Invalidi civili: la categoria dimenticata
In tutte le proposte "anti-crisi" vengono dimenticati oggi come in passato.
Quando si parla di pensionati e pensioni in questo paese si pensa e si agisce sempre sugli anziani (a volte neanche troppo anziani). C'è un'altra categoria però di pensioni
che non beneficia mai di aumenti: quella degli invalidi civili. Gli invalidi civili sono fuori da quella categoria di pensioni che sono state portate
ad un minimo di 516,00 euro.
Lo so, in questo caso mi trovo in palese conflitto d'interesse, dato che mia madre è invalida civile e che con me in genere senza un lavoro fisso, rappresenta l'unica entrata
certa mensile in famiglia. Ma prenso la nostra storia e soprattutto la sua condizione, siano indicative di una categoria completamente dimenticata da tutti.
Mia madre ha un'invalidità del 75%, è senza diploma e questi due dati, aggiunti ad un'età di 49 anni, praticamente la tagliano completamente fuori dal mercato del
lavoro. Persino le agenzie, nel vedere questi dati, seppur non detto in maniera esplicita, fanno comprendere che è impossibile da posizionare nel mondo del
lavoro.
Ora, seppur ponessimo l'eventualità che io trovassi un lavoro stabile e/o mi facessi una famiglia mia, mia madre sapete quanto prende di pensione al mese?
235 EURO!!!
le amministrazioni pubbliche, a parte che con aiuti una tantum per conguagli spropositati, non possono far nulla. In tv sto guardando Anno Zero e vedo tanta gente in
difficoltà con stipendi mensili superiori a 1000 euro. Io penso a mia madre, penso al suo presente ed al suo futuro. Penso che 235 euro al mese in genere non ci fai neanche la
spesa per due settimane; penso a quante persone vivono in Italia nella sua stessa condizione.
Il governo pensa alle social card ed ai bonus. La prima è un pagliativo da 1,3 euro al giorno. Mia madre vive e dovrebbe vivere con 7,8 euro al giorno, che
con la social card diventano 9. Metteteci le bollette (perché la casa popolare quantomento riduce a poche decine di euro l'affitto) e pensate a quanto le resta per
mangiare ogni giorno (ovviamente i vestiti non li compra da anni!).
Io cerco di destreggiarmi, mio padre (i miei sono separati) da una mano come e quando può. Si può arrivare ad una media di 500 euro (tra mesi di lavoro miei,
aiuti di mio padre ed una tantum dai servizi sociali).
Se io non dovessi più trovar lavoro; se mio padre dovesse chiudere il negozio, come vivrebbe lei? Questa è la situazione che vivo quotidianamente, il pensiero che mi
assilla. Ed ora mi chiedo, sebbene anche questo bonus, pure al massimo di 1000 euro, proterebbe il bilancio medio giornaliero annuale a 12 euro, toccherà anche mia
madre, o come spesso avviene quando si parla di pensioni, gli invalidi civili saranno esclusi dal bonus e/o dagli eventuali aumenti? Il Governo sa che in Italia
esiste anche questa categoria?
Mia madre, come altri invalidi civili, può compiere solo lavori semplici ed in ambienti protetti. Non vorrebbe la beneficenza di un governo perché nonostante tutto ha una sua dignità: vorrebbe un lavoro. E' difficile per me spiegarle che se persino io non vengo chiamato dalle agenzie, lei non ha proprio speranze. Non avendo speranze dovrebbe essere tutelata dallo Stato per questo motivo, ma lei, come tanti altri invalidi civili e come altre categorie, è dimenticata.

































stimoli alessandro
sono un ragazzo di 33 anni sono invadido civile al 100%(crisi epilettiche)percepisco 265 euro di pensione sposato e adesso ho pure un figlio.ti posso dire solo che per vivere io rischio la vita ogni giorno perche l'unica cosa che posso fare e il muratore in nero essendo escluso da tutti e da tutto nessuna tutela per l'invalidi civile poi se qualche giorno morirò durante il l'avoro allora faranno qualche documentario in tv.