragazza per scoprirlo con certezza.

In sintesi una monnezza incredibile da cui, la casalinga disperata o il padre stressato capiscono solo una cosa: i due erano musicisti rock-metal e loro figlio, musicista rock-metal, per il fatto d'esser tale, li deve preoccupare.

Moltiplicate questo giochino milioni e milioni di volte; estendetelo a temi molto più importanti come ad esempio...che ne so: gli immigrati, i comunisti; rom; fannulloni; aumentate esponenzialmente il potenziale penetrante nella mente delle persone che ha la televisione e...forse ci siete. Forse siete vicini a caprie cosa, il Re d'Italia Berlusconi I e speriamo anche ultimo, ha fatto al paese in qualche decennio e soprattutto negli ultimi 15 anni.
 

La "Rivoluzione Tradizionale" di Paolo Damiano

Lo aspettavamo alle comunali, ma ci sorprende presentandosi alle Regionali.

scritto da Angelo Primavera

Questa mattina, rientrando a casa ho trovato sulla cassetta della posta il volantino di un soggetto che quest'estate ha dimostrato come il sociale per molti sia un qualcosa che serve alla politica per cercare di raggranellar voti, quando in realtà la giusta direzione dovrebbe essere contraria, ovvero che la politica dovrebbe servire affinché il sociale funzioni.

Dissi questo quando, dopo aver subito più di mezzora di spiegazioni per giustificare la mancata pubblicazione delle attività di Punto Giovani sul libretto targato "Amici di Guardiagrele" (associazione di Damiano, Nicodemo e l'altro non lo ricordo), vidi affissi, al muraglione del torione, due manifesti 6x3, volutamente l'uno affianco all'altro: il primo era degli Amici di Guardiagrele ed associava il loro nome (che in paese tutti collegano a Damiano) al Santo patrono; il secondo del movimento politico "La Destra", dove in basso era ben evidente l'indirizzo di posta elettronica del vecchio Paolo. Notai come fosse superfluo per codesto soggetto il porre in primo piano iniziative quali il saggio di danza con i bambini diversamente abili del centro diurno (cancellato dal programma perché una pagina in più era un costo!) e quanto più importante fosse invece finanziare un simile manifesto (il 6x3 con il Santo patrono) da affiancare al 6x3 del suo partito.

Sempre su quel post, se non sbaglio, dissi come la logica di raccolta fondi di questo signore fosse quantomeno poco ortodossa, se non al limite del ricatto. Pare infatti, cosa che lui ha anche ribadito più volte dinanzi ad altri, che nel sentir rifiuti riguardo un contributo per la festa patronale (necessari per il pagamento di Mietta, delle bande e dei fuochi), diceva al titolare dell'attività che se non contribuiva (e se aveva le palle) il 6-7-8 avrebbe dovuto tener chiuso il negozio. Ricordo come durante la riunione per organizzare la notte bianca, spiegò il tutto dicendo che la logica sarebbe come quella applicata a Lanciano (non so se è vera, spero di no perché altrimenti qui mi sa che c'è il margine di reato) dove per le feste patronali, i negozi o pagano o restano chiusi, perchè se non lo fanno, sanno che "qualcuno" manda loro dei controlli. Insomma: il buon Paolo Damiano, candidato di La Destra alle prossime elezioni regionali è della logica di fare e gestire il "potere" come la "Tradizione" del Padrino Vito Corleone: quando vuole ottenere qualcosa, fa "un'offerta che non si può rifiutare!".

Perché vi racconto questo? Perché nel leggere il suo volantino inneggiante ad una "rivoluzione" fondata sulla "tradizione", che ha un suono accattivante, ma che in questo caso si fonda praticamente sul nulla, viene fatta leva su uno spirito sociale autentico che questi semplici due esempi dimostrano non essere in suo possesso.

La Destra gioca molto sulla disperazione degli ultimi, così come il centro-destra con Chiodi che ha saputo ben incarnare, in quell'obrobrio di spot, l'emblema di un ricatto che non è certo isolato alla sua parte politica, sebbene questa si permetta da anni il lusso di arrivare persino a non nasconderlo.

Parla di Signoraggio Bancario, ma sebbene anch'io sia interessato a comprendere alcuni aspetti delle teorie di Auriti, pian piano mi sto documentando e nel farlo scopro che il problema dell'egemonia bancaria non è tanto il signoraggio sulle banconote, ma il suo esser fondata su organismi privati che di fatto, essendo perno dell'economia come l'attuale crisi dimostra, controllano la politica mondiale. Poi il meccanismo della proposta che viene portata avanti, ovvero della moneta popolare, così accattivante per il suo concetto di proprietà impressogli da Auriti, sembra alquanto pericoloso per gli effetti catastrofici che potrebbe causare se venisse applicato. La moneta popolare potrebbe esser affiancata alla moneta corrente, ma se venisse stampata ed elargita come reddito di cittadinanza, causerebbe un'impennata dell'inflazione che ne annullerebbe l'effetto ed anzi, rischierebbe di causare il collasso del sistema. Non penso dunque che la moneta popolare sia un qualcosa di proponibile; al limite, ma non so di banche, finanza ed economia a sufficienza per dirlo, bisognerebbe render pubblica (come da statuto) la banca d'Italia e le Banche Centrali mondiali, così che il controllo delle politiche monetarie torni in mano agli Stati (quindi alla collettività) e non resti in mano di pochi privati.

Insomma, da buon indottrinato, parla, ma non credo sappia bene di cosa parla, come ad esempio quando tratta il tema del Mutuo sociale in cui lo Stato dovrebbe sostituire le banche offrendo mutui senza interessi, la cui rata non ammonterebbe mai ad una cifra superiore al quinto dello stipendio e che si interromperebbe nel momento in cui colui che contrae il mutuo rimane senza lavoro. Nel paese delle favole forse è possibile; nella realtà no, perché quello che dice Damiano è fuori da ogni logica economica esistente. Per fare ciò (a fronte di tutte le domande di mutuo oggi esistenti) si decuplicherebbe il debito pubblico, lo Stato farebbe bancarotta. Basta pensare che a seguito della relazione di Bertolaso, servirebbero 14 miliardi di euro per la sola messa a norma degli edifici scolastici italiani: immaginate quanto costerebbe realizzare abitazioni e finanziare mutui sociali per tutti quelli che in Italia (diversi milioni) viaggiano a ridosso o sotto la soglia di povertà. Se invece si riferisce ad un numero limitato di alloggi per un numero limitato di famiglie a basso reddito, lo informo che la cosa già esiste: si chiama "Casa popolare", un abitazione che dopo tot. numero di anni in cui si paga un affitto minimo, può esser riscattata ad un prezzo minimo. Quindi nel caso, parlasse semplicemente di edilizia popolare che magari qualche sostegno in più lo troverebbe.

Sull'ospedale poi mi viene da sorridere. In pratica cambierebbe nome all'ospedale e così facendo, dandogli il nome di quello Chietino, troverebbe i soldi per spostare i reparti iperaffollati qui? A parte che spostarli non risolve il problema, al limite per eliminare quei disagi bisognerebbe crearne di nuovi, ma lo sa Damiano che ci sono 2 miliardi di debito ed un Piano di Rientro omicida da rispettare? Non penso che lo sappia dato che parla addirittura di un centro riabilitativo con "ippoterapia". E meno male che bisogna garantire le emergenze! E poi, visto che era sul palco con Micucci, Tavani & Co., e dato che per propagandare quella manifestazione s'è anche preso una multa: che fine ha fatto la legge di iniziativa popolare?

Non lasciamoci poi incantare dal megaimpianto fotovoltaico. Non credo sia cosa fattibile con le attuali finanze, sebbene il fotovoltaico sia anche nella mia idea politica il cardine enegetico su cui puntare gli sforzi per il futuro.

Il resto sono a mio avviso una somma di deliri, forse sinceramente guidati da un desiderio di rivalsa, ma che mi appare più limitato al soggetto e ad un ristretto numero di individui, che alla base reale.

Non c'è nulla di personale in tutto questo, ma Damiano, a partire da quest'estate, ha iniziato a pisciare sul territorio del sociale cercando di segnarlo come suo con modi e politiche che di sociale, nel vero senso della parola, non hanno molto. Non penso vi sia un rischio reale di una sua elezione, ma se ciò accadesse, potremmo dire d'esser giunti, come ne "i corti" di Aldo Giovanni e Giacomo allo "Zero comico assoluto!", ovvero all'esser più o meno come Tafazi: soggetti che cantano mentre si martellano le palle...ma senza sospensorio!
 

Alfano crea il diversivo e D'Alema passa inosservato.

La Boiata del guardasigilli fa passare in secondo piano il no del Parlamento Europeo sull'autorizzazione a procedere per D'Alema.

scritto da Angelo Primavera

La controfigura del premier, una delle tante, quella più alta, sistemata alla Giustizia con l'espressione intelligente quanto quella di un pupazzo dei Muppets; quella per inteso messa li a far da prestanome a Lodi incostituzionali (se il principio di uguaglianza dinanzi alla legge è costituzionale come sembra leggendo l'art.3) se ne è uscita con una tale boiata che la sua stessa maggioranza sta raccogliendo saliva da utilizzare al momento opportuno quando lo incontra.

Alfano, durante la campagna mediatica pluriennale basata sullo spulciare tutte le agenzie e pescare reati violenti da parte di immigrati ed ultras, era forse troppo impegnato a trovarsi casualmente ed a sua insaputa a matrimoni di mafia, per accorgersi che il centro-destra il suo consenso l'ha ottenuto sulla promessa di manette e manganello. Ora, dopo che il manganello fa il suo dovere liberamente, lui sbadatamente presenta un disegno di legge che elimina completamente anche solo l'ipotesi delle manette per tutti i reati sotto i quattro anni.

Il problema ovviamente non è che tutti pensano sia una follia più che mai unica, un modo differente di riproporre quello stesso indulto che pur votato da quasi tutti, da quasi tutti è stato disconosciuto. Il problema è che Angelino Alfano ha pensato ed ha proposto.
La Russa e Maroni sono insorti. Loro avevano avuto precise garanzie dal Cavaliere che Alfano fosse incapace di gesti così arditi quali pensare (chiamiamolo pensare!) e proporre.

La controfigura più secca ed alta del premier, che in matematica deve aver stracciato il mio record del voto più basso mai preso (0,5!!!), dato che ha raccontato la favola dei milioni di Italiani intercettati telefonicamente, di costi per le intercettazioni pari ad un terzo (se non di più, ora non ricordo bene) del bilancio della giustizia, quando le intercettazioni erano poche migliaia ed i costi decisamente risibili a fronte dell'utilità dello strumento, non si deve esser fatto il conto delle migliaia (forse milioni) di soggetti che neanche andrebbero in giudizio grazie ad un simile obrobrio.

Si è difeso aggiungendo un'altra balla, dicendo che aveva ripreso una proposta dell'IdV. Si sa, è sempre colpa di Di Pietro, roba da rivisitare il noto brano di Vasco Rossi, "Colpa d'Alfredo!". La porcata la propone il centro destra? Alla fine la colpa è di Di Pietro che strumentalizza; la propone Veltroni? Alla fine è colpa di Di Pietro che fa opposizione all'ombra dell'opposizione. Comunque, per la cronaca, Di Pietro ha precisato una differenza sottile quanto Platinette: la proposta dell'Idv era per quei reati con sentenza definitiva della cassazione e si limitava a 3 anni. La proposta del prestanome che non si sa quanto a nome proprio l'ha sparata grossa, è applicabile a chiunque sia accusato per reati fino a 4 anni. In pratica non si farebbe più il processo.

Lo so cosa state pensando. L'ho pensato anch'io: andiamo a vedere la lista di quelli che rischiano fino a quattro anni di carcere (che tra patteggiamenti, attenuanti generiche, varie ed eventuali, in pratica racchiudono una gran parte dei reati finanziari).
Ad ogni modo, per adesso, l'unica opposizione al governo (Kriptonite Di Pietro a parte), ovvero il governo stesso (si ricordi Tremonti sul decreto sava bancarottieri) ha bloccato il tutto.

Nel frattempo il parlamento europeo, sede delle speranze italiane di processare qualcuno dei nostri ormai sempre più disonorevoli intoccabili, su intesa guidata dai capogruppo di ogni schieramento italiano (compresi quelli della sinistra radicale, con esclusione di qualche fumatore di Marjuana come Pannella che deve aver confuso i tasti e di qualche altro che a fine mandato non ha ancora capito bene a che serve quel parlamento pagato per non legiferare, ma solo per consigliare) ha votato contro l'autorizzazione a procedere per il reato d'agiotaggio ipotizzato per Massimo D'Alema a seguito dell'intercettazione con Consorte nella quale, nel mezzo di una scalata ritenuta illegale dai PM ovvero quella Unipol, in pratica diceva d'aver fatto la sua parte. Poi nel frattempo hanno anche traferito la Forleo, ormai dipinta come una pazza per il solo aver chiesto di poter indagare il baffuto bicamerale, bipartizan ma più dalla parte di chi governa, del PD, quindi tutti avranno pensato che non avrebbe avuto senso dato che chi ha fatto la richiesta è stato trasferito su ordine del Csm che ne aveva sentenziato incapacità ed incompatibilità prima ancora di vedere le carte.

Ecco: questi sono spaccati quotidiani che dovrebbero far drizzare i capelli. Eppure la cosa più tremenda è che ormai, nel leggere di queste vergogne, l'unico sentimento che prevale è la noia. La noia di veder un paese in cui si ripete in eterno sempre lo stesso copione: da un lato si sparano cazzate, mentre dall'altro si insabbiano indagini serie, il tutto con il beneplacido di una popolazione ben anestetizzata da televisioni abusive (rete 4 comunque oggi e se non fosse per San Bettino ai tempi della Prima Repubblica, tutta Mediaset), giornali che sanno essere "Wach Dog" come il mio bastardino, che abbaia solo quando il ladro suona alla porta (insomma quando non si tratta di un ladro), artisti e gran parte del mondo intellettuale, troppo impegnati a parlar d'altro.

Lo specchio di un paese che ha venduto l'anima al digitale terrestre ed affittato il sedere, con concessione ormai ventennale, ad uso e consumo (sodomita) del Cavaliere che quel già obsoleto sistema l'ha incentivato con i soldi pubblici per inventarsi una legge con la quale salvare il suo gruppo ed attraverso premium, perché no, guadagnarci ancor di più. Una volta dicevano nel mondo che gli italiani sono "furbi". Ora cosa dicono di noi meglio non ripeterlo per non turbare l'animo di chi è troppo suscettibile.

Obamacadabra...un presidente USA che ama distinguersi.

"ma anche" noi? "Yes, We Can!!"

scritto da Angelo Primavera

Ho deciso di inserire questo video preso dal blog di Grillo che mostra un Obamacadabra (soprannome che gli ho dato per quella magia che gli è riuscita di far sembrare anche a me che nel mondo fuori dall'Italia qualcosa stia cambiando) quantomeno lontano dall'entusiasmo e dalla goliardia della platea che applaude Berlusconi. Uno stile unico che mostra come un vero uomo di Stato e del popolo dovrebbe trattare il quartino di tappo invecchiato 72 anni nella botte di Arcore: a sbadigli, boccacce e scorreggie silenziose.

Vi prego però di non ignorare il finale in cui, nel filmato, si fa il paragone con Veltroni, perché nella foto messa a chiusura non lo spiegano, ma in quel momento Veltroni continuava a ripetere "Yes, We can!" come un pappagallo ed Obamacadabra era divertito perché aveva scambiato il buon Water...pardonne Walter, per un comico satirico che lo imitava. Quando è stato poi eletto, ad Obama hanno spiegato che Veltroni è il capo dell'opposizione e del governo ombra (di se stesso) in Italia, partito che dovrebbe essere, a partire dal nome, la versione italiana di quello che lo ha condotto alla Casa Bianca. Obamacadabra a quel punto ha deciso di rimediare alla gaffe ed imparare in Italiano frasi tipo "battere il principale esponente dello schieramento opposto", "ma anche" "avviare il dialogo sulle riforme", in modo da ricambiare la stima del leader PD al prossimo incontro riuscendo, su di un bit Hip-Hop, a creare un testo di senso compiuto.

Immaginate la scena: Obamacadabra e Water...cioè volevo dire Walter Veltroni dinanzi ai 2 milioni del Circo massimo. Parte la base...

Obamacadabra: "battere il principale esponente dello schieramento opposto!"
Veltroni: "Yes, we Can!"
Obamacadabra: "avviare il dialogo sulle riforme che servono a questo posto!"
Veltroni: "Yes, we Can!"

Poi il ritornello insieme: "Ma anche" noi? -  "Yes, we can!".
 

Franco Caramanico Blogger?

Qualcuno gli spieghi come funziona!!!

scritto da Angelo Primavera

Abbiamo scovato il Blog di Franco Caramanico. Oggi tra i politici avere un Blog fa molto "in", un po' come farsi l'account su facebook, tant'è che è in costruzione anche quello di Antonio Tavani. Aspetto che sia on line (anche se non lo è ancora andate lo stesso al link che c'è una foto in posa tipo buttafuori d'altri tempi: è fantastica!)...sarà tra i miei preferiti e parteciperò con grande entusiasmo al primo esperimento di confronto virtuale del Consigliere provinciale di An. Una minaccia? Per ora solo una promemoria: vi scoverò ovunque voi siate! Ok, forse è una minaccia in effetti.

Torniamo però al nostro barbuto ex Assessore Regionale all'Ambiente. Il blog è tutto un programma già a primo impatto: lui, che già si attende domande da rompiscatole di professione come il sottoscritto, guarda altrove. Ha lo sguardo perso che lo sfondo vuol far apparire lungimirante. In realtà era una foto fatta tempo fa mentre aspettava sotto casa e si chiedeva: "Ma che caz...di fine ha fatto la mia auto blu?"

La gestione del Blog di Caramanico è una gestione abbastanza anomala. Postati li i suoi discorsi (conosciuti a memoria dalla stragrande maggioranza dei guardiesi e non solo) tutto è all'abbandono. Io ho provato a commentare per avviare una discussione, ma come si può immaginare, se ne sto parlando, la risposta è stata quella di sempre: Nessuna!

A questo punto non mi resta che fare cinque ipotesi per spiegarmi il perché Caramanico non replica ai miei commenti anche se sono l'unico che sinora se l'è filato:

1 Mi chiamo Franco Caramanico, non ci capisco un granchè di internet e di blog, ma siccome ora ogni politico che conta ne ha uno e quelli dell'Idv stanno rompendo i maroni con sta storia di internet, della democrazia dal basso, che mi pare d'esser candidato in una lista di Beppe Grillo, ho messo il mio portaborse davanti al pc in modo che si meriti il suo stipendio. Purtroppo lui/lei, una volta scritto ciò che gli ho detto di scrivere, non è in grado di rispondere ai commenti ed io idem. Poi, al momento, sono troppo impegnato e scoionato per farlo.

2 Mi chiamo Franco Caramanico, ho fatto tutto bene durante il mio mandato e creo il Blog solo per fare il pavone e mostrare quanto sono figo io o sfigati quelli che commentano aspettando una mia risposta che è come il natale per la Motta: quando arriva arriva; o come Angelo Primavera alle prove: sempre in ritardo!

3 Mi chiamo Franco Caramanico e quando ho visto che anche Antonio Tavani (detto "Vota Antonio!" "Vota Antonio!") ha un blog in costruzione, ho pensato: "Se ce l'ha lui lo voglio anch'io e poi vediamo chi ce l'ha più lungo (il seguito ovviamente!)".

4 Mi chiamo Franco Mario Caramanico...detto Palmerio, non rispondo ai cittadini se non mi fanno domande alle quali ho già risposto con lettere e volantini e soprattutto se i Sindaci di Centro Destra non cercano di alimentare un clima forcaiolo per avere la mia testa!

5 Mi chiamo Franco Caramanico, da quel che scrivo mi credo un mix mal dosato tra Superman, Obama, Madre Teresa di Calcutta ed uno qualunque dei pensionati che fanno discorsi di politica al bar. Ho messo su un blog nella speranza che personaggi Kriptonitici (fatti di Kriptonite!) come quel rompiballe di Angelo Primavera, non venissero ad ammorbarmi. Ora che l'unico a scrivere è stato proprio lui, vorrei cancellare il blog ma non riesco a ricordarmi, nelle impostazioni, come si fa..se qualcuno lo sa me lo spieghi che magari lo faccio portaborse se vengo eletto ancora.

Caro Franco, forse il blog non fa per te, ma comunque guarda il lato positivo: ora tutto il centro-destra che sbircia il mio sito, verrà a farti visita!

A presto.

San Brunetta e le Pensioni.

Da gennaio le pensioni dal tabaccaio...i rapinatori son già a far la fila!

scritto da Angelo Primavera

Brunetta non si ferma mai. Preso da un delirio di onnipotenza che lo porta a paragonarsi a Padre Pio ("ho guarito il 50% dei dipendenti pubblici"), ne spara una che veramente fa sorridere e non poco.

"Da gennaio sarà possibile ritirare la pensione dal tabaccaio ma già adesso si può andare, per esempio, a versare i contributi per la colf e per altri servizi".

Innanzitutto si immaginino le file e le resse in una tabaccheria per risquotere la pensione. Forse è una trovata per scoraggiare i fumatori a comprare il pacchetto ogni primo del mese, una trovata salutista.
Ma soprattutto si immagini la felicità dei tabaccai, già oggi tra le vittime principali di rapine a mano armata, nell'apprendere che un ministro ha deciso, dopo che il Governo ha tagliato i fondi alle forze dell'ordine decimandone la presenza, che ogni primo del mese si ritroveranno anche ad avere i soldi delle pensioni per la gioia dei rapinatori.

Già immagino la scena. Il mattino dei pagamenti, dinanzi alla saracinesca una lunga fila di persone. Ai primi posti dei giovani rapinatori. Il tabaccaio arriva e prima di aprire chiede: "come mai anche voi qui di buon'ora: sigarette?" e loro: "no, veramente anche noi siamo qui per le pensioni...poi ripassiamo in serata a riscuotere le bollette!"

 

Manifestazione 12 ottobre: "Vota Antonio! Vota Antonio!"

Ultimo atto in salsa satirica.

scritto da Angelo Primavera


"Vota Antonio! Vota Antonio!" dunque è la mia reazione riverente ed ammirata dinanzi al triplo carpiato con doppio avvitamento, coefficente 3.1, degno di una finale olimpionica con il quale il pizzetto in fascia tricolore riesce a prender spunto da un termine (straniero, ndm.) utilizzato da Palmerio, per delegittimare lo stesso Sindaco di Guardiagrele e da li lanciarsi all'attacco di Maresca e Caramanico. L'avrei visto bene a Pechino, in un costumino nero aderente con una medaglia al collo, orgoglio di tutti gli Italiani che hanno festeggiato i campioni premiati con oro, argento e bronzo (forgiati da schiavi), come riconoscimento per il loro spirito olimpico.

"Vota Antonio! Vota Antonio!" quando nel parlare di Sanità riesce persino a mostrare la sua puntuale attenzione sulla moda, criticando il sarto Maresca, che non sa tagliar bene e non confeziona forse abiti, nero funebri, come quelli che tutti uguali (tranne il libero), hanno affollato il palchetto della piazza. L'augurio, non se ne abbia a male questo cultore del bello, è che se per fare i tagli basta un buon sarto, alle dimissioni di Maresca non sussegua la nomina del suo, in quanto, ma questo è mio gusto, il taglio degli abiti era macabro e funebre ed un look simile cucito sulla sanità non è un buon auspicio.

"Vota Antonio! Vota Antonio!" che di coerenza fa bandiera, con se ed il partito, nell'aggiungere un ironico "bla bla bla" subito dopo aver usato termini come "presunzione d'innocenza sino al terzo grado di giudizio". D'altronde lui non teme che gli si palesi l'imbarazzante contraddizione nel toglier legittimità ad una forza politica regionale a causa del leader indagato ed arrestato e contemporaneamente garantirla per l'altra, a spada tratta, nel porsi al servizio sotto lo stendardo azzurro di indagati, imputati, condannati e pluriprescritti che in un Presidente del Consiglio racchiudono l'essenza pura di questa specie. Ma egli sa e per questo lo fa, che così ci strapperà sorrisi ed ilarità e dunque lo fa, lo fa per noi, loro e per chiunque preferisca rider per non piangere.

Dunque "Vota Antonio! Vota Antonio!" come diceva Totò, e non ti curare che non c'è morale, perché l'ironia del soggetto oggi giorno non è casuale; perché qualcuno disse: "con una risata si può guarire". E dunque ridendo perché d'ironia si può guarire, magari si salva persino l'ospedale.

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