Alfano crea il diversivo e D'Alema passa inosservato.
La Boiata del guardasigilli fa passare in secondo piano il no del Parlamento Europeo sull'autorizzazione a procedere per D'Alema.
La controfigura del premier, una delle tante, quella più alta, sistemata alla Giustizia con l'espressione intelligente quanto quella di un pupazzo dei Muppets; quella per inteso messa
li a far da prestanome a Lodi incostituzionali (se il principio di uguaglianza dinanzi alla legge è costituzionale come sembra leggendo l'art.3) se ne è uscita con una tale boiata che
la sua stessa maggioranza sta raccogliendo saliva da utilizzare al momento opportuno quando lo incontra.
Alfano, durante la campagna mediatica pluriennale basata sullo spulciare tutte le agenzie e pescare reati violenti da parte di immigrati ed ultras, era forse troppo impegnato a
trovarsi casualmente ed a sua insaputa a matrimoni di mafia, per accorgersi che il centro-destra il suo consenso l'ha ottenuto sulla promessa di manette e manganello. Ora, dopo che il
manganello fa il suo dovere liberamente, lui sbadatamente presenta un disegno di legge che elimina completamente anche solo l'ipotesi delle manette per tutti i reati sotto i quattro
anni.
Il problema ovviamente non è che tutti pensano sia una follia più che mai unica, un modo differente di riproporre quello stesso indulto che pur votato da quasi tutti, da quasi tutti è
stato disconosciuto. Il problema è che Angelino Alfano ha pensato ed ha proposto.
La Russa e Maroni sono insorti. Loro avevano avuto precise garanzie dal Cavaliere che Alfano fosse incapace di gesti così arditi quali pensare (chiamiamolo pensare!) e proporre.
La controfigura più secca ed alta del premier, che in matematica deve aver stracciato il mio record del voto più basso mai preso (0,5!!!), dato che ha raccontato la favola dei milioni
di Italiani intercettati telefonicamente, di costi per le intercettazioni pari ad un terzo (se non di più, ora non ricordo bene) del bilancio della giustizia, quando le
intercettazioni erano poche migliaia ed i costi decisamente risibili a fronte dell'utilità dello strumento, non si deve esser fatto il conto delle migliaia (forse milioni) di soggetti
che neanche andrebbero in giudizio grazie ad un simile obrobrio.
Si è difeso aggiungendo un'altra balla, dicendo che aveva ripreso una proposta dell'IdV. Si sa, è sempre colpa di Di Pietro, roba da rivisitare il noto brano di Vasco Rossi, "Colpa
d'Alfredo!". La porcata la propone il centro destra? Alla fine la colpa è di Di Pietro che strumentalizza; la propone Veltroni? Alla fine è colpa di Di Pietro che fa opposizione
all'ombra dell'opposizione. Comunque, per la cronaca, Di Pietro ha precisato una differenza sottile quanto Platinette: la proposta dell'Idv era per quei reati con sentenza definitiva
della cassazione e si limitava a 3 anni. La proposta del prestanome che non si sa quanto a nome proprio l'ha sparata grossa, è applicabile a chiunque sia accusato per reati fino a 4
anni. In pratica non si farebbe più il processo.
Lo so cosa state pensando. L'ho pensato anch'io: andiamo a vedere la lista di quelli che rischiano fino a quattro anni di carcere (che tra patteggiamenti, attenuanti generiche, varie
ed eventuali, in pratica racchiudono una gran parte dei reati finanziari).
Ad ogni modo, per adesso, l'unica opposizione al governo (Kriptonite Di Pietro a parte), ovvero il governo stesso (si ricordi Tremonti sul decreto sava bancarottieri) ha bloccato il
tutto.
Nel frattempo il parlamento europeo, sede delle speranze italiane di processare qualcuno dei nostri ormai sempre più disonorevoli intoccabili, su intesa guidata dai capogruppo di ogni
schieramento italiano (compresi quelli della sinistra radicale, con esclusione di qualche fumatore di Marjuana come Pannella che deve aver confuso i tasti e di qualche altro che a
fine mandato non ha ancora capito bene a che serve quel parlamento pagato per non legiferare, ma solo per consigliare) ha votato contro l'autorizzazione a procedere per il reato
d'agiotaggio ipotizzato per Massimo D'Alema a seguito dell'intercettazione con Consorte nella quale, nel mezzo di una scalata ritenuta illegale dai PM ovvero quella Unipol, in pratica
diceva d'aver fatto la sua parte. Poi nel frattempo hanno anche traferito la Forleo, ormai dipinta come una pazza per il solo aver chiesto di poter indagare il baffuto bicamerale,
bipartizan ma più dalla parte di chi governa, del PD, quindi tutti avranno pensato che non avrebbe avuto senso dato che chi ha fatto la richiesta è stato trasferito su ordine del Csm
che ne aveva sentenziato incapacità ed incompatibilità prima ancora di vedere le carte.
Ecco: questi sono spaccati quotidiani che dovrebbero far drizzare i capelli. Eppure la cosa più tremenda è che ormai, nel leggere di queste vergogne, l'unico sentimento che prevale è
la noia. La noia di veder un paese in cui si ripete in eterno sempre lo stesso copione: da un lato si sparano cazzate, mentre dall'altro si insabbiano indagini serie, il tutto con il
beneplacido di una popolazione ben anestetizzata da televisioni abusive (rete 4 comunque oggi e se non fosse per San Bettino ai tempi della Prima Repubblica, tutta Mediaset), giornali
che sanno essere "Wach Dog" come il mio bastardino, che abbaia solo quando il ladro suona alla porta (insomma quando non si tratta di un ladro), artisti e gran parte del mondo
intellettuale, troppo impegnati a parlar d'altro.
Lo specchio di un paese che ha venduto l'anima al digitale terrestre ed affittato il sedere, con concessione ormai ventennale, ad uso e consumo (sodomita) del Cavaliere che quel già
obsoleto sistema l'ha incentivato con i soldi pubblici per inventarsi una legge con la quale salvare il suo gruppo ed attraverso premium, perché no, guadagnarci ancor di più. Una
volta dicevano nel mondo che gli italiani sono "furbi". Ora cosa dicono di noi meglio non ripeterlo per non turbare l'animo di chi è troppo suscettibile.
































