Comunicato stampa
Proposta di "Guardiagrele Città in Cantiere" sul Candidato Sindaco
Da oltre un anno ci siamo posti l’obiettivo di pensare ad un modo trasparente e partecipato di fare politica, con l’obiettivo di riunire il centro-sinistra a Guardiagrele.
Sono mesi, invece, che si discute solo al chiuso, tra segretari di partito, senza trovare soluzioni.
Senza entrare nel merito delle responsabilità, questo provoca deleteri ritardi e sfilacciamento. Il problema sembra essere non un programma necessario per il rilancio di Guardiagrele
ma la figura del Sindaco.
Ora il cantiere, con senso di responsabilità propone una soluzione immediata che si incarna nella figura di una rappresentante e fondatrice del PD: la Prof.ssa Carla
Altorio.
Anche alla luce della posizione dell’IdV, aspettiamo una risposta chiara e definitiva.
"Guardiagrele é nostra!"
Introduzione di Antonio Altorio nell'ambito del primo incontro di Guardiagrele città in cantiere.
Iniziamo con la pubblicazione dei video del primo incontro di Guardiagrele città città in cantiere, svoltosi domenica 29 marzo, incentrato sul tema del lavoro.
L'introduzione di Antonio Altorio è un'introduzione che però trascende dal tema del dibattito di quel giorno e va a spiegare il perché, basi ed esponenti di tutti i partiti del centro-sinistra guardiese hanno deciso di iniziare un percorso differente. Al suo interno troverete anche la spiegazione dei "perché" esponenti istituzionali o di partito non fossero seduti al tavolo dei relatori.
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Decreto ronde e giustizia "fai da te!"
nulla di nuovo tranne i pericoli.
Non potranno girare armati. Potranno solamente pattugliare in gruppi il territorio e segnalare alle forze dell'ordine eventuali situazioni a rischio. In pratica si potrà fare ciò che si è sempre potuto fare e nulla di più, almeno sulla carta. Ecco le novità del "decreto ronde"
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Eroina guardiese: tre arresti che devono far riflettere
Sintomi di un male preoccupante.
1,2 kg di eroina presumibilmente destinati al mercato guardiese e del comprensorio. E' una notizia che non può non meritare una riflessione, al di la del fatto che poi bisognerà attendere rapporti reali, dato che il Centro più di una volta è riuscito a dare quantitativi e tipologie delle sostanze stupefacenti sequestrate totalmente sballati.
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Grazie Faber!
Dieci anni dalla scoparsa del più grande di tutti i tempi.
Avevo rimosso la data di oggi. Avevo rimosso ciò che significasse, cosa simboleggiasse, cosa ricordasse. Avevo rimosso che nell'oggi di dieci anni fa, a Milano, Fabrizio De Andrè moriva. L'avevo rimosso forse perché in questi ultimi anni, attraverso le sue canzoni che già decenni fa raccontavano il mondo del nostro oggi, l'ho sentito più vivo che mai.
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Storie dell'Italia del terzo...mondo!
A Castel Di Sangro donna chiede l'eutanasia.
Una donna è malata di Cancro. Lo Stato per bocca della Asl le nega l'accompagnamento. La donna, che deve recarsi in una struttura specializzata (250 km al giorno) per curarsi, chiede l'eutanasia. La donna è un'invalida che percepisce una pensione mensile di circa (per esperienza dico meno) 250 euro con la quale dover vivere.
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Invalidi civili: la categoria dimenticata
In tutte le proposte "anti-crisi" vengono dimenticati oggi come in passato.
Quando si parla di pensionati e pensioni in questo paese si pensa e si agisce sempre sugli anziani (a volte neanche troppo anziani). C'è un'altra categoria però di pensioni
che non beneficia mai di aumenti: quella degli invalidi civili. Gli invalidi civili sono fuori da quella categoria di pensioni che sono state portate
ad un minimo di 516,00 euro.
Lo so, in questo caso mi trovo in palese conflitto d'interesse, dato che mia madre è invalida civile e che con me in genere senza un lavoro fisso, rappresenta l'unica entrata
certa mensile in famiglia. Ma prenso la nostra storia e soprattutto la sua condizione, siano indicative di una categoria completamente dimenticata da tutti.
Mia madre ha un'invalidità del 75%, è senza diploma e questi due dati, aggiunti ad un'età di 49 anni, praticamente la tagliano completamente fuori dal mercato del
lavoro. Persino le agenzie, nel vedere questi dati, seppur non detto in maniera esplicita, fanno comprendere che è impossibile da posizionare nel mondo del
lavoro.
Ora, seppur ponessimo l'eventualità che io trovassi un lavoro stabile e/o mi facessi una famiglia mia, mia madre sapete quanto prende di pensione al mese?
235 EURO!!!
le amministrazioni pubbliche, a parte che con aiuti una tantum per conguagli spropositati, non possono far nulla. In tv sto guardando Anno Zero e vedo tanta gente in
difficoltà con stipendi mensili superiori a 1000 euro. Io penso a mia madre, penso al suo presente ed al suo futuro. Penso che 235 euro al mese in genere non ci fai neanche la
spesa per due settimane; penso a quante persone vivono in Italia nella sua stessa condizione.
Il governo pensa alle social card ed ai bonus. La prima è un pagliativo da 1,3 euro al giorno. Mia madre vive e dovrebbe vivere con 7,8 euro al giorno, che
con la social card diventano 9. Metteteci le bollette (perché la casa popolare quantomento riduce a poche decine di euro l'affitto) e pensate a quanto le resta per
mangiare ogni giorno (ovviamente i vestiti non li compra da anni!).
Io cerco di destreggiarmi, mio padre (i miei sono separati) da una mano come e quando può. Si può arrivare ad una media di 500 euro (tra mesi di lavoro miei,
aiuti di mio padre ed una tantum dai servizi sociali).
Se io non dovessi più trovar lavoro; se mio padre dovesse chiudere il negozio, come vivrebbe lei? Questa è la situazione che vivo quotidianamente, il pensiero che mi
assilla. Ed ora mi chiedo, sebbene anche questo bonus, pure al massimo di 1000 euro, proterebbe il bilancio medio giornaliero annuale a 12 euro, toccherà anche mia
madre, o come spesso avviene quando si parla di pensioni, gli invalidi civili saranno esclusi dal bonus e/o dagli eventuali aumenti? Il Governo sa che in Italia
esiste anche questa categoria?
Mia madre, come altri invalidi civili, può compiere solo lavori semplici ed in ambienti protetti. Non vorrebbe la beneficenza di un governo perché nonostante tutto ha una sua dignità: vorrebbe un lavoro. E' difficile per me spiegarle che se persino io non vengo chiamato dalle agenzie, lei non ha proprio speranze. Non avendo speranze dovrebbe essere tutelata dallo Stato per questo motivo, ma lei, come tanti altri invalidi civili e come altre categorie, è dimenticata.
La social card...o carta avanzi per i poveri!
Le logiche lobbistiche del Governo coperte dall'ennesimo spot populista.
Su Guardiagrelesociale.it oggi si discute della social card, la misura "caritatevole" del governo per identificare i poveracci alla cassa del
supermercato.
Una misura penosa, un modo inumano di affrontare il problema povertà, che fa il palio (anche se in apparenza contrasta) con una politica volta a garantire tutt'altri
interessi.
L'economia di mercato è fatta di cicli, di onde. Si sale e si scende. Lo Stato ha una funzione importante, ovvero quella di trattenere risorse quando la curva è in
ascesa (crescita economica) e ridistribuirle attraverso salari e stato sociale quando è in discesa (depressione-recessione economica).
Di fatto al momento ciò che servirebbe maggiormente è un intervento dello Stato che attraverso la pubblica amministrazione e le aziende pubbliche ed attraverso
l'aumento dei salari (magari favorito da una detassazione degli stessi), garantisse il maggior numero di lavoratori possibili, cosicchè questi possano evitare il crollo
verticale della domanda. Si distribuisce alla base lavorativa affinché essa consumi i prodotti delle imprese salvandole dal fallimento. Una politica logica se si
volesse garantire la piccola e media impresa italiana nel nostro Paese.
Ma questo governo non è miope: finge d'esser tale. Di fatto l'Italia, negli ultimi anni ha guadagnato enormi fette di mercato nel campo delle esportazioni. Questo è dovuto
all'apertura dei mercati asiatici, alla crescita delle nuove potenze emergenti di Cina ed India oltre che agli esponenziali aumenti di fatturati nel mercato delle armi che
silenziosamente dipinge una corsa all'armamento massiccia in tutto il mondo.
Gli interessi dell'èlite di Confindustria, reale cervello delle politiche economiche del Governo, non guardano allo stagnante mercato interno. Si
comprende anche dall'uso sempre più massiccio di mano d'opera precaria che è di fatto il modo migliore per scoraggiare i consumi. Gli interessi dei grandi gruppi
italiani ed europei mirano a Cina ed India, alla grande quantità di nuovi ricchi pronti a spendere grandi somme per aggiudicarsi un originale Made in Italy (spesso
prodotto in gran parte nei loro paesi però!).
La globalizzazione ha diviso il mercato: in Oriente si sta concentrando il reparto produttivo, sfruttando le condizioni di semischiavitù o schiavitù garantite da una
cultura democratica che non ha mai attecchito nella base lavoratrice. In più da quelle parti si produce tutta la merce a basso costo (e spesso bassa qualità e sicurezza)
destinata ai mercati occidentali mentre in occidente si producono, o in molti casi si assemblano e basta, i prodotti da vendere al mercato asiatico.
E questa ricostruzione, nelle logiche economiche, non è mia, ma di Tremonti!
Se andiamo ad analizzare alla luce di questo semplice ragionamento gli interventi che il governo deve fare per tutelare la sua élite scopriamo che l'unica cosa importante è
quella di rimettere in moto le banche, necessarie alle grandi imprese per far funzionare questo meccanismo. Ed è tutto ciò che il governo, anzi i governi, si stanno
preoccupando di fare.
Pensate alla popolazione italiana e moltiplicatela almeno per due o per tre; quello è il mercato di èlite cinese che le grandi aziende occidentali ambiscono a
spartirsi. Se voi foste di quell'èlite, veramente barattereste gli utili che potreste fare li, con gli spiccioli ricavabili dall'aumento dei saliari
qui?
Spero di avervi fatto comprendere quali logiche si celano dietro ad interventi ridicoli ed a tratti offensivi come la Social Card. Vi invito inoltre a non postare
commenti su relativi allo specifico della social card qui, ma a visitare
guardiagrelesociale.it ed alimentare la discussione proposta dall'assessore Dal Pozzo, a leggere attentamente le sue considerazioni perché meritano una
riflessione. Qui vi invito a commentare su tutto il resto.
Vergogna Chiodi!!!
Lo spot PDL è un'oltraggio ai giovani!
Io, purtroppo, non ho potuto vedere quando è uscito lo spot di Chiodi in cui prometteva selezioni (da gennaio, ovviamente dopo le elezioni!) e possibilità di
lavoro a quei giovani che si fossero recati ai gazebo o presso i comitati PDL. Se l'avessi visto in tempo reale mi sarei precipitato al gazebo più
vicino...ma con un lanciafiamme!
Una delle pagine più disgustose della pur disgustosa storia PDL-Forza Italia. Un voto di scambio senza pudore da ottenere facendo leva sulla tragedia della disoccupazione
giovanile abruzzese. Una porcata che meriterebbe tutta una serie di insulti che per ovvie ragioni legali molti, me compreso, preferiscono risparmiarsi. Per i giovani con un
minimo di buonsenso è un oltraggio tremendo, un ricatto che meriterebbe una risposta adeguata che purtroppo, proprio a causa di quel buonsenso, non viene data. E'
così che il centro-destra risolve i problemi dell'Abruzzo? Altro che merito! Clientelismo totale, voto di scambio. La magistratura faccia il suo
dovere!!!
Chiodi si è difeso malamente. Ha affermato che quello spot è partito per errore, che era stato giudicato sconveniente e quindi scartato. Ma la sola idea che in seno al PDL sia
stato pensato e che lui l'abbia "registrato", mostra che razza di gente senza il minimo scrupolo abiti nel centro-destra abruzzese.
Dopo i ritardi e le irregolarità di forma nella presentazione delle liste, giunge questo schifo che aggiunto al rinvio a giudizio (udienza il
27 novembre!) nell'ambito del processo sul crollo della discarica teramana, fanno venir fuori un profilo agghiacciante del candidato PDL alla presidenza della Regione.
Io non vado oltre, ma penso che questo esempio di clientelismo di massa, questo marketing delle speranze in un paese dei sogni infranti come il
nostro, siano segnali inequivocabili del fatto che Chiodi ed il centro-destra abruzzese in generale, non sono esattamente il cambiamento di cui abbiamo bisogno...ammesso che non si
voglia cambiare in peggio!
Aggiornamento: Ho trovato lo spot disgustoso attraverso il blog di Di Pietro, ma siccome è in un video di propaganda elettorale non lo posto in alto come al solito.
"Guardiagrele Giovani" e la Costituzione
la "nuova" associazione guardiese si distingue dopo il successo di Music for Emergency
Guardiagrele Giovani è l'associazione che quest'estate ha avuto il coraggio di sostenere i "rischi" dell'appoggiare il progetto del festival Music for
Emergency a Guardiagrele. Un'associazione giovane nel senso che è nata da poco e giovane per quanto riguarda la sua struttura amministrativa.
Da questa associazione, fino ad oggi troppo, a mio avviso, "sottovalutata" un'altra iniziativa importante. Noi ogni giorno parliamo della costituzione e dei pericoli che corre, del
suo esser calpestata da leggi indecenti che rendo questo paese uno Stato oligarchico che nulla ha a che vedere con l'idea democratica che i padri costituenti avevano impresso
su carta 60 anni fa.
Bene in questo clima, il dibattito sulla costituzione e sulle parole di Calamandrei
(riportate anche da questo blog in passato) mostra come a Guardiagrele, seppur forse troppo frammentata, esista una realtà viva e nuova che inizia a premere per venir
fuori.
Credo sarà un problema non da poco, per i "Vecchi" della politica nostrana, confrontarsi ed avere la meglio su questo nuovo movimento qualora esso riesca, contando sul suo spirito di
innovazione, a compattare il fronte giovanile ed a farne scaturire una proposta nuova e trasversale che sappia creare un'inversione di tendenza necessaria al nostro
paese.
Se e quando vorranno passar di qui, i ragazzi di Guardiagrele Giovani sono i benvenuti. Oltretutto, a loro come a chiunque altro, resta l'invito e la piena disponibilità a
pubblicare eventuali interventi su questo sito.
Il blog chiama i giovani all'appello
iniziative per aplificare la vostra voce.
Io non so se e quanti ragazzi guardiesi o comunque della zona passino di qui. Mi sono accorto però che la loro partecipazione è scarsa. Può dipendere da diversi fattori, uno dei quali
sono i temi dei post.
Con questo post voglio chieder loro, anche anonimamente (seppur preferisco sempre almeno il nome) di suggerire argomenti e fare segnalazioni per trattare i temi che sentono più
importanti.
Cosa non va a Guardiagrele, quali problemi vedete e vivete. Questo spazio è anche vostro. Se volete potete anche mandarmi una mail con un post da voi scritto e lo pubblicherò.
Alla serata del 29 distribuiremo fogli bianchi ed una penna per esprimere pensieri e considerazioni in libertà che poi pubblicheremo (ovviamente non quelli offensivi e
discriminatori). Insomma...vogliamo dar voce a chi la voce l'avrebbe ma a cui forse nessuno ha mai chiesto di usarla con reale intenzione d'ascolto.
A Guardiagrele un'informazione Giovane.
ai blocchi di partenza "il foglio dei giovani".
I preparativi ormai fervono, ma a breve in forma cartacea ed in fase "beta" in versione on-line, Guardiagrele si appresta ad avere un nuovo organo di informazione
fatto dai giovani ed anche se è mirato soprattutto a loro, non solo per i giovani.
L'iniziativa è dell'Associazione Punto Giovani la quale, entro la fine di Novembre punta alla pubblicazione del numero "0" cartaceo de "Il Foglio Dei Giovani".
Sarà uno strumento differente da quello offerto da questo blog, che è pur riprendendo informazioni, si pone come punto d'osservazione personale e di confronto
su opinioni. Sarà (anzi è) un organo di informazione a tutti gli effetti, con tanto di direttore responsabile (Francesco Blasi) e registrazione al
tribunale.
Sin da ora invito a connettersi sul sito attraverso questo link.
Il foglio on line porterà delle news commentabili direttamente attraverso l'apposito spazio riservato ad ogni articolo (come accade su questo blog). Il cartaceo sarà
un magazine che approfondirà e commenterà gli argomenti più importanti del mese. Al fine di aprire dibattiti e discussioni su quest'ultima versione, il contenuto del
magazin verrà inserito sul forum dei giovani della comunità montana, dove gli articoli verranno postati per intero.
Insomma, Guardiagrele prova a cambiare e prova a farlo attraverso i giovani, cercando di fare breccia in uno di quei settori in cui la nostra cittadina è più carente:
l'informazione.
Mario Palmerio: un Sindaco da Foto Ricordo.
Chissà se Ayala avrà potuto farsi la doccia?
Il faccione pasciuto del Sindaco Mario Palmerio spunta dalle pagine de Il Centro affianco al magistrato Ayala (che sabato è stato l'ospite di punta del Forum D'Autunno di
Guardiagrelesociale) e dell'assessore Dal Pozzo. Nella prossima amministrazione bisognerebbe creare un assessorato appositamente per il nostro attuale primo cittadino: l'assessorato
alle foto ricordo di Guardiagrele.
Appare un po' stravolto il Professore mentre dalle colonne a firma Francesco Blasi, sembra che a Guardiagrele si proceda a gonfie vele per la costituzione di una comunità reale, che è
il fine ambizioso e dichiarato dell'Assessore Dal Pozzo.
Dato atto, come giusto, alla bontà dell'iniziativa alla quale purtroppo ero assente per impegni lavorativi e che ha certamente arricchito grandemente la comunità, quantomeno dal punto
di vista della coscienza del fatto che la mafia è una condizione mentale e non "semplicemente" una organizzazione criminale, va osservato però che non si può proseguire con una
politica di effetti speciali quali forum come questi se non si prende un impegno serio a confrontarsi con i cittadini sui temi di tutti i giorni. Ed a proposito dei problemi di tutti
i giorni e dell'acqua, una domanda l'avrei voluta fare ad Ayala: "lei è riuscito a farsi la doccia? Perché io da mesi, fatico ad indovinare l'ora in cui rimettono l'acqua, così da
potermi lavare!"
Questa amministrazione continua a fare orecchie da mercante su diverse porblematiche. Domande semplici come ad esempio, "perché non abbiamo acqua e cosa stiamo facendo per risolvere
il problema?" oppure "quale provvedimento, nello specifico, avrebbe salvato i reparti di Day Surgery e Geriatria?", rimangono senza risposta. E' il riproporsi di quella che ormai sta
diventando una consuetudine, ovvero la disponibilità al confronto su temi aurei, ma la mancanza totale di volontà a confrontarsi sui temi più concreti.
Ovviamente, i cittadini apprezzano iniziative importanti come quella che ha chiuso il forum, ma è abbastanza indicativo notare come al di la di due iniziative con la casa di riposo ed
una della comunità montana sul "preoccupante" fenomeno del bullismo (dove spero si sia fatta anche una riflessione sui media e sul loro riflettere sempre di più l'atteggiamento
arrogante e bullesco di alcuni politici e delle lobby finanziare ed industriali che li sostengono), l'attualità locale sia pressoché rimasta fuori dall'iniziativa dall'edizione
Autunnale. L'assessore Dal Pozzo mi aveva confidato quest'estate che stava valutando di incentrare il tema del Forum di Primavera sull'informazione. Di fatto però è da sottolinerare
come sarebbe alquanto contraddittorio proporre un forum che tratti dei problemi dell'informazione quando, da amministrazione, non si fa il 110% per tenere informati i cittadini in
maniera tempestiva, chiara ed efficace riguardo temi vitali come la sanità e l'acqua.
Questo sito attende ancora una risposta alla lettera inviata all'e-mail del Sindaco Mario Palmerio ormai più di una settimana fa. Nel frattempo, sulla stampa ci si "inventa"
addirittura un commento su un dibattito dell'Azione Cattolica, che lascia presagire un tentativo di rafforzare il sostegno dell'elettorato cattolico al futuro politico dell'attuale
maggioranza, pur di trovare qualcosa per riempire una pagina senza parlare dei disagi incredibili che noi tutti stiamo vivendo da mesi con l'acqua. Ovviamente, sul problema idrico, le
bacheche attente di destra e centrodestra guardiesi, così attente quando c'era da attaccare sul fronte ospedaliero, tacciono.
Per ora ci godiamo il faccione del Sindaco in posa per l'ennesima foto ricordo. Immagini su carta stampata in bianco e nero che sono sempre più l'unico segno tangibile della sua reale
presenza nel panorama politico ed amministrativo guardiese.
Sempre più verso una società di Schiavi?
"Abolire" il giorno di chiusura è un pericolo sociale enorme!
Leggendo la news di Guardiagrelesociale a proposito dell'incontro con i commercianti ho avuto una brutta sensazione.
La nuova legge regionale
sul commercio recepisce un tipo di politica che secondo me è pericoloso.
In Italia pare che le uniche politiche sul "lavoro" e sul commercio per incentivare salari e guadagni di tutto il ceto medio e basso siano basate sull'aumento delle ore lavorative.
Si sottovalutano a mio avviso tutti i contraccolpi sociali che questo comporta.
Se agli operai si consente di guadagnare di più se lavorano sabato e domentica perché viene detassato lo straordinario; ai commercianti si consente
(sulla carta, perché se non si alimentano i salari, rimanere aperti un giorno in più non farà molta differenza ed anzi, in alcuni casi potrebbe essere anche solo più costoso)
di rimanere sempre aperti ma nessuno si chiede più, senza giorni di riposo, quando queste persone passeranno del tempo con le proprie
famiglie?
Già oggi i genitori (lo diceva Giuseppe Lumia) sono dei fornitori di servizi, in quanto si limitano a "pagare" scuola, palestra, attività varie ai propri figli,
senza condividere con loro più nulla. In questo scenario il week end o comunque il "giorno di chiusura" rappresentava un'opportunità di godere di una giornata di
condivisione che permetteva, a chi naturalmente ne aveva voglia, di passar del tempo con quei piccoli grandi estranei che alleviamo e di cui ormai ci limitiamo solo a
pagare i conti.
In più il giorno di chiusura, o il week end sono giorni di condivisione con il resto della comunità, oltre che tempo libero per vivere ciò per cui si lavora tanto.
Sono il residuo di una filosofia in cui si lavora per vivere sempre più soppiantata da un vivere per lavorare in modo da riuscire a
sopravvivere.
Questi provvedimenti sono a mio modo di vedere l'immagine di una politica a tratti menefreghista di quello che è il diritto di ogni essere umano a vivere realmente il suo
tempo; in altri casi la dimostrazione di una incapacità a dar il giusto valore al lavoro come mezzo di sostegno e crescita sociale e non come semplice
strumento di sopravvivenza e/o profitto.
Sono totalmente contrario a queste iniziative, sia quella del Governo Berlusconi sugli straordinari, sia a quella regionale sulla possibilità (che per effetto della concorrenza si
tramutarà in necessità) di eliminare il giorno di "chiusura".
Questo è il genere di politica che abbandona i deboli a se stessi, il futuro dei figli alla sola formazione da parte di televisione, estranei e strada.
Quando sai che DEVI lavorare 7 giorni su 7, che non hai scelta, che tutto ciò che farai nella vita sarà questo a parte le due settimane all'anno in cui in genere
piove e che comunque sei troppo stanco per goderti. Quando sai che o questo o niente: cosa differisce te da uno schiavo? Si dice che il lavoro nobilita l'uomo. Con
queste politiche a me sembra che ci si sforzi di privarlo di ogni suo residuo di dignità ed umanità al fine di convertirlo da essere umano in semplice carburante di
un sistema già deragliato che nessuno sembra avere il coraggio di voler mettere in discussione.
Ringraziando i pettegoli...vi racconto il mio sogno!
è ora di far qualche chiarimento!
Innanzitutto parto con il ringraziare chiunque abbia "riferito" a mio padre che "adesso mi sono messo con la sinistra". Veramente lo ringrazio. Non so se passa di qui, ma dato che "mi
hanno visto!" penso si riferiscano, questi ben informati, al mio conversare di politica e di fatti con Danilo Zulli, con Nicola Tinari, con Gianluca Primavera o, ma cosa abbastanza
recente al termine del confronto sulla Riforma Gelmini, con Angelo Orlando.
Ringrazio dunque chi, da centro-destra suppongo, ha capito tutto di quel che faccio e di quel che scrivo, di ciò che mi spinge e di ciò che mi motiva.
Che le mie idee siano "di sinistra" è un qualcosa che era evidente sempre. Che io appartenga alla sinistra partidica un po' meno. Che io possa riflettere sull'entrare nel partito la
cui ideologia si avvicina più alla mia, con l'obbiettivo di cambiare il partito stesso è un qualcosa di reale; il fatto che io ormai ne faccia parte ed abbia sposato una causa,
ripudiato le mie perplessità e differenze di pensiero per una bandiera o una tessera è una colossale idiozia.
Ai bene informati, che hanno stabilito ciò dal mio "cambio" di valutazione sul movimento di Micucci do per l'ultima volta una spiegazione. Io ho smesso di scrivere per Micucci ed il
suo giornale fondamentalmente per una serie di "coincidenze", quali ritardi di pubblicazione (sul primo articolo critico nei confronti del centro-destra) e tempistica sparizione della
mia rubrica (che io non aggiornavo da mesi ma eliminata senza neanche una e-mail per annunciarmelo, o per chiedermi conferma del mio non voler proseguire) dalla home page di
qualcosaincomune, esattamente nel momento in cui ho avuto uno scontro a distanza con il Sindaco di F.San Martino e Consigliere Provinciale di An, Antonio Tavani. Coincidenze che
sommate alla tempistica calcolata dell'interesse ad informare sulla questione ospedale solo in determinati periodi e la mancanza di proposte concrete (Di Stefano, meglio di me ha
dimostrato come il Centro-destra non approverà mai l'iniziativa populista dei Sindaci, progettando una Asl unica, invece che aggiungere, com'era assurdo, economicamente parlando, una
Asl montana alle preesistenti) mi hanno fatto riflettere sulla strumentalizzazione che io ritengo assolutamente concreta di quanto è accaduto e sta accadendo al nostro ospedale.
Fu "l'ipotesi" (usiamo un termine più dolce stavolta) di querela da parte di Tavani per il mio pezzo su Fara S.Martino a spingere Nicola Tinari (consigliere di Rifondazione che non
conoscevo e probabilmente ora non conoscerei) ad incontrarmi per spiegarmi che il Sindaco di F.S.M gli aveva fatto leggere il mio Post e che valutava di sporgere querela. Tinari lo
dissuase da quest'intenzione e mi propose un incontro chiesto da Tavani, che prima o poi ci sarà, ma che in tutta onestà, non ho mai valutato come un confronto vero e proprio perché
anche tra incivili, prima ci si confronta e poi si ipotizzano querele, o le si fanno e basta se proprio.
Gianluca Primavera, per chi ne fosse all'oscuro, è stato mio allenatore, compagno di squadra, dirigente ed amico nell'handball club di Guardiagrele. Unico, tra tutti gli esponenti
locali di partito ad incontrarmi per strada ed a congratularsi per l'idea di questo sito, muovendo successivamente obbiezioni per ciò che scrivevo, circostanziandole e quindi cercando
un confronto diretto con me.
Danilo Zulli è il padre di Simone. Simone Zulli è il bassista de I menestrelli di Graelion, è il web desiner di questo sito e l'amministratore dello stesso. Danilo scrive dei pezzi su
questo blog, non perché è privilegiato, ma perché è l'unico che in qualche modo si sta proponendo. Ho più volte e pubblicamente invitato tutti a scrivere tramite la mail dei post,
tramite commenti, o a denunciare avvenimenti, ad esprimere pareri diversi, perché, in un'Italia dove la democrazia è svanita anche come concetto, io VOGLIO che questo blog sia luogo
democratico ed aperto a tutti, in cui tutti possono dire la propria, a patto che non si degeneri in propaganda di basso livello.
In più, Danilo quando scrive su questo spazio, si preoccupa di circostanziare sempre ciò che dice prendendo spunto dai giornali. A differenza di me che di tanto in tanto prendo un
abbaglio (cercando in rete notizie "censurate" sulla stampa ufficiale ma che se si rivelano "false" o inesatte poi rettifico sia sul post errato, che su un post successivo in modo che
l'errore sia evidente a tutti, perché essendo io in buona fede, i miei errori non ho motivo di nasconderli), Danilo espone fatti concreti e sempre verificati aggiungendo la sua
opinione. CHIUNQUE VOGLIA FARLO, DI DESTRA O DI SINISTRA E' INVITATO A PROPORSI ED ESPORSI.
Se il Sindaco mi fermasse per strada e mi sollevasse obiezioni in merito a ciò che scrivo su di lui, io sarei contento di ascoltarlo, per poi dirgli che ciò che ha detto a me lo deve
render noto ai cittadini attraverso guardiagrelesociale.it e/o attraverso il mio di sito, perché le obiezioni di uno danno modo di risolvere i dubbi di molti. Micucci mi ha invitato a
prendere un caffè per dei chiarimenti e per parlarmi della sua proposta, ma alla riunione organizzativa della manifestazione del 12 mi disse chiaramente che se non ero li per
appoggiare una manifestazione (senza conoscere la proposta) date le idee (scomode) che scrivevo potevo andarmene. Quella era una occasione di confronto, non è stata colta ed ora ve ne
sarà un'altra quando sarò più libero.
Le altre forze politiche o snobbano o temono che questo sito possa prender piede perché è l'unico che quasi quotidianamente propone temi e riflessioni su ciò che riguarda la politica
locale e IL LORO OPERATO, che ne evidenzia le CONTRADDIZIONI, che mette sotto alla lente di ingrandimento ogni cosa che dicono e/o fanno. Ma il continuo aumento di visite e
soprattutto di pagine lette e di tempo trascorso sul sito che registriamo è indice del fatto che il nostro "lavoro" è sempre più apprezzato.
Io mi auguro che Guardiagrele e la politica locale abbia un cambio generazionale e di mentalità che porti ad una svolta democratica e meritocratica del sistema. Ma se da questo sito
ho più volte espresso come unica soluzione quella di invadere i partiti e mutarli agendo attraverso una base che si oppone qualora i vertici facciano cose non gradite, ovvero
deleggittimandoli politicamente dall'interno, la possibilità che presto o tardi inizi a rompere le scatole oltre che da questo blog anche in politica c'è. Ma il mio intento iniziale è
quello di risvegliare gli unici che possono, a Guardiagrele come in ogni parte d'Italia, produrre il cambiamento creando una politica che non viene più a compromessi con il potere
consolidato: ovvero i giovani.
Io attacco il movimento di Micucci perché a quel movimento ho provato a dare fiducia, ma è un movimento che nel momento in cui si trovava a dover denunciare i vertici dei partiti che
lo sostengono "implicati" nello scandalo della sanità, a denunciare i nomi di Pace, Dominici, Conga, Masciarelli e tanti altri ha taciuto. Se oggi vedo le "crociate" di Micucci in
maniera strumentale è perché lui in piazza non ha fatto quei nomi, non ha preso le distanze da quella politica e con lui non l'ha fatto Tavani e nessun'altro, attaccando invece
Caramanico e Maresca che hanno responsabilità gravi sulle scelte effettuate ma non certo sul danno globale fatto alla sanità dai precedenti nomi.
Se ho "appoggiato" Rifondazione sino ad ora è perché rifondazione ho scoperto (carte alla mano) esser stato il primo partito a denunciare i problemi ed i pericoli per il SS
Immacolata; Io li ho criticati ampiamente per l'esser stati poco attivi sulla questione ospedale negli ultimi anni, ma loro che potevano, carte alla mano, mi hanno dimostrato che non
è così, mostrandomi una bacheca in cui sono riportate, anno dopo anno tutte le iniziative a partire dal 2001. Li "appoggio" perché è l'unico partito che vuole trattare del problema
dell'acqua che ci hanno letteralmente scippato, con una SASI che è un parcheggio di clientele che si preoccupa di bilancio e riscossione bollette, ma non di garantire, attraverso una
manutenzione e sostituzione delle tubature e/o ricerche per nuovi approvigionamenti, la fornitura effettiva. Li "appoggio" perché è l'unico partito che ha proposto confronti e
discussioni su questi temi e da ultimo (decreti alla mano e non chiacchiere) sulla Riforma Gelmini.
Quindi, a chi ha da parlare perché è in buona fede e teme una nuova "fregatura" riguardo quello che legge qui, le risposte dei "perché" e dei "come" le ho date e certamente risponderò
a qualsiasi domanda in proposito. A chi inizia a speculare su questo sito o sui miei propositi, dico che se vuole aver paura è bene che ce l'abbia, perché rivolterò questo posto sino
all'ultimo documento utile...ma non deve temere che Rifondazione Comunista muova la mia mano...deve temere il mio spirito, tatuato sulle canzoni che scrivo da una vita. Deve temere il
fantasma dei valori e degli ideali che le forze politiche si sono affrettate a seppellire; deve temere "L'Idea che è dietro a questa maschera"(citazione di V per Vendetta) che da
sempre mi muove.
La pacchia in poche parole finisce qui. Chi vuole un confronto vero si faccia avanti, gli altri inizino a tremare. Ogni speculazione sarà per me un incentivo a continuare e ad essere
sempre più motivato nella mia azione. Oggi è il blog, domani saranno incontri e concerti, dopo domani saranno proposte create da una "costituente" di giovani guardiesi che, se
vorranno, faranno le loro proposte riguardo il paese, non al fine di creare un partito, ma di creare un documento che sia espressione democratica delle loro idee. Questo è il
progetto.
Io ho un sogno ed è un sogno ereditato dai nonni, dai padri, che sono morti ed hanno combattuto, che si sono confrontati per quel sogno che hanno dipinto in una carta chiamata
Costituzione. Carta che io voglio difendere con denti ed unghia fino alla fine perché è scritta contro ogni tentativo di rendere un italiano, succube o schiavo di un'altro, contro
ogni tentativo di sovvertire la sovranità popolare e che per questo motivo non solo non è mai stata applicata integralmente, ma oggi è anche sotto un attacco quasi globale da parte
della politica. Io ho un sogno che in sessant'anni di partiti collusi con la mafia, con le banche, con le massonerie e con gli interessi forti non è mai stato realtà, ne qui, ne in
nessun'altro paese al mondo. Io ho un sogno e si chiama Democrazia. Me ne frego se il mondo va in direzione opposta. Io ho un sogno e viaggerò sempre in direzione ostinata e contraria
se non altro ottenendo il più che mai raro privilegio di vivere secondo principi che mi permetteranno "di consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità."
(citazione F.De Andrè)
"e così disse al Potere: 'è la mia rivoluzione
e nessuno di voi la fermerà
avanzò mani in alto sino al plotone
gridando forte ai potenti del mondo...
...LIBERTA'!"
(tratto da: La Rivoluzione di Marco - IMDG)
Questo era un uomo, tu ne hai fatto uno schiavo
ma speranza non mollerà
finché giunga il giorno, senza mestieri o bandiere
in cui ognuno VIVENDO griderà
io non baratto la mia libertà
per una spiaggia di quiete e ignoranza!
io non baratto la mia dignità
con gli avanzi di una minoranza!"
(tratto da: Signor Speranza - IMDG)
Sarà con canzoni come questa; sarà con articoli di giornale e pezzi sul blog; sarà con pubblicazioni, con volantini, con confronti. "A canzoni non si fan rivoluzioni" dice Francesco Guccini nel brano "L'Avvelenata"...ma le si può mettere sempre al servizio di un cambiamento, al servizio delle idee.
Piero Calamandrei, 1950
una profezia agghiacciante sulla scuola pubblica
Nella mia casella e-mail ho trovata questa lettera che mi ha spedito mio figlio Simone. Già dal 1950 Piero Calamandrei aveva visto giusto sul futuro della scuola pubblica.
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Ma dov'è finita la monnezza napoletana?
Il miracolo (?!) del Governo Berlusconi.
Mi intrometto tra un post ed un altro di Angelo Primavera riguardante la questione ospedale di Guardiagrele e dal come stanno strumentalizzando la questione i ...cari amici del centrodestra, per tornare a parlare di un problema cha ha attanagliato per mesi la Campania e che dopo l'avvento del nuovo govermo sembra si sia avverato il miracolo promesso.
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Manifestazione 12 ottobre: sorridiamo al fanatismo?
Palmerio e Del Turco sono nemici; il Pdl "sia benedetto!"
Una voce tra la folla si alza:<<Sindaco, dimettiti! Hai chiuso l'ospedale!>>. <<Del Turco ricacciate i soldi!>> e poi: <<Che Dio ve benediche!>>
rivolto ai sindaci sul palco. Di nuovo verso la folla <<Acoltate cittadini: ribellatevi!>>. <<Il sindaco si devi dimettere!>>.
Non inizio questo pezzo con queste frasi per sottolineare la grammatica ovviamente, ma per dare la misura di ciò che la disinformazione voluta dal centro-sinistra e le campagne
politico-elettorali cucite su di essa dal centro-destra nell'ultimo anno hanno creato.
Una rabbia urlante che non vuol sentir ragioni, che è stanca e che si aggrappa all'ultima speranza che vede senza esser più in grado di qualsiasi valutazione nel merito e nella
sostanza di ciò che sostiene.
E' semplice parlare di strumentalizzazione e come più spesso ho espresso in questo blog, a mio avviso, è anche giusto. Ma se bisogna prender atto di questo, si deve altresì puntar il
dito su coloro che dall'altro lato, per due anni e più, hanno continuato a predicare un'ottimismo senza basi concrete, snocciolando numeri, ignorando i disagi e soprattutto ignorando,
talvolta apostrofando il fenomeno come semplice "ignoranza", la preoccupazione, il malcontento, che certamente alimentati dalla destra, si sono tramutati in paura e rabbia.
Tempo fa consigliai, quasi implorai Simone Dal Pozzo di discutere apertamente su guardiagrelesociale.it di ciò che stava avvenendo. Eravamo in tempi "non sospetti", dopo le elezioni,
prima degli arresti di Del Turco, di gran parte della Giunta regionale e dell'ex assessore alla Sanità del Pdl, Dominici.
Eravamo nel periodo in cui la cordata di sindaci pensava ad altro, taceva, non informava come si era impegnata a fare per tutto il periodo che va dalla mancata spallata al governo
Prodi, sino all'inizio della campagna elettorale per le politiche.
Un Guardiagrelesociale.it, che tra i tanti temi del forum d'autunno, dal bullismo a Sidney, al libro verde, a tutte le iniziative possibili ed immaginabili, si è guardato bene dal
provare a trattare il tema (magari attraverso proprio i volontari che contribuiscono all'assistenza sul nostro territorio) dell'ospedale. Dissi che sarebbe stato un errore, dissi che
così si sarebbe prestato il fianco a facili strumentalizzazioni che avrebbero diviso la comunità in un momento in cui bisognava invece unirsi, ma forse nessuno prese in seria
considerazione quella preoccupazione. Il risultato è riassumibile in ciò che si sente (nn sempre benissimo) in questo filmato ed in ciò che ieri è capitato a Danilo e che lui ha
raccontato nel commento al post precedente.
Oggi si è dunque realizzata quella mia preoccupazione e se vogliamo, dal punto di vista strettamente politico, questo fenomeno che di certo porta ripercussioni elettorali, il
centro-sinistra cittadino se l'è meritato. Si fosse confrontato con la gente, non attendendo sempre che la situazione venisse percepita come insostenibile dalla massa, magari oggi
potrebbe rammaricarsi per un solo errore: avallare senza negoziati ogni direttiva del Manager Maresca (cosa che già di per se è grave!).
Ma sempre dal punto di vista politico i sorrisi compiaciuti e/o divertiti che si intravedono sul palco sono un chiaro segno di soddisfazione per un obiettivo evidentemente perseguito
e raggiunto: tramutare la paura e l'insicurezza in odio, in un qualcosa che elimina la ragionevolezza dalla mente della gente e garantisce voti e visibilità a prescindere. Perché se
si possedesse un senso di responsabilità vero, ci sarebbe ben poco da sorridere in questi casi. Il senso di responsabilità imporrebbe un invito alla calma nonostante la situazione.
Sono scene al limite del fanatismo che dovrebbero preoccupare, sempre richiamandoci al senso di responsabilità, anche chi ne trae vantaggio. Tutte preoccupazioni che penso siano ben
lontane dalla mente degli odierni "paladini".
Un altro sintomo del clima che si è voluto assolutamente a mio avviso creare, l'ho riscontrato parlando con dei ragazzi di Rapino, ascoltando gli umori di alcuni giovani ed anziani
guardiesi (quelli che più di tutti non hanno i mezzi o le conoscenze per comprendere nell'insieme quello che accade) che sino a pochi mesi fa erano scettici su questo movimento. Ho
sentito più o meno sempre le stesse parole: "alla fine mi sono convinto dato quello che ha fatto Del Turco!". Insomma tutti convinti che la causa del nostro baratro siano le mazzette
di Del Turco.
Poi, per tornare al filmato. Ho visto anche molta gente comune sorridere dinanzi a quel signore con la bandiera. Io invece ho provato un brivido, un'inquietudine profonda.
Il centro-sinistra cittadino ha abdicato sulla questione ospedale a Guardiagrele. L'amministrazione si è mossa debolmente solo sull'ultimo provvedimento di Maresca. Il problema, per
quanto mi riguarda, non è che a pagarne le spese siano le forze politiche di centro-sinistra. Il problema per me è che a farne le spese è il cittadino che non solo è praticamente
privato del diritto alla salute, ma anche del diritto al conoscere la verità. Senza verità complete, responsabilità oggettive, si esaspera ciò che è già esasperato. A nessuno importa
che il cittadino comprenda; importa, almeno stando a questa prima analisi, solo dove andrà a finire il voto. Perché dinazi al fanatismo, se si sorride, altra interpretazione non so
darla.
E' da qui che parte la nostra analisi. Ora sta a voi dire la vostra.
Emergenza clandestini: Xenofobia? No, è "solo" bullismo!
Le preoccupazioni sul latte cinese smascherano il governo Italiano
L'Italia ha un problema di bullismo che ormai è sotto gli occhi di tutti, anche se in pochi lo notano. Un bullismo che però non è quello per cui si è creata l'emergenza mesi orsono,
sempre risfruttabile in futuro, riguardante ragazzini che picchiano altri ragazzini.
In Italia abbiamo il problema di un bullismo di governo, o meglio, abbiamo un governo di bulli. Il centrodestra, specie nelle sue ale all'apparenza più xenofobe quali lega ed An,
grazie al mezzo mediatico messo a disposizione del cavaliere smascherato, prescritto, indagato ed oggi improcessabile, ha accresciuto il suo bacino di voti sull'emergenza immigrazione
clandestina.
Per quanto il movente xenofobo utilizzato sia deplorevole, se questa sorta di razzismo fosse a 360 gradi, si potrebbe dar atto a questa maggioranza di aver delle idee contrarie ad
ogni principio di solidarietà, ma comunque coerenti e nell'interesse del paese, seppur in una visione alquanto discutibile interesse nazionale. Ma i fatti di questi giorni, che hanno
portato a controlli a tappeto e maxisequestri a Firenze e Milano di alimentari illegali cinesi, ci mostrano come la xenofobia dei vari esponenti della maggioranza, sia più che altro
un atto di bullismo nei confronti di quegli immigrati che non hanno un governo potente alle spalle.
Si sono criminalizzati i rom ed i rumeni per i furti; si sono criminalizzati gli africani per il loro fornire mano d'opera alle mafie italiane nello spaccio di droga (ovviamente senza
sottolineare il ruolo della mafia italiana in questo); si sono criminalizzati gli islamici perché non pregano in Italiano e puzzano di terrorismo. Tutta gente senza un governo alle
spalle che alzi la voce sull'indegna generalizzazione ed accusa mossa, a causa di alcune mele marce, all'intero popolo.
I cinesi invece non sono stati criminalizzati. Va da se che il principio secondo cui bisogna criminalizzare i criminali a prescindere da razza e nazionalità è per me un cardine. Ma mi
chiedo come mai non vi sia ancora "un'emergenza cinesi" proporzionata all'entità dei danni che, le mele marce di questa nazione, creano al nostro paese.
La concorrenza sleale cinese, che utilizza criminalmente manodopera clandestina ridotta in schiavitù, è responsabile della chiusura di interi settori produttivi nel nostro paese
(basti pensare a quello calzaturiero). La totale inosservanza dei regolamenti igenico sanitari nazionali, nonché il traffico di prodotti alimentari illegali e non sicuri, introdotti
nel nostro paese attraverso "porti franchi", mettono a rischio la salute di milioni di italiani. Il risultato di prezzo "concorrenziale" che ne deriva è causa di migliaia di chiusure
di attività in tutto il paese ed è la principale giustificazione dell'utilizzo selvaggio di precariato da parte delle aziende che ancora resistono. Per non parlare della mafia cinese,
di cui non si parla mai, ma che rappresenta una delle mafie più potenti e violente al mondo la quale, nell'ombra, inizia ad imporsi anche da noi.
Perché allora il governo non criminalizza l'immigrazione clandestina cinese, non adotta una "tolleranza zero" verso le aziende cinesi che violano le leggi e distruggono il mercato
interno? Perché non attacca con la stessa violenza mediatica questa "piaga"?
Perché i nostri governanti non sono xenofobi, sono solo dei bulli che si servono della xenofobia all'unico scopo di dividere le masse, alimentare l'odio tra la gente, coltivare un
orticello di paure dalle quali poter attingere per giustificare ogni ulteriore restrizione dei diritti o per far passare in secondo piano ogni legge vergogna che promuovono. Bulli che
sanno che se se la dovessero prendere con il popolo cinese, nel giro di 12 ore, il governo di quel paese li costringerebbe a scuse ufficiali. Bulli che sanno che l'unica valvola di
sfogo per l'elite di cui fanno gli interessi è proprio la Cina, così come è anche una fonte di maggior profitto data l'offerta, che da alle multinazionali, di schiavi da utilizzare in
manodopera.
L'Italia è governata da bulli furbi ed astuti, personaggi senza scrupoli che in barba all'interesse nazionale ed ai diritti umani, hanno il solo interesse di sfruttare il potere per
far affari in una logica che, certamente, ha ben poco a che vedere con quel sogno chiamato democrazia.
CENTRO OLII DI ORTONA
La Basilicata sia da esempio, dopo 15 anni aumenta l'inquinamento, ma non i benefici
Il Centro Olii di Ortona torna di attualità. Oggi c'è attesa per la presentazione dell'esposto presentato dai Consiglieri Regionali Angelo Orlando (PRC) e Maria Rosaria la Morgia (PD) inviato alla commissione europea (l'organo esecutivo dell'Ue). Nello stesso tempo su Corriere.it si può leggere un articolo (che riassumo in breve) che boccia l’insediamento in Basilicata.
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Solo un mostro può indossare una pelliccia
Campagna a manifesti proposta da AgireOra network per gli animali
È stato realizzato un manifesto sul tema "pellicce" che, con un'immagine che attrae molto l'attenzione e uno slogan molto forte, non può certo passare inosservato.
Il manifesto ritrae due "mostri", uno con una pellicca intera, un altro con un giubbotto decorato in pelliccia, con lo slogan "Solo un mostro può indossare una pelliccia".
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Il Papa: «Non adorate falsi idoli»
distolgono l'uomo dal suo Fine vero
Il papa nel suo discorso a Parigi ha richiamato le persone a non adorare i falsi idoli quali: «Il denaro, la sete dell'avere, del potere e persino del sapere» continua: «non hanno forse distolto l'uomo dal suo Fine vero?».
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«Si prendano le impronte agli ultrà, non ai rom»
Famiglia Cristiana: Governo arrogante con i deboli, rom e immigrati
Rispetto al mio modo di pensare, di solito non vedo di buon occhio le dichiarazioni di Famiglia Cristiana, figurarsi se lo leggo. Però questa volta "sfogliando" il sito Corriere.it, ho letto con piacere quanto riportato, trovandomi d'accordo al 100%.
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Anima Precaria
La realtà che va oltre la casa che non potrai comprare!
Quando si riflette sul precariato, raccomandazioni ed in altri termini di lavoro, ormai si commette l'errore di un'associazione semplicistica con il lato pratico della
problematica. Si riduce tutto al "i ragazzi non possono più sposarsi, comprare una casa, una macchina, avere figli". Cose vere, per carità. Ma c'è un aspetto molto più profondo e se
vogliamo, a mio modo di vedere, più dannoso e doloroso persino del vedersi negare cose fondamentali come quelle. Perché alle cose, alla fine, per una causa più o meno giusta, noi
possiamo scegliere di rinunciare. Altre cose prenderanno il loro posto, non sarà uguale, ma si va avanti. Ciò che invece è atroce è che questo sistema ci porta a rinunciare a noi
stessi, a qualsiasi parte di noi che non sia utilizzabile, che non porti profitto a chi ci fa "l'onore" d'un posto di lavoro.
In questa lettera, giuntami oggi da Chiara e pubblicata previo permesso, è in realtà uno sfogo per un richiamo da parte di un superiore (il quale si è lamentato del fatto che lei non
ha chiuso contratti in questo mese, con il "diritto" che hanno coloro che se tu non vendi, non ci perdono, al massimo non guadagnano, perché non ti pagano, ti danno solo provvigioni;
quelli che, dato che le spese di telefono e benzina le paghi tu, ti rimproverano del fatto che ci stai rimettendo: oltre il danno, la beffa!!!), c'è tutto ciò che questo sitema ha
deciso di sopprimere e tutto ciò con cui ci si sente costretti a sostituire ciò che viene soppresso.
Non aggingo altro, vi lascio alla lettura, alle vostre riflessioni, nella speranza che almeno voi, che di qui passate, sentiate qualunque ingiustizia come vostra, magari associandola
a quella che subite o a quella che subisce qualcuno che vi è vicino, ed iniziate a percepire l'esigenza di far qualcosa per porre ad essa un freno.
RIFLESSIONI A CALDO DI UN RIMPROVERO DEL DIRETTORE COMMERCIALE PER NON AVER CHIUSO NEANCHE UN CONTRATTO IN QUESTO AGOSTO
Il capo dimentica che ad agosto i titolari delle aziende vanno in vacanza!!!
La Repubblica italiana è fondata sul lavoro; il lavoro è una merce sempre più rara e quindi la Repubblica è quantomeno traballante ai miei occhi!
Qualsiasi cosa tu faccia nel mondo del lavoro sembra siano gli altri a farti un favore. E non importa se ti sbatti in una fabbrica, in un call center o in un’azienda che vanta servizi su diversi tg nazionali:
INTERSCAMBIABILE è LA RISORSA UMANA.
Risorsa umana poi è un termine post moderno di ultima generazione…politicamente corretto semanticamente discutibile…Mi fa pensare un po’ all’universalismo dei diritti..Tutti lo sanno che è necessario pochi lo praticano e quando sono in difesa nella propria trincea quei pochi diventano pietre miliari.
Certo in mente mi sovviene un paragone un po’ forte (e molto probabilmente fuori luogo) fra i lavoratori e gli ebrei…Primo passo: via il nome e su un numero nella certezza che senza identità c’è arrendevolezza e sconfitta. La persona è nel massimo della sua schiavitù in questa condizione di uguaglianza al negativo, quando l’unicità che ci contraddistingue naturalmente diventa spaccio, accumulo di numeri senza distinzione.
Ho 26 anni, non sono una sprovveduta, ho una laurea triennale, una laurea specialistica, vanto perfino un anno di servizio civile volontario e quasi un anno di lavoro.
Tutto ciò che ho guadagnato è una provvigione di ciò che ho procurato ad altri (Nota Bene: tanto nel profit quanto nel no profit!!!). L’azienda per cui lavoro sembra essere seria nel servizio che offre…Ma dove l’investimento su di me, risorsa umana e non più Chiara De Lucia?
A volte quando voglio pretendere di più mi faccio ammaliare dai bigliettini da visita, da un briefing fatto in un hotel di lusso a Firenze e dall’idea di prestigio che i miei capi mi suggeriscono; la cosa più assurda è che però più il tempo passa e più non posso non aderire alle loro logiche, credendole – perché le vedo e sperimento – diffuse e commetto l’errore più grande: NORMALIZZO L’INGIUSTIZIA!
Ho anche cambiato lavoro per un po’ ma il discorso è uguale. Pretendono tutto e guadagni solo se riesci; ti pagano quanto vuoi (e anche più del necessario) se porti il tuo Portaolio ma NULLA per i giorni in cui comunque lavori anche se non chiudi.
Quindi che fai?
Provi a lavorare nel pubblico, fai concorsi, ti prepari e riesci anche a passare delle preselezioni.
Quando sei ammessa però ti ritrovi a sapere che prima di iniziare tutto l’iter il concorso che stai per affrontare è considerato pilotato dapprima dalla stampa locale e anche se continui a studiare il tg nazionale ti ricorda che ci sono delle indagini in corso che riguardano precisamente l’ente in cui ti piacerebbe entrare.
Poi ti rivolgi al tuo ragazzo (o presunto tale), al tuo ex storico e ai tuoi amici e vedi che continua a piovere sul bagnato perché tutti loro hanno ancora un’alternativa valida: Azienda di Famiglia, partiti o Comunione e Liberazione, uniche strade a un posto fisso!
Certo anche tu sei figlia di papà…Ma intanto di tuo padre per la prima volta non ti piace l’onestà e poi hai studiato e seu stata anche brava a finire in tempo e col massimo dei voti. Perché non dovresti lavorare senza una raccomandazione?
E quindi ti ostini e provi a convincerti che vali di più fino a che i tuoi parenti ti raccontano – rimproverandoti – che altri (non si sa bene chi) hanno fatto un master (non si sa bene dove) e sono stati assunti.
E torni al punto di partenza:
se spendi - guadagni
se te ne fotti dei tuoi credo – campi (anche meglio di ciò che avevi sperato).
Io sono stupita da me stessa; pensavo che per me sarebbe stato facile “ottenere” anche vendendomi al miglior offerente. Le parole sono sempre le stesse: dalle Banche alle Assicurazioni, dalle ONG alle aziende private si alza un unico coro VENDI VENDI VENDI!
Ma più mi dicono come fare, più trovo leve da usare e meno mi sento in diritto di farlo…Non voglio contribuire ulteriormente a spargere inganno (merda) in questo mondo.
Forse ragiono così perché non avendo un bisogno effettivo di guadagno (ricordate sono figlia di papà) per me è facile essere idealista…Che poi idealista in questo senso non lo sono mai stata se non nella mia sfera privata. Io ero pronta a strappare denti e unghie circa un anno fa per avere il mio posto al sole…Ma poi vai alle fiere del lavoro e vedi signore e signori anche anziani che in linea di massima dovrebbero potersi ormai riposare e che devono elemosinare lavoro e reinventarsi ogni giorno per mantenersi, per mangiare.
Io devo solo star zitta anche perché fin quando ho soldi per scarpe e sigarette la miseria non so neanche cosa sia ma sento l’ingiustizia di questa mia fortuna.
Forse qualcuno ancora non lo sa ma non tutti possono ritardare delle scelte sfruttando il motto ad malora!
Ci si lamenta della società disillusa, con basso spirito civico e con poca solidarietà? Ma chi è ha il tempo effettivo di pensare e di AGIRE nella sua vita?
Chi si dondola negli allori a un coltello fra i denti per evitare di essere scansato da un avversario che a volte neanche esiste; che non ha da mangiare si incattivisce per forza (qualche riflessione sul nostro essere animali oltre che uomini sarebbe utile).
Io vorrei sapere da chi si è battuto negli anni d’oro (oro rispetto alla possibilità di avere un’ideale che sottintendesse un finale migliore per sempre) come si sente ad aver rivendicato tanto e a guardare tutto questo.
L’universalismo dei diritti, questa falsa uguaglianza non è forse ciò che più ci differenzia?
Abbiamo ancora la possibilità di credere e di sperare nella società?
E un figlio senza sogni è solo il cibo preferito dell’ingiustizia, del potere e dello status quo…Possiamo sopportare tutto questo ulteriormente?
Io mi rifaccio a De Andrè…voglio consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità e di verità. Spero davvero che sia almeno giusto che la fortuna mi aiuti.
Chiara.
"Prego...Entri pure!"
Analisi della cultura guardiese
L'estate guardiese è praticamente finita. Ormai restano poche iniziative, quasi tutte nel campo sociale ad esclusione de "La torre Longobarda" di Alfredo Scogna che ci sarà domenica
24.
Io con ogni probabilità non sarò presente ad una manifestazione a cui ho partecipato in diverse edizioni, la prima con l'esordio dei Kymera, e poi in seguito, con set acustici dello
stesso gruppo o da solista.
Non parteciperò per svariete ragioni, una delle quali certamente è che ultimamente, in preda ad un raptus di follia, invece di fare come quelli dei telegiornali, che ammazzano un paio
di persone a caso e poi si fanno fuori (proprio come fanno quelli dei telegiornali!), ho scaraventato malamente a terra e contro un muro l'unica chitarra classica funzionante che mi
restava. Un gesto insano lo ammetto.
Ma ormai il mio rimaner fuori da questa manifestazione ha un perché ben più profondo che intendo svelare qui. "La torre longobarda" nella sua prima edizione, nacque per offrire la
possibilità, a talenti soprattutto nel campo cantautoriale, di mettersi alla prova e nel caso distinguersi. Doveva essere, nel progetto iniziale, un qualcosa che anno dopo anno
eguagliasse e superasse il successo ed il prestigio del Bolognino d'oro, così che gli autori, cantautori ed i gruppi che producevano materiale inedito, potessero godere di una ribalta
sempre maggiore.
Ma sarà perché ai guardiesi proprio non va giù che qualcuno canti qualcosa che loro non possono cantare a loro volta, in un karaoke pacchiano sulla falsa riga di San Remo, o che il
talento creativo è ormai oggi un qualcosa di deprecabile (dato che se provi a chieder di suonare negli chalet accettano solo cover band!), La torre longobarda si è involuta anno dopo
anno perdendo completamente il suo senso originario.
Per anni, su di un palco che doveva esser riservato a talenti che proponevano inediti, abbiamo visto gruppi fare cover. Eppure, di gente che scrive, o vorrebbe farlo ma non lo fa
perché nessuno gli da la cosiddetta "spinta", a Guardiagrele e nelle zone circostanti ce n'è parecchia.
In più è da notare che i budget di spesa per "La torre longobarda" in dieci anni probabilmente, tutti sommati assieme, sarebbero sufficienti a malapena a coprire le spese delle due
serate del Bolognino di quest'anno.
Se anche un cantautore come è Alfredo Scogna dimostra, nei fatti, che sulla creatività è inutile anche solo provare ad investire, viene da pensare che forse ormai si è giunti
all'epilogo della cultura.
Io non so i guardiesi cosa abbiano visto in piazza il 14 e 15 agosto. Vi dico cosa ho visto io, sia quest'anno, che gli anni scorsi. Ho visto uno spettacolo che con la musica non ha
nulla a che vedere, che paga Joe di Tonno migliaia di euro per fare una o due canzoni, che lascia esibire personaggi (da anni) che salgono su quella passerella per il solo motivo di
vivere il loro Reality, la loro celebrità. E' il trionfo del qualunquismo e dell'immagine fine a se stessa. Ma io non ce l'ho tanto con chi lo organizza uno spettacolo del genere,
perché chi lo fa probabilmente da tempo è rassegnato a farlo, piuttosto che esserne felice, seppur le sue soddisfazioni se le toglie.
Io ce l'ho con un paese che ormai vive come evento tutto ciò che si distacca dalla realtà del vissuto e si avvicina alla televisione. Ce l'ho con persone che per carità, non sono
tutte rincitrullite, ma che non si rendono conto che il restare due ore in quella piazza, piuttosto che due ore in uno chalet a bere ascoltando imitazioni di gruppi famosi è veramente
una cosa triste. Significa vivere costantemente una simulazione di vita, un qualcosa che possa quantomeno allontanarsi dalla realtà e portar tutti nell'unico mondo in cui la gente
vorrebbe stare: la scatola quadrata.
Io sono un cantautore ufficialmente da dieci anni, ma le mie prime canzoni ormai risalgono a tredici quattordici anni fa. Io ho sempre approcciato la musica, così come la vita con
spirito creativo, perché ho sempre trovato l'imitazione, per quanto ben riuscita, una spersonalizzazione dell'essere umano, una pratica che nuoce all'anima in nome di una
stereotipizzazione consumistica e vuota. La mia unica esperienza in una "cover band" l'ho avuta solo perché a me interessava suggerire un messaggio e non certo per star su di un
palco, o far soldini nei locali, o farmi fare i complimenti per strada, o sentirmi "un po' De Andrè" per due ore.
Questa mia presa di posizione può apparire assurda, priva di senso, ma io credo che il contesto culturale che emerge da questo scenario sia quantomeno preoccupante. C'è
un'omologazione totale ed una rinuncia ad ogni stimolo di cambiamento ed in un periodo come quello che viviamo oggi, socialmente, politicamente e nel complesso, storicamente (al di la
delle responsabilità di chi questo scenario lo ha abilmente creato in decenni di terapia decerebrativa), è paragonabile allo spargersi vasellina sull'orifizio meno nobile e dire:
"Prego...entri pure!"
Un sicuro Far West
storia di quotidiana insicurezza.
Il governo si vanta con cifre e percentuali dei risultati raggiunti sul fronte sicurezza. Cifre e percentuali (tra l'altro che parlano dall'inizio dell'anno sino ad ora, quindi per lo
più riferite ai provvedimenti del governo precedente, dato che questo è in carica da aprile ed il pacchetto sicurezza è di un mese e mezzo fa circa!), con le quali rassicurano il
cittadino.
Ma la sicurezza in Italia è affidata a leggi quantomeno discutibili, garantiste anche dinanzi a pericoli palesi che non sono costituiti da un accento straniero, un permesso di
soggiorno non in regola o il domicilio in una ruolotte.
Oggi, e non è la prima volta, nel mio condominio si è sfiorata la tragedia. Due condomini sono in causa ed in guerra tra loro. Su questo nulla di strano, succede in tanti palazzi. Ma
quando uno dei condomini rimane al balcone, ogni giorno, urlando ed insultando l'altro (che talvolta risponde), per poi scendere dal balcone del primo piano (invece che dalle scale)
per aggredire delle donne, o in paese insegue per picchiare (per fortuna senza riuscirci) un bambino, a quel punto questo diventa un problema di sicurezza.
Sicurezza per coloro che vivono giornalmente sotto la minaccia di un'aggressione violenta, che in un paio di occasioni è stata evitata solo per l'intervento tempestivo di altri
condomini; sicurezza per il condomino che interviene per calmare le acque; sicurezza persino per colui che rappresenta il pericolo, in quando saltare da un balcone è un qualcosa che
mette a repentaglio la salute anche sua.
Oggi i carabinieri sono intervenuti (in ritardo dopo ben due chiamate) ed hanno ammesso candidamente che finché non c'è reato non possono fare nulla. In poche parole, finché qualcuno
non si fa veramente male, nonostante le minacce, le ripetute tragedie sfiorate, non si può intervenire in alcun modo.
Il rom può essere cacciato dal suo campo perché non ha documenti, anche se non commette reati. L'extracomunitario può essere fermato, arrestato, rinchiuso in un campo di permanenza e
poi espulso, anche se non commette reato. Un italiano che minaccia la sicurezza di una famiglia, della gente che nel caso si sentirebbe in dovere di mettersi in mezzo e difendere chi
difendere non si può, se non commette reato è libero di continuare a minacciare quella famiglia.
Questo paradosso, che vivo ogni giorno nel mio palazzo, può dare la misura effettiva di quanto la sicurezza, specie con quest'ultimo governo, sia solo uno spot, un mezzo per
controllare le masse e creare consensi perché li dove ci sono lacune macroscopiche riguardo la sicurezza effettiva dei cittadini, non si agisce.
In più, sempre per una questione di sicurezza, è paradossale come in un paesello come Guardiagrele, il pomeriggio del 16 agosto, un maresciallo dei carabinieri per poter intervenire
abbia dovuto chiedere appoggio al comando della polizia municipale.
A Guardiagrele, come in qualunque altro posto servirebbero più forze dell'ordine. Non servono spot, non servono militari non addestrati a funzioni di polizia degne di una democrazia.
A Guardiagrele servono forze dell'ordine che facciano cessare il far west che esiste, fatto di tanti cow boy e banditi che nel non vedere divise in giro, se non qualche volta nei
pressi di un bar, si concedono il lusso di una rissa, piuttosto che di darsi allo spaccio o quant'altro. Servono uomini addestrati ad individuare ed isolare le mele marce, non
manichini vestiti di verde che fanno le belle statuine in attesa che magari, un domani, per garantire non più la sicurezza, ma il controllo di una città, sia necessario che imbraccino
un mitra.
Questa che vi ho raccontato è solo una piccola storia, una come tante, dove non ci sono ne buoni ne cattivi, perché senza leggi serie che stabiliscano ciò che è buono e ciò che è
cattivo e senza forze dell'ordine più numerose e con una vera vocazione per la difesa dei diritti, invece che, come spesso accade, per l'interpretazione del ruolo dello sceriffo
quando fermano due ragazzi senza casco con il motorino, non possono esistere buoni e cattivi. Esiste solo la legge del più forte, la legge della giungla, un caos vestito di apparente
civiltà che fa perdere ogni senso all'esistenza stessa dell'istituzione Stato. Esiste solo la paura, l'insicurezza e quando si è fortunati, un po' di raro ed isolato coraggio.
Il governo può tirar fuori mille percentuali con cui truffare gli italiani. Ma la vita non è televisione, per quanto molti di noi cercano di viverla secondo i suoi comandamenti. La
vita è cosa ben diversa, come la realtà e bene o male, prima o poi, se ne renderanno conto anche quelli che oggi si sentono soddisfatti di cifre che per altro neanche gli appartengono
del tutto.
Notte Bianca
Un festival...di problemi.
Io nn so quanti di voi abbiano una minima idea di quello che serva come strumentazione per affrontare un palco come quello di largo garibaldi. Ma una cosa è certa, chi fa service lo
sa. Eppure, alla notte bianca, il nostro service, per motivi che sarebbero da approfondire se avessi voglia di cercare colpevoli per una serata decisamente al di sotto delle
aspettative, si è presentato in ritardo e con una strumentazione sufficiente ad un live in uno Chalet.
Cavi mancanti, casse monitor insufficienti (ne abbiamo dovute aggiungere ben tre) e con i microfoni siamo arrivari a malapena al numero necessario. Il tutto in aggiunta ad una
inspiegabile lentezza nel montare che ha impedito qualsivoglia prova dei suoni prima.
Il risultato è stato quello che la gente ha potuto ascoltare, specie nella prima esibizione. Suoni fastidiosi, musicisti impossibilitati a capire cosa stessero suonando sul palco, e
penalizzazioni per i primi che veramente hanno visto svuotarsi la piazza non tanto per loro demerito, ma per problemi tecnici enormi a cui non si riusciva a trovare una
soluzione.
L'impegno dei menestrelli al fianco del fonico per cercare di dare un buon suono all'esterno ed almeno qualche punto di riferimento all'interno è stato fondamentale. Possiamo ben dire
che mezzo service, tra casse, cavi e settaggi audio l'abbiamo dovuto fare noi.
Ad ogni modo ringrazio tutti i ragazzi, i gruppi, specie quelli venuti da fuori. Oltre a questi i ristoratori, che purtroppo in parte abbiamo penalizzato a causa di tutto ciò che è
avvenuto, dimostratisi molto gentili nell'offrirci da bere e da mangiare.
Quindi grazie agli "Apartment 707" (i più penalizzati) ai Metal Militia (giovanissimi e molto in gamba) agli RDF di Mattia e "Ciccio Fumo" ed ai Mutter Dog, che penso abbiano
dimostrato non solo di avere un seguito veramente ampio tra i ragazzi, ma anche di meritarselo tutto perché son stati capaci, anche in condizioni "non ottimali" di un'esibizione
impeccabile.
Una nota sui Menestrelli è d'obbligo ovviamente.
Quando abbiamo iniziato, dopo i Mutter Dog, abbiamo visto la piazza svuotarsi. Questo non importa, anche se veniamo da un'esperienza come quella di Lama dove invece, il nostro live è
stato molto più che apprezzato.
Erano in pochi ad ascoltarci però,devo dire che ascoltavano veramente. Al di la del genere, sto notando, di concerto in concerto, che la gente rimane attenta sui testi e questo è un
obbiettivo centrato molto importante. Poi, ovviamente, con l'andar del tempo, con magari un demo che gira e più possibilità di ascoltarci ed assimilare i brani, non si potrà che
apprezzare tutto nel suo insieme.
In conclusione una nota personale. Nonostante tutti questi problemi, nonostante le difficoltà che in passato mi avrebbero lasciato solamente rabbia e delusione, per me è stata una
serata splendida. Sul palco ho provato di nuovo un'emozione che non provavo da tanto, tantissimo tempo e che non era certo dovuta ne alla manifestazione, ne al fatto di suonare a
Guardiagrele. Se per quella che è la mia indole un pubblico partecipe è fondamentale, ancor più fondamentale ho capito essere la presenza di chi, con molta semplicità, può
rappresentare un mondo a parte in cui trovare forza anche nei momenti più difficili. A buon intenditor...poche parole!
Notte Bianca - Il Festival scomparso
Anche guardiagrelesociale si dimentica di noi?
Quest'anno pare proprio che esista una sorta di sodalizio, mi auguro casuale ed involontario, per oscurare ciò che l'associazione Punto Giovani fa.
Dopo esser stati nettamente tagliati fuori dal programma estivo degli Amici di Guardiagrele, così poveri da non poter aggiungere una pagina ed inserire anche i nostri eventi, ma
abbastanza "ricchi" da affiggere manifesti 6x3 (metri!!!) ad ogni accesso di Guardiagrele, sempre accompagnati dal gemello de La Destra, ora anche Guardiagrelesociale.it si
"dimentica" di noi.
Infatti, nel pezzo delle news, che spiega il programma della notte bianca, non esiste il Summer Festival di Punto giovani. All'inizio pensavo fosse dovuto al fatto che magari
venissero recensiti solo gli spettacoli offerti e garantiti dall'amministrazione. Ma come funghi ecco apparire gli Amici di Guardiagrele ed a questo punto mi chiedo: Come mai l'unica
iniziativa non inserita nel pezzo è la nostra?
Una dimenticanza mi auguro, ma devo ammettere che dopo aver visto rifiutato un banale aiuto come quello di contattare i ristoratori per chiedere ad ognuno cinque consumazioni per far
mangiare i gruppi, nonostante che Punto Giovani non abbia richiesto contributi per questa serata, ad eccezione di SIAE luce e palco che comunque il comune avrebbe dovuto pagare per
chiunque altro, la situazione inizia a diventare irritante.
Per il sottoscritto poi, responsabile del laboratorio musicale, è indicativo come possa divenire, "invisibile" agli occhi di un'amministrazione una iniziativa di sei ore, fatta da
giovani per i giovani.
Noi umilmente continueremo a lavorare con l'impegno che ha sempre contraddistinto la nostra associazione. Una cosa però è certa: il futuro di Guardiagrele, inteso come giovani, sembra
star a cuore ad un sempre minor numero di persone.
Festa della musica di Lama dei Peligni
1 - prospettiva di un futuro diverso
La Festa della Musica a Lama dei Peligni è stata un successo, almeno dal mio punto di vista. Al di la delle esibizioni live dei gruppi, a cominciare da noi, ma soprattutto dei "Tain
de Vie" che hanno movimentato la piazza con un folk d'autore per ben due ore, tra brani inediti del loro repertorio e cover, la giornata è stata tutta un perfetto accostamento tra
riflessione, cultura ed intrattenimento.
I ragazzi dell'associazione culturale "festa della musica" hanno lavorato al massimo, organizzando un programma completo. Molto interessante è stato il dibattito sul 68', affrontato
da ogni prospettiva. Erano infatti presenti una ricercatrice dell'università di Teramo che ha fatto un quadro storico dettagliato di quegli anni, citando anche delle avenaguardie del
movimento, risalenti ai primi anni 60, di cui credo pochissimi hanno mai sentito parlare. Poi esperienze dirette di chi il 68 l'ha vissuto e nell'impegno costante, lo vive tutt'ora in
giro per il mondo, dall'Iraq a Mogadiscio. Ovviamente non sono mancate, in apertura ed in chiusura le presenze "politiche".
Successivamente si è dato spazio alla musica. Noi abbiamo fatto del nostro meglio, come sempre. Il mio dispiacere è che le cose che avrei voluto dire erano troppe, ma l'urgenza che
avverto sempre più forte di trovar modo di risvegliare la gente dal proprio torpore, mi ha annebbiato la mente e così ne sono venuti fuori interventi poco incisivi e balbettanti.
D'altronde parlare in pubblico (così come esibirmi in generale) è sempre molto difficile per me.
Ma ciò che per me più conta è che ci siamo incontrati con altri ragazzi che hanno il coraggio di mettersi in gioco. L'associazione culturale "festa della musica", così come prima
l'Agorà di Fara S.Martino, è pronta a discutere l'idea di creare, per la prossima estate un festival itinerante, che in pratica, almeno per come la vedo io, sarebbe un coordinamento
tra le manifestazioni musicali dell'entrterra, le quali unite in un solo "evento", pur mantenendo ognuna le proprie caratteristiche, avrebbero una maggiore visibilità.
Questa visibilità sarà utile sia per i comuni che godranno di una pubblicità maggiore anche dal punto di vista turistico-culturale e sociale, sia per gli artisti locali che
parteciperanno ad esso, in quanto verranno selezionati e messi nel contesto più idoneo al loro genere. La musica è uno strumento aggregativo e può essere utilizzata, al fianco di
tanti altri strumenti, come risorsa per far fronte a tempi che sono difficili e che si preannunciano sempre più tali.
In uno scenario in cui le risorse sono sempre più scarse, il modo migliore di investirle ed ottenere, in un solo colpo, diversi obbiettivi fondamentali, è quello di una cooperazione
tra associazioni ed enti, al fine di ottimizzare "gli spiccioli" che le varie amministrazioni ed associazioni hanno a disposizione. Senza contare che un evento del genere,
pubblicizzato in maniera massiccia quantomeno in tutta la regione, offrirebbe notevole visibilità a tutti quei privati che, in termini di sponsorizzazione, decidessero di contribuire
a questo progetto.
Da settembre-ottobre, comincerò a ricontattare tutte le associazioni con le quali si inizierà a discutere una bozza di progetto. Successivamente questa bozza verrà presentata ai
comuni perché è fondamentale anche un apporto degli enti locali per realizzare questa idea.
Il fine è quello di mostrare con i fatti che esiste un'alternativa al concetto competitivo-concorrenziale, costituita dalla cooperazione, dal lavorare insieme, dal compattare le
diversità di ogni realtà, senza snaturare nulla, semplicemente non lavorando gli uni contro gli altri, disperdendo risorse inutilmente.
Culturalmente sarebbe la miglior risposta ad un credo individualista odierno che divide la gente e così facendo, avvantaggia i più forti, il potere economico, a danno di una
maggioranza di "deboli" che sono tali soprattutto perché soli.
Vi terrò aggiornati. Cmq, presto pubblicheremo foto ed altro materiale riguardante la serata.
Il dove, il quando, ma soprattutto il perché!
Live dei Menestrelli di Graelion
Si preparano due serate importanti per i Menestrelli di Graelion. La prima è certamente quella del 10 a Lama dei Peligni. Sarà una data difficile che viene dopo un lunghissimo stop di un mese e mezzo senza praticamente mai provare. La speranza è sempre comunque che al di la dello spettacolo e della precisione nelle esecuzioni, il messaggio arrivi diretto a mente, cuore e stomaco delle persone. Stiamo andando di male in peggio, stiamo collassando civilmente e culturalmente e c'è l'urgenza di contrastare questa deriva prima che sia troppo tardi...ammesso che non sia già troppo tardi.
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Non c'è peggior cieco....
Buona passeggiata!
Voci, movimenti sospetti, istinto. Sono sguardi di quindicenni rosso fuoco, pupille dilatate o ridotte a capocchie di spillo. Smascellamenti notturni con la tecno a palla e "raffreddori" improvvisi che si prendono nei bagni dei locali, o in macchina, o in qualche luogo appartato. Ragazzi che vomitano in una fontana, che svengono, che finiscono portati a braccia da compagni non messi molto meglio di loro, al punto che se l'amico a pezzi finisse in coma etilico o avesse un malore serio a seguito di ciò che ha assunto, sarebbero incapaci di soccorrerlo.
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Storia di un proggrama zzeppo di erori!
"Amici...di Guardiagrele"?
Il Programma estivo dell'estate guardiese 2008 quest'anno è stato affidato ad una associazione (non ancora registrata) dal nome cordiale e rassicurante: "Amici di Guardiagrele".
Inanzitutto scrivo questo pezzo per un motivo preciso. Quando ci si impegna veramente per gli altri, i megalomani egocentrici che scambiano il mettersi sotto i riflettori per una cosa fatta nell'interesse della comunità, danno l'orticaria.
Damiano e soci hanno prodotto un libricino che in teoria avrebbe dovuto contenere gli eventi dell'estate guardiese. In realtà era solo uno specchietto per le allodole, perché all'interno di esso, a parte pagine e pagine di pubblicità a pagamento, del programma si vede poco e nulla.
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Scendiamo in piazza
piccola parentesi in attesa di riavere un pc!
Finalmente cinque minuti di tempo ed un pc (purtroppo non mio) per tornare a scrivere qualcosa su questo sito.
Penso che i recenti avvenimenti, il susseguirsi di proposte e disegni di legge definiti da "vergogna" a "canaglia" forse iniziano a far venire qualche dubbio anche ai
più dormienti degli italiani, o almeno lo spero di cuore.
E così Il duce d'asfalto col tacco rialzato, fiero patriarca della moderna campagna anti legalità, sta compiendo nei primi cento giorni quello che anche i più
pessimisti di noi si aspettavano avrebbe dovuto impiegare mesi se non anni a fare. Di fatto, tra decreti e disegni di legge su sicurezza, rifiuti, e giustizia, si salva dai
processi, blocca la macchina giudiziaria, blocca la stampa e l'informazione ancora indipendente, elimina il diritto di manifestazione del libero pensiero e crea un precedente
pericoloso di un governo che decide unilateralmente e con la forza imponendo le sue scelte ai cittadini. Nessuno che chieda più che fine ha fatto la cordata per
salvare Alitalia, ne come e quando risolverà il problema rete4 che ci costa 350.000 euro al giorno di multa.
La democrazia forse non c'è veramente mai stata in Italia. La prima repubblica dei governi mafiosi, piduisti, e delle tangenti non era democratica a
mio avviso, così come la seconda del conflitto d'interessi, della legittimazione morale a delinquere, delle disuguaglianze dinanzi alla legge e
delle discriminazioni razziali. La prima però si impegnava a conservarne almeno una parvenza.
In qualche modo, che si getti via la maschera e si mostri l'Itala per quello che è, ovvero una sorta di dittatura oligarchica guidata da gruppi d'interesse economico,
forse potrebbe essere positivo al fine di ottenere una presa di coscienza collettiva. Ma la vedo dura.
Io dal canto mio penso che tutto ciò che possiamo fare è parlare con la gente, con i nostri vicini, con le persone che incontriamo per strada ed incuriosire gli altri,
spingerli alla ricerca degli arcani che si celano dietro provvedimenti spot. Dobbiamo cercare di trascinare la gente in piazza, ma non tanto per manifestare, quanto
per strapparla alla finzione di un mondo virtuale fatto di tv ed internet e riportarla ad una realtà fatta di storie umane vere, che hanno una faccia, una voce, un
odore che ogni giorno ti vivono affianco.
Dobbiamo riformare delle comunità, creare momenti di dialogo e di confronto per unire le varie isole che noi siamo. Credo sia l'unico modo efficace di muoversi,
seppure si parla di un processo lento ed ambizioso, anche perché, per chi non è più abituato a vivere gli altri se non per uso ludico-ricreativo o professionale,
l'approccio è quantomeno ostico.
Rifiuti in Campania: "L'emergenza che non c'era"
Inchiesta RaiNews24
Un'inchiesta di M. Lasagna per conto di RaiNews24 che prende spunto dall'intervista all'assessore all'ambiente della regione Campania W. Ganapini fatta da Matteo Incerti del Meetup di
Napoli e dall'intervista fatta da Giulio Finotti al geometra che presedieva i lavori della discarica di Lo Uttaro.
L'inchiesta, in base alle dichiarazioni di Ganapini e del geometra, dimostra come la cosiddetta "emergenza rifiuti" in Campania in realtà è architettata ed orchestrata dall'alto
affinché perduri nel tempo, tra discariche mai utilizzate e discariche "legali" costruite durante questi anni di commissariamento non a norma ed inquinanti.
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Aggrediti tifosi spagnoli a Milano
Prima gli insulti degli italiani che erano vicini a loro sul sagrato del Duomo
Dal Sito Corriere.it.
MILANO - Dopo la vittoria della Spagna contro l'Italia, un centinaio di tifosi iberici che assistevano alla partita di fronte al megaschermo montato in Piazza Duomo a Milano, assieme a circa 2.500 persone, sono stati aggrediti dalla folla e costretti a fuggire dalla piazza. Prima gli insulti degli italiani che erano vicini a loro sul sagrato del Duomo, poi l'aggressione da parte di alcune decine di tifosi che brandivano caschi e bottiglie di vetro.
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Ospedale di Guardiagrele e crisi sanitaria.
Il silenzio è il danno peggiore.
La Destra affige manifesti con richieste di dimissioni del Sindaco ormai da un anno buono. Denuncia una situazione al limite che preoccupa la popolazione e sta polverizzando la fiducia (già molto compromessa in quest'ultimo anno) nell'amministrazione comunale, regionale e nella politica in generale. Sui fini politici ognuno può dire la sua, ma di fatto almeno ha il merito di rompere il silenzio.
Ad oggi, nonostante gli allarmi sulla chiusura per ferie dei reparti "d'eccellenza" rimasti, sul ridimensionamento del laboratorio analisi accorpato al prontosoccorso, e su tutta una situazione che sta letteralmente collassando, l'amministrazione tace.
La preoccupazione poi in questi giorni aumenta a fronte degli esiti dell'incotro del governo regionale con quello nazionale per cercare di evitare un nuovo aumento delle imposte regionali sulle imprese (già al collasso) necessario, se non vi saranno interventi dall'alto, a tamponare la crescita del debito sanitario che continua ad aumentare nonostante che il piano di riassetto (approvato solo in marzo se non erro) sia in effetti già in azione da un'anno almeno.
L'opposizione di centro-destra non si comprende bene in questa situazione, come spesso è accaduto durante tutto l'arco di questa crisi. Il "presidente emerito" Pace, dice di aver parlato direttamente con il ministero ammettendo che il debito è suo, per aiutare l'Abruzzo nelle trattative. Ma pare lontano, il centro-destra, dal voler trovare un accordo con l'attuale maggioranza in Regione, rivendicando una volontà al dialogo tardiva da parte della giunta Del Turco.
Il silenzio va rotto e la questione va discussa al più presto, anche perché, a quasi un anno di distanza dalle promesse del 14 Luglio, il depliant che avrebbe illustrato nel dettaglio i provvedimenti del riassetto sanitario riguardanti il nostro presidio ospedaliero non si è mai visto.
Le sorti dell'ospedale hanno già diviso questa comunità. Le non "alternative" al piano, de La Destra e del Centro-Destra, oltre il silenzio di quest'ultimo dopo la campagna elettorale, oggi rendono il cittadino sfiduciato su entrambi i fronti. Nessuna forza politica parla alla cittadinanza in termini di fatti, prospettive concrete, errori e proposte, con senso di responsabilità ed autocritica.
Le critiche al piano di riassetto, al come è stato prima attuato e poi approvato (modalità al quanto discutibili sia sul piano formale e politico che su quello democratico), ai suoi criteri, alle informazioni incomplete, al fatto che trovata la situazione tragica si sarebbe dovuto lavorare in totale trasparenza e con il coinvolgimento dei cittadini invece che nell'ombra, sono legittime.
Di fatto alla luce di ciò che accade, la nostra salute è precarizzata, affidata alla speranza di non aver bisogno di un sistema sanitario attualmente allo sbando, nella confusione, dove a Chieti si lavora con 1/3 del personale necessario, e vi sono brande che stazionano nei corridoi, file assurde agli sportelli, e disagi enormi anche per i malati di patologie gravi quali il cancro, mentre la struttura Guardiese rimane come una cattedrale nel deserto, la cui vocazione specialistica appare più teorica che pratica.
I benefici sul bilancio del piano di rientro, stando a ciò che si evince dalle dichiarazioni della maggioranza, hanno tempi lunghi ed in parte sono ancora da verificare. Nel frattempo la corsa del debito non si è arrestata, sfondando ampiamente quota 2 mld di Euro ed i disservizi si moltiplicano insieme ai disagi.
In questo momento tragico dell'Abruzzo, è fondamentale compito di tutti i partiti rinunciare ad ogni strategia o interesse di bottega e compattarsi per trovare una soluzione assolutamente necessaria ai cittadini d'ogni colore e bandiera. E dato che questo sul fronte del Consiglio Regionale, stando a quando emerso dall'ultimo confronto sul tema al Garden, accadeva in tempi in cui c'era spazio per produrre invece un'alternativa, sarebbe il caso, vista la necessità (almeno momentaneamente), di tornare a quel clima soprattutto nella comunicazione ai cittadini, magari iniziando a parlar loro direttamente e non solo a mezzo stampa.
Le speculazioni sulle responsabilità del disastro avranno tempo per essere attuate nelle prossime campagne elettorali per entrambi gli schieramenti. Infatti se il
centro-sinistra ha "gestito male" la crisi, dando una mazzata impressionante ai territori interni e più svantaggiati, un piano di riassetto sanitario alternativo di
centro-destra non è mai stato presentato ne durante il suo governo ne durante questo periodo all'opposizione e che il centro-destra ha la responsabilità politica
dell'ammotare di 1,7 Mld del buco della santità abruzzese, come da stessa ammissione di Pace.
Quindi ce ne sarà per tutti.
Ciò che conta ora però è prendersi cura delle comunità, dei cittadini che non hanno più servizi o che faticano ad averne, dialogando con loro. Non si costringa il cittadino a prendere il forcone ed allestire la gogna. Il Senatore Legnini criticò questo atteggiamento dei guardiesi. Ai politici tutti vorrei ricordare che in genere, quando si allestisce la gogna è perché la gente rivendica proprio questo: vera democrazia.
La democrazia non vive di silenzi, accordi segreti (seppur in buona fede), ne di mezze verità. La democrazia vive di partecipazione e chi amministra ha il dovere morale, nonché politico, di confrontarsi con i cittadini prima che essi insorgano. Altrimenti sarebbe come in quei film, dove il cattivo, dopo averle prese, mentre si appresta a subire il colpo di grazia, dice: "Parliamone".
Il mio invito è a trattare l'argomento al più presto in una logica di confronto. Le forze di opposizione smettano di chiedere dimissioni, perché ora non servono dimissioni (specie al Sindaco che è l'ultima ruota del carro): al limite se ne parlerà a disastro scongiurato. Solo unita una comunità può affrontare questo dramma e magari avere mezza speranza di giungere ad una soluzione positiva.
La battaglia per l'ospedale di Guardiagrele, così come l'abbiamo avuto sino ad un anno fa, per i pochi che l'hanno combattuta, è persa . Ora si apre una battaglia più grande: la lotta della nostra comunità per limitare al massimo i danni e sopravvivere alla catastrofe.
Penso che ogni atteggiamento speculativo e propagandistico in questo senso è un danno all'interesse e della salute dei cittadini, nonchè un atto irresponsabile quanto il silenzo. Spero che questa riflessione tocchi anche chi, nell'arco di tutta questa vicenda, è stato anche a caccia di consensi, seppur (mi esprimo in buona fede) alimentato da vera passione politica e dalla stessa rabbia condivisa per ciò che ci troviamo a vivere.
Aggressione ai giornalisti.
Il video dell'aggressione poliziesca al giornalista del Tg3
La cosa che mi lascia più esterrefatto è che, data la notizia, nessuno ne abbia più parlato. C'era da discuterne, perché le forze dell'ordine dovrebbero garantire l'incolumità di chi è sul posto per informare i cittadini, non attentare ad essa.
I neofascisti di Forza Nuova fanno ronde punitive nella Roma dell'ex picchiatore fascista Alemanno: "non c'è movente politico", "solo balordi".
La polizia quando carica pesta senza far distinzione tra uomini, donne, anziani e giornalisti: "nella polizia come in ogni realtà ci sono mele
marce".
Che i neofascisti picchiatori siano dei balordi, o che i poliziotti dal manganello facile siano mele marce, nessuno lo mette in dubbio. Il fatto che in entrambi i casi, queste realtà vengano minimizzate e quasi ignorate però fa riflettere.
Voi cosa ne pensate?
Amnesty Interantional: Italia Xenofoba
Critica Bipartizan di A.I. alla politica ed ai media italiani.
dal sito www.perlapace.it
Non fa sconti Amnesty International. E soprattutto non ne fa all’Italia. Nel presentare ieri il Rapporto 2008, l’organizzazione si è richiamata idealmente ai sessant’anni della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del ‘48. Ma Paolo Pobbiati, presidente di AI Italia, ha detto che se chi l’ha vergata potesse adesso leggerne gli effetti, rimarrebbe assai deluso. Specie osservando con la lente dei diritti negati quanto avviene oggi nel nostro paese.
La relazione sul Belpaese è stata affidata a Daniela Carboni: voce gentile ma staffilate senza appello a cominciare da una “legittimazione del linguaggio razzista” che ha fatto subito venire in mente le critiche di Madrid. Inevitabile il riferimento al clima di caccia alle streghe nei confronti dei cittadini rumeni e in particolare contro i rom, iniziato con l’omicidio di Giovanna Reggiani da parte di un rumeno, secondo alcuni di etnia rom, il 31 ottobre scorso.
Nel Rapporto si dice chiaramente che tale clima xenofobo è stato alimentato dalle “dichiarazioni che alludevano a responsabilità collettive di minoranze e gruppi di migranti” da parte di esponenti politici. A cominciare dall’allora sindaco di Roma Walter Veltroni, secondo cui “prima dell’ingresso della Romania nell’Ue, Roma era la metropoli più sicura del mondo”. Pochi giorni dopo Gianfranco Fini ha dichiarato, riferendosi ai rom:“mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all’accattonaggio. Parlare di integrazione per chi ha una ‘cultura’ di questo tipo non ha senso”.
Un concentrato di stereotipi che riassumono bene il clima xenofobo che si respira in questi giorni. Non da meno è stato il prefetto di Roma Carlo Mosca, che in seguito al primo provvedimento preso dal governo – il decreto legge urgente sulle espulsioni firmato il 2 novembre, secondo cui le autorità possono motivare l’espulsione di cittadini Ue sulla base di un “pericolo per la sicurezza pubblica” – ha fatto sapere: “La linea dura è necessaria perché di fronte a delle bestie non si può che rispondere con la massima severità”.
Parole che hanno fatto rizzare i capelli all’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, che ha espresso preoccupazione per il clima di intolleranza e per lo “stato di tensione nei confronti degli stranieri alimentato negli anni anche da risposte demagogiche alle tematiche dell’immigrazione messe in atto dalla politica”. Stesso monito anche dal presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa che ha messo in guardia l’Italia circa il rischio di una “caccia alle streghe”. Interventi che non hanno avuto effetto, dato che nei mesi successivi sono seguite dichiarazioni analoghe.
Come risultato di questa campagna, sostenuta anche da molti media, AI ricorda i violenti attacchi a campi rom che si sono verificati nel
corso del 2007 fino ad oggi, per ultimo l’incendio del campo di Ponticelli a Napoli, nonché le numerose aggressioni ai danni di cittadini stranieri, come il l’episodio del
Pigneto. Proprio in seguito all’attacco di Ponticelli l’Osce, che si occupa della sicurezza in Europa, ha espresso preoccupazione per la retorica anti-rom e
anti-immigrati degli ultimi mesi che rischia di aumentare gli episodi di violenza. Un timore condiviso dall’Onu, che a marzo aveva denunciato le condizioni di
“segregazione di fatto” dei rom in Italia, privi di accesso ai servizi essenziali.
L’Italia è sotto accusa anche per il “pacchetto sicurezza” che introduce una serie di misure – tra cui il reato di immigrazione clandestina - che, in assenza di una
legge organica sull’asilo, mettono a rischio anche i minori migranti e i richiedenti asilo. “Desolante”, infine, è per AI il quadro legislativo italiano in materia di
tortura e diritti umani, gravemente lacunoso dato che nel nostro codice penale non compare ancora il reato di tortura, aumentando il rischio di impunità per le forze
dell’ordine che non devono rispondere del loro operato a nessun organismo indipendente di controllo né a nessuna istituzione nazionale di monitoraggio dei diritti umani.
Fonte: Lettera22 e il Manifesto
28 maggio 2008
Giovanni Falcone
il mio commento su www.guardiagrelesociale.it
Riporto di seguito anche qui il mio commento (corretto rispetto all'originale) al post dedicato alla memoria di Giovanni Falcone sul sito guardiagrelesociale.it.
In tempi "bui" come questi ed altri già trascorsi, queste parole (riportate nel post, ndm) sono un faro nell'oscurità, una guida salda, un iniezione di coraggio, un sostegno. La lotta alla mafia di Giovanni Falcone è l'esempio di una vita sacrificata al trionfo della giustizia e per questo consegnata alle pagine della storia ed all'immortalità della memoria.
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L'Emigrante
Una pagina di memoria per una riflessione di civiltà.
In questo clima in cui si discute molto di emigrazione clandestina, che con il pacchetto sicurezza diviene reato, è bene credo ricordare il passato del nostro popolo italiano, che per decenni è stato popolo di emigranti.
In questo contesto sono orgoglioso di parlarvi di un'iniziativa promossa dall' ITC di Guardiagrele, con il patrocinio dei comuni di Guardiagrele ed Orsogna, e la partecipazione dei ragazzi e docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale "Algeri Marino"- sede staccata di Guardiagrele, della scuola secondaria di primo grado di Guardiagrele, della scuola primaria di Guardiagrele e dell'Istituto Comprensivo di Orsogna.
L'Iniziativa è un Recital di Musica e Teatro dal titolo "L'emigrante" scritto e diretto dalla professoressa Giovanna Ferrante, con la collaborazione di docenti appartenenti alle diverse scule partecipani e portato in scena dai ragazzi degli istituti sopracitati, con l'apporto tecnico (per la strumentazione e l'audio) dell'associazione Punto Giovani e del coro di S.Martino (luci). Dopo il debutto riservato al pubblico scuole primarie di Guardiagrele tenutosi questa mattina presso il Cinema-teatro Garden, domani sera, giovedì 22 maggio, vedrà la sua serata aperta al pubblico di tutta la cittadinanza.
Del clima dell'impegno, dell'emozione e di ciò che riguarda la parte del "dietro le quinte" parlerò in un post successivo, dopo l'ultima esibizione prevista al Teatro di Orsogna la settimana prossima.
Ciò su cui vorrei soffermarmi ora è l'importanza fondamentale del contenuto culturale e di memoria dello spettacolo che, attraverso poesia e musica, compie un viaggio nella realtà del nostro recente (e purtroppo dimenticato) passato, in cui nostri connazionali partivano, con pochi stracci, per cercare un futuro migliore in terre lontane.
La nostra realtà di quel periodo, intesa nei motivi che spingevano ondate di nostri connazionali a lasciar la propria terra, non era così distante dalla realtà di coloro che oggi in Italia sono considerati "criminali" a prescindere. Lo spettacolo lo dimostra bene.
Anche noi abbiamo esportato criminalità e non parliamo di rapinatori, borseggiatori e manovalanza per le organizzazioni preesistenti; parliamo di Cosa Nostra, parliamo di Camorra, Parliamo della Ndrangheta. Cosa sarebbe accaduto se a causa di questi malfattori, i nostri connazionali fossero stati accolti all'estero come dei criminali (tutti) e sbattuti in campi di prigionia (i campi d'accoglienza, trasformati in istituti detentivi provvisori previsti dal DDL presentato oggi a Napoli, questo saranno!)?
Questo spettacolo, di ben 2 ore e mezza, deve farci riflettere in questo senso, in un periodo in cui ormai tutti, anche coloro che non ne ha alcun
motivo, hanno paura dell'uomo nero, dell'uomo islamico, dell'uomo dell'est.
Noi, pochi decenni fa eravamo i romeni; noi pochi decenni fa eravamo gli albanesi; noi pochi decenni fa eravamo i marocchini, i
senegalesi, i curdi, i liberiani, i cinesi ecc..
Gli Stati che ci accolsero non combatterono noi. Combatterono i nostri criminali che si insidiavano nei loro territori ed in molti casi, sfruttavano i nostri stessi connazionali. Alcuni dei nostri connazionali aiutarono questi Stati a combatterli.
Per i soliti che vedono strumentalizzazioni ovunque, rendo noto che i preparativi di questo spettacolo sono partiti in tempi non sospetti, in quanto è da settembre che scuole ed alunni sono al lavoro sul progetto. "Non è cultura ad orologeria" come alcuni potrebbero insinuare. E' "La Cultura" che l'orologio del tempo, oltre che per scandire le ore dei ritmi giornalieri o delle convenienze "politiche" del momento, lo usa per tenere viva una memoria che non va persa.
L'appuntamento al Cinema-Teatro Garden di Guardiagrele è per giovedì 22 maggio, in replica presso il teatro comunale di Orsogna domenica 1 giugno. Entrambi gli spettacoli andranno in scena alle ore 21.00. Ingresso libero
J.a.k: quando il credito appartiene al cittadino
Dal servizio di Report una nuova speranza contro la finanza speculativa.
Dalla Svezia arriva l'alternativa al concetto di economia speculativa. La Jak Bank, non è una banca nel vero senso del
termine. E' più un'associazione che attraverso il meccanismo dei crediti di risparmio offre prestiti e mutui al tasso medio del 2,5%
necessario a coprire i costi (di personale e di struttura) ed i rischi.
La particolarità di questa realtà, portata alla luce da Report è che la banca non è di uno o più banchieri.
La banca è degli abitanti della cittadina in cui è sorta, i quali hanno tutti quanti una azione procapite e voto nell'assemblea che elegge il consiglio
d'amministrazione. Una sorta di credito democratico a tuttin gli effetti.
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Il ruolo delle cicale.
Riflessioni riguardo il live di ieri sera
Tempo fa, in una discussione relativa al post "La cultura è politica di condivisione" mi è stata riproposta una versione particolare della fiaba "La cicala e la formica" in cui si comparava chi canta e parla di problematiche sociali con la "cicala". In pratica una massa di fannulloni che poi pretendono anche di dividere il cibo delle formiche che nel frattempo lavorano.
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Pacchetto sicurezza
misure razziste per un problema che forse non esiste.
Diverse sono le misure: nuovo reato di immigrazione clandestina e carcere per chi tenta di entrare o si trova in Italia violando il testo unico sull’immigrazione del’98; chiusura delle frontiere e blocco del trattato di Schengen contro rom e romeni; rafforzamento dei pattugliamenti marittimi anche oltre le acque territoriali(già oggi due navi della marina svolgono questo lavoro); permanenza nei Cpt fino a 18 mesi; smantellamento dei campi rom abusivi ricorrendo con arresti e ed espulsioni; inasprimento sulle richieste di asilo e sui ricongiungimenti familiari; permessi di soggiorno solo a chi ha un reddito; trasformare i Ctp in carceri temporanei(gli stranieri arrivati senza permesso dovrebbero esservi, in attesa del processo con rito direttissimo).
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Fara S.Martino: Il torneo non s'ha da fare!
Commento denuncia di Giuseppe Di Maio, associazione culturale Agorà
Sul precedente Post "Diritto d'opinione", ho ricevuto un commento di Giuseppe Di Maio, tesoriere dell'associazione culturale Agorà. L'associazione mi aveva messo a parte del fatto che voleva riorganizzare un torneo di calcetto che non si svolge più a Fara S.Martino da diverso tempo. Leggiamo dalle parole di Di Maio come è andata, naturalmente rinnovando l'invito ad una replica da parte dell'amministrazione, anche su questo punto ed ai cittadini di Fara che ci seguono per ampliare la discussione.
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9 maggio 1978 – 9 maggio 2008. Trent'anni, una vita.
Quando la storia d'Italia girò su se stessa, tra le BR e la mafia.
Prendo in prestito un
titolo trovato su internet, per cercare di spiegare ciò che successe quel fatidico giorno di 30 anni fa.
L’On. Aldo Moro formulò una nuova teoria politica, il progressivo incontro con il Partito Comunista, allora guidato da Enrico Berlinguer.
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L'eredità di Peppino Impastato...
Sulle orme di Radio Aut nasce la tv web de i Menestrelli di Graelion
Quando ricorrono gli anniversari di della morte di Giovanni Falcone, di Paolo Borsellino e degli agenti delle rispettive scorte, Mediaset mette in palinsesto automaticamente la relativa fiction, toccante, che racconta le loro vite, ma naturalmente omette le indagini scomode come quelle raccontate da Paolo Borsellino ai francesi in cui citava "l'eroico Mangano" e la fininvest di Berlusconi.
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Diritto d'opinione.
Minacciar querele non aiuta i chiarimenti.
Rompo il silenzio sulla questione, nonostante che sia ormai circa una settimana che sono stato messo al corrente di sviluppi riguardanti un mio pezzo "La Politica è cultura di condivisione" pubblicato su questo blog. Il pezzo pare abbia toccato nell'intimo l'amministrazione di Fara S.Martino che nella mia percezione di quella realtà, non si è riconosciuta.
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9 maggio 1978 - 9 maggio 2008
A 30 anni dall'omicidio di Peppino Impastato
Venerdì prossimo 9 maggio saranno 30 anni esatti che Peppino ci ha lasciato, non ci ha lasciato però, la sua voglia di libertà, il suo esempio, il suo modo semplice ma efficace di cercare di combattere la mafia.
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Un triste primo maggio a tutti!
Commemorazione dei diritti dei lavoratori.
Il passato è un sentiero pavimentato da cadaveri. Morti per avere le giornate lavorative di 8 ore; morti per il giorno di riposo; morti per i diritti sindacali; morti per un lavoro più sicuro. Oggi qual'è lo scenario? Detassazione degli straordinari, ovvero se sei povero lavora anche sabato domenica e qualche ora in più quando serve! Precariato diffuso e con esso abolizione dei diritti sindacali e di sicurezza dei lavoratori.
E' un primo maggio triste, l'evidenza della contraddizione tra la nostra realtà e non solo la carta costituzionale, ma anche con la memoria (purtroppo persa) di come certi diritti sono stati guadagnati. Ciò che ha richiesto il sacrificio di vite umane, oggi, silenziosamente è stato eliminato. Quel che viene da chiedersi è: quanti dovranno morire da oggi in avanti prima che quei diritti perduti e quelli mai raggiunti, vengano riconosciuti?
Primo Maggio
Festa del Lavoro
C'era una volta la festa del lavoro.
I lavoratori si fermavano e ringraziavano per i diritti acquisiti.
Oggi c'è la festa del lavoro.
I lavoratori precari non si fermano e ringraziano il cielo per essere ancora vivi e per avere ancora un contratto.
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Artigiani "di un altro pianeta".
Concerto di Primavera - Parte terza
L'ultimo post lo dedico incece alla nostra esperienza individuale nella sua parte riguardante quello che definisco il nostro personale "successo". Infatti spesso si confonde la condivisione con un appiattimento dei valori messi in campo dagli individui quando si esprimono non mossi da un ideale di competizione figlio di una mentalità che ha trasformato tutto, persino gli esseri umani, in un mercato, ma invece dalla voglia di fare la propria parte sfruttando il proprio talento per ottenere un cambiamento utile a tutti.
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La cultura è Politica di condivisione.
Concerto di Primavera - parte prima
C'era un vento polare ieri a Fara S.Martino. Un vento che forse, in combutta con chi questo festival l'avrebbe voluto boicottare con ogni mezzo, ha cercato di gelare l'entusiasmo di coloro che da settimane lavoravano sia per organizzare che per esibirsi in questo concerto. Un tentativo che però si è frantumato cotro il calore di decine di ragazzi, artisti veri, e di un pubblico vero, che a quel gelo hanno resistito finchè il vento, sconfitto, non si è dovuto arrendere.
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La società degli uomini soli
la condivisione della debolezza come mezzo per costruire una società forte.
Anoressia, bulimia e gli atri disturbi dell'alimentazione, droga, alcolismo, depressioni. Questi fenomeni specie nella fascia giovanile della popolazione, colpiscono milioni di italiani. Problemi che nel nulla del servizio pubblico e dell'informazione trovano spazio per pochi secondi solo alla pubblicazione dei dati e quando qualcuno muore a causa di essi.
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Giuseppe Lumia
LA POLITICA che sa dare coraggio.
Viviamo un momento difficile e questo ci penalizza ma è anche un'opportunità. Della storia noi non ricordiamo i momenti facili. Ricordiamo sempre i momenti più difficili in cui un popolo o un personaggio, o una comunità, nonostante le difficoltà, si sono risollevati. Dunque questo momento è un'opportunità che va colta!
La politica di oggi fornisce solo paura, e la paura si sa è la miglior forma di controllo. Ma nella politica, lontano dagli occhi delle telecamere, ci sono ancora uomini che hanno la capacità di dar alla gente la forza ed il coraggio per credere in una speranza e tentare un cambiamento.
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Messina, cent'anni nelle baracche
e si continua a parlare del ponte
Sul sito di Corriere.it, una notizia incredibile. A 100 anni esatti dal terremoto del 1908, ancora 3.336 persone vivono nelle baracche. Gente che lavora, paga spazzatura e affitto, e deve ammazzare i topi a cucchiaiate. Senza più la speranza che questa vita «provvisoria» finisca.
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La rivoluzione delle coscienze
disobbedienza civile
Per coloro che come me in questo sistema non trovano spiragli di giustizia, affido il messaggio di questo video. Se gli Italiani, anche solo per la metà, avessero il coraggio di una vera disobbidienza civile, domani ci sveglieremmo in un altro paese, in una vera nazione, finalmente, dopo circa un secolo e mezzo, in Italia.
"Possono torturare le mie carni, rompere le mie ossa, anche uccidermi e allora potranno avere il mio cadavere...ma non la mia obbedienza!"
Ringrazio Danilo per la segnalazione di questo ottimo video.
La questione Tibetana
quando libertà e diritti umani non convengono
Questo post parte sulla segnalazione di Lucia che mi ha inviato una mail invitandomi a trattare l'argomento ed a diffondere informazioni riguardo la questione tibetana ed i recenti fatti di cui abbiamo avuto notizia, se così si può dire.
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Martin Luther King
a 40 anni dalla morte
Martin Luther King assassinato a Memphis il 4 aprile 1968.
Simone dal Pozzo ha inserito nel sito di Guardiagrele Sociale un ricordo di questo grande leader dei diritti civili. Il più giovane in assoluto a vincere il "nobel" per la pace nel 1963 a soli 35 anni.Invito i ragazzi che ne hanno sentito parlare solo lontamente a cercare su internet in modo da capire la grandezza di questo uomo che ha dato la vita per il suo sogno e per i suoi ideali.
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Sesso: Donne e Uomini non si capiscono
Lo rivela uno studio condotto dall'Indiana University
Ascoltando la radio qualche giorno fa ho sentito che secondo uno studio condotto dall'Indiana University su 280 studenti tutti ventenni, l'uomo spesso tende a sovrastimare gli apprezzamenti e l'interesse delle donne nei propri confronti.
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Non c'è limite alla crudeltà umana
Guillermo Vargas Habacuc, non chiamatelo artista per favore.
Leggendo tra le mie email e rovistando tra le migliaia di catene, ho trovato una mail che mi parlava di un fatto increscioso accaduto nel duemilasette presso la Biennale Centroamericana d'Arte.
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Sconti sui treni per le prossime Elezioni
Gli elettori che dovranno spostarsi usufruiranno di uno sconto
Vorrei segnalare la possibilità, che forse non tutti sanno, di avere lo sconto sul prezzo del biglietto del treno per chi si vuole recare a votare dove è iscritto nelle Liste elettorali.
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Guardiagrelesociale.it
...solo attraverso il confronto delle idee esiste libertà.
Di strumenti per un confronto sui temi sociali e politici oggi ne abbiamo pochi. Nei locali, nei bar e nelle piazze sempre più di rado, specie tra i più giovani, si sente parlare di queste problematiche.



















