I Menestrelli di Graelion
biografia e storia del gruppo
Dati anagrafici
Il gruppo nasce il 2 gennaio del 2008 dalle ceneri della Band “Uomini di Ogni leva” che per due anni interi ha alternato musicisti promovendo un repertorio tutto dedicato a Fabrizio De Andrè. L’amore per i contenuti della musica cantautoriale della vecchia scuola ( De Andrè, Guccini, Gaber) e per il Folk Rock (Bandabarò, MCR) sono il collante che unisce componenti provenienti da esperienze molto diverse tra di loro.
La palestra Uomini d'ogni leva.
Uomini d'ogni leva è un'idea che vede la luce nel maggio del 2005 in una stanzetta disordinata di Firenze dalla mente di Chiara De Lucia. Il suo desiderio è quello di fondere la
passione che condivide insieme ad Angelo Primavera per De Andrè, ed il desiderio di rompere gli schemi ormai ossidati del panorama musicale guardiese, ancorato ad un monopolio di band
blues ed hard rock, ristabilitosi dopo un periodo di furore Punk-Grunge che ha avuto come massimo riferimento il gruppo Kymera (1999-2003).
Parallelamente a questo progetto Angelo ricomincia a scrivere brani ed a pensare ad una nuova band.
Nel corso dei tre anni gli Uomini di ogni leva vedranno un continuo avvicendamento di musicisti (ben 26) tra i quali Angelo inizia a cercare tra loro quelli più adatti, in primo luogo
dal punto di vista "umano" e "professionale", al suo progetto.
Alex Ricci
Il primo a mettersi in evidenza, soprattutto per l’amore puro per la musica privo di qualsiasi fine esibizionista, è Alex Ricci. Alex suona la batteria da anni, ma tra impegni di lavoro ed un ambiente musicale pressoché monopolizzato da pochi generi, fatica a trovare un gruppo che condivida a pieno le sue passioni. Alcune esperienze live nel ‘99 e qualche altra sporadica apparizione non rendono affatto giustizia al musicista, che nonostante la mancanza del palcoscenico, continua ad investire tempo e denaro nello studio della batteria. Quando nel 2006 il posto al seggiolino degli Uomini di Ogni Leva si libera, prende la palla al balzo. Da quel momento diventa un pilastro della band sia dal punto di vista dell’affidabilità e dell’impegno, sia dal punto di vista umano, come collante delle diverse individualità presenti al suo interno.
Angelo Marrone
Quasi contemporaneamente nel gruppo approda anche Angelo Marrone. Pressoché sconosciuto nell’ambiente musicale locale, si dimostra da subito un polistrumentista dal talento immenso. Grande orecchio, creatività, precisione e serietà d’impegno. Doti che sempre più di rado si riescono a racchiudere in un’unica persona.
Simone Zulli
L’ultimo arrivato è il bassista Simone Zulli. Simone ha suonato in passato sia con Alex che con Angelo in due diverse formazioni. Con Primavera ha condiviso anche il triennio a scuola
dove i due erano primo e secondo nella classifica delle assenze.
Zulli è un creativo a 360 gradi. Dalla musica, dove ha sempre partecipato solo a progetti che lavorassero su materiale inedito (il suo ingresso negli Uomini d’ogni leva avviene quando
la band inizia a discutere di portar avanti in parallelo un lavoro su brani nuovi), al lavoro di Web desiner, all’amore per la computer grafica ed il disegno.
I Menestrelli.
Dopo un anno di rodaggio all’interno della formazione “Uomini d’ogni leva” i quattro decidono di iniziare, nel gennaio 2008 i lavori sul materiale inedito. Da subito si accorgono di avere per le mani un qualcosa di unico nel panorama musicale odierno. I brani da subito si mostrano per quello che sono: incisivi nei testi, semplici ma non banali negli arrangiamenti; destinati a centrare l’ascoltatore da subito. Brani che non accettano compromessi: o piacciono o non piacciono ed in genere la discriminante principale è dovuta al messaggio che cerca di rinnovare il concetto di “canzone di protesta”. La semplicità è anche frutto della volontà di offrire un’alternativa alla sempre maggior insipidità delle attuali tendenze musicali, caratterizzate dalle miscele sempre più frequenti tra elettronica ed influenze jazz o etniche; miscele capaci spesso di impressionare ma sempre più raramente di emozionare l’ascoltatore. I diversi background dei musicisti fanno comunque si che i brani non si basino su un unico stile, ma che si offra una miscela di influenze molto varia, le quali sempre in nome della semplicità a tratti minimalista che li contraddistingue, finisce per offrire la struttura ideale per sorreggere i testi.



















