"Guardiagrele é nostra!"
Introduzione di Antonio Altorio nell'ambito del primo incontro di Guardiagrele città in cantiere.
Iniziamo con la pubblicazione dei video del primo incontro di Guardiagrele città città in cantiere, svoltosi domenica 29 marzo, incentrato sul tema del lavoro.
L'introduzione di Antonio Altorio è un'introduzione che però trascende dal tema del dibattito di quel giorno e va a spiegare il perché, basi ed esponenti di tutti i partiti del centro-sinistra guardiese hanno deciso di iniziare un percorso differente. Al suo interno troverete anche la spiegazione dei "perché" esponenti istituzionali o di partito non fossero seduti al tavolo dei relatori.
Il discorso può apparire per alcuni forse un po' complesso, ma cerca di dare uno schema di quelli che sono i pricipi e le linee guida di questa proposta politica che ha come obbiettivo il cambiar volto alla politica locale attraverso la partecipazione popolare.
Personalmente penso che andranno meglio specificate alcune parti, cosa che spero riusciremo a fare nei cantieri, specie in relazione al discorso sulla "chiacchiera inutile" che secondo me, forse per deformazione professionale, si tende a sottovalutare e soprattutto a porre quasi ai margini. A mio avviso la chiacchiera inutile va concessa e non esistono competenze specifiche per esprimersi. Sarà il confronto con gli altri a svelare e raffinare la chiacchiera sino a far si che diventi politica. Porre di questi "limiti" è dunque secondo me un errore più comunicativo che effettivo e reale. Bisogna riflettere sul fatto che oggi chi è lontano da una logica democratica parla di tutto; chi ha la sensibilità per concepirla e sostenerla, se sente parlare di "competenza" sente un baratro tra se e la politica che potrebbe contribuire ad allontanarlo piuttosto che ad avvicinarlo.
Fatto questo mio primo commento, vi lascio ad Altorio. Il video parte con qualche secondo di ritardo, ma la sostanza è tutta qui. La trascrizione in alcuni tratti semplifica qualche ripetizione o qualche frase in eccesso. E' stato un lavoraccio, ma d'altronde fare il "manovale" non mi dispiace affatto.
“Guardiagrele Città in cantiere”
Cantiere – Lavoro.
Introduzione di Antonio Altorio:
Perché siamo qui ? cos’è Guardiagrele città in cantiere.? Mi sembra opportuno precisare qualche idea di fondo che ha spinto i cinque partiti del centrosinistra ad organizzare questa serie di appuntamenti. Mi sembra importante iniziare a parlare di qualche idea perché la politica ha bisogno di idee. La politica non è l’amministrazione del quotidiano, ma l’agire nel quotidiano in base ad idee di riferimento. Non può essere il piccolo capotaggio di ogni giorno, ma occorre un’azione illuminata da alcune idee di riferimento. Senza idee la politica non è possibile. Platone diceva: “Il politico è uno che prima di tutto pensa e poi agisce”; pensa in grande e poi agisce nel quotidiano, perché solo chi pensa in grande riesce a calare un’azione adeguata all’esigenza della persona nel quotidiano. Naturalmente queste idee della politica non sono idee comode, ma idee scomode perché non riguardano l’utile personale, ma il bene comune e ciò significa che qualcuno un piccolo sacrificio personale è necessario che lo faccia altrimenti il bene comune non è realizzabile.
Qual è l’idea di fondo che è alla base di Guardiagrele Città in cantiere? La parola “democrazia”.
Oggi la democrazia penso sia una delle parole più abusate del linguaggio quotidiano e mediatico, una parola degenerata. Degenerata in due rivoli opposti: la chiacchiera inutile, ovvero parlare tutti su tutto senza alcuna competenza. Non è questa la democrazia, questa è la chiacchiera! Dall’altro lato la dittatura della maggioranza: basta avere un numero in più per dare regole a tutti. Non è questo la democrazia, assolutamente. E allora che cos’è la democrazia e cosa dunque guida Guardiagrele Città in Cantiere?
Innanzitutto l’appartenenza. La democrazia nasce sul principio d’appartenenza: la città è nostra, è comune! Nessuno è escluso da questo principio di appartenenza.
Molto bello è che iniziamo questo discorso di Guardiagrele Città in Cantiere dal lavoro. Non a caso il lavoro, si è detto giorni fa è nel primo articolo della costituzione italiana perché il lavoro ci rende appartenenti ad una comunità. Noi non siamo sudditi di una comunità ma cittadini all’interno di una comunità attraverso il lavoro perché il lavoro ci rende parte attiva di una comunità e la democrazia senza il senso dell’appartenenza non esiste. Noi vogliamo andare a pensare Guardiagrele perché Guardiagrele è nostra perché noi apparteniamo a questa comunità.
Il secondo pilastro della democrazia è il principio di responsabilità. Cos’è la responsabilità? Lo dice la parola stessa: rispondere. Chi amministra deve rispondere dei propri atti. Se la democrazia non è la chiacchiera di tutti su tutto è un’azione di controllo responsabile. Chi governa risponde di ciò che fa perché è responsabile verso colui che l’ha demandato; chi è governato ha la responsabilità del controllo su chi governa.
Purtroppo oggi pensiamo che il principio di responsabilità si esaurisca nella legalità. La legalità è il minimo! Ma il principio di responsabilità della in democrazia è più grande della legalità. Non basta fare cose legali perché siano legittime, è troppo poco, ci mancherebbe altro che entriamo nell’illegalità! La scorrettezza in democrazia è molto più sottile della semplice illegalità. La dittatura della maggioranza è certamente legale, ma non può essere democratica. L’alchimia del potere delle poltrone e dei giochi nascosti certamente è legale ma non è democratica. Questo è un grosso problema.
Guardiagrele città in cantiere vuole essere dunque momento di responsabilità. Di partecipazione responsabile.
Terzo ed ultimo pilastro della democrazia e quindi di Guardiagrele Città i Cantiere, è la parola. La democrazia nasce sull’utilizzo della parola, senza parola non c’è democrazia. Che cos’è la parola? E’ una ricerca comune. Può essere usata sia per riflettere che per convincere. La democrazia non usa la parola convincente e persuasiva. Qui non abbiamo scenografie mastodontiche, orchestre o arti retoriche eccezionali, ma un gruppo di persone che parlano per riflettere insieme: la democrazia è questo. La democrazia è fatta dall’idea condivisa. Se non c’è idea condivisa non c’è democrazia e le idee si costruiscono con le parole.
Questi principi sono finalizzati ad una azione politica. Queste sono grandi scelte che si devono concretizzare nelle decisioni di tutti i giorni.
Ma quali sono le linee guida di questo progetto?Tre sono le linee guida:
1) l’attenzione.
Chi fa politica deve stare attento. Deve ascoltare. Ecco perché qui non ci sono tra i relatori esponenti politici specie se di lungo corso, ma ci sono persone, tecnici, che ci possono dire una parola chiara su determinati problemi. Poi sarà la politica a scegliere, ma la politica deve ascoltare. Fare un programma amministrativo senza ascolto delle forze tecniche è impossibile. Nessuno può pretendere di guidare una azione amministrativa nel chiuso di una stanza: oltre che presuntuoso è profondamente stupido. Quindi la democrazia è l’attenzione ai bisogni.
2) Poi l’amministrazione dell’immediato.
Bisogna stare attenti alle piccole esigenze delle persone. Non possiamo in un’azione amministrativa pensare un grande progetto lasciando perdere le esigenze di tutti i giorni, perché le persone vivono tutti i giorni.
3) Pensare il futuro.
Noi non possiamo pensare sempre all’oggi o al domani mattina. Noi dobbiamo progettare la Guardiagrele del futuro. Cosa vogliamo fare di questa città nei prossimi dieci-quindi anni? Non si può continuare col dire “oggi è successo questo e domani vediamo!”. Un’azione amministrativa attenta all'immediato ma che pensi anche al futuro.
Perché questo? Perché, ce lo dice il secondo articolo della costituzione, ovvero perché abbiamo il dovere di una solidarietà politica. Cos’è la solidarietà politica? E’ una solidarietà strutturata nella società e nell’amministrazione della società. Dunque queste sono le linee guida ed ora passo la parola a Rossano perché vi ho annoiato già abbastanza

































Angelo P.
“Non c’è nulla di più nobile del servizio pubblico, non significa che dovete correre per la presidenza. Potete lavorare per Medici Senza Frontiere, fare volontariato, lavorare per l’Onu o fare il sindaco di Strasburgo…il punto è che se pensi solo a te stesso-quanti soldi posso fare, cosa comprare, quant’è bella casa mia o la mia auto-alla lunga ti annoi…per vivere una vita piena, devi pensare: cosa posso fare per gli altri? Come posso far parte di questo progetto più vasto per rendere il mondo migliore?…Voi giovani spero pensiate a come essere utili per fare la differenza ..che sarà una tragedia se tutti voi, così pieni di talento ed energia, lascerete che si sprechino, restando da parte mentre il mondo vi passa davanti..Meglio saltare a bordo, essere coinvolti…a volte significherà essere criticati, fallire o restare delusi, ma vivrete una grande avventura e, alla fine della vita, spero che potrete guardare indietro e dire: ho fatto la differenza”
Barack Obama.
Antonio A.
MERCOLEDI' 8 APRILE ORE 19.00 SALA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA MAGGIORE (VICINO CHIESA S. ROCCO): COSTITUZIONE COMITATO CITTADINO PRO-TERREMOTATI. SPARGETE VOCE!